Recensione Trilogia Hunger Games di Suzanne Collins
– Consiglierei a tutti la lettura di questa trilogia. Vero o falso? – – Vero. –
Solo chi ha letto i libri capirà il mio incipit. Spero che aiuti ad accrescere la curiosità di chi ancora non si è imbattuto nella lettura di questi romanzi.
Eccomi giunta alla fine degli Hunger Games… Premetto che non
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– Consiglierei a tutti la lettura di questa trilogia. Vero o falso? – – Vero. –
Solo chi ha letto i libri capirà il mio incipit. Spero che aiuti ad accrescere la curiosità di chi ancora non si è imbattuto nella lettura di questi romanzi.
Eccomi giunta alla fine degli Hunger Games… Premetto che non ero a conoscenza di questa trilogia, fino a qualche mese fa. Ho scoperto l’esistenza di questi libri il giorno in cui ho visto il trailer del primo film ispirato alla saga. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di unico e speciale. E finalmente ne ho avuto la conferma.
Penso che scrivere una recensione globale sia l’unica soluzione possibile, piuttosto che dedicarmi ai singoli libri. Per quanto mi riguarda, dal punto di vista del giudizio, sono tutti allo stesso livello, quindi non avrebbe senso scrivere tre recensioni.
Inizialmente, nonostante il primo libro mi piacesse molto, non ero particolarmente presa. Ma il motivo è molto semplice: ho visto il film già parecchie volte, e il regista è stato talmente bravo da rendere il libro al 100% nella trasposizione cinematografica. Quindi, già sapevo cosa sarebbe successo, e in che modo. A parte i piccoli dettagli mancanti (raramente), devo dire che il film rispecchia il primo libro in tutti i suoi aspetti, e non presenta nessun tipo di lacuna. Quindi, per me era come guardare il film per l’ennesima volta. Bello, si… ma nessuna sorpresa. Niente suspense.
Il mio obiettivo era concludere il prima possibile per arrivare al secondo capitolo della saga.
E quando ci sono arrivata, mi sono resa conto della bravura di questa scrittrice. Niente è scontato nel susseguirsi degli avvenimenti. Se, mentre leggi, sei convinta che stia per avvenire qualcosa, quel qualcosa non succede. E questo, secondo me, in un libro è fondamentale. Anche se probabilmente delude le tue aspettative riguardo determinati eventi.
E’ importante anche il fatto che ti affezioni di più ai personaggi che circondano la protagonista, piuttosto che a lei. La stessa cosa mi è successa quando leggevo Harry Potter. Non che lui non mi piacesse, ma era lui circondato dagli altri a piacermi ancora di più. Come in questo caso. Katniss, da sola. Katniss, circondata da Prim, Peeta, Gale, Haymitch, Cinna, Finnik, Johanna… due cose completamente diverse. Sono i personaggi che arricchiscono la protagonista. Sono loro che fanno la storia. Non lei, non lei da sola.
Ma c’è altro a determinare l’eccezionalità di questi romanzi. Il mondo che la Collins ha creato, il suo essere così reale, crudo … Non un mondo idilliaco in cui tutto va nel migliore dei modi … un mondo fatto di sofferenza, di solitudine, di malignità, di opportunismo, di ipocrisia … Un mondo in cui i sentimenti, QUELLI VERI, sono fondamentali. Una vita in cui si apprezza la semplicità, in cui ci si accontenta del minimo indispensabile. Un mondo che rispecchia molto quello in cui viviamo. Ma noi siamo Capitol City. Noi non ci accontentiamo del minimo indispensabile. Noi non diamo valore ai sentimenti, quelli veri. La maggior parte di noi è vittima della società che la circonda. Nel nostro mondo non ci sono gli Hunger Games, questo è certo, ma la gente si chiude in casa per guardare i reality show quotidianamente, piuttosto che vivere la vita reale … Ci si diverte a guardare persone che vivono sotto lo stesso tetto, persone confinate su un’isola … la differenza tra questi reality e i giochi della Collins, è che sono una finzione. Credete veramente che le persone sull’isola debbano cercarsi da mangiare? O debbano cercare di sopravvivere ogni giorno? Se fosse realmente così, non avrebbero di certo voglia di stare lì. Ma, allo stesso tempo, pensate che manchi molto ad arrivare agli Hunger Games? Visto come stanno andando le cose, io penso proprio di no. Soldati che si divertono a torturare dei poveri innocenti, bambini a scuola che si picchiano e che amano giochi violenti… maestre d’asilo e baby sitter che abusano dei loro ruoli nei confronti di piccole creature … madri che ammazzano i propri figli … l’orrore è fuori dalla porta di casa nostra … ma finché non la oltrepassa, non ci riguarda, vero?
