Nel titolo il motto del protagonista. Lo stile di scrittura, una prima persona fortemente impersonale, è sempre quello del grande Bret Easton Ellis. Pieno di elenchi, minute descrizioni, didascalismi, se vogliamo anche vagamente noioso. Il problema è che in mezzo a questi eccessi di verbosità, prop
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Nel titolo il motto del protagonista. Lo stile di scrittura, una prima persona fortemente impersonale, è sempre quello del grande Bret Easton Ellis. Pieno di elenchi, minute descrizioni, didascalismi, se vogliamo anche vagamente noioso. Il problema è che in mezzo a questi eccessi di verbosità, proprio quando cala leggermente l'attenzione, l'autore fa capitare anche delle cose: grandi eventi, colpi di scena, sparizioni, scambi di persona, omicidi. E noi, i lettori, e in questo caso anche il protagonista (una versione molto, molto grottesca e credibile del mio tanto amato Derek Zoolander/Ben Stiller), subiamo queste trasformazioni della trama in modo attutito e confuso. A Victor, il fotomodello quasi-famoso che ci racconta il non-senso della sua vita immersa in un modo di fatue celebrità, pare di essere costantemente seguito da una troupe cinematografica, e di dover costantemente interpretare un personaggio, il suo personaggio, anche mentre inizia a improvvisare sulla base di un finto copione che non capisce più. A noi non resta che cercare di incollare i pezzi di un puzzle complicato, di individuare il contenuto che si cela sotto la patinatissima forma del mondo della moda dei decadenti anni Novanta, in special modo quando l'humor nero di B.E.E. se ne impadronisce definitivamente e lo riduce a qualcosa di marcio e degradante, ma comunque, e costantemente, pieno di coriandoli di ogni colore.
Lo premetto, io il film non l'ho visto. Mi incuriosiva, e per questo ho deciso di dedicarmi alla lettura preventiva di questo libro. L'ho trovato molto affascinante. Ci ho messo tanto, tantissimo, a finirlo, perchè prima di andare a dormire - il momento preferito della giornata per sfogliare le pag
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Lo premetto, io il film non l'ho visto. Mi incuriosiva, e per questo ho deciso di dedicarmi alla lettura preventiva di questo libro. L'ho trovato molto affascinante. Ci ho messo tanto, tantissimo, a finirlo, perchè prima di andare a dormire - il momento preferito della giornata per sfogliare le pagine di un volume - il flusso di coscienza del protagonista, che scrive rigorosamente in prima persona, si intrecciava abilmente ai miei pensieri, ai primi sonni e ai dormiveglia, e la storia di Barney si impastava alla mia, lasciando la prima lacunosa e la seconda, forse, imbevuta di fantasia e di confuse evasioni.
Mr Panofsky è un uomo vissuto, che ha vissuto molto, conosciuto molta gente, famosa e non, e capace di grandi passioni, dall'amore all'odio sfrenato. Mr Panofsky è un uomo solo, che nel corso della sua esistenza si è fatto tanti amici quanti nemici, e che per ragionare su se stesso e sui suoi errori si mette a scrivere. Mr Panofsky è protagonista di uno scandalo in cui tutti lo credono colpevole. La sua scrittura è una sintesi agrodolce del suo vissuto, che si trascina avanti finchè può. La conclusione ne è la tragica, necessaria, ma anche liberatoria chiusura. Inaspettatamente faticoso, questo libro, pieno di voli pindarici, pieno di nomi, pieno di episodi che passano da un anno all'altro, ma anche inaspettatamente bello e coinvolgente. Ottima lettura!
Bell'opera, niente da dire. Scrittura pulita, ampie descrizioni dettagliate ma... diavolo. Dov'è lo spessore dei personaggi che tanto mi piace? Un libro che mi aspettavo decisamente migliore.
La cosa positiva che deriva dalla lettura de "Il Profumo" è l'attenzione spasmodica nei confronti del mond
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Bell'opera, niente da dire. Scrittura pulita, ampie descrizioni dettagliate ma... diavolo. Dov'è lo spessore dei personaggi che tanto mi piace? Un libro che mi aspettavo decisamente migliore.
La cosa positiva che deriva dalla lettura de "Il Profumo" è l'attenzione spasmodica nei confronti del mondo degli odori, e l'amara presa di coscienza che un naso raffinato come quello di Jean Baptiste Grenouille, il miglior profumiere del mondo, non esisterà mai.
