carino ... ma non paragonabile al primo libro della trilogia
Non so se sono troppo influenzato dalla "stranezza" del racconto e dei personaggi della Vargas del primo della trilogia sugli Evangelisti. In parte credo di sì. E quindi, nel bene e nel male, dal secondo libro ci si attende di sperimentare lo stesso entusiasmo. A me non è successo. Forse dipende dal
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Non so se sono troppo influenzato dalla "stranezza" del racconto e dei personaggi della Vargas del primo della trilogia sugli Evangelisti. In parte credo di sì. E quindi, nel bene e nel male, dal secondo libro ci si attende di sperimentare lo stesso entusiasmo. A me non è successo. Forse dipende dal fatto che ho scontato la sorpresa sullo stile narrativo avendo letto "chi è morto alzi la mano" subito prima. Alcuni dei dettagli di questo romanzo sono troppo forzati, il personaggio di Louis/Ludwig è forzatamente esasperato, la fanatica ricerca dei dettagli che lo conduce a svelare misteri lontana da una ipotetica realtà da romanzo giallo. Nonostante ciò il libro scorre, la trama e le interazioni tra i personaggi del paesino in riva al mare è sufficientemente articolata. Anche il colpo di scena finale "ce la fa". Tutto sommato meriterebbe qualcosa in più della "sufficienza", il voto giusto sarebbe 7/10 ma anobii non lo prevede!
Non sono un "giallista" esperto ma di gialli ne ho letti un bel po'. "L'unico figlio" è un libro che a tratti fornisce l'impressione di star leggendo una trama trita e ritrita ma poi ti confonde le acque per poi di nuovo intrecciare le storie dei vari, e sono pure poco numerosi, protagonisti. Il tit
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Non sono un "giallista" esperto ma di gialli ne ho letti un bel po'. "L'unico figlio" è un libro che a tratti fornisce l'impressione di star leggendo una trama trita e ritrita ma poi ti confonde le acque per poi di nuovo intrecciare le storie dei vari, e sono pure poco numerosi, protagonisti. Il titolo è dedicato a Olav, un bambino problematico di cui l'autrice racconta, con vari flashbacks, la sua travagliatissima crescita e i problemi del rapporto con una madre incapace di gestirlo. Ma la storia del bambino si intreccia egregiamente con quelle degli operatori nella casa dove vengono ospitati i minori e con quella dei freddi e riservati (tranne uno) protagonisti che conducono le indagini. Non ho letto altro della Holt e questo romanzo si inserisce nella serie dedicata all'ispettrice Hanne Wilhelmsen. Si legge tutto d'un fiato e fino alla fine non si capisce chi abbia pugnalato la direttrice . Il finale di certo non lascia delusi. Sono molto soddifatto di averlo portato in vacanza con me!!
Un libro motivazionale che ci ricorda di avere la possibilità di prendere in mano la situazione e volgerla a nostro favore (o quantomeno tentarci ... chi non risica non rosica). A prescindere da ogni considerazione di più ampio respiro sulle significative differenze tra la società americana (e anglo
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Un libro motivazionale che ci ricorda di avere la possibilità di prendere in mano la situazione e volgerla a nostro favore (o quantomeno tentarci ... chi non risica non rosica). A prescindere da ogni considerazione di più ampio respiro sulle significative differenze tra la società americana (e anglosassone) e la vecchia Europa, il libro credo sia più tagliato per chi vive negli USA, dove le possibilità di rimettersi in gioco sono maggiori rispetto a quelle che possiamo avere normalmente noi europei e (soprattutto) noi italiani. Ciò nonostante il libricino credo possa essere d'aiuto a ricordarci l'importante monito di non mollare e credo sia da rileggere periodicamente (ci vuole un'oretta o poco più)
L'impostazione dell'autrice è gradevole, particolare, la famiglia che descrive, la potremmo definire una famiglia dei tempi moderni composta da una serie di donne attorno al principale protagonista, è caratterizzata da forte umanità, da irruente naturalezza. L'autrice tenta, a volte anche con ilare
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L'impostazione dell'autrice è gradevole, particolare, la famiglia che descrive, la potremmo definire una famiglia dei tempi moderni composta da una serie di donne attorno al principale protagonista, è caratterizzata da forte umanità, da irruente naturalezza. L'autrice tenta, a volte anche con ilare successo, di far smascherare a Gauss, bambino di 10 anni dalla infinita curiosità e dall'incapacità di dire bugie, le incoerenze, le bugie di cui sono caratterizzate le vite di molti adulti. Ciò nonostante il racconto rimane sospeso lì, la trama la si poteva sviluppare di più, ho avuto come la sensazione che l'autrice mettesse troppa carne sul fuoco per poi separarsi dai protagonisti radicalmente, così col cognato Gabriele, con la amica Azzurra e soprattutto con la nonna Olimpia. Quasi quasi si potrebbe pensare che l'editore le abbia messo fretta e non sia riuscita a dipanare la matassa narrativa. Comunque è una lettura gradevole e alcune delle "sparate" di Gauss fanno veramente sorridere.
