Acquistato grazie ad una bella recensione su Anobii, il saggio si è dimostrato davvero interessante. Il nemico alle porte , come fa intuire il sottotitolo leggermente diverso nella versione inglese, fu di volta in volta, Ottomani, Asburgici, Veneziani... in un territorio che dopo la caduta di Cost
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Acquistato grazie ad una bella recensione su Anobii, il saggio si è dimostrato davvero interessante. Il nemico alle porte , come fa intuire il sottotitolo leggermente diverso nella versione inglese, fu di volta in volta, Ottomani, Asburgici, Veneziani... in un territorio che dopo la caduta di Costantinopoli conobbe un crescendo di violenza e crudeltà inaudite. L’ assedio di Vienna nel 1683 si colloca in questo scenario , evento centrale di una serie di scontri e assedi che si prolungarono da prima della caduta di Bisanzio sino alla seconda metà del 800. Certo è che se Vienna fosse caduta come stava per accadere , l’ Europa sarebbe stata molto diversa, e questo lo sapevano anche i contemporanei, tanto da formare una lega di eserciti europei per liberarla dagli Ottomani. Sebbene in netta inferiorità numerica e non pochi inconvenienti, l’ impresa riuscì. Come riuscì tre anni dopo la conquista di Buda, malgrado l’eroica resistenza ottomana, come riuscì a Eugenio di Savoia con meno mezzi e uomini di ottenere grandi vittorie sull’ esercito turco smanioso di rivincite. Quello che non riuscì ai due imperi fu di avere la meglio uno sull’ altro, tanto che con molti punti e interessi in comune più di quelli che pensassero influenzarono a vicenda le rispettive culture. Affascinando i popoli mittel europei all’ arte e alla cultura orientale e avvicinando sempre più la politica turca alla sfera europea, tanto da portare gli antichi nemici alla reciproca alleanza e successiva gcaduta nella I guerra mondiale. Questo e molto di più sa raccontare l’ autore con ritmo e uno stile coinvolgente da farlo sembrare un romanzo.
Qui si parla di forte disabilità, di come viene subita e poi vissuta nella cerchia familiare. Di grandi slanci di amore e di piccole punte addirittura di puro odio. Dei piccoli egoismi che permettono di sopravvivere e andare avanti. Dei compromessi e delle battaglie, con la società per ottenere diri
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Qui si parla di forte disabilità, di come viene subita e poi vissuta nella cerchia familiare. Di grandi slanci di amore e di piccole punte addirittura di puro odio. Dei piccoli egoismi che permettono di sopravvivere e andare avanti. Dei compromessi e delle battaglie, con la società per ottenere diritti negati. Di come davanti a una disabilità in famiglia si cambi per sempre , e a mio modo di vedere in un certo senso,tutti e non solo il disabile, si nasca due volte.
Questo classicone nato come romanzo storico ambientato fra Londra e Parigi negli anni della rivoluzione Francese Viene scritto nel XIX secolo A differenza di altri classici resta legato a quel periodo come gusto letterario e valori espressi, amato dai contemporanei, oggi risulta un po’ antiquato,
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Questo classicone nato come romanzo storico ambientato fra Londra e Parigi negli anni della rivoluzione Francese Viene scritto nel XIX secolo A differenza di altri classici resta legato a quel periodo come gusto letterario e valori espressi, amato dai contemporanei, oggi risulta un po’ antiquato, un “ già letto” . Ma forse questo lo rende una lettura insolita leggera e piacevole. Anche perché mille altri hanno attinto nel tempo a piene mani da romanzi come questo.