Quest'uomo era un genio. Avevo parecchio sentito parlare di Foster Wallace ma mi era capitato solo di leggere qualche citazione presa da suoi libri e articoli. Ora mi chiedo perchè sia stata così stupida dall'aspettare i 26 anni suonati per iniziare a leggere le sue opere. Ha una capacità descrittiv
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Quest'uomo era un genio. Avevo parecchio sentito parlare di Foster Wallace ma mi era capitato solo di leggere qualche citazione presa da suoi libri e articoli. Ora mi chiedo perchè sia stata così stupida dall'aspettare i 26 anni suonati per iniziare a leggere le sue opere. Ha una capacità descrittiva incredibile e un'ironia feroce dai tratti vagamente amari. Ne deriva una scrittura favolosa, leggera e acuta al tempo stesso. Quindi LEGGETELO LEGGETELO LEGGETELO! Io sicuramente lo rifarò a breve!
Ebbene, per la prima volta mi sono resa conto di come il nome proprio del personaggio di un libro, in questo caso la protagonista femminile, sia stato in grado di valicarne le pagine e di entrare nel linguaggio di tutti i giorni. Un soprannome che diventa definizione stessa dell'essenza di chi lo ha
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Ebbene, per la prima volta mi sono resa conto di come il nome proprio del personaggio di un libro, in questo caso la protagonista femminile, sia stato in grado di valicarne le pagine e di entrare nel linguaggio di tutti i giorni. Un soprannome che diventa definizione stessa dell'essenza di chi lo ha indossato. Solo per questo "Lolita" meriterebbe di essere letto e assorbito.
E poi c'è dell'altro. Nabokov è grandioso. Perchè oltre a uno stile barocco ma comunque sempre pulito e soprattutto scorrevole è stato in grado di rendere voce narrante un uomo vizioso, pedofilo e ubriacone, riuscendo sia a condannarlo che a comprenderlo. Solo i grandi riescono in un'impresa del genere. Assolutamente da leggere.
Glamorama
Nel titolo il motto del protagonista.continue)
Lo stile di scrittura, una prima persona fortemente impersonale, è sempre quello del grande Bret Easton Ellis. Pieno di elenchi, minute descrizioni, didascalismi, se vogliamo anche vagamente noioso. Il problema è che in mezzo a questi eccessi di verbosità, prop ... (
Nel titolo il motto del protagonista.
Lo stile di scrittura, una prima persona fortemente impersonale, è sempre quello del grande Bret Easton Ellis. Pieno di elenchi, minute descrizioni, didascalismi, se vogliamo anche vagamente noioso. Il problema è che in mezzo a questi eccessi di verbosità, proprio quando cala leggermente l'attenzione, l'autore fa capitare anche delle cose: grandi eventi, colpi di scena, sparizioni, scambi di persona, omicidi. E noi, i lettori, e in questo caso anche il protagonista (una versione molto, molto grottesca e credibile del mio tanto amato Derek Zoolander/Ben Stiller), subiamo queste trasformazioni della trama in modo attutito e confuso. A Victor, il fotomodello quasi-famoso che ci racconta il non-senso della sua vita immersa in un modo di fatue celebrità, pare di essere costantemente seguito da una troupe cinematografica, e di dover costantemente interpretare un personaggio, il suo personaggio, anche mentre inizia a improvvisare sulla base di un finto copione che non capisce più. A noi non resta che cercare di incollare i pezzi di un puzzle complicato, di individuare il contenuto che si cela sotto la patinatissima forma del mondo della moda dei decadenti anni Novanta, in special modo quando l'humor nero di B.E.E. se ne impadronisce definitivamente e lo riduce a qualcosa di marcio e degradante, ma comunque, e costantemente, pieno di coriandoli di ogni colore.
