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L'oscura immensità della morte
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Pensavo di aver trovato lo scrittore di noir giusto da alternare a tomi più ponderosi, almeno la prima cinquantina di pagine mi aveva dato quest'illusione.
Purtroppo, il resto del libro non ha confermato la prima impressione: personaggi bidimensionali (con, è vero, improvvisi momenti in cui i caratt ... (continue) - — Dec 16, 2011 | 2 feedbacks
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La macchia umana
Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri ora sono tutti uguali.
La suddetta frase, come ognuno passato per il film ricorderà, campeggia alla fine di Barry Lyndon, e quando appare viene da chiedersi che sens ... (continue)
Fu durante il regno di Giorgio III che i suddetti personaggi vissero e disputarono. Buoni o cattivi, belli o brutti, ricchi o poveri ora sono tutti uguali.
La suddetta frase, come ognuno passato per il film ricorderà, campeggia alla fine di Barry Lyndon, e quando appare viene da chiedersi che senso abbia avuto seguire le gesta di questo coglione d'altri tempi per quasi tre ore, ed una buona risposta è: “per la fotografia e la storia stessa, oltre al fatto che non dovendo morire domattina, si spera (la grattatio pallorum è ammessa e concessa), ogni racconto possa insegnarci qualche trucco per campare meglio, o almeno a capire che gli altri hanno tanta paura quanta ne abbiamo noi, ed altrettanti segreti”.
La fine di questo libro è dedicata a Les Farley, antagonista: in un libro di King sarebbe l'incarnazione del male (a causa, probabilmente, di un padre ubriacone), in Bolano ci sarebbe un'infinita concatenazione di eventi per cui il nostro sarebbe diventato quello che è, ma col maligno che se la ride in sottofondo; qui, Zuckerman non resiste ad avvicinarsi ed a parlargli.
Ed è qui la magia: cercare di comprendere ma mai di giustificare, anche a prezzo della propria vita, tranquillità o sanità mentale. Una comprensione non stupida, non cieca, meno che mai ingenua, essere votati alla macchia umana e al tentativo di colmare i vuoti ascoltando le voci dei vivi e dei morti.
Perchè? Istinto insopprimibile, fondamentalmente.
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