Catch-22 è un romanzo poco conosciuto in Italia, ma che nel mondo anglofono viene considerato uno dei capolavori della letteratura americana del ventesimo secolo.
Ambientato negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, segue le vicende di uno squadrone di soldati la cui base è sull'isola di Pia
... (continue)
Catch-22 è un romanzo poco conosciuto in Italia, ma che nel mondo anglofono viene considerato uno dei capolavori della letteratura americana del ventesimo secolo.
Ambientato negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, segue le vicende di uno squadrone di soldati la cui base è sull'isola di Pianosa (vicino all'isola d'Elba). Gli eventi narrati nel romanzo si svolgono per lo più nel campo base sull'isola e, in parte, a Roma.
Catch-22 è un romanzo satirico, il cui tema ricorrente è l'assurdità della guerra. E ne esce fuori una cosa interessante, tipo "Kafka feat. Mel Brooks". Il concetto dell'assurdità della guerra e delle gerarchie militari viene esemplificato dal "catch-22" che dà il titolo al romanzo [1] - anche se il famigerato catch-22 nel corso della storia viene menzionato molto meno di quel che mi sarei aspettato.
Si tratta di un cavillo paradossale che viene utilizzato nel corso del romanzo per giustificare di volta in volta le situazioni più assurde, una sorta di "regola" militare che non lascia via d'uscita, espressione di una burocrazia illogica che viene usata dal più forte per piegare il debole.
I piloti di caccia bombadiere che fanno parte dello squadrone durante il romanzo ricorrono a qualunque espediente pur di non dover partecipare alle missioni (dove rischiano di essere uccisi). Uno dei possibili modi per sfuggire ai propri doveri è quello di dichiararsi pazzi e richiedere di essere esentati dalle missioni. Peccato che il catch 22 stabilisca che chiunque richieda di essere esentato dalle missioni non è pazzo perché solo una mente razionale può mostrare interesse ad evitare il pericolo. Il paradosso sta nel fatto che solo un pazzo metterebbe volontariamente a rischio la propria vita partecipando alle missioni; quindi un soldato dovrebbe essere pazzo per partecipare ad una missione, ma se non volesse più volare, allora non sarebbe più pazzo. [2]
Gli eventi non sono narrati in ordine cronologico; piuttosto, i fatti sono raccontati secondo una sequenza dettata dalla libera associazione di idee; frequenti i flashback, per poi tornare di nuovo al presente, poi di nuovo al passato etc. Nei varii capitoli si incontrano tanti personaggi (nonostante la narrazione si concentri consistentemente solo su pochi) e lo stesso episodio viene narrato più volte da punti di vista diversi, aggiungendovi ogni volta un elemento in più. Se da una parte il romanzo risulta a tratti faticoso da seguire con tutti questi personaggi e vicende che si intrecciano ("aspetta, lui chi era...?"), risulta allo stesso tempo estremamente vivo e acquista una sua corposità, quasi una sua strana 'tridimensionalità'.
Aspettatevi un romanzo assurdo, paradossale, kafkiano, ma al posto delle atmosfere cupe e angosciose dei romanzi dello scrittore cecoslovacco, immaginate un'atmosfera ironica e scanzonata, dove i soldati sono codardi e i vertici dell'esercito sono al centro di situazioni ridicole e inverosimili. Solo nelle ultime 150-200 pagine, il romanzo si incupisce gradualmente, acquistando toni più amari e pesanti, che raggiungono il climax quando al lettore viene sbattuto in faccia tutto l'orrore della guerra.
Perché non cinque stelle? Onestamente, perché è troppo lungo. Le prime 100 pagine sono state un po' faticose perché non mi stava prendendo molto. Poi migliora, ma 530 pagine sono comunque tante -e ad essere sincero è un libro piacevole da leggere ma non è un 'page turner'.
Nel complesso, mi è piaciuto molto e lo consiglio (ed ecco perché lo recensisco), ma non lo rileggerei. Almeno non adesso.
[1] catch è un qualcosa che si potrebbe tradurre come "cavillo"; nell'edizione italiana diventa "comma 22"
[2] There was only one catch and that was Catch-22, which specified that a concern for one's safety in the face of dangers that were real and immediate was the process of a rational mind. Orr was crazy and could be grounded. All he had to do was ask; and as soon as he did, he would no longer be crazy and would have to fly more missions. Orr would be crazy to fly more missions and sane if he didn't, but if he were sane he had to fly them. If he flew them he was crazy and didn't have to; but if he didn't want to he was sane and had to.