Credete veramente che, se un governo decidesse per una soluzione simile, qualcuno di noi protesterebbe? Io non credo. Siamo troppo abituati, ormai, ad accettare tutto. Gli avvenimenti ci scivolano addosso, finché non siamo direttamente coinvolti.
A questo punto mi sorge spontanea una domanda: gli Hunger Games basterebbero? Ci vorrebbe qualcosa di così scioccante, qualcosa di così sconvolgente per aprire i nostri occhi. Che cosa faremmo? Rimarremmo a guardare? Proprio come Capitol City? Non lo so… quello che so è che abbiamo perso di vista quello che è realmente importante. Siamo tutti vittime della società, dell’essere e del comportarsi in un determinato modo, perché se sei diverso non sei nessuno, o vieni messo da parte. Vittime dell’apparire, vittime della quotidianità, vittime di scelte condizionate. Vittime.
Forse esagero, ma la lettura di questi libri mi ha fatto capire molte cose e mi ha fatto riflettere. In un mondo in cui si viene privati del diritto alla vita, apprezzare quel poco che ci circonda e che è il minimo indispensabile per la nostra sopravvivenza, diventa fondamentale. E’ QUESTO che ci serve per cambiare? Bisogna veramente arrivare a tanto?
Come avrete già capito, questa saga mi ha letteralmente conquistato, mi ha fatto soffrire ma mi ha anche fatto capire che la sofferenza è l’unico modo di reagire, quando si arriva ad un limite. Se non abbiamo nulla da perdere, o comunque paura di perdere qualcosa, siamo dei vegetali. Ci facciamo andare bene le cose giusto perchè è cosi che devono andare. Perchè non siamo tutti i giorni sull’orlo di un precipizio. Abbiamo la “pappa pronta”, abbiamo le nostre vite.
ABBIAMO LE NOSTRE VITE, ma se qualcuno bussasse alla porta e vi dicesse che da oggi non ne avete più diritto, come reagireste? E’ questa la domanda fondamentale: COME REAGIRESTE?
Questo libro è stata una lettura veramente piacevole e, oserei dire, deliziosa…
E’ incredibile come poche semplici parole possano rendere l’idea di un sapore, o di un’emozione… “Ladra di cioccolato” è senza dubbio capace di farti provare un mix di sentimenti che, combinati l’uno con l’altro, produc
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Questo libro è stata una lettura veramente piacevole e, oserei dire, deliziosa…
E’ incredibile come poche semplici parole possano rendere l’idea di un sapore, o di un’emozione… “Ladra di cioccolato” è senza dubbio capace di farti provare un mix di sentimenti che, combinati l’uno con l’altro, producono un’incredibile soddisfazione.
La trama è unica, il finale per niente scontato. Lo stile della scrittrice è senza dubbio perfetto, le pagine scorrono una dopo l’altra senza che tu ti renda conto di essere arrivata alla fine.
Personalmente non amo le scene “erotiche”, ma di questo romanzo ho saputo apprezzare ogni piccolo dettaglio… in particolare, per quanto riguarda il sesso, non si tratta di volgarità, ma della manifestazione nuda e cruda di ciò che provano i protagonisti… sentimenti talmente forti da coinvolgerci completamente.
E poi… la descrizione del cioccolato, in ogni minimo dettaglio… la sua lavorazione, e la passione dei protagonisti stessi per questo alimento all’apparenza innocuo… ci obbliga a cercarne un pezzettino per tutta casa!
E per chi, come me, non ne ha, diventa davvero un problema!!!
Vi avverto, l’acquolina in bocca è inevitabile… avete mai visto Chocolat con Johnny Depp? Perfetto… il risultato è lo stesso… se non peggio!!! Il che è tutto dire, dato che un conto è vedere un film, l’altro leggere ed immaginare…. questo può significare solo una cosa: Laura Florand è davvero brava.
