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Quando avevo 14 anni, pescai dalla libreria di mio padre la Storia della Resistenza in Italia di Battaglia, prima edizione del '53. Della Resistenza qualcosa sapevo già. Ma l'incontro con quel libro fu fondamentale. Perché io, in quel libro, la Resistenza l'ho vissuta.
Il preambolo per dire che ... (continue)
Quando avevo 14 anni, pescai dalla libreria di mio padre la Storia della Resistenza in Italia di Battaglia, prima edizione del '53. Della Resistenza qualcosa sapevo già. Ma l'incontro con quel libro fu fondamentale. Perché io, in quel libro, la Resistenza l'ho vissuta.
Il preambolo per dire che all'autore di questo libro deve essere successo qualcosa di simile. Perché parla della Resistenza come della 'sua' storia con un'adesione viscerale a ciò che racconta. Non è facile sintetizzare i percorsi del testo, ma l'idea è che sia necessario esplorare molte strade per mantenere viva la memoria di quel periodo e che una via privilegiata sia quella della letteratura. Come dice Margherita Fenoglio nella presentazione, l'approccio di Luciano all'opera di suo padre Beppe è 'di cuore'. Ed è questa autenticità e immedesimazione che può forse davvero salvare la memoria facendola rivivere negli ideali e nell'agire quotidiano, più che nella stanca retorica delle celebrazioni.
Molto stimolante l'idea del continuo raffronto tra il presente e il passato, l'eterogeneità delle fonti, il coraggio di creare legami e paralleli o distinguo non banali, nonostante il rischio di aprire troppe strade e di non percorrerle tutte fino in fondo. Ma credo che il principale obiettivo di questo libro sia di pungolare curiosità, ricerca, pensiero, non di imporre un (pur condivisibile) punto di vista.
PS Le statistiche anobiane me lo danno come mio libro numero 100 del 2009!
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