Questo è come *non* scrivi un libro di medicina nucleare
Ci sono tante cose sbagliate a proposito di questo libro.
La prima è che l'ho dovuto comprare in fretta e furia su consiglio di un amico che me l'ha presentato come assolutamente indispensabile per l'esame.
La seconda è stata scoprire che non è vero.
La terza è che questo *non è* un libro introdu
... (continue)
Ci sono tante cose sbagliate a proposito di questo libro.
La prima è che l'ho dovuto comprare in fretta e furia su consiglio di un amico che me l'ha presentato come assolutamente indispensabile per l'esame.
La seconda è stata scoprire che non è vero.
La terza è che questo *non è* un libro introduttivo alla medicina nucleare, ma non è nemmeno un trattato completo da tenere in libreria e utilizzare come reference (non che mi aspettassi una cosa simile - costa per fortuna poco). È un libro essenziale, prevedibilmente pensata per medici di famiglia, e che manca dell'approccio che lo renderebbe adatto ad uno studente che deve prepararci un esame sopra.
La quarta è che questo libro ha un taglio spiccatamente pratico. Solitamente apprezzo il fatto che gli autori di un testo vadano dritto al sodo senza sbrodolare pagine e pagine di faticosi concetti collocati tra la medicina teoritico-sperimentale, la filosofia e la fisica quantistica. Il taglio spiccatamente pratico di questo libro però è il taglio spiccatamente pratico degli americani. E cioè: - il libro ti tratta come se fossi un coglione - il libro è organizzato per "quesiti clinici" - così, invece di andare dritto al sodo, ti tocca leggere le risposte a domande che gli autori hanno pensato per te. Risposte nelle quali i concetti vengono ripetuti più volte, però ti tocca leggertele lo stesso perché non sai in quale risposta sarà la roba importante.
L'ultima cosa che non va è la traduzione. Io non amo molto i libri tradotti - se posso preferisco prendermeli in inglese direttamente - e questo libro mi ricorda ancora una volta il perché, come se ce ne fosse bisogno.
Infine, per onestà, il libro ha anche un aspetto positivo: costa poco.
In definitiva, un libro che può essere utile a chi la medicina nucleare la sa già e ha bisogno di averci a che fare - essenzialmente lo vedo più sulla scrivania di un medico di famiglia che non sulla libreria di uno studente.
I'm just a blooming old cancer and I gotta proliferate
È molto difficile per me recensire questo libro.
Non esiste una trama, intreccio, plot, chiamatela come vi pare.
Sostanzialmente è una accozzaglia di scenette più o meno indipendenti tra loro, e vagamente connesse da personaggi e luoghi ricorrenti.
Ogni scenetta è un delirio (a tratti disturban
... (continue)
È molto difficile per me recensire questo libro.
Non esiste una trama, intreccio, plot, chiamatela come vi pare.
Sostanzialmente è una accozzaglia di scenette più o meno indipendenti tra loro, e vagamente connesse da personaggi e luoghi ricorrenti.
Ogni scenetta è un delirio (a tratti disturbante, a tratti esilarante) senza capo né coda, dove spesso non si capisce cosa succede, di cosa si stia parlando, o chi sono gli interlocutori dei numerosi dialoghi (spesso apparentemente privi di senso). Molti di questi racconti si svolgono in luoghi e tempi non ben precisati; la narrazione a volte salta da un punto ad un altro senza alcuna logica. Tra i luoghi che vengono menzionati, vi sono anche Annexia, Freeland e l'Interzone - luoghi evidentemente inventati, ma che non vengono mai definiti. Non si riesce a capire se esistano nella stessa realtà del nostro mondo o in una sorta di dimensione parallela, o se non esistano affatto. Tra i temi ricorrenti: la droga (soprattutto "junk", oppioidi), l'addiction, il sesso, il controllo, il potere. In questo caos di impressioni e voci, ogni tanto vi sono isole di lucidità - che mi hanno strappato grasse risate.[1] Il libro scorre così, un flusso continuo di nonsense, dall'inizio alla fine. Quello che mi ha colpito particolarmente è che questo flusso di follia non è artificioso, non si tratta di manierismo (cioè, frasi artificiosamente casuali per sembrare un grande artista moderno, come a volte succede <cough cough> Isabella Santacroce <cough cough>); ho avuto l'impressione che questo sia il prodotto autentico di una persona sotto l'effetto di pesanti stupefacenti. I brani che compongono il libro non sono altro che appunti disordinati accumulati dall'autore durante circa 9 anni:
"I apparently took detailed notes on sickness and delirium. I have no precise memory of writing the notes which have now been published under the title Naked Lunch. [...] The sickness is drug addiction and I was an addict for fifteen years."
