La vita diventa insostenibile quando è scandita da gesti smunti e abitudini consolidate, figlie della solitudine, unica vera padrona dello scandire del proprio tempo. Allora cerchi rifugio nella vita degli altri, di coloro che ti vivono accanto senza minimamente accorgersi della tua esistenza nascos
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La vita diventa insostenibile quando è scandita da gesti smunti e abitudini consolidate, figlie della solitudine, unica vera padrona dello scandire del proprio tempo. Allora cerchi rifugio nella vita degli altri, di coloro che ti vivono accanto senza minimamente accorgersi della tua esistenza nascosta dalla invisibilità in cui l'incedere dei tuoi giorni ti ha costretto e cerchi materialità nella vita degli altri annusando odori e sapori di un mondo a cui non sei mai appartenuta. Dominique è sconfitta da una vita che non l'ha mai guardata e si meraviglia della sua immutabilità figlia di una costante immobilità. Simenon è abile a mostrarci lo stato d'animo di questa donna attraverso un racconto fatto di pensieri che si rincorrono tra rimpianti e rancori, tra ricordi e manie, tra immedesimazioni e timori ma che convergono tutti verso una chiara consapevolezza della propria inutilità. Bello
Semplice semplice, gradevole come un gelato al pistacchio di Bronte con un goccio di panna in un bel cono croccante. E' uno "stuppolo" Malvaldi, scrive in maniera garbata di avvenimenti e personaggi che nulla hanno di originale ma tanto basta per sentirti coccolato e felice. Un pò come quando di se
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Semplice semplice, gradevole come un gelato al pistacchio di Bronte con un goccio di panna in un bel cono croccante. E' uno "stuppolo" Malvaldi, scrive in maniera garbata di avvenimenti e personaggi che nulla hanno di originale ma tanto basta per sentirti coccolato e felice. Un pò come quando di sera, stremato dall'anticiclone sahariano, ti sistemi sulla sdraio fuori al terrazzo di casa e ti godi la brezza chiudendo gli occhi e immaginando di essere sulla spiaggia di Ipanema. L'importante è sapersi accontentare.....
E' proprio vero, talvoltà è il caso, l'istinto, un dettaglio apparentemente trascurabile ma capace di creare una crepa nello spesso muro di razionale attenzione verso le proprie scelte editoriali a trasformare un volume sconosciuto in un prezioso libro da voler leggere a tutti i costi. Quello sguard
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E' proprio vero, talvoltà è il caso, l'istinto, un dettaglio apparentemente trascurabile ma capace di creare una crepa nello spesso muro di razionale attenzione verso le proprie scelte editoriali a trasformare un volume sconosciuto in un prezioso libro da voler leggere a tutti i costi. Quello sguardo gonfio di una concreta malinconia che fa capolino sulla copertina di questo libro era un richiamo troppo forte per essere relegato in un angolino dei miei desideri da libro. Perchè quella malinconia? Quali possono essere gli spettri che popolano i pensieri di una bambina? Inconsapevole che si trattasse di una storia vera ho acquistato il libro e mi sono immerso totalmente nel cupo racconto di questa esperienza perennemente in bilico tra incubo e umanità. Jadie è vittima e carnefice, spolpata della sua infanzia da qualcosa che ammorba ogni momento della storia senza mai venire a galla in maniera risolutiva. Il male permea queste pagine senza avere una forma dettagliata e definita e questo rende la storia narrata ancora più terrificante. Non c'è un modo per vincerlo questo male, per limitarlo in un confine ben preciso in modo da rinchiuderlo e debellarlo. L'unica arma in possesso di Torey è l'umanità, la voglia e la caparbietà di essere dalla parte di Jadie anche quando ciò costa caro sul piano umano e professionale. La scrittura e l'impianto narrativo è semplice ma i segni che la storia narrata lasciano sul lettore sono cicatrici che non vanno via facilmente.
