http://www.sonosololibri.it Uscito dopo il grande successo di “Io sono ipocondriaco”, questo simpatico libercolo descrive brevemente e con una certa dose di ironia una vasta gamma delle più strane deviazioni della mente umana. Una fantasmagoria di psicosi e nevrosi spesso più comprensibili di quanto
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http://www.sonosololibri.it Uscito dopo il grande successo di “Io sono ipocondriaco”, questo simpatico libercolo descrive brevemente e con una certa dose di ironia una vasta gamma delle più strane deviazioni della mente umana. Una fantasmagoria di psicosi e nevrosi spesso più comprensibili di quanto vorremmo. Su una falsa riga che viaggia tra l’umoristico e lo scientifico il libro si presenta come un vero e proprio manuale, un elenco suddiviso per tipo di disturbo (disturbi ansiosi, del sonno, fittizi, … fino a quelli sessuali) nel quale ogni paranoia è corredata di un test iniziale, di un “monologo interiore”, ovvero di quello che ci diremmo se davvero ne soffrissimo, di un’immagine che ricorda molto i vecchi trattati di medicina, di una spiegazione scientifica, nonchè di una cura, se esiste. Scopriamo così che se la mattina mentre ci laviamo i denti siamo convinti che la persona che sta dentro lo specchio sia qualcuno che ci perseguita e sta tentado di ucciderci, soffriamo della Sindrome di misidentificazione de sè, mentre se un giorno ci viene voglia di mangiare nostra moglie, forse potremmo soffrire della Sindrome di Windigo, o ancora se la tazzina del caffè ci appare di dimensioni smisurate o i nostri piedi estremamente piccoli potremmo soffrire di Micropsia, o Sinfrome di Alice nel Paese delle meraviglie. Sfido chiunque a non trovare in questo simpatico e dettagliato elenco almeno un paio di cose di cui potremmo soffrire noi stessi o i nostri familiari. Del resto, se si è paranoici, la cosa migliore è farsene una ragione e cercare di cogliere i lati positivi dell’essere insopportabilmente ansiosi, sempre che per la depressione non ci venga voglia di ingurgitare una palla di elastici… Mi sento di avvisarti di non aspettarti un libro da sbellicarsi dalle risate, perchè non lo è. E’ divertente, questo si, ma è pur sempre un elenco di assurdi disturbi mentali di cui sono stati documentati alcuni (anche se rarissimi) casi, e come tale a qualcuno potrebbe anche risultare noioso, anche se personalmente io l’ho trovata una lettura interessante e leggera, a tratti divertente (insomma, a me dispiace da morire per quel poveretto che è convinto che sua nonna sia stata sostituita da un robot, ma se ci pensi come cosa fa ridere), senza alcuna pretesa di avere un qualsivoglia valore scientifico, ma comunque capace di informarci su alcune delle più strane deviazioni della mente umana in modo conciso e spensierato.
http://www.sonosololibri.it Questo volume comprende i primi due libri del “Ciclo del Drive-in”, scritti da Lansdale tra il 1988 e il 1989, e cioè La notte del drive-in e Il giorno dei dinosauri. Al ciclo appartiene anche un terzo libro, scritto ben 16 anni dopo il secondo, La notte del drive in 3 –
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http://www.sonosololibri.it Questo volume comprende i primi due libri del “Ciclo del Drive-in”, scritti da Lansdale tra il 1988 e il 1989, e cioè La notte del drive-in e Il giorno dei dinosauri. Al ciclo appartiene anche un terzo libro, scritto ben 16 anni dopo il secondo, La notte del drive in 3 – gita per turisti. Mentre leggevo questo libro pensavo a ripensavo a qualche termine azzeccato e originale per descriverlo. E ci ho pensato per tutto il tempo della lettura. Sul serio. Ci penso da giorni. Mi ripetevo che per un libro così avrei dovuto trovare qualcosa di quantomeno originale, degno della follia di cui è intriso il racconto. Il problema è che l’unica parola che continuava a girarmi in testa era allucinante, decisamente poco originale, ma maledettamente azzeccata per un racconto che sembra un trip indotto dall’effetto di un acido. Entrambi i libri sono infatti dei viaggi alienanti e claustrofobici nella degenerazione della razza umana di fronte a situazioni catastrofiche. Lansdale crea un microcosmo fantastico e delirante, che gronda orrore e disperazione e che nonostante la sua estrema assurdità offre sensazioni estremamente reali. La scrittura sembra avere sorta di urgenza narrativa che rende incapace il lettore di prevedere l’evolversi naturale e logico delle vicende. In sola mezza pagina questo libro è capace di prenderti per la gola e portarti giù in un mondo dove le cose più assurde sono