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3 stelline e mezzo -
http://www.sonosololibri.it Duhram, North Carolina. Un killer, forse seriale, ha compiuto due atroci omicidi, massacrando due bambini e infilandoli in un tombino. La polizia, che brancola nel buio, chiede l’aiuto di Michael Wesley, un investigatore piuttosto particolare. Nella suo recente passato c’ ... (continue)
- — Nov 9, 2011 | Add your feedback
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- Jack Frog (25)
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Gran parte dell’opinione che si ha su un libro nasce dall’aspettativa che si aveva. Io non ho acquistato questo libro cercando un capolavoro, e mi sono lasciata un po’ fregare dal booktrailer che sembrava promettere uno di quei libri divertenti e senza pretese che ogni tanto ci vogliono. E in effett ... (continue)
- — Nov 4, 2011 | Add your feedback
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- Dracula (12579)
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La sovrana lettrice
http://www.sonosololibri.it Avevo già conosciuto Alan Bennett leggendo “La cerimonia del massaggio“, gradevolissimo librettino che si legge in un pomeriggio. Anche con “La sovrana lettrice” la sottile ironia di questo scrittore non si smentisce, creando un piccolo divertissement che ci tiene compagn ... (continue)
http://www.sonosololibri.it
Avevo già conosciuto Alan Bennett leggendo “La cerimonia del massaggio“, gradevolissimo librettino che si legge in un pomeriggio. Anche con “La sovrana lettrice” la sottile ironia di questo scrittore non si smentisce, creando un piccolo divertissement che ci tiene compagnia per qualche ora, giocato su un banale “what if“, ovvero cosa succederebbe se la Regina d’Inghilterra (del quale non viene mai fatto il nome ma che credo sia ampiamente intuibile dalla copertina) scoprisse per caso, a ottant’anni suonati, il piacere della lettura e non riuscisse più a rinunciarvi?
Bennett utilizza uno stile ironico ma anche sensibile, mostrandoci non solo il lato divertente del continuo nervosismo del primo ministro quando la regina inizia ad arrivare tardi alle cerimonie o vi partecipa senza alcun trasporto, ma anche la difficoltà che la regina stessa prova prima nel compiere un gesto che sia egoistico e che prescinda dai suoi doveri (leggere per sè, per il piacere di farlo, non per ragguagliarsi sui fatti) e poi per l’evidente differenza sociale che la rende unica rispetto a tutto il resto del popolo, che può godere di certe sottigliezze (ad esempio quelle basate sulle differenze sociali nei romanzi di Jane Austen) che lei fatica a cogliere.
C’è probabilmente chi troverà da obbiettare sull’effettiva ironia di questo libro, ma dobbiamo ricordarci che Bennett è pur sempre inglese, e sappiamo bene che la loro ironia è spesso meno sguaiata della nostra e va cercata non solo in una battuta, ma anche in una situazione, come quando la regina scopre che tenendo il libro leggermente sotto alla linea del finestrino della carrozza, riesce a leggere continuando a salutare con la mano senza che nessuno se ne accorga.
Insomma non un capolavoro, ma un libro che non ha neanche la pretesa di esserlo, ma un piccolo romanzo da leggere magari in un pomeriggio piovoso, divertente e delicato come solo Bennett sa essere.
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