un giallo che non fa rimpiangere "il suggeritore" ...
Non sono bravo a scrivere recensioni (in realtà non sono proprio bravo a scrivere!) ma cerco di dare un mio pur sintetico contributo dicendo che il libro di Carrisi non delude. La trama è complessa e lascia aperta la porta al sequel. Ciò premesso il tribunale delle anime è appassionante e, secondo m
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Non sono bravo a scrivere recensioni (in realtà non sono proprio bravo a scrivere!) ma cerco di dare un mio pur sintetico contributo dicendo che il libro di Carrisi non delude. La trama è complessa e lascia aperta la porta al sequel. Ciò premesso il tribunale delle anime è appassionante e, secondo me, presenta alcune trovate interessanti. I personaggi chiave sono ben studiati e, seppur intricando forzatamente le vicende e i ruoli di taluni personaggi, si rimane sempre in tensione e vogliosi di continuare con il capitolo successivo ... soprattutto in considerazione del fatto che Carrisi usa, bene, la tecnica dei capitoli alternati tra le vicende chiavi del racconto obbligandoti per sapere come continua la vicenda 1 a sciropparti un intero capitolo della vicenda 2 e viceversa .... e le ore di sonno sono diminuite significativamente. Insomma ...in poche parole ... consigliato!
Un po' più in là sulla destra
***This comment contains spoilers! ***
Non so se sono troppo influenzato dalla "stranezza" del racconto e dei personaggi della Vargas del primo della trilogia sugli Evangelisti. In parte credo di sì. E quindi, nel bene e nel male, dal secondo libro ci si attende di sperimentare lo stesso entusiasmo. A me non è successo. Forse dipende dal ... (continue)
Non so se sono troppo influenzato dalla "stranezza" del racconto e dei personaggi della Vargas del primo della trilogia sugli Evangelisti. In parte credo di sì. E quindi, nel bene e nel male, dal secondo libro ci si attende di sperimentare lo stesso entusiasmo. A me non è successo. Forse dipende dal fatto che ho scontato la sorpresa sullo stile narrativo avendo letto "chi è morto alzi la mano" subito prima. Alcuni dei dettagli di questo romanzo sono troppo forzati, il personaggio di Louis/Ludwig è forzatamente esasperato, la fanatica ricerca dei dettagli che lo conduce a svelare misteri lontana da una ipotetica realtà da romanzo giallo. Nonostante ciò il libro scorre, la trama e le interazioni tra i personaggi del paesino in riva al mare è sufficientemente articolata. Anche il colpo di scena finale "ce la fa". Tutto sommato meriterebbe qualcosa in più della "sufficienza", il voto giusto sarebbe 7/10 ma anobii non lo prevede!
L'unico figlio
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Non sono un "giallista" esperto ma di gialli ne ho letti un bel po'. "L'unico figlio" è un libro che a tratti fornisce l'impressione di star leggendo una trama trita e ritrita ma poi ti confonde le acque per poi di nuovo intrecciare le storie dei vari, e sono pure poco numerosi, protagonisti. Il tit ... (continue)
Non sono un "giallista" esperto ma di gialli ne ho letti un bel po'. "L'unico figlio" è un libro che a tratti fornisce l'impressione di star leggendo una trama trita e ritrita ma poi ti confonde le acque per poi di nuovo intrecciare le storie dei vari, e sono pure poco numerosi, protagonisti. Il titolo è dedicato a Olav, un bambino problematico di cui l'autrice racconta, con vari flashbacks, la sua travagliatissima crescita e i problemi del rapporto con una madre incapace di gestirlo. Ma la storia del bambino si intreccia egregiamente con quelle degli operatori nella casa dove vengono ospitati i minori e con quella dei freddi e riservati (tranne uno) protagonisti che conducono le indagini. Non ho letto altro della Holt e questo romanzo si inserisce nella serie dedicata all'ispettrice Hanne Wilhelmsen. Si legge tutto d'un fiato e fino alla fine non si capisce chi abbia pugnalato la direttrice . Il finale di certo non lascia delusi. Sono molto soddifatto di averlo portato in vacanza con me!!