assolutamente reali, dove non si può discutere, ma solo cercare di sopravvivere. Delirante, ironico, assolutamente non adatto a stomaci deboli, questo racconto è un viaggio allucinato nella deviazione umana, contornato di una critica alla società dei consumi e alla religione. Crudo, tagliente, assurdo, più volte durante la lettura mi sono chiesta come si riescano anche solo a immaginare cose tanto folli. Secondo me è una di quelle cose che piace o non piace. Se piace, si entra nella storia, ci si lascia trascinare nell’abisso, tra i sacchetti dei popcorn e gli Dèi di serie B. Si vivono il terrore e lo sconforto, e si cerca di non farsi troppe domande. Se non piace, non credo si riesca ad andare oltre pagina 60. Si dice spesso che genio e follia viaggino sul filo di un rasoio, e credo che questo libro ne sia un ottimo esempio. Lansdale ti porta sull’orlo del precipizio e tu ormai arreso all’evidenza ti dici: beh, non può succedere di peggio che cadere e morire! Ahahah! Illuso! Può succedere che il precipizio in realtà non esista, oppure che tentando strenuamente di non cadere tu ti opponga all’unica salvezza che ti si offre…
http://www.sonosololibri.it Alex è una ragazza piccola e magra, nervosa, sboccata. Ha un passato non proprio da collegiale e per sopravvivere consegna Kebab a domicilio in sella a uno scooter sgangherato. E’ una Praga fredda e scura quella in cui si muove, sotto la cui pelle cova una grave minaccia:
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http://www.sonosololibri.it Alex è una ragazza piccola e magra, nervosa, sboccata. Ha un passato non proprio da collegiale e per sopravvivere consegna Kebab a domicilio in sella a uno scooter sgangherato. E’ una Praga fredda e scura quella in cui si muove, sotto la cui pelle cova una grave minaccia: qualcosa, o qualcuno, ha varcato il continuum spazio-temporale, e stavolta non si tratta di uno Sbavone, ma di qualcosa di ben più grande e minaccioso. Anche sotto la pelle di Alex c’è qualcosa di particolare, è la sua bussola interna ed è stata proprio quella ad avvertirla dell’imminente pericolo. Alex infatti è una Column, una Colonna del Tempo di Gerusalemme, a cui è affidata la difesa della frontiera orientale dalle intrusioni degli Esterni. Ma questa volta la lotta sarà all’ultimo sangue: gli Infierenti, comandati dall’Arconte Tamel, hanno intenzione di distruggere tutto il mondo che Alex conosce, e non si fermeranno finchè non avranno compiuto la loro missione. La lotta tra bene e male si farà serrata, tra combattimenti corpo e corpo e duelli psicologici, e prenderà pieghe del tutto nuove e inaspettate. Apocalypse Kebab è un bell’urban fantasy per adulti, ambientato in una Praga notturna, scura, fredda. Per una volta la protagonista non è la solita ragazzina scema, ma una ragazza in gamba, uscita da un passato difficile, che si fa forte della propria fragilità e che si stringe intorno a suoi compagni, i Column, sì per combattere gli Esterni ma anche per sentirsi meno sola. Ed è proprio questo che la avvicinerà a Tamel, il potentissimo Arconte, spingendola verso il pericolo per la sua naturale indole di non giudicare prima di aver saputo. La trama si dipana in modo semplice ma mai banale, e il racconto alterna spesso momenti di humor a introspezioni che ci aiutano a comprendere meglio Alex e i suoi pensieri. I dialoghi sono freschi e assolutamente credibili, e anzi donano spessore ai personaggi che non sono mai stereotipati. Nel finale diventa impossibile staccarsi dalla lettura, e la conclusione arriva in maniera inaspettata e sorprendente. Ho letto alcune recensioni lamentarsi delle troppe parolacce, cosa che però io non ho trovato affatto fastidiosa e anzi perfettamente in linea con l’ambientazione e i personaggi. Insomma un romanzo scaturito da una penna italiana e, per una volta, indirizzato ad un pubblico non adolescente che consiglio assolutamente agli amanti del genere!
http://www.sonosololibri.it Ho conosciuto fumetto, casa editrice ed autore al Comicon di Napoli di quest’anno, ed è stato davvero un incontro fortunato, non solo perchè ho avuto la fortuna di avere una dedica personale da parte dell’autore sulla mia copia, ma perchè il volume in questione è un vero
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http://www.sonosololibri.it Ho conosciuto fumetto, casa editrice ed autore al Comicon di Napoli di quest’anno, ed è stato davvero un incontro fortunato, non solo perchè ho avuto la fortuna di avere una dedica personale da parte dell’autore sulla mia copia, ma perchè il volume in questione è un vero piccolo gioiello.
