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All books
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- Narcopolis (104)
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By Jeet Thayil -
Finished on Jun 24, 2012 




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- Il caso Collini (331)
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By Ferdinand von Schirach -
Finished on Mar 14, 2012 




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- Il paesaggio morale (23)
- Come la scienza determina i valori umani
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By Sam Harris -
Finished on Sep 15, 2012 




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- La notte del gatto nero (116)
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By Antonio Pagliaro -
Finished on May 17, 2012 




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35 people find this helpful 



IPEUN -
"I personaggi per vivere devono poter fare da soli, ciascuno con il suo modo di parlare e secondo le proprie capacità. Lo scrittore dovrebbe starne fuori. Non dovrebbe raccontare, solo mostrare".
Le parole sono di W. C. Heinz e sono rivolte a Elmore Leonard, in risposta a una sua lettera di elogio p ... (continue ) -
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May 18, 2012 |
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- Il padre d'inverno (94)
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By Andre Dubus -
Finished on Jun 9, 2012 




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43 people find this helpful 



In lotta con la verità -
La narrativa di Andre Dubus ha un'estensione quasi sconfinata in ampiezza e profondità. Davanti a noi possiamo avere padri, mariti, figli, amanti, mogli, uomini, donne o bambini: tutto. Perché i racconti di Andre Dubus sono narrazioni che partono sempre dalle persone e dai loro rapporti. L'oggetto d ... (
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Jun 10, 2012 |
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- I canti dell'innocenza (20)
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By Richard Aleas -
Finished on Apr 28, 2012 




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- Arrivano i Sister (178)
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By Patrick deWitt -
Finished on Jun 2, 2012 




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30 people find this helpful 



Western-noir -
Un romanzo completamente diverso da "Abluzioni" (2010) e deWitt si conferma narratore eccezionale nel dare voce a Eli, il più giovane dei fratelli Sisters, sicari nell'America del 1851, in viaggio dall'Oregon verso la California per "sistemare" una faccenda per conto del loro capo, "il Commodore". I ... (
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Jun 7, 2012 |
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- Dietro le sbarre (63)
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By Allan Guthrie -
Finished on Apr 22, 2012 




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- Da dove vengono i sogni (17)
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By David Vann -
Finished on May 2, 2012 




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21 people find this helpful 



Prospettiva Alaska -
Ambientando il romanzo familiare nelle "terre estreme" dell'Alaska, dove è nato, David Vann riesce a scoprire nuove angolazioni per affrontare i problemi dell'amore, del matrimonio, del tradimento, delle speranze disattese. La prospettiva Alaska è ciò che contraddistingue la narrativa di Vann. I let ... (
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May 2, 2012 |
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- L'arte di vivere in difesa (287)
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By Chad Harbach -
Finished on May 5, 2012 




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- Il piromane (41)
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By Bruce DeSilva -
Finished on Mar 28, 2012 




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27 people find this helpful 



Rogue Island -
Il titolo originale è "Rogue Island", quindi non infierite, al massimo prendetevela con la Giunti. Arrivati al secondo -credo- volume della collana Mystery, viene pubblicata l'opera prima di DeSilva che ha vinto l'Edgar Award nel 2011. Storia molto scorrevole, con molte sbavature, ma buona. Al suo d ... (
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Apr 4, 2012 |
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- Sinfonia di piombo (115)
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By Victor Gischler -
Finished on Mar 6, 2012 




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- Città distrutte (49)
- Sei biografie infedeli
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By Davide Orecchio -
Finished on Apr 13, 2012 




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33 people find this helpful 



…come un piede all’orma che deposita, come un urlo all’eco che ha lanciato -
Biografie infedeli. L’infedeltà è l’immaginazione del racconto che crea i collegamenti mancanti nelle vite delle persone, ricostruite sulle base di una solida documentazione. Davide Orecchio esplora non solo le vite, ma anche i luoghi: “la storia è fatta di città distrutte e poi ricostruite”. In que ... (
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Apr 20, 2012 |
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- Golden Boot (23)
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By Paolo Nelli -
Finished on Mar 10, 2012 




