Un libro godibilissimo per bibliomani e bibliofili. Visto che mi considero parte della prima categoria e nel mio piccolo ho accumulato quattro o cinquemila volumi, non ho potuto far altro che divorarlo. Ottime le citazioni e alcuni brani memorabili tipo quello sulla scena primaria. Anch'io come l'au
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Un libro godibilissimo per bibliomani e bibliofili. Visto che mi considero parte della prima categoria e nel mio piccolo ho accumulato quattro o cinquemila volumi, non ho potuto far altro che divorarlo. Ottime le citazioni e alcuni brani memorabili tipo quello sulla scena primaria. Anch'io come l'autore non ricordo di aver imparato a leggere ma di aver sempre avuto un libro in mano. E se forse il paradiso non è un'immensa biblioteca, una delle poche felicità accessibili a noi mortali lettori incalliti è sicuramente un libro fresco di stampa in cui sprofondare e perdersi. Purtroppo il ritmo e l'interesse non potevano regger neanche in un libro così breve. La catologazione e la disposizone dei volumi in una biblioteca altrui non sono argomenti da suscitare entusiasmi. Né, per quanto mi riguarda, i riferimenti alle abitutidini sessuali di personaggi reali o inventati. Sono belle invece le metafore contrapposte della biblioteca come utero protettivo e avvolgente e del computer/internet come braccio meccanico di collegamento con il mondo, anche se personalmente userei l'immagine dello shuttle più che del braccio meccanico per il computer. Il titolo infine è volutamente fuorviante anche se evocativo. I libri di cui si parla sono ben reali, tranne quelli persi o prestati e mai restituiti, sostituiti appunto dai cartoccetti o fogli (phantome in francese) sugli scaffali. Ma forse ogni lettore vizioso insegue il fantasma di un Ur-libro che non leggerà mai.
E' proprio un piccolo libro. Che sforzo per riprenderlo in mano anche se finirlo ha richiesto solo un paio d'ore. La trama è lisa come quella di un vecchio strofinaccio; sembra essere stata messa insieme collazionando gli articoli di cronaca di giornali di secondo o forse terzo ordine. I personaggi
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E' proprio un piccolo libro. Che sforzo per riprenderlo in mano anche se finirlo ha richiesto solo un paio d'ore. La trama è lisa come quella di un vecchio strofinaccio; sembra essere stata messa insieme collazionando gli articoli di cronaca di giornali di secondo o forse terzo ordine. I personaggi sono evanescenti come le ombre della caverna platonica. La scrittura, la solita di Baricco, qui non evoca niente di niente. Dove è finito l'afflato di Novecento o anche, per dire Seta? Ci penserò su prima di comprare il prossimo romanzo di Baricco.
Il libro parte bene ma poi si affloscia presto. Filosofia in pilloline di mezzo centimetro o poco più. Si può aver capito tutto della vita nei primi tre anni, se se ne sono passati due e mezzo in stato vegetativo? C'è allora molto senno di poi e non sempre scritto bene. Peccato mi aspettavo di megl
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Il libro parte bene ma poi si affloscia presto. Filosofia in pilloline di mezzo centimetro o poco più. Si può aver capito tutto della vita nei primi tre anni, se se ne sono passati due e mezzo in stato vegetativo? C'è allora molto senno di poi e non sempre scritto bene. Peccato mi aspettavo di meglio.
Fai bei sogni
Pensavo meglio. va giù come un bicchiere d'acqua e ha più o meno lo stesso effetto.
I fantasmi delle biblioteche
Un libro godibilissimo per bibliomani e bibliofili. Visto che mi considero parte della prima categoria e nel mio piccolo ho accumulato quattro o cinquemila volumi, non ho potuto far altro che divorarlo. Ottime le citazioni e alcuni brani memorabili tipo quello sulla scena primaria. Anch'io come l'au ... (continue)
Un libro godibilissimo per bibliomani e bibliofili. Visto che mi considero parte della prima categoria e nel mio piccolo ho accumulato quattro o cinquemila volumi, non ho potuto far altro che divorarlo. Ottime le citazioni e alcuni brani memorabili tipo quello sulla scena primaria. Anch'io come l'autore non ricordo di aver imparato a leggere ma di aver sempre avuto un libro in mano. E se forse il paradiso non è un'immensa biblioteca, una delle poche felicità accessibili a noi mortali lettori incalliti è sicuramente un libro fresco di stampa in cui sprofondare e perdersi. Purtroppo il ritmo e l'interesse non potevano regger neanche in un libro così breve. La catologazione e la disposizone dei volumi in una biblioteca altrui non sono argomenti da suscitare entusiasmi. Né, per quanto mi riguarda, i riferimenti alle abitutidini sessuali di personaggi reali o inventati. Sono belle invece le metafore contrapposte della biblioteca come utero protettivo e avvolgente e del computer/internet come braccio meccanico di collegamento con il mondo, anche se personalmente userei l'immagine dello shuttle più che del braccio meccanico per il computer. Il titolo infine è volutamente fuorviante anche se evocativo. I libri di cui si parla sono ben reali, tranne quelli persi o prestati e mai restituiti, sostituiti appunto dai cartoccetti o fogli (phantome in francese) sugli scaffali. Ma forse ogni lettore vizioso insegue il fantasma di un Ur-libro che non leggerà mai.
Emmaus
E' proprio un piccolo libro. Che sforzo per riprenderlo in mano anche se finirlo ha richiesto solo un paio d'ore. La trama è lisa come quella di un vecchio strofinaccio; sembra essere stata messa insieme collazionando gli articoli di cronaca di giornali di secondo o forse terzo ordine. I personaggi ... (continue)
E' proprio un piccolo libro. Che sforzo per riprenderlo in mano anche se finirlo ha richiesto solo un paio d'ore. La trama è lisa come quella di un vecchio strofinaccio; sembra essere stata messa insieme collazionando gli articoli di cronaca di giornali di secondo o forse terzo ordine. I personaggi sono evanescenti come le ombre della caverna platonica. La scrittura, la solita di Baricco, qui non evoca niente di niente. Dove è finito l'afflato di Novecento o anche, per dire Seta? Ci penserò su prima di comprare il prossimo romanzo di Baricco.
Metafisica dei tubi
Il libro parte bene ma poi si affloscia presto. Filosofia in pilloline di mezzo centimetro o poco più. Si può aver capito tutto della vita nei primi tre anni, se se ne sono passati due e mezzo in stato vegetativo? C'è allora molto senno di poi e non sempre scritto bene.continue)
Peccato mi aspettavo di megl ... (
Il libro parte bene ma poi si affloscia presto. Filosofia in pilloline di mezzo centimetro o poco più. Si può aver capito tutto della vita nei primi tre anni, se se ne sono passati due e mezzo in stato vegetativo? C'è allora molto senno di poi e non sempre scritto bene.
Peccato mi aspettavo di meglio.