Incubi è una graphic novel formata da quattro storie, due delle quali ispirate ai racconti di Lovecraft. Come si evince dal titolo, le storie viaggiano sul tema dell’angoscia e della paura, e devo dire che le trame unite alle chine dell’autore riescono a creare atmosfere veramente suggestive e spaventose. Il filo conduttore dei racconti sono inquietanti elementi sovrannaturali, molti dei quali mi hanno ricordato da vicino le deformi e assurde creature dipinte da Bosch nelle sue opere. Paura e follia si intrecciano in queste tavole assolutamente fenomenali, nelle quali la mano di Michele è capace di creare, rigorosamente in bianco e nero, chiaroscuri incredibili e paesaggi che sembrano vivere di vita propria. Seppur in poche pagine, le storie ci portano faccia a faccia con l’angoscia, creando emozioni forti, e il connubio tra i pochi dialoghi e il tratteggio maniacale di Michele riesce a creare situazioni macabre ed oniriche, rendendo questo volume quanto di più inquietante e vicino all’idea di “Incubo” che mi sia mai capitato di leggere. Consiglio assolutamente l’acquisto di questo volume a tutti gli amanti dell’horror (psicologico) e di Lovecraft, e a chi desideri, almeno per un pò, farsi avvolgere da una nebbia scura e fredda e catapultarsi in paesaggi “vangoghiani” sorprendenti e inquitetanti. Tra l’altro il prezzo è assolutamente politico e il volume è acquistabile anche dal sito della casa editrice.
http://www.sonosololibri.it Primo romanzo che leggo della Nothomb, escluso “Splendente come una padella“, che è però una raccolta di quattro racconti brevi, e che avevo acquistato più per le illustrazioni che per altro. Premetto che ero partita prevenuta, perchè gli scrittori che fanno eccessivo sfo
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http://www.sonosololibri.it Primo romanzo che leggo della Nothomb, escluso “Splendente come una padella“, che è però una raccolta di quattro racconti brevi, e che avevo acquistato più per le illustrazioni che per altro. Premetto che ero partita prevenuta, perchè gli scrittori che fanno eccessivo sfoggio di sè e della propria persona (e la Nothomb è sicuramente un personaggio che non passa inosservato) tendono normalmente a risultarmi antipatici. Devo dire però che sono rimasta particolarmente sorpresa da questo romanzo. Tutta la trama si srotola in forma di dialogo in un interno buio, attraverso le interviste che pochi giornalisti selezionati possono fare allo scrittore Prétextat Tach, premio Nobel in punto di morte. Egli è un personaggio pieno, e non solo per la sua mole: enorme, tronfio, sgradevole, pregno di grasso e di difetti, misantropo e misogino, e geniale. In ogni intervista demolisce l’ego dei suoi sfortunati intervistatori, sparando a raffica sull’umanità e soprattutto sui suoi colleghi, gli scrittori. Mi sono spesso domandata se in realtà Tach non fosse che un’espediente per esprimere un pensiero dell’autrice. La prima parte è assolutamente divertente e con un ritmo serrato che non lascia spazio alla noia. Il personaggio vene costruito egregiamente e tutto viene preparato per il colpo di scena. Da qui il ritmo cambia totalmente, divenendo più riflessivo. Devo dire la verità, lì per lì non ho amato particolarmente la seconda parte, nè il finale che mi aveva lasciato con un grosso punto interrogativo. Ma dormendoci sopra devo dire che la mia opinione è cambiata, e credo di aver trovato l’anello che ha fatto quadrare il cerchio. Come molti scrittori “particolari” credo che questo sia uno di quei libri che o si ama o si odia. Sembra un testo teatrale (ed in effetti lo è diventato), ma è anche una palese ricerca di un senso di arguzia anticonvenzionale che può effettivamente risultare antipatico. Se lo si prende con il giusto spirito, è un libro che si lascia leggere leggero. E’ un’ode al cinismo che si trasforma in favola, in amore e poi di nuovo in cinismo.
