La storia no. Mi dispiace per Zuiker, ma è un flop. Non gli do una sola stellina solo per una ragione: mi ha lasciato la curiosità di leggere il seguito. Duole ammetterlo, ma a volte anche una boiata suscita curiosità.
Quando l'ho letto ho pensato a tutti quei coetanei(e anche a quelli più giovani di me) che sono pronti a ridermi in faccia se dico che "A un giovane italiano" è uno dei libri più belli che ho mai letto. Ho pensato che, col libro tra le mani, avrebbero sbuffato e richiuso, o che sarebbero corsi a cer
... (continue)
Quando l'ho letto ho pensato a tutti quei coetanei(e anche a quelli più giovani di me) che sono pronti a ridermi in faccia se dico che "A un giovane italiano" è uno dei libri più belli che ho mai letto. Ho pensato che, col libro tra le mani, avrebbero sbuffato e richiuso, o che sarebbero corsi a cercare nella mente argomenti per cui l'invito di C.A. Ciampi non valga la pena di essere raccolto. Ho pensato a tutti quelli che preferiscono riempirsi la bocca di invettiva, e quelli che preferiscono l'ennesima denuncia del profeta mediatico di turno. Ho pensato a chi ha fatto dell'indignazione un modo di vivere, una schermatura che oggi più che mai fa sentire protetti, e sempre dalla parte della ragione. Ho pensato alla satira feroce, che tanto conquista i giovani, ma che in fondo è riparata dietro un muro arrogante di sarcasmo che tanto sa di "Armiamoci e partite". Poi ho pensato a un novantenne saggio e pacato, che prova a costruire un discorso con loro, e sono rimasto con la bocca aperta nello scoprire dentro me stesso che il vero eroe oggi è chi lascia perdere gli slogan e medita, chi predilige i libri al palcoscenico, chi ha capito che l'agorà non è soltanto Piazza del Popolo ma è lo spazio pubblico di Istituzioni che vanno riempite di senso... e di impegno. Non saranno le urla a salvarci, ma i progetti. Spero che qualcuno lo legga e si soffermi per un istante a meditare e discernere: potrebbe scoprire che lo scadere di questo sistema "da abbattere" non lo individua solo come vittima, ma anche come responsabile. Grazie a Carlo Azeglio Ciampi per la "lezione".
...di un'America sull'orlo di una crisi di nervi. Realsitico e puntuto, minimalista e profondo. Non importa se mi è piaciuto o meno, dalla prima all'ultima pagina hai l'impressione di leggere qualcosa che, a suo modo, va oltre la tua opinione. Obbligatorio.
Level 26
La storia no.
Mi dispiace per Zuiker, ma è un flop.
Non gli do una sola stellina solo per una ragione: mi ha lasciato la curiosità di leggere il seguito. Duole ammetterlo, ma a volte anche una boiata suscita curiosità.
A un giovane italiano
Quando l'ho letto ho pensato a tutti quei coetanei(e anche a quelli più giovani di me) che sono pronti a ridermi in faccia se dico che "A un giovane italiano" è uno dei libri più belli che ho mai letto. Ho pensato che, col libro tra le mani, avrebbero sbuffato e richiuso, o che sarebbero corsi a cer ... (continue)
Quando l'ho letto ho pensato a tutti quei coetanei(e anche a quelli più giovani di me) che sono pronti a ridermi in faccia se dico che "A un giovane italiano" è uno dei libri più belli che ho mai letto. Ho pensato che, col libro tra le mani, avrebbero sbuffato e richiuso, o che sarebbero corsi a cercare nella mente argomenti per cui l'invito di C.A. Ciampi non valga la pena di essere raccolto.
Ho pensato a tutti quelli che preferiscono riempirsi la bocca di invettiva, e quelli che preferiscono l'ennesima denuncia del profeta mediatico di turno.
Ho pensato a chi ha fatto dell'indignazione un modo di vivere, una schermatura che oggi più che mai fa sentire protetti, e sempre dalla parte della ragione.
Ho pensato alla satira feroce, che tanto conquista i giovani, ma che in fondo è riparata dietro un muro arrogante di sarcasmo che tanto sa di "Armiamoci e partite".
Poi ho pensato a un novantenne saggio e pacato, che prova a costruire un discorso con loro, e sono rimasto con la bocca aperta nello scoprire dentro me stesso che il vero eroe oggi è chi lascia perdere gli slogan e medita, chi predilige i libri al palcoscenico, chi ha capito che l'agorà non è soltanto Piazza del Popolo ma è lo spazio pubblico di Istituzioni che vanno riempite di senso... e di impegno.
Non saranno le urla a salvarci, ma i progetti.
Spero che qualcuno lo legga e si soffermi per un istante a meditare e discernere: potrebbe scoprire che lo scadere di questo sistema "da abbattere" non lo individua solo come vittima, ma anche come responsabile.
Grazie a Carlo Azeglio Ciampi per la "lezione".
Vuoi star zitta, per favore?
...di un'America sull'orlo di una crisi di nervi. Realsitico e puntuto, minimalista e profondo. Non importa se mi è piaciuto o meno, dalla prima all'ultima pagina hai l'impressione di leggere qualcosa che, a suo modo, va oltre la tua opinione. Obbligatorio.
Il giornalino di Gian Burrasca
Un libro per ragazzi? Senza alcun dubbio.
Lo rileggeresti a 50 anni? Scommetto di si.
Sonno profondo
Banana Yoshimoto non appartiene certo alla schiera di scrittori che mi fa urlare al miracolo.
Ma il sonno, descritto così, non l'avevo ancora letto.