Da tempi immemori popolazioni slave e italiana abitarono una accanto alle altre l’ Istria, le quali furono usate a scopo politico dalla potenza di turno. Arrigo Petacco parte da lontano per raccontare la tragedia negata degli Italiani di Istria e Dalmazia. Da quando , per esempio, per placare l’ irr
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Da tempi immemori popolazioni slave e italiana abitarono una accanto alle altre l’ Istria, le quali furono usate a scopo politico dalla potenza di turno. Arrigo Petacco parte da lontano per raccontare la tragedia negata degli Italiani di Istria e Dalmazia. Da quando , per esempio, per placare l’ irredentismo italiano l’ impero asburgico favorì l’ insediamento di popolazioni slave nelle città costiere, popolazioni fino a quel momento praticamente assenti dai maggiori centri abitati e invece molto numerose nelle campagne. Col passaggio dopo la grande guerra di quelle terre all’ Italia le cose si capovolsero , un forte numero di slavi preferì abbandonare l’ Istria, privati della propria identità culturale , rischiando addirittura la vita se non si fosse accettata la forzata italianizzazione. Non sarebbe esatto tuttavia ritenere , allo scoppio della guerra partigiana in Yugoslavia le ritorsioni indirizzate unicamente contro la componente Italiana. Innanzittutto, l’ esercito Italiano era nemico ed ed invasore e la violenza e le atrocità che ne scaturirono si amplificarono a tal punto da risultare incontrollabili e capaci di fagocitare in un enorme buco nero, in un vortice infinito di orrore, soldati Italiani, Tedeschi , partigiani cetnici, ustascia,mombranci,ma più di tutti civili Italiani e Slavi. A questo proposito si sa bene anche in Italia delle atrocità commesse dall’ esercito fascista su civili slavi, comunque lo storico non manca di sottolineare che oltre queste indiscutibili barbarie ci furono atti di umana solidarietà, e che in pratica ciò che avveniva era a discrezione dei singoli ufficiali e non sistematicamente come era d' uso nella Wermacht. Ad ogni modo con l’ imporsi sul teatro bellico del movimento partigiano titino, in un primo momento del tutto marginale,e poi sempre più avversario implacabile non solo delle forze dell’ asse ma anche di tutte le altre componenti partigiane si delineò l’ intenzione di creare una costa adriatica solo slava, fu sul finire della guerra che prese piede l’ eliminazione programmata degli Italiani. Paradossalmente furono le forze alleate a favorire tutto ciò , con l’avanzata a rallentatore dell’ esercito Britannico verso Trieste desideroso più di favorire un alleato più che difendere un nemico e che permise alle forze di Tito di arrivare fino a Monfalcone dando vita ai quaranta giorni di terrore a Trieste, e a un più ben lungo periodo in Istria e Dalmazia. Anche la Francia ebbe una grossa responsabilità riuscendo ad imporre un confine estremamente favorevole alla Yugoslavia , per non parlare del governo Italiano con la sinistra smaniosa di fare gli interessi dell’ internazionale socialista e la destra timorosa di offendere le potenze vincitrici, di perdere pure Trentino e alto adige. Il risultato furono centinaia di migliaia tra uccisi e profughi , abbandonati ed odiati perfino dai connazionali grazie a una campagna denigratoria orchestrata dalle forze politiche Italiane. Furono, anche se non solo, le grandi e continue manifestazioni dei Giuliani e Friulani a scuotere gli alleati e a convincerli a riconsegnare la zona A con Trieste all’ Italia e quindi a sancire la definitiva perdita dell’ Istria e Dalmazia a favore della Yugoslavia. Così da provocare un esodo dei 9/10 della popolazione Italiana. Oggi in Istria si possono ammirare palazzi in stile veneziano , leoni di san Marco città del tutto simili a quelle Venete, quello che manca quasi completamente è il vociare delle antiche lingue venete che al pari delle altre componenti erano parte integrante di quelle terre.
La banalità del bene viene forse espressa al meglio dalla risposta, che viene data a chi allibito domandava: perchè rischiare la vita avendola già salva, millantare una carica che non si ha, minacciare ritorsioni inesistenti, vagheggiare promesse che mai si manterranno con le più alte cariche naz
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La banalità del bene viene forse espressa al meglio dalla risposta, che viene data a chi allibito domandava: perchè rischiare la vita avendola già salva, millantare una carica che non si ha, minacciare ritorsioni inesistenti, vagheggiare promesse che mai si manterranno con le più alte cariche naziste per salvare degli sconosciuti? "Voi cosa avreste fatto al mio posto?" Il protagonista di questa storia, fece la cosa giusta! Ai nostri occhi è divenuto gesto eroico, e atto di bene tanto più perchè disinteressato. Così grande da divenire scomodo, da mettere in difficoltà chi aveva i mezzi e non fece e in ombra chi fece ma in cambio di... Anche questo lavoro che ne racconta la storia sembra quasi non saperne cogliere appieno la misura, preoccupandosi di contestualizzare fin troppo gli avvenimenti, da lasciare ben poco alla vera narrazione, eppure comunque si evince la straordinarietà dell' impresa, e la statura dell' uomo che la compì . Una persona umile , comune, che con la sua disarmante verità seppe vedere la banalità del bene in quegli eventi, perchè dovuti.