Io sono paranoico
http://www.sonosololibri.it Uscito dopo il grande successo di “Io sono ipocondriaco”, questo simpatico libercolo descrive brevemente e con una certa dose di ironia una vasta gamma delle più strane deviazioni della mente umana. Una fantasmagoria di psicosi e nevrosi spesso più comprensibili di quanto ... (continue)
http://www.sonosololibri.it
Uscito dopo il grande successo di “Io sono ipocondriaco”, questo simpatico libercolo descrive brevemente e con una certa dose di ironia una vasta gamma delle più strane deviazioni della mente umana. Una fantasmagoria di psicosi e nevrosi spesso più comprensibili di quanto vorremmo.
Su una falsa riga che viaggia tra l’umoristico e lo scientifico il libro si presenta come un vero e proprio manuale, un elenco suddiviso per tipo di disturbo (disturbi ansiosi, del sonno, fittizi, … fino a quelli sessuali) nel quale ogni paranoia è corredata di un test iniziale, di un “monologo interiore”, ovvero di quello che ci diremmo se davvero ne soffrissimo, di un’immagine che ricorda molto i vecchi trattati di medicina, di una spiegazione scientifica, nonchè di una cura, se esiste.
Scopriamo così che se la mattina mentre ci laviamo i denti siamo convinti che la persona che sta dentro lo specchio sia qualcuno che ci perseguita e sta tentado di ucciderci, soffriamo della Sindrome di misidentificazione de sè, mentre se un giorno ci viene voglia di mangiare nostra moglie, forse potremmo soffrire della Sindrome di Windigo, o ancora se la tazzina del caffè ci appare di dimensioni smisurate o i nostri piedi estremamente piccoli potremmo soffrire di Micropsia, o Sinfrome di Alice nel Paese delle meraviglie.
Sfido chiunque a non trovare in questo simpatico e dettagliato elenco almeno un paio di cose di cui potremmo soffrire noi stessi o i nostri familiari. Del resto, se si è paranoici, la cosa migliore è farsene una ragione e cercare di cogliere i lati positivi dell’essere insopportabilmente ansiosi, sempre che per la depressione non ci venga voglia di ingurgitare una palla di elastici…
Mi sento di avvisarti di non aspettarti un libro da sbellicarsi dalle risate, perchè non lo è. E’ divertente, questo si, ma è pur sempre un elenco di assurdi disturbi mentali di cui sono stati documentati alcuni (anche se rarissimi) casi, e come tale a qualcuno potrebbe anche risultare noioso, anche se personalmente io l’ho trovata una lettura interessante e leggera, a tratti divertente (insomma, a me dispiace da morire per quel poveretto che è convinto che sua nonna sia stata sostituita da un robot, ma se ci pensi come cosa fa ridere), senza alcuna pretesa di avere un qualsivoglia valore scientifico, ma comunque capace di informarci su alcune delle più strane deviazioni della mente umana in modo conciso e spensierato.
La notte del drive-in
http://www.sonosololibri.it Questo volume comprende i primi due libri del “Ciclo del Drive-in”, scritti da Lansdale tra il 1988 e il 1989, e cioè La notte del drive-in e Il giorno dei dinosauri. Al ciclo appartiene anche un terzo libro, scritto ben 16 anni dopo il secondo, La notte del drive in 3 – ... (continue)
http://www.sonosololibri.it
Questo volume comprende i primi due libri del “Ciclo del Drive-in”, scritti da Lansdale tra il 1988 e il 1989, e cioè La notte del drive-in e Il giorno dei dinosauri. Al ciclo appartiene anche un terzo libro, scritto ben 16 anni dopo il secondo, La notte del drive in 3 – gita per turisti.
Mentre leggevo questo libro pensavo a ripensavo a qualche termine azzeccato e originale per descriverlo. E ci ho pensato per tutto il tempo della lettura. Sul serio. Ci penso da giorni. Mi ripetevo che per un libro così avrei dovuto trovare qualcosa di quantomeno originale, degno della follia di cui è intriso il racconto. Il problema è che l’unica parola che continuava a girarmi in testa era allucinante, decisamente poco originale, ma maledettamente azzeccata per un racconto che sembra un trip indotto dall’effetto di un acido.
Entrambi i libri sono infatti dei viaggi alienanti e claustrofobici nella degenerazione della razza umana di fronte a situazioni catastrofiche. Lansdale crea un microcosmo fantastico e delirante, che gronda orrore e disperazione e che nonostante la sua estrema assurdità offre sensazioni estremamente reali. La scrittura sembra avere sorta di urgenza narrativa che rende incapace il lettore di prevedere l’evolversi naturale e logico delle vicende. In sola mezza pagina questo libro è capace di prenderti per la gola e portarti giù in un mondo dove le cose più assurde sono assolutamente reali, dove non si può discutere, ma solo cercare di sopravvivere.