La versione di Barney
***This comment contains spoilers! ***
Lo premetto, io il film non l'ho visto. Mi incuriosiva, e per questo ho deciso di dedicarmi alla lettura preventiva di questo libro. L'ho trovato molto affascinante. Ci ho messo tanto, tantissimo, a finirlo, perchè prima di andare a dormire - il momento preferito della giornata per sfogliare le pag ... (continue)
Lo premetto, io il film non l'ho visto. Mi incuriosiva, e per questo ho deciso di dedicarmi alla lettura preventiva di questo libro. L'ho trovato molto affascinante. Ci ho messo tanto, tantissimo, a finirlo, perchè prima di andare a dormire - il momento preferito della giornata per sfogliare le pagine di un volume - il flusso di coscienza del protagonista, che scrive rigorosamente in prima persona, si intrecciava abilmente ai miei pensieri, ai primi sonni e ai dormiveglia, e la storia di Barney si impastava alla mia, lasciando la prima lacunosa e la seconda, forse, imbevuta di fantasia e di confuse evasioni.
Mr Panofsky è un uomo vissuto, che ha vissuto molto, conosciuto molta gente, famosa e non, e capace di grandi passioni, dall'amore all'odio sfrenato. Mr Panofsky è un uomo solo, che nel corso della sua esistenza si è fatto tanti amici quanti nemici, e che per ragionare su se stesso e sui suoi errori si mette a scrivere. Mr Panofsky è protagonista di uno scandalo in cui tutti lo credono colpevole.
La sua scrittura è una sintesi agrodolce del suo vissuto, che si trascina avanti finchè può. La conclusione ne è la tragica, necessaria, ma anche liberatoria chiusura.
Inaspettatamente faticoso, questo libro, pieno di voli pindarici, pieno di nomi, pieno di episodi che passano da un anno all'altro, ma anche inaspettatamente bello e coinvolgente.
Ottima lettura!
Il profumo
Bell'opera, niente da dire. Scrittura pulita, ampie descrizioni dettagliate ma... diavolo. Dov'è lo spessore dei personaggi che tanto mi piace? Un libro che mi aspettavo decisamente migliore.
La cosa positiva che deriva dalla lettura de "Il Profumo" è l'attenzione spasmodica nei confronti del mond ... (continue)
Bell'opera, niente da dire. Scrittura pulita, ampie descrizioni dettagliate ma... diavolo. Dov'è lo spessore dei personaggi che tanto mi piace? Un libro che mi aspettavo decisamente migliore.
La cosa positiva che deriva dalla lettura de "Il Profumo" è l'attenzione spasmodica nei confronti del mondo degli odori, e l'amara presa di coscienza che un naso raffinato come quello di Jean Baptiste Grenouille, il miglior profumiere del mondo, non esisterà mai.
Una cosa divertente che non farò mai più
Quest'uomo era un genio. Avevo parecchio sentito parlare di Foster Wallace ma mi era capitato solo di leggere qualche citazione presa da suoi libri e articoli. Ora mi chiedo perchè sia stata così stupida dall'aspettare i 26 anni suonati per iniziare a leggere le sue opere. Ha una capacità descrittiv ... (continue)
Quest'uomo era un genio. Avevo parecchio sentito parlare di Foster Wallace ma mi era capitato solo di leggere qualche citazione presa da suoi libri e articoli. Ora mi chiedo perchè sia stata così stupida dall'aspettare i 26 anni suonati per iniziare a leggere le sue opere. Ha una capacità descrittiva incredibile e un'ironia feroce dai tratti vagamente amari. Ne deriva una scrittura favolosa, leggera e acuta al tempo stesso.
Quindi LEGGETELO LEGGETELO LEGGETELO! Io sicuramente lo rifarò a breve!
Lolita
Ebbene, per la prima volta mi sono resa conto di come il nome proprio del personaggio di un libro, in questo caso la protagonista femminile, sia stato in grado di valicarne le pagine e di entrare nel linguaggio di tutti i giorni. Un soprannome che diventa definizione stessa dell'essenza di chi lo ha ... (continue)
Ebbene, per la prima volta mi sono resa conto di come il nome proprio del personaggio di un libro, in questo caso la protagonista femminile, sia stato in grado di valicarne le pagine e di entrare nel linguaggio di tutti i giorni. Un soprannome che diventa definizione stessa dell'essenza di chi lo ha indossato. Solo per questo "Lolita" meriterebbe di essere letto e assorbito.
E poi c'è dell'altro.
Nabokov è grandioso. Perchè oltre a uno stile barocco ma comunque sempre pulito e soprattutto scorrevole è stato in grado di rendere voce narrante un uomo vizioso, pedofilo e ubriacone, riuscendo sia a condannarlo che a comprenderlo. Solo i grandi riescono in un'impresa del genere. Assolutamente da leggere.