E, come Burroughs scrive nella nota lettera "Letter from a master addict to dangerous drugs" pubblicata sul British Journal of Addiction [2]:
"Over a period of twelve years I have used opium, smoked and taken orally (injection in the skin causes abscesses. Injection in the vein is unpleasant and perhaps dangerous), heroin injected in skin, vein, muscle, sniffed (when no needle was available), morphine, dilaudid, pantopon, eukodol, paracodine, dionine, codeine, demerol, methadone."
Perché dovreste leggere questo libro? Non lo consiglio in particolare a nessuno (e quindi a tutti). Questa è un'opera che ha avuto una grandissima influenza sulla musica, la letteratura e l'arte, e Burroughs è stato un personaggio che ha avuto un grande impatto sulla cultura della seconda metà del 900.
In definitiva, il mio consiglio è di non cercare di capire ogni frase (non ci riuscirete) [3]: non siate ostinati nel cercare un senso o una logica. Leggete, andate avanti, seguite il flusso di nonsense, lasciatevi trascinare dalla sequenza di impressioni, e vedete cosa vi rimane. [4]
Diciamoci subito che la trama, nelle sue linee essenziali, non è particolarmente originale. Pur con qualche buona idea in qua e in là.
Detto questo, il libro è effettivamente divertente, e questo gli va riconosciuto. Non è grande letteratura, ma è un libro che trascina, posto che non vi (e non lo)
... (continue)
Diciamoci subito che la trama, nelle sue linee essenziali, non è particolarmente originale. Pur con qualche buona idea in qua e in là.
Detto questo, il libro è effettivamente divertente, e questo gli va riconosciuto. Non è grande letteratura, ma è un libro che trascina, posto che non vi (e non lo) prendiate troppo sul serio.
Catch-22
Catch-22 è un romanzo poco conosciuto in Italia, ma che nel mondo anglofono viene considerato uno dei capolavori della letteratura americana del ventesimo secolo.
Ambientato negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, segue le vicende di uno squadrone di soldati la cui base è sull'isola di Pia ... (continue)
Catch-22 è un romanzo poco conosciuto in Italia, ma che nel mondo anglofono viene considerato uno dei capolavori della letteratura americana del ventesimo secolo.
Ambientato negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, segue le vicende di uno squadrone di soldati la cui base è sull'isola di Pianosa (vicino all'isola d'Elba). Gli eventi narrati nel romanzo si svolgono per lo più nel campo base sull'isola e, in parte, a Roma.
Catch-22 è un romanzo satirico, il cui tema ricorrente è l'assurdità della guerra. E ne esce fuori una cosa interessante, tipo "Kafka feat. Mel Brooks". Il concetto dell'assurdità della guerra e delle gerarchie militari viene esemplificato dal "catch-22" che dà il titolo al romanzo [1] - anche se il famigerato catch-22 nel corso della storia viene menzionato molto meno di quel che mi sarei aspettato.
Si tratta di un cavillo paradossale che viene utilizzato nel corso del romanzo per giustificare di volta in volta le situazioni più assurde, una sorta di "regola" militare che non lascia via d'uscita, espressione di una burocrazia illogica che viene usata dal più forte per piegare il debole.
I piloti di caccia bombadiere che fanno parte dello squadrone durante il romanzo ricorrono a qualunque espediente pur di non dover partecipare alle missioni (dove rischiano di essere uccisi). Uno dei possibili modi per sfuggire ai propri doveri è quello di dichiararsi pazzi e richiedere di essere esentati dalle missioni. Peccato che il catch 22 stabilisca che chiunque richieda di essere esentato dalle missioni non è pazzo perché solo una mente razionale può mostrare interesse ad evitare il pericolo. Il paradosso sta nel fatto che solo un pazzo metterebbe volontariamente a rischio la propria vita partecipando alle missioni; quindi un soldato dovrebbe essere pazzo per partecipare ad una missione, ma se non volesse più volare, allora non sarebbe più pazzo. [2]
Gli eventi non sono narrati in ordine cronologico; piuttosto, i fatti sono raccontati secondo una sequenza dettata dalla libera associazione di idee; frequenti i flashback, per poi tornare di nuovo al presente, poi di nuovo al passato etc. Nei varii capitoli si incontrano tanti personaggi (nonostante la narrazione si concentri consistentemente solo su pochi) e lo stesso episodio viene narrato più volte da punti di vista diversi, aggiungendovi ogni volta un elemento in più. Se da una parte il romanzo risulta a tratti faticoso da seguire con tutti questi personaggi e vicende che si intrecciano ("aspetta, lui chi era...?"), risulta allo stesso tempo estremamente vivo e acquista una sua corposità, quasi una sua strana 'tridimensionalità'.
