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Di quando il soldato di Salamina incontrò la ragazza dello sputnik. Un non-commento.3 people find this helpful -
Era estate quando il soldato di salamina incontrò la ragazza dello sputnik. Un'estate torrida.
Il soldato la vide. Gli apparve bella. All'istante.
Il soldato si fingeva distante, disinteressato; ironizzava su quel suo accento buffo, di donna proveniente da un mondo altro. La ragazza, avvol ... (continue ) -
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Nov 18, 2009 |
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"Ma puoi sempre startene sulla riva a far finta di aver capito tutto". -
Polo petrolchimico di Ravenna, villaggio ANIC, le case degli operai. Le giornate di un gruppo di ragazzini. Le interminabili partite al pallone, le "missioni esplorative".
La fabbrica è lì, a due passi. Può capitare di dover interrompere una di quelle interminabili partite, perchè l'aria puzza ... (continue ) -
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Oct 4, 2009 |
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Jun 16, 2009 |
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Quel dorso e quelle dita a coprire il viso. Non un gesto di rabbia o di stizza. Giurerei si stia trattando di un tentativo di sedurre o di farsi sedurre.
Delle tre persone ritratte, a catturare lo sguardo è quella ... (continue ) -
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Nov 22, 2009 |
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Viaggiatori viaggianti
8 people find this helpful
Ciao Fratello! Come stai?Io che corro anche i giorni di festa, io, che ai tuoi occhi rappresento l'obiettivo.continue)
In fondo, sai di poter far leva sulla mia coscienza. Sono io il target - i cerchi concentrici sul mio giaccone - sì, sono io.
Io che confido di sapere che l'ingiustizia è un rumore di fondo.
<< Ciao fratello! ... (
Io che corro anche i giorni di festa, io, che ai tuoi occhi rappresento l'obiettivo.
In fondo, sai di poter far leva sulla mia coscienza. Sono io il target - i cerchi concentrici sul mio giaccone - sì, sono io.
Io che confido di sapere che l'ingiustizia è un rumore di fondo.
<< Ciao fratello! Come stai? Come ti chiami? Lo vuoi un libro?>>
E io << Scusami, ma ho fretta! No! No! Devo andare, davvero! Ciao ciao! Sì sì - qualunque cosa tu abbia detto, visto che non ti stavo ascoltando, lo sguardo mio al riparo dal tuo, chè ho troppa fretta - ciao!>>.
Metro - tram - un tratto a piedi, pur se oggi si congela.
Io che so che le cose, così come sono, non vanno. Sarà che vado di corsa o che, semplicemente, prima d'incontrarti ero lì ad azzuffarmi con le mie certezze o - molto più probabilmente - a farmi spintonare dai dubbi, e anche in questo momento coi pensieri sono lì. E poi - diciamocela tutta - non ho voglia di comprare un libro...sarebbe questa la soluzione? Comprare un libro per alleggerire la coscienza?
Chissà, fosse stato un momento diverso, l'avrei pur comprato.
Sarò stato l'ennesimo incontro storto della tua giornata, il freddo e la delusione avranno intaccato la tua gentilezza o - chissà - può darsi che tu gentile non lo sia mai; perchè non ne hai voglia, perchè tutta questa gente che incroci non sa cosa significhi esser straniero e - con tutta se stessa - francamente se ne fotte.
Può darsi che sia stato io quello scortese. Non mi stupirebbe.
Chissà.
Io che corro, anche i giorni di festa.
Via Dante, le mille luci, l'incanto del Castello, spider man che si allena sulle vetrine dei negozi - quei quattro omini in calzamaglia resteranno incollati lì per sempre, se qualcuno non si offre di salvarli - una serata di fine anno.
<< Ciao fratello! Lo vuoi un libro?>>.Il tuo è un sorriso sincero.
Io mi fermo, saluto e dico << Ciao! No, grazie.>>.
Una parola tira l'altra.
Si parla del freddo, l'un l'altro ci si interroga su come stiano andando le cose. Sono discorsi semplici.
Milano, Bologna, la Puglia, Dakar.
Non c'è spazio per la diffidenza nè per il mercanteggiare.
Siamo entrambi disposti a parlare; l'esser perfetti estranei l'uno per l'altro concede d'esser diretti nelle domande e le risposte finiscono - magicamente - col non sembrare vuote.
C'è una genuina curiosità.
Si parla del 2010, del desiderio la crisi economica resti soltanto un ricordo.
<< Se non c'è lavoro si torna tutti a casa >> mi dici, e sorridi.
Parole sante, le tue, che valgono anche per me, che faticherei a ripeterle sorridendo.
Si parla del ruolo della famiglia, del lavoro d'operaio.
<< Vuoi dare un occhio ai libri?>>
Ne osservo le copertine. Nulla di interessante.
<< Guarda questo! Molti giovani lo comprano! Da Bob Marley a Che Guevara!>>.
A me la cosa strappa un sorriso, mentre il libro continua a non dirmi nulla.
Stiamo per archiviare l'argomento; il mio occhio ritorna sulla copertina e quel "Viaggiatori viaggianti" - rigorosamente da salvare - mi suggerisce di comprarlo.
A me il libro e a te i soldi, si ritorna alle chiacchiere.
Poi arriva il momento di salutarsi.
<< Buon anno!>> dici tu, << buon anno!>> ripeto io.
Nei vagoni della metro sfoglio il libro; uno dei nove racconti è ispirato ai viaggi in Africa compiuti da Kapuscinski.
Il bianco, il nero, la reciproca diffidenza, il dialogo che è ricchezza.
Che dire?
Piccolo il mondo!
Buon viaggio a te.