Il nemico alle porte
Acquistato grazie ad una bella recensione su Anobii, il saggio si è dimostrato davvero interessante.continue)
Il nemico alle porte , come fa intuire il sottotitolo leggermente diverso nella versione inglese, fu di volta in volta, Ottomani, Asburgici, Veneziani... in un territorio che dopo la caduta di Cost ... (
Acquistato grazie ad una bella recensione su Anobii, il saggio si è dimostrato davvero interessante.
Il nemico alle porte , come fa intuire il sottotitolo leggermente diverso nella versione inglese, fu di volta in volta, Ottomani, Asburgici, Veneziani... in un territorio che dopo la caduta di Costantinopoli conobbe un crescendo di violenza e crudeltà inaudite.
L’ assedio di Vienna nel 1683 si colloca in questo scenario , evento centrale di una serie di scontri e assedi che si prolungarono da prima della caduta di Bisanzio sino alla seconda metà del 800.
Certo è che se Vienna fosse caduta come stava per accadere , l’ Europa sarebbe stata molto diversa, e questo lo sapevano anche i contemporanei, tanto da formare una lega di eserciti europei per liberarla dagli Ottomani.
Sebbene in netta inferiorità numerica e non pochi inconvenienti, l’ impresa riuscì.
Come riuscì tre anni dopo la conquista di Buda, malgrado l’eroica resistenza ottomana, come riuscì a Eugenio di Savoia con meno mezzi e uomini di ottenere grandi vittorie sull’ esercito turco smanioso di rivincite.
Quello che non riuscì ai due imperi fu di avere la meglio uno sull’ altro, tanto che con molti punti e interessi in comune più di quelli che pensassero influenzarono a vicenda le rispettive culture.
Affascinando i popoli mittel europei all’ arte e alla cultura orientale e avvicinando sempre più la politica turca alla sfera europea, tanto da portare gli antichi nemici alla reciproca alleanza e successiva gcaduta nella I guerra mondiale.
Questo e molto di più sa raccontare l’ autore con ritmo e uno stile coinvolgente da farlo sembrare un romanzo.
Nati due volte
Qui si parla di forte disabilità, di come viene subita e poi vissuta nella cerchia familiare.continue)
Di grandi slanci di amore e di piccole punte addirittura di puro odio.
Dei piccoli egoismi che permettono di sopravvivere e andare avanti.
Dei compromessi e delle battaglie, con la società per ottenere diri ... (
Qui si parla di forte disabilità, di come viene subita e poi vissuta nella cerchia familiare.
Di grandi slanci di amore e di piccole punte addirittura di puro odio.
Dei piccoli egoismi che permettono di sopravvivere e andare avanti.
Dei compromessi e delle battaglie, con la società per ottenere diritti negati.
Di come davanti a una disabilità in famiglia si cambi per sempre , e a mio modo di vedere in un certo senso,tutti e non solo il disabile, si nasca due volte.
Le due città
Questo classicone nato come romanzo storico ambientato fra Londra e Parigi negli anni della rivoluzione Francese Viene scritto nel XIX secolocontinue)
A differenza di altri classici resta legato a quel periodo come gusto letterario e valori espressi, amato dai contemporanei, oggi risulta un po’ antiquato, ... (
Questo classicone nato come romanzo storico ambientato fra Londra e Parigi negli anni della rivoluzione Francese Viene scritto nel XIX secolo
A differenza di altri classici resta legato a quel periodo come gusto letterario e valori espressi, amato dai contemporanei, oggi risulta un po’ antiquato, un “ già letto” .
Ma forse questo lo rende una lettura insolita leggera e piacevole.
Anche perché mille altri hanno attinto nel tempo a piene mani da romanzi come questo.
L'esodo
Da tempi immemori popolazioni slave e italiana abitarono una accanto alle altre l’ Istria, le quali furono usate a scopo politico dalla potenza di turno.continue)
Arrigo Petacco parte da lontano per raccontare la tragedia negata degli Italiani di Istria e Dalmazia.
Da quando , per esempio, per placare l’ irr ... (
Da tempi immemori popolazioni slave e italiana abitarono una accanto alle altre l’ Istria, le quali furono usate a scopo politico dalla potenza di turno.
Arrigo Petacco parte da lontano per raccontare la tragedia negata degli Italiani di Istria e Dalmazia.
Da quando , per esempio, per placare l’ irredentismo italiano l’ impero asburgico favorì l’ insediamento di popolazioni slave nelle città costiere, popolazioni fino a quel momento praticamente assenti dai maggiori centri abitati e invece molto numerose nelle campagne.