Spesso convivo con il terrore che la mia vita, i miei affetti, tutto ciò che ho costruito e per cui ho lottato possa svanire lasciandomi solo in preda al peso insopportabile dei ricordi, rendendomi incapace di rimettermi in piedi. Il timore di lasciarmi andare ad un'esistenza priva di speranza dove
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Spesso convivo con il terrore che la mia vita, i miei affetti, tutto ciò che ho costruito e per cui ho lottato possa svanire lasciandomi solo in preda al peso insopportabile dei ricordi, rendendomi incapace di rimettermi in piedi. Il timore di lasciarmi andare ad un'esistenza priva di speranza dove gli avvenimenti hanno offuscato completamente l'orizzonte costringendomi a vivere in un perenne stato di vuoto mentale popolato da una feroce lotta tra il bisogno di sopravvivere e la voglia di farla finita è uno spettro che spesso inquieta i miei pensieri. Questo libro era lì ad attendermi da molto tempo. Sono anni ormai che faceva bella mostra di sè sullo scaffale più basso della mia libreria in attesa che trovassi il coraggio di aprirlo e leggerlo. Finalmente l'ho fatto ed è stato qualcosa d'incredibilmente intenso. Mai banale, nessuna retorica a rendere più commestibile una storia di disagio dove non ci sono nè buoni nè cattivi ma solo uomini e donne persi che hanno ormai rinunciato a ritrovarsi e a ritrovare il senso della loro permanenza su questa terra. Alcuni hanno perso anche la loro dignità e assomigliano a zombie pronti ad addentare quel che rimane della vita altrui pur di sopravvivere. Altri cedono il passo giorno dopo giorno trovando riparo nei ricordi della vita che fu chiedendo ad essa clemenza e pace per poter mettere la parola fine allo strazio in cui sono caduti. Un libro forte che si appella alla voce narrante di un giovane affidando a lui la speranza di un futuro diverso e più roseo.
La finestra dei Rouet
La vita diventa insostenibile quando è scandita da gesti smunti e abitudini consolidate, figlie della solitudine, unica vera padrona dello scandire del proprio tempo. Allora cerchi rifugio nella vita degli altri, di coloro che ti vivono accanto senza minimamente accorgersi della tua esistenza nascos ... (continue)
La vita diventa insostenibile quando è scandita da gesti smunti e abitudini consolidate, figlie della solitudine, unica vera padrona dello scandire del proprio tempo. Allora cerchi rifugio nella vita degli altri, di coloro che ti vivono accanto senza minimamente accorgersi della tua esistenza nascosta dalla invisibilità in cui l'incedere dei tuoi giorni ti ha costretto e cerchi materialità nella vita degli altri annusando odori e sapori di un mondo a cui non sei mai appartenuta.
Dominique è sconfitta da una vita che non l'ha mai guardata e si meraviglia della sua immutabilità figlia di una costante immobilità.
Simenon è abile a mostrarci lo stato d'animo di questa donna attraverso un racconto fatto di pensieri che si rincorrono tra rimpianti e rancori, tra ricordi e manie, tra immedesimazioni e timori ma che convergono tutti verso una chiara consapevolezza della propria inutilità.
Bello
La carta più alta
Semplice semplice, gradevole come un gelato al pistacchio di Bronte con un goccio di panna in un bel cono croccante.continue)
E' uno "stuppolo" Malvaldi, scrive in maniera garbata di avvenimenti e personaggi che nulla hanno di originale ma tanto basta per sentirti coccolato e felice. Un pò come quando di se ... (
Semplice semplice, gradevole come un gelato al pistacchio di Bronte con un goccio di panna in un bel cono croccante.
E' uno "stuppolo" Malvaldi, scrive in maniera garbata di avvenimenti e personaggi che nulla hanno di originale ma tanto basta per sentirti coccolato e felice. Un pò come quando di sera, stremato dall'anticiclone sahariano, ti sistemi sulla sdraio fuori al terrazzo di casa e ti godi la brezza chiudendo gli occhi e immaginando di essere sulla spiaggia di Ipanema. L'importante è sapersi accontentare.....
