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Una scrittura irritante -
Premettiamo che il libro ha un contenuto che non si può certo dimenticare. Un'epidemia di cecità che, metaforicamente, fa VEDERE tutta la bestialità umana. Si torna alle origini, quando essere uomo significava semplicemente soddisfare i propri istinti. Una vedente, l'unica dell'intera città, li guid ... (
continue ) -
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Jul 17, 2009 |
1 feedback
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La nuova era
La Nuova Era scava nella violenza dei nostri anni, la violenza che ci avvolge e che si presenta, a volte, sotto le spoglie più insospettabili. Racconta di come, in una vita, la violenza possa entrare da un momento all’altro, per sconvolgerla, per distruggerla, per divenirne padrona. Per raccontare q ... (continue)
La Nuova Era scava nella violenza dei nostri anni, la violenza che ci avvolge e che si presenta, a volte, sotto le spoglie più insospettabili. Racconta di come, in una vita, la violenza possa entrare da un momento all’altro, per sconvolgerla, per distruggerla, per divenirne padrona. Per raccontare queste cose Doninelli si serve, per esempio, del personaggio di Chiara, una ragazzina stupidotta che scrive vomitevoli raccontini new-age e sul cui corpo sono scolpiti (con un uso del simbolismo per nulla scontato) i segni delle violenze che ha subito (aggiungerei in modo così rassegnato da risultare incomprensibile se non che, davvero, questa ragazza, mi ha dato l’impressione di essere disadattata e fuori di testa: una poveraccia) E non è un caso, credo, che il responsabile di queste violenze sia proprio il figlio di un tutore dell’ordine, di un uomo che la violenza la dovrebbe combattere. Che mondo è mai questo, dove i figli di chi la criminalità la dovrebbe combattere sono criminali loro stessi? Ne La Nuova Era non c’è posto per i sentimenti, anche se ogni riga piange la preoccupazione dell’autore per la storia che sta raccontando. Il professore senza nome, voce narrante del romanzo, è un uomo normale, caratterizzato in modo “sfocato“ che di se stesso dice: “Io piaccio alle donne, e loro sanno di piacere a me. Della mia immensa fragilità, che ho saputo indurire fino a farla sembrare rudezza, questo è l’aspetto più evidente, il punto in cui, come si dice, il ghiaccio è più sottile. Sono un uomo facile al letto e non amo le situazioni pulite.“ E infatti, proprio a causa di una donna, il professore si vedrà crollare davanti la propria vita calma e incolore, in un vortice di violenza e inevitabilità che serra la gola. E il caos predomina sull’ordine delle cose. Ed è la fine.