Aspettatevi un romanzo assurdo, paradossale, kafkiano, ma al posto delle atmosfere cupe e angosciose dei romanzi dello scrittore cecoslovacco, immaginate un'atmosfera ironica e scanzonata, dove i soldati sono codardi e i vertici dell'esercito sono al centro di situazioni ridicole e inverosimili. Solo nelle ultime 150-200 pagine, il romanzo si incupisce gradualmente, acquistando toni più amari e pesanti, che raggiungono il climax quando al lettore viene sbattuto in faccia tutto l'orrore della guerra.
Perché non cinque stelle? Onestamente, perché è troppo lungo. Le prime 100 pagine sono state un po' faticose perché non mi stava prendendo molto. Poi migliora, ma 530 pagine sono comunque tante -e ad essere sincero è un libro piacevole da leggere ma non è un 'page turner'.
Nel complesso, mi è piaciuto molto e lo consiglio (ed ecco perché lo recensisco), ma non lo rileggerei. Almeno non adesso.
[1] catch è un qualcosa che si potrebbe tradurre come "cavillo"; nell'edizione italiana diventa "comma 22"
[2] There was only one catch and that was Catch-22, which specified that a concern for one's safety in the face of dangers that were real and immediate was the process of a rational mind. Orr was crazy and could be grounded. All he had to do was ask; and as soon as he did, he would no longer be crazy and would have to fly more missions. Orr would be crazy to fly more missions and sane if he didn't, but if he were sane he had to fly them. If he flew them he was crazy and didn't have to; but if he didn't want to he was sane and had to.
Manuale di medicina nucleare
Ci sono tante cose sbagliate a proposito di questo libro.
La prima è che l'ho dovuto comprare in fretta e furia su consiglio di un amico che me l'ha presentato come assolutamente indispensabile per l'esame.
La seconda è stata scoprire che non è vero.
La terza è che questo *non è* un libro introdu ... (continue)
Ci sono tante cose sbagliate a proposito di questo libro.
La prima è che l'ho dovuto comprare in fretta e furia su consiglio di un amico che me l'ha presentato come assolutamente indispensabile per l'esame.
La seconda è stata scoprire che non è vero.
La terza è che questo *non è* un libro introduttivo alla medicina nucleare, ma non è nemmeno un trattato completo da tenere in libreria e utilizzare come reference (non che mi aspettassi una cosa simile - costa per fortuna poco). È un libro essenziale, prevedibilmente pensata per medici di famiglia, e che manca dell'approccio che lo renderebbe adatto ad uno studente che deve prepararci un esame sopra.
La quarta è che questo libro ha un taglio spiccatamente pratico. Solitamente apprezzo il fatto che gli autori di un testo vadano dritto al sodo senza sbrodolare pagine e pagine di faticosi concetti collocati tra la medicina teoritico-sperimentale, la filosofia e la fisica quantistica. Il taglio spiccatamente pratico di questo libro però è il taglio spiccatamente pratico degli americani. E cioè:
- il libro ti tratta come se fossi un coglione
- il libro è organizzato per "quesiti clinici" - così, invece di andare dritto al sodo, ti tocca leggere le risposte a domande che gli autori hanno pensato per te. Risposte nelle quali i concetti vengono ripetuti più volte, però ti tocca leggertele lo stesso perché non sai in quale risposta sarà la roba importante.
L'ultima cosa che non va è la traduzione. Io non amo molto i libri tradotti - se posso preferisco prendermeli in inglese direttamente - e questo libro mi ricorda ancora una volta il perché, come se ce ne fosse bisogno.
Infine, per onestà, il libro ha anche un aspetto positivo: costa poco.
In definitiva, un libro che può essere utile a chi la medicina nucleare la sa già e ha bisogno di averci a che fare - essenzialmente lo vedo più sulla scrivania di un medico di famiglia che non sulla libreria di uno studente.
Principles of Neural Science
Finalmente! Erano anni che doveva uscire la nuova edizione!
Naked Lunch
È molto difficile per me recensire questo libro.
Non esiste una trama, intreccio, plot, chiamatela come vi pare.
Sostanzialmente è una accozzaglia di scenette più o meno indipendenti tra loro, e vagamente connesse da personaggi e luoghi ricorrenti.