Delirante, ironico, assolutamente non adatto a stomaci deboli, questo racconto è un viaggio allucinato nella deviazione umana, contornato di una critica alla società dei consumi e alla religione. Crudo, tagliente, assurdo, più volte durante la lettura mi sono chiesta come si riescano anche solo a immaginare cose tanto folli. Secondo me è una di quelle cose che piace o non piace. Se piace, si entra nella storia, ci si lascia trascinare nell’abisso, tra i sacchetti dei popcorn e gli Dèi di serie B. Si vivono il terrore e lo sconforto, e si cerca di non farsi troppe domande. Se non piace, non credo si riesca ad andare oltre pagina 60.
Si dice spesso che genio e follia viaggino sul filo di un rasoio, e credo che questo libro ne sia un ottimo esempio. Lansdale ti porta sull’orlo del precipizio e tu ormai arreso all’evidenza ti dici: beh, non può succedere di peggio che cadere e morire! Ahahah! Illuso! Può succedere che il precipizio in realtà non esista, oppure che tentando strenuamente di non cadere tu ti opponga all’unica salvezza che ti si offre…
Apocalypse Kebab
http://www.sonosololibri.it Alex è una ragazza piccola e magra, nervosa, sboccata. Ha un passato non proprio da collegiale e per sopravvivere consegna Kebab a domicilio in sella a uno scooter sgangherato. E’ una Praga fredda e scura quella in cui si muove, sotto la cui pelle cova una grave minaccia: ... (continue)
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Alex è una ragazza piccola e magra, nervosa, sboccata. Ha un passato non proprio da collegiale e per sopravvivere consegna Kebab a domicilio in sella a uno scooter sgangherato. E’ una Praga fredda e scura quella in cui si muove, sotto la cui pelle cova una grave minaccia: qualcosa, o qualcuno, ha varcato il continuum spazio-temporale, e stavolta non si tratta di uno Sbavone, ma di qualcosa di ben più grande e minaccioso. Anche sotto la pelle di Alex c’è qualcosa di particolare, è la sua bussola interna ed è stata proprio quella ad avvertirla dell’imminente pericolo. Alex infatti è una Column, una Colonna del Tempo di Gerusalemme, a cui è affidata la difesa della frontiera orientale dalle intrusioni degli Esterni.
Ma questa volta la lotta sarà all’ultimo sangue: gli Infierenti, comandati dall’Arconte Tamel, hanno intenzione di distruggere tutto il mondo che Alex conosce, e non si fermeranno finchè non avranno compiuto la loro missione. La lotta tra bene e male si farà serrata, tra combattimenti corpo e corpo e duelli psicologici, e prenderà pieghe del tutto nuove e inaspettate.
Apocalypse Kebab è un bell’urban fantasy per adulti, ambientato in una Praga notturna, scura, fredda. Per una volta la protagonista non è la solita ragazzina scema, ma una ragazza in gamba, uscita da un passato difficile, che si fa forte della propria fragilità e che si stringe intorno a suoi compagni, i Column, sì per combattere gli Esterni ma anche per sentirsi meno sola. Ed è proprio questo che la avvicinerà a Tamel, il potentissimo Arconte, spingendola verso il pericolo per la sua naturale indole di non giudicare prima di aver saputo. La trama si dipana in modo semplice ma mai banale, e il racconto alterna spesso momenti di humor a introspezioni che ci aiutano a comprendere meglio Alex e i suoi pensieri. I dialoghi sono freschi e assolutamente credibili, e anzi donano spessore ai personaggi che non sono mai stereotipati.
Nel finale diventa impossibile staccarsi dalla lettura, e la conclusione arriva in maniera inaspettata e sorprendente. Ho letto alcune recensioni lamentarsi delle troppe parolacce, cosa che però io non ho trovato affatto fastidiosa e anzi perfettamente in linea con l’ambientazione e i personaggi.
Insomma un romanzo scaturito da una penna italiana e, per una volta, indirizzato ad un pubblico non adolescente che consiglio assolutamente agli amanti del genere!