Col passaggio dopo la grande guerra di quelle terre all’ Italia le cose si capovolsero , un forte numero di slavi preferì abbandonare l’ Istria, privati della propria identità culturale , rischiando addirittura la vita se non si fosse accettata la forzata italianizzazione.
Non sarebbe esatto tuttavia ritenere , allo scoppio della guerra partigiana in Yugoslavia le ritorsioni indirizzate unicamente contro la componente Italiana.
Innanzittutto, l’ esercito Italiano era nemico ed ed invasore e la violenza e le atrocità che ne scaturirono si amplificarono a tal punto da risultare incontrollabili e capaci di fagocitare in un enorme buco nero, in un vortice infinito di orrore, soldati Italiani, Tedeschi , partigiani cetnici, ustascia,mombranci,ma più di tutti civili Italiani e Slavi.
A questo proposito si sa bene anche in Italia delle atrocità commesse dall’ esercito fascista su civili slavi, comunque lo storico non manca di sottolineare che oltre queste indiscutibili barbarie ci furono atti di umana solidarietà, e che in pratica ciò che avveniva era a discrezione dei singoli ufficiali e non sistematicamente come era d' uso nella Wermacht.
Ad ogni modo con l’ imporsi sul teatro bellico del movimento partigiano titino, in un primo momento del tutto marginale,e poi sempre più avversario implacabile non solo delle forze dell’ asse ma anche di tutte le altre componenti partigiane si delineò l’ intenzione di creare una costa adriatica solo slava, fu sul finire della guerra che prese piede l’ eliminazione programmata degli Italiani.
Paradossalmente furono le forze alleate a favorire tutto ciò , con l’avanzata a rallentatore dell’ esercito Britannico verso Trieste desideroso più di favorire un alleato più che difendere un nemico e che permise alle forze di Tito di arrivare fino a Monfalcone dando vita ai quaranta giorni di terrore a Trieste, e a un più ben lungo periodo in Istria e Dalmazia.
Anche la Francia ebbe una grossa responsabilità riuscendo ad imporre un confine estremamente favorevole alla Yugoslavia , per non parlare del governo Italiano con la sinistra smaniosa di fare gli interessi dell’ internazionale socialista e la destra timorosa di offendere le potenze vincitrici, di perdere pure Trentino e alto adige.
Il risultato furono centinaia di migliaia tra uccisi e profughi , abbandonati ed odiati perfino dai connazionali grazie a una campagna denigratoria orchestrata dalle forze politiche Italiane.
Furono, anche se non solo, le grandi e continue manifestazioni dei Giuliani e Friulani a scuotere gli alleati e a convincerli a riconsegnare la zona A con Trieste all’ Italia e quindi a sancire la definitiva perdita dell’ Istria e Dalmazia a favore della Yugoslavia.
Così da provocare un esodo dei 9/10 della popolazione Italiana.
Oggi in Istria si possono ammirare palazzi in stile veneziano , leoni di san Marco città del tutto simili a quelle Venete, quello che manca quasi completamente è il vociare delle antiche lingue venete che al pari delle altre componenti erano parte integrante di quelle terre.
La banalita del bene
La banalità del bene viene forse espressa al meglio dalla risposta, che viene data a chi allibito domandava: perchè rischiare la vita avendola già salva, millantare una carica che non si ha, minacciare ritorsioni inesistenti, vagheggiare promesse che mai si manterranno con le più alte cariche naz ... (continue)
La banalità del bene viene forse espressa al meglio dalla risposta, che viene data a chi allibito domandava: perchè rischiare la vita avendola già salva, millantare una carica che non si ha, minacciare ritorsioni inesistenti, vagheggiare promesse che mai si manterranno con le più alte cariche naziste per salvare degli sconosciuti?
"Voi cosa avreste fatto al mio posto?"
Il protagonista di questa storia, fece la cosa giusta!
Ai nostri occhi è divenuto gesto eroico, e atto di bene tanto più perchè disinteressato.
Così grande da divenire scomodo, da mettere in difficoltà chi aveva i mezzi e non fece e in ombra chi fece ma in cambio di...
Anche questo lavoro che ne racconta la storia sembra quasi non saperne cogliere appieno la misura, preoccupandosi di contestualizzare fin troppo gli avvenimenti, da lasciare ben poco alla vera narrazione, eppure comunque si evince la straordinarietà dell' impresa, e la statura dell' uomo che la compì .
Una persona umile , comune, che con la sua disarmante verità seppe vedere la banalità del bene in quegli eventi,
perchè dovuti.