È bellissimo. Fortemente simbolico, ogni personaggio simboleggia qualcosa, a volte non si sa cosa: con quelli buoni o cattivi si capisce subito, quelli dubbi lasciano il dubbio. Luoghi, oggetti: tutti simboli. All'inizio la storia e lo stile incantano, verso la metà sorge il desiderio di uscire per
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È bellissimo. Fortemente simbolico, ogni personaggio simboleggia qualcosa, a volte non si sa cosa: con quelli buoni o cattivi si capisce subito, quelli dubbi lasciano il dubbio. Luoghi, oggetti: tutti simboli. All'inizio la storia e lo stile incantano, verso la metà sorge il desiderio di uscire per strada a parlare con persone che siano persone reali e toccare oggetti che siano oggetti reali. La lettura prosegue, anche per il desiderio di vedere cosa succede a questo e a quello, il finale è in qualche modo necessario, difficile pensare a finali alternativi, per quell'infame villaggio abitato da simboli.
Splendido. Molto complesso: c'è la trama, gli eventi narrati, i ricordi, le cose non dette, le cose nemmeno accennate ma che vengono in mente, leggendo, e sono tante. Si parla di azioni mostruose, di mostri e di problemi di comunicazione. Finito il libro veniamo abbandonati ai dubbi.
Peculiare. Trama bella, il resto, uh. Il padre è come l'indice di un manuale psichiatrico: ha tutte le patologie possibili, non gliene sfugge una. La moglie va, torna, ripassa. Il figliolo si barcamena come può nel delirio generale, onore al merito perché sclera troppo poco. Simpatici il vecchio pro
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Peculiare. Trama bella, il resto, uh. Il padre è come l'indice di un manuale psichiatrico: ha tutte le patologie possibili, non gliene sfugge una. La moglie va, torna, ripassa. Il figliolo si barcamena come può nel delirio generale, onore al merito perché sclera troppo poco. Simpatici il vecchio professore e il cane Pu ("~").
... i libri della Larsson iniziano quatti quatti e finiscono sempre con zuffe degne dei migliori film di Bud Spencer: sarà per questo che continuo a leggerli. Il giorno che ne scriverà uno senza zuffa finale sarò tristissima.
Il rogo
È bellissimo. Fortemente simbolico, ogni personaggio simboleggia qualcosa, a volte non si sa cosa: con quelli buoni o cattivi si capisce subito, quelli dubbi lasciano il dubbio. Luoghi, oggetti: tutti simboli. All'inizio la storia e lo stile incantano, verso la metà sorge il desiderio di uscire per ... (continue)
È bellissimo. Fortemente simbolico, ogni personaggio simboleggia qualcosa, a volte non si sa cosa: con quelli buoni o cattivi si capisce subito, quelli dubbi lasciano il dubbio. Luoghi, oggetti: tutti simboli. All'inizio la storia e lo stile incantano, verso la metà sorge il desiderio di uscire per strada a parlare con persone che siano persone reali e toccare oggetti che siano oggetti reali. La lettura prosegue, anche per il desiderio di vedere cosa succede a questo e a quello, il finale è in qualche modo necessario, difficile pensare a finali alternativi, per quell'infame villaggio abitato da simboli.
Der Vorleser
Splendido. Molto complesso: c'è la trama, gli eventi narrati, i ricordi, le cose non dette, le cose nemmeno accennate ma che vengono in mente, leggendo, e sono tante. Si parla di azioni mostruose, di mostri e di problemi di comunicazione. Finito il libro veniamo abbandonati ai dubbi.
Quando cadrà la pioggia tornerò
Peculiare. Trama bella, il resto, uh. Il padre è come l'indice di un manuale psichiatrico: ha tutte le patologie possibili, non gliene sfugge una. La moglie va, torna, ripassa. Il figliolo si barcamena come può nel delirio generale, onore al merito perché sclera troppo poco. Simpatici il vecchio pro ... (continue)
Peculiare. Trama bella, il resto, uh. Il padre è come l'indice di un manuale psichiatrico: ha tutte le patologie possibili, non gliene sfugge una. La moglie va, torna, ripassa. Il figliolo si barcamena come può nel delirio generale, onore al merito perché sclera troppo poco. Simpatici il vecchio professore e il cane Pu ("~").
Finché sarà passata la tua ira
... i libri della Larsson iniziano quatti quatti e finiscono sempre con zuffe degne dei migliori film di Bud Spencer: sarà per questo che continuo a leggerli. Il giorno che ne scriverà uno senza zuffa finale sarò tristissima.
Justine
Riferito alla descrizione del libro: la protagonista è Justine, non Valentina. Lo rivela pure il titolo.