Una bambina e gli spettri
E' proprio vero, talvoltà è il caso, l'istinto, un dettaglio apparentemente trascurabile ma capace di creare una crepa nello spesso muro di razionale attenzione verso le proprie scelte editoriali a trasformare un volume sconosciuto in un prezioso libro da voler leggere a tutti i costi. Quello sguard ... (continue)
E' proprio vero, talvoltà è il caso, l'istinto, un dettaglio apparentemente trascurabile ma capace di creare una crepa nello spesso muro di razionale attenzione verso le proprie scelte editoriali a trasformare un volume sconosciuto in un prezioso libro da voler leggere a tutti i costi. Quello sguardo gonfio di una concreta malinconia che fa capolino sulla copertina di questo libro era un richiamo troppo forte per essere relegato in un angolino dei miei desideri da libro. Perchè quella malinconia? Quali possono essere gli spettri che popolano i pensieri di una bambina?
Inconsapevole che si trattasse di una storia vera ho acquistato il libro e mi sono immerso totalmente nel cupo racconto di questa esperienza perennemente in bilico tra incubo e umanità. Jadie è vittima e carnefice, spolpata della sua infanzia da qualcosa che ammorba ogni momento della storia senza mai venire a galla in maniera risolutiva. Il male permea queste pagine senza avere una forma dettagliata e definita e questo rende la storia narrata ancora più terrificante. Non c'è un modo per vincerlo questo male, per limitarlo in un confine ben preciso in modo da rinchiuderlo e debellarlo. L'unica arma in possesso di Torey è l'umanità, la voglia e la caparbietà di essere dalla parte di Jadie anche quando ciò costa caro sul piano umano e professionale. La scrittura e l'impianto narrativo è semplice ma i segni che la storia narrata lasciano sul lettore sono cicatrici che non vanno via facilmente.
Il sole dei morenti
Spesso convivo con il terrore che la mia vita, i miei affetti, tutto ciò che ho costruito e per cui ho lottato possa svanire lasciandomi solo in preda al peso insopportabile dei ricordi, rendendomi incapace di rimettermi in piedi. Il timore di lasciarmi andare ad un'esistenza priva di speranza dove ... (continue)
Spesso convivo con il terrore che la mia vita, i miei affetti, tutto ciò che ho costruito e per cui ho lottato possa svanire lasciandomi solo in preda al peso insopportabile dei ricordi, rendendomi incapace di rimettermi in piedi. Il timore di lasciarmi andare ad un'esistenza priva di speranza dove gli avvenimenti hanno offuscato completamente l'orizzonte costringendomi a vivere in un perenne stato di vuoto mentale popolato da una feroce lotta tra il bisogno di sopravvivere e la voglia di farla finita è uno spettro che spesso inquieta i miei pensieri.
Questo libro era lì ad attendermi da molto tempo. Sono anni ormai che faceva bella mostra di sè sullo scaffale più basso della mia libreria in attesa che trovassi il coraggio di aprirlo e leggerlo. Finalmente l'ho fatto ed è stato qualcosa d'incredibilmente intenso. Mai banale, nessuna retorica a rendere più commestibile una storia di disagio dove non ci sono nè buoni nè cattivi ma solo uomini e donne persi che hanno ormai rinunciato a ritrovarsi e a ritrovare il senso della loro permanenza su questa terra. Alcuni hanno perso anche la loro dignità e assomigliano a zombie pronti ad addentare quel che rimane della vita altrui pur di sopravvivere. Altri cedono il passo giorno dopo giorno trovando riparo nei ricordi della vita che fu chiedendo ad essa clemenza e pace per poter mettere la parola fine allo strazio in cui sono caduti. Un libro forte che si appella alla voce narrante di un giovane affidando a lui la speranza di un futuro diverso e più roseo.
Demoni
Come da titolo.....inutile