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- Mal tiempo (60)
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By David Fauquemberg -
Finished on Feb 28, 2012 




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37 people find this helpful 



L'intensità e la velocità, L'impegno assoluto. -
Una citazione che mi ha colpito è stata quella tratta da McIlvanney, un autore che in Italia conoscono in pochi, sebbene abbia riscritto le regole del noir nel Regno Unito, mentre Crumley lo faceva negli Stati Uniti: poche righe che aprono la seconda parte, il finale di questo splendido romanzo.
Di ... (continue ) -
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Feb 29, 2012 |
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Narcopolis
Nel romanzo l'immagine di Shuklaji Street, intorno al 1980, la via dell'oppio (chandu) e delle prostitute (randi), viene ricostruita attraverso una struttura paratattica di racconti che hanno ciascuno un suo protagonista; ma i personaggi incrociano le loro vite, facendo deviare le linee narrative in ... (continue)
Nel romanzo l'immagine di Shuklaji Street, intorno al 1980, la via dell'oppio (chandu) e delle prostitute (randi), viene ricostruita attraverso una struttura paratattica di racconti che hanno ciascuno un suo protagonista; ma i personaggi incrociano le loro vite, facendo deviare le linee narrative in modo più o meno intenso: il comune denominatore è l'oppio. I rituali della preparazione della pyali, l'accensione della pipa, il velo d'incoscienza che domina le esistenze di Dimple, Lee, Rashid, Ullis, Rumi e tutti gli altri sono narrati da una particolare angolazione, una miscela di stile e semplice arte del raccontare propria di Thayil. Il romanzo mostra una serie di persone, come una continua reincarnazione della "vita" in Shuklaji Street a Bombay: una vita immersa nei fumi dell'oppio, ma anche dell'alcol e della cocaina, fino ad arrivare alla garad (eroina). Il paradiso artificiale di Bombay diventa sempre meno chimico e più vicino a uno stadio dell'animo. Thayil è in grado di portare a spasso la narrazione per il mondo attraverso filosofia, politica, poesia, pittura, economia; niente rimane precluso alla mutevole forma dei suoi racconti. L'oppio che dovrebbe rendere tutto più oscuro appare un intervallo nelle esistenze dei protagonisti. Questi non potrebbero vivere senza oppio, ma la cosa è reciproca. Il tremolio della brace nella penombra della chandu khana di Rashid accende discorsi che si rincorrono in una forma che aspira all'infinito. E, in effetti, per Thayil la narrazione potrebbe procedere per un numero di pagine imprecisato. E' la forma letteraria che impone un freno alla sostanza chimico-biologica del romanzo-saggio "Narcopolis". Nella parte finale il libro si sposta agli anni Novanta. Ritornano personaggi che si riconoscono a stento tra di loro. L'eroina ha preso il posto dell'oppio: le immagini diventano più sfuocate, ma non meno potenti. Il romanzo contiene molteplici storie e quindi molteplici finali. Un ulteriore epilogo è situato nel 2004. Le parole affidate allo stesso narratore iniziale, Dom Ullis, confermano un movimento più che circolare, vicino a un nastro di Moebius. Forse è solo un'eco molto lontana, ma si può sentire il ricordo delle parole di Philip K. Dick (nella sua postfazione al romanzo "A scanner darkly") nella dichiarazione di Dom: "Questi sono i miei amici. Questo è ciò che abbiamo fatto. Queste sono le cose che abbiamo detto e sognato".
Dopo "Maximium City" di Mehta, troviamo una versione più intima e insieme ampliata di Bombay. Se il saggio di Suketu Mehta racconta la città a partire dal 1998, "Narcopolis" vive prima e dopo il 1980, spostandosi poi verso il presente, ma il tempo è una dimensione che viene travolta dalla narrazione visionaria dell'autore. Tutto diventa più chiaro attraverso una continua serie di epifanie dove la vita risplende pur avvolta nel caos. Sono frammenti, sono contraddizioni, sono esistenze: sono parole limpide avvolte da una finzione.