Incubi
http://www.sonosololibri.it Ho conosciuto fumetto, casa editrice ed autore al Comicon di Napoli di quest’anno, ed è stato davvero un incontro fortunato, non solo perchè ho avuto la fortuna di avere una dedica personale da parte dell’autore sulla mia copia, ma perchè il volume in questione è un vero ... (continue)
http://www.sonosololibri.it
Ho conosciuto fumetto, casa editrice ed autore al Comicon di Napoli di quest’anno, ed è stato davvero un incontro fortunato, non solo perchè ho avuto la fortuna di avere una dedica personale da parte dell’autore sulla mia copia, ma perchè il volume in questione è un vero piccolo gioiello.
Incubi è una graphic novel formata da quattro storie, due delle quali ispirate ai racconti di Lovecraft. Come si evince dal titolo, le storie viaggiano sul tema dell’angoscia e della paura, e devo dire che le trame unite alle chine dell’autore riescono a creare atmosfere veramente suggestive e spaventose.
Il filo conduttore dei racconti sono inquietanti elementi sovrannaturali, molti dei quali mi hanno ricordato da vicino le deformi e assurde creature dipinte da Bosch nelle sue opere.
Paura e follia si intrecciano in queste tavole assolutamente fenomenali, nelle quali la mano di Michele è capace di creare, rigorosamente in bianco e nero, chiaroscuri incredibili e paesaggi che sembrano vivere di vita propria. Seppur in poche pagine, le storie ci portano faccia a faccia con l’angoscia, creando emozioni forti, e il connubio tra i pochi dialoghi e il tratteggio maniacale di Michele riesce a creare situazioni macabre ed oniriche, rendendo questo volume quanto di più inquietante e vicino all’idea di “Incubo” che mi sia mai capitato di leggere.
Consiglio assolutamente l’acquisto di questo volume a tutti gli amanti dell’horror (psicologico) e di Lovecraft, e a chi desideri, almeno per un pò, farsi avvolgere da una nebbia scura e fredda e catapultarsi in paesaggi “vangoghiani” sorprendenti e inquitetanti. Tra l’altro il prezzo è assolutamente politico e il volume è acquistabile anche dal sito della casa editrice.
Igiene dell'assassino
http://www.sonosololibri.it Primo romanzo che leggo della Nothomb, escluso “Splendente come una padella“, che è però una raccolta di quattro racconti brevi, e che avevo acquistato più per le illustrazioni che per altro. Premetto che ero partita prevenuta, perchè gli scrittori che fanno eccessivo sfo ... (continue)
http://www.sonosololibri.it
Primo romanzo che leggo della Nothomb, escluso “Splendente come una padella“, che è però una raccolta di quattro racconti brevi, e che avevo acquistato più per le illustrazioni che per altro. Premetto che ero partita prevenuta, perchè gli scrittori che fanno eccessivo sfoggio di sè e della propria persona (e la Nothomb è sicuramente un personaggio che non passa inosservato) tendono normalmente a risultarmi antipatici. Devo dire però che sono rimasta particolarmente sorpresa da questo romanzo. Tutta la trama si srotola in forma di dialogo in un interno buio, attraverso le interviste che pochi giornalisti selezionati possono fare allo scrittore Prétextat Tach, premio Nobel in punto di morte. Egli è un personaggio pieno, e non solo per la sua mole: enorme, tronfio, sgradevole, pregno di grasso e di difetti, misantropo e misogino, e geniale. In ogni intervista demolisce l’ego dei suoi sfortunati intervistatori, sparando a raffica sull’umanità e soprattutto sui suoi colleghi, gli scrittori. Mi sono spesso domandata se in realtà Tach non fosse che un’espediente per esprimere un pensiero dell’autrice. La prima parte è assolutamente divertente e con un ritmo serrato che non lascia spazio alla noia. Il personaggio vene costruito egregiamente e tutto viene preparato per il colpo di scena. Da qui il ritmo cambia totalmente, divenendo più riflessivo. Devo dire la verità, lì per lì non ho amato particolarmente la seconda parte, nè il finale che mi aveva lasciato con un grosso punto interrogativo. Ma dormendoci sopra devo dire che la mia opinione è cambiata, e credo di aver trovato l’anello che ha fatto quadrare il cerchio.
Come molti scrittori “particolari” credo che questo sia uno di quei libri che o si ama o si odia. Sembra un testo teatrale (ed in effetti lo è diventato), ma è anche una palese ricerca di un senso di arguzia anticonvenzionale che può effettivamente risultare antipatico. Se lo si prende con il giusto spirito, è un libro che si lascia leggere leggero. E’ un’ode al cinismo che si trasforma in favola, in amore e poi di nuovo in cinismo.