Molto breve. Non so se sia un bene o un male. In alcuni tratti non puoi fare a meno di riconoscerti per qualche esperienza simile vissuta. E'uno stile totalmente diveso rispetto a quello che narra le avventure dell'avvocato Malinconico, con cui io ho conosciuto De Silva.
Questo libro è ben strano. Alle prime pagine mi ricordava un pò cecità di Saramago. Questa città immersa in un eterno inverno, una situazione paradossale che può però insegnare qualcosa alla collettività. Poi però, e molto presto, ha avuto una deriva new age: caratteri di stampa molto diversi tr
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Questo libro è ben strano. Alle prime pagine mi ricordava un pò cecità di Saramago. Questa città immersa in un eterno inverno, una situazione paradossale che può però insegnare qualcosa alla collettività. Poi però, e molto presto, ha avuto una deriva new age: caratteri di stampa molto diversi tra loro, parlata impersonale, insomma una stupidata. Essendo breve l'ho finito. Un libro alquanto inutile, senza nessuno spessore. Peccato per la casa editrice che in passato ha pubblicato autori anche poco noti ma bravi.
Già uno che mette una citazione di Flaiano a inizio libro parte bene! E continua su un buon livello se a scrivere è Marco Presta! Lo devo ammettere, sono di parte in quanto assidua frequentatrice delle frequenze calvalcate dal coniglio. Il libro è scorrevole, ti cattura fino alla fine. Una fine
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Già uno che mette una citazione di Flaiano a inizio libro parte bene! E continua su un buon livello se a scrivere è Marco Presta! Lo devo ammettere, sono di parte in quanto assidua frequentatrice delle frequenze calvalcate dal coniglio. Il libro è scorrevole, ti cattura fino alla fine. Una fine che lascia un pò di amaro in bocca e molti spunti di riflessione, proprio come un buon libro dovrebbe fare. Fa ridere e sorridere, in modo educato e mai volgare. Ci sarebbero tanti pezzi da citare...le piante pensanti è un'idea originale.
Forse negli anni venti le tesi si scrivevano così ma di sicuro è molto diversa dalla mia...certo che lui sarebbe diventato Celine, io no. A parte questo, la lettura è stata molto scorrevole e mi è piaciuto molto sia il personaggio, sia il tema trattato. Un genio incompreso, non riconosciuto in vit
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Forse negli anni venti le tesi si scrivevano così ma di sicuro è molto diversa dalla mia...certo che lui sarebbe diventato Celine, io no. A parte questo, la lettura è stata molto scorrevole e mi è piaciuto molto sia il personaggio, sia il tema trattato. Un genio incompreso, non riconosciuto in vita. E poi soprattutto, la sua convinzione di essere nel giusto pur non avendo prove inconfutabili a supporto. Insomma un Don Chisciotte viennese, destinato alla sconfitta, che cerca di sottrarsi al suo destino che alla fine lo richiama a se.
Mancarsi
Molto breve. Non so se sia un bene o un male.
In alcuni tratti non puoi fare a meno di riconoscerti per qualche esperienza simile vissuta.
E'uno stile totalmente diveso rispetto a quello che narra le avventure dell'avvocato Malinconico, con cui io ho conosciuto De Silva.
Io sono febbraio
Questo libro è ben strano.continue)
Alle prime pagine mi ricordava un pò cecità di Saramago.
Questa città immersa in un eterno inverno, una situazione paradossale che può però insegnare qualcosa alla collettività.
Poi però, e molto presto, ha avuto una deriva new age: caratteri di stampa molto diversi tr ... (
Questo libro è ben strano.
Alle prime pagine mi ricordava un pò cecità di Saramago.
Questa città immersa in un eterno inverno, una situazione paradossale che può però insegnare qualcosa alla collettività.
Poi però, e molto presto, ha avuto una deriva new age: caratteri di stampa molto diversi tra loro, parlata impersonale, insomma una stupidata.
Essendo breve l'ho finito. Un libro alquanto inutile, senza nessuno spessore. Peccato per la casa editrice che in passato ha pubblicato autori anche poco noti ma bravi.
Il piantagrane
Già uno che mette una citazione di Flaiano a inizio libro parte bene!continue)
E continua su un buon livello se a scrivere è Marco Presta!
Lo devo ammettere, sono di parte in quanto assidua frequentatrice delle frequenze calvalcate dal coniglio.
Il libro è scorrevole, ti cattura fino alla fine.
Una fine ... (
Già uno che mette una citazione di Flaiano a inizio libro parte bene!
E continua su un buon livello se a scrivere è Marco Presta!
Lo devo ammettere, sono di parte in quanto assidua frequentatrice delle frequenze calvalcate dal coniglio.
Il libro è scorrevole, ti cattura fino alla fine.
Una fine che lascia un pò di amaro in bocca e molti spunti di riflessione, proprio come un buon libro dovrebbe fare.
Fa ridere e sorridere, in modo educato e mai volgare.
Ci sarebbero tanti pezzi da citare...le piante pensanti è un'idea originale.
Il turno di notte lo fanno le stelle
Il Dottor Semmelweis
Forse negli anni venti le tesi si scrivevano così ma di sicuro è molto diversa dalla mia...certo che lui sarebbe diventato Celine, io no.continue)
A parte questo, la lettura è stata molto scorrevole e mi è piaciuto molto sia il personaggio, sia il tema trattato.
Un genio incompreso, non riconosciuto in vit ... (
Forse negli anni venti le tesi si scrivevano così ma di sicuro è molto diversa dalla mia...certo che lui sarebbe diventato Celine, io no.
A parte questo, la lettura è stata molto scorrevole e mi è piaciuto molto sia il personaggio, sia il tema trattato.
Un genio incompreso, non riconosciuto in vita. E poi soprattutto, la sua convinzione di essere nel giusto pur non avendo prove inconfutabili a supporto.
Insomma un Don Chisciotte viennese, destinato alla sconfitta, che cerca di sottrarsi al suo destino che alla fine lo richiama a se.