Chi ha spostato il mio formaggio?
Un libro motivazionale che ci ricorda di avere la possibilità di prendere in mano la situazione e volgerla a nostro favore (o quantomeno tentarci ... chi non risica non rosica). A prescindere da ogni considerazione di più ampio respiro sulle significative differenze tra la società americana (e anglo ... (continue)
Un libro motivazionale che ci ricorda di avere la possibilità di prendere in mano la situazione e volgerla a nostro favore (o quantomeno tentarci ... chi non risica non rosica). A prescindere da ogni considerazione di più ampio respiro sulle significative differenze tra la società americana (e anglosassone) e la vecchia Europa, il libro credo sia più tagliato per chi vive negli USA, dove le possibilità di rimettersi in gioco sono maggiori rispetto a quelle che possiamo avere normalmente noi europei e (soprattutto) noi italiani. Ciò nonostante il libricino credo possa essere d'aiuto a ricordarci l'importante monito di non mollare e credo sia da rileggere periodicamente (ci vuole un'oretta o poco più)
Piacere, io sono Gauss
***This comment contains spoilers! ***
L'impostazione dell'autrice è gradevole, particolare, la famiglia che descrive, la potremmo definire una famiglia dei tempi moderni composta da una serie di donne attorno al principale protagonista, è caratterizzata da forte umanità, da irruente naturalezza. L'autrice tenta, a volte anche con ilare ... (continue)
L'impostazione dell'autrice è gradevole, particolare, la famiglia che descrive, la potremmo definire una famiglia dei tempi moderni composta da una serie di donne attorno al principale protagonista, è caratterizzata da forte umanità, da irruente naturalezza. L'autrice tenta, a volte anche con ilare successo, di far smascherare a Gauss, bambino di 10 anni dalla infinita curiosità e dall'incapacità di dire bugie, le incoerenze, le bugie di cui sono caratterizzate le vite di molti adulti. Ciò nonostante il racconto rimane sospeso lì, la trama la si poteva sviluppare di più, ho avuto come la sensazione che l'autrice mettesse troppa carne sul fuoco per poi separarsi dai protagonisti radicalmente, così col cognato Gabriele, con la amica Azzurra e soprattutto con la nonna Olimpia. Quasi quasi si potrebbe pensare che l'editore le abbia messo fretta e non sia riuscita a dipanare la matassa narrativa. Comunque è una lettura gradevole e alcune delle "sparate" di Gauss fanno veramente sorridere.
Il tribunale delle anime
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Non sono bravo a scrivere recensioni (in realtà non sono proprio bravo a scrivere!) ma cerco di dare un mio pur sintetico contributo dicendo che il libro di Carrisi non delude. La trama è complessa e lascia aperta la porta al sequel. Ciò premesso il tribunale delle anime è appassionante e, secondo m ... (continue)
Non sono bravo a scrivere recensioni (in realtà non sono proprio bravo a scrivere!) ma cerco di dare un mio pur sintetico contributo dicendo che il libro di Carrisi non delude. La trama è complessa e lascia aperta la porta al sequel. Ciò premesso il tribunale delle anime è appassionante e, secondo me, presenta alcune trovate interessanti. I personaggi chiave sono ben studiati e, seppur intricando forzatamente le vicende e i ruoli di taluni personaggi, si rimane sempre in tensione e vogliosi di continuare con il capitolo successivo ... soprattutto in considerazione del fatto che Carrisi usa, bene, la tecnica dei capitoli alternati tra le vicende chiavi del racconto obbligandoti per sapere come continua la vicenda 1 a sciropparti un intero capitolo della vicenda 2 e viceversa .... e le ore di sonno sono diminuite significativamente. Insomma ...in poche parole ... consigliato!