Ogni scenetta è un delirio (a tratti disturban ... (continue)
È molto difficile per me recensire questo libro.
Non esiste una trama, intreccio, plot, chiamatela come vi pare.
Sostanzialmente è una accozzaglia di scenette più o meno indipendenti tra loro, e vagamente connesse da personaggi e luoghi ricorrenti.
Ogni scenetta è un delirio (a tratti disturbante, a tratti esilarante) senza capo né coda, dove spesso non si capisce cosa succede, di cosa si stia parlando, o chi sono gli interlocutori dei numerosi dialoghi (spesso apparentemente privi di senso). Molti di questi racconti si svolgono in luoghi e tempi non ben precisati; la narrazione a volte salta da un punto ad un altro senza alcuna logica. Tra i luoghi che vengono menzionati, vi sono anche Annexia, Freeland e l'Interzone - luoghi evidentemente inventati, ma che non vengono mai definiti. Non si riesce a capire se esistano nella stessa realtà del nostro mondo o in una sorta di dimensione parallela, o se non esistano affatto. Tra i temi ricorrenti: la droga (soprattutto "junk", oppioidi), l'addiction, il sesso, il controllo, il potere. In questo caos di impressioni e voci, ogni tanto vi sono isole di lucidità - che mi hanno strappato grasse risate.[1] Il libro scorre così, un flusso continuo di nonsense, dall'inizio alla fine. Quello che mi ha colpito particolarmente è che questo flusso di follia non è artificioso, non si tratta di manierismo (cioè, frasi artificiosamente casuali per sembrare un grande artista moderno, come a volte succede <cough cough> Isabella Santacroce <cough cough>); ho avuto l'impressione che questo sia il prodotto autentico di una persona sotto l'effetto di pesanti stupefacenti. I brani che compongono il libro non sono altro che appunti disordinati accumulati dall'autore durante circa 9 anni:
"I apparently took detailed notes on sickness and delirium. I have no precise memory of writing the notes which have now been published under the title Naked Lunch. [...] The sickness is drug addiction and I was an addict for fifteen years."
E, come Burroughs scrive nella nota lettera "Letter from a master addict to dangerous drugs" pubblicata sul British Journal of Addiction [2]:
"Over a period of twelve years I have used opium, smoked and taken orally (injection in the skin causes abscesses. Injection in the vein is unpleasant and perhaps dangerous), heroin injected in skin, vein, muscle, sniffed (when no needle was available), morphine, dilaudid, pantopon, eukodol, paracodine, dionine, codeine, demerol, methadone."
Perché dovreste leggere questo libro? Non lo consiglio in particolare a nessuno (e quindi a tutti). Questa è un'opera che ha avuto una grandissima influenza sulla musica, la letteratura e l'arte, e Burroughs è stato un personaggio che ha avuto un grande impatto sulla cultura della seconda metà del 900.
In definitiva, il mio consiglio è di non cercare di capire ogni frase (non ci riuscirete) [3]: non siate ostinati nel cercare un senso o una logica. Leggete, andate avanti, seguite il flusso di nonsense, lasciatevi trascinare dalla sequenza di impressioni, e vedete cosa vi rimane. [4]
[1] Qui http://ubumexico.centro.org.mx/sound/dial_a_poem_poets/… si può sentire Burroughs leggere uno dei miei passaggi preferiti; ovviamente ha come protagonista il Dr. Benway.
[2] È un giornale scientifico vero e tuttora esistente. La lettera si trova in appendice a molte edizioni di Naked Lunch oppure su internet (es. qui: http://www.cs.cmu.edu/afs/cs.cmu.edu/user/ehn/Web/relea… )
[3] Come scriveva lo stesso Burroughs, "this is not a novel. And should not appear looking like one."
[4] "Naked Lunch demands Silence from The Reader."
John Dies at the End
Diciamoci subito che la trama, nelle sue linee essenziali, non è particolarmente originale. Pur con qualche buona idea in qua e in là.
Detto questo, il libro è effettivamente divertente, e questo gli va riconosciuto. Non è grande letteratura, ma è un libro che trascina, posto che non vi (e non lo) ... (continue)
Diciamoci subito che la trama, nelle sue linee essenziali, non è particolarmente originale. Pur con qualche buona idea in qua e in là.
Detto questo, il libro è effettivamente divertente, e questo gli va riconosciuto. Non è grande letteratura, ma è un libro che trascina, posto che non vi (e non lo) prendiate troppo sul serio.