Un libro DEVE essere così… deve farti provare emozioni forti, deve trasportarti dentro le sue pagine e farti vivere ciò che vivono i personaggi… deve isolarti dal mondo che ti circonda facendoti dimenticare ogni cosa!!! Quindi ringrazio di cuore la casa editrice per avermi inviato questo capolavoro…
Non posso dire che la lettura di questo libro mi abbia soddisfatto come quella del primo, ma anche in questo caso è stato divorato… Letto in pochissime ore, questo libro è senza dubbio scorrevole, e si tratta senz’altro di una piacevole lettura…
MA: questo non significa che io non abbia delle criti
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Non posso dire che la lettura di questo libro mi abbia soddisfatto come quella del primo, ma anche in questo caso è stato divorato… Letto in pochissime ore, questo libro è senza dubbio scorrevole, e si tratta senz’altro di una piacevole lettura…
MA: questo non significa che io non abbia delle critiche da fare, anzi… Quando ho letto Switched (trovate la mia recensione qui) sono stata conquistata dal Mondo Trylle, anche se l’autrice non era entrata in un dettaglio molto specifico di questa società. Infatti, non sembrava essere un mondo tanto diverso dal nostro, se non per la particolarità di questi troll dalle abitudini alimentari “stravaganti” (si vabbè, mi pare che siano solo schizzinosi, niente di che…) e per la gerarchia a tratti “medievale”…
Ero quindi convinta che nel secondo libro la Hocking ci avrebbe stupito con effetti speciali, e invece l’unica creatura pelosa che entra in scena è l’Hobgoblin (tra l’altro personaggio assolutamente marginale e pressochè inutile, per non dire schifoso)…
Ora mi chiedo solo una cosa: a che scopo creare un mondo così originale (ma non descritto, diciamo che IO lo immagino originale) per collocare una semplice soap opera stile Beautiful (che, sottolineo, io NON SEGUO) ?? Cioè, a me sembra che Wendy, povera ragazza incompresa dal mondo intero che POVERINA deve diventare regina e POVERINA ha solo 400 spasimanti che la seguono ovunque, sia anche abbastanza una scassa… ehm… non voglio diventare volgare ma ad un certo punto ste eroine dei romanzi andrebbero prese a schiaffi!!!
Si ok, ha dei poteri (ancora non sappiamo quali e tranquilli, non lo scoprirete nemmeno alla fine del romanzo), sposta gli oggetti e da “schiaffi mentali” -WOW, magari potessi farlo io – , dicono tutti che sia superpotente quando a me sembra una mezza psicopatica con eccessivi sbalzi d’umore e sentimenti non troppo “chiari”… ma a parte questo … cosa succede in “Torn”? ASSOLUTAMENTE NIENTE. Esclusi gli avvenimenti stile Beautiful, a cui accennavo poco fa, la trama è veramente scarna e alla fine ne sappiamo tanto quanto ne sapevamo alla fine di Switched. Quindi, non vorrei deludere le vostre aspettative, ma secondo me tanto valeva scrivere il primo e il terzo libro, saltando il secondo…
Ho una richiesta particolare: come sapete, io non svelo niente nelle mie recensioni, o per lo meno mi mantengo sul vago… ritengo che una recensione debba essere una critica al libro e non un riassunto degli avventimenti… ma, se l’avete letto, VI PREGO, mi dite cosa ne pensate della rivelazione di Finn su TOVE?!!? Io ho riso per mezz’ora… vi giuro, non riuscivo a smettere… Ma si può inventare una cosa così banale e stupida?!
Vabbè, non so se è l’emicrania di oggi che ha acutizzato il mio lato critico, ma a favore di questo romanzo posso solo dire che “si fa leggere” e che sicuramente acquisterò il seguito, giusto per capire dove l’autrice vuole andare a parare… forse sono ancora troppo fiduciosa ma mi piace come scrive, si può sempre sperare in un miracolo!
Questo romanzo mi è piaciuto fin dalle prime pagine. Con tutte le esperienze negative avute ultimamente con scrittori italiani, finalmente posso dire di essere pienamente soddisfatta del mio acquisto.
Fabiola riesce, con la sua narrazione fluida e incalzante, a catturare l’attenzione del lettore da
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Questo romanzo mi è piaciuto fin dalle prime pagine. Con tutte le esperienze negative avute ultimamente con scrittori italiani, finalmente posso dire di essere pienamente soddisfatta del mio acquisto.
Fabiola riesce, con la sua narrazione fluida e incalzante, a catturare l’attenzione del lettore dal primo istante.
La storia di Giulia, narrata in queste pagine, è una storia vera, in cui ognuno di noi potrebbe rivivere un momento della sua vita, passata o presente. Chi di noi, infatti, non ha vissuto delusioni come queste, e si è sentito costretto a “fuggire”? Chi di noi non trascura, in un certo modo, il rapporto con i genitori, pensando di averli sempre al proprio fianco e non sfruttando completamente i pochi momenti che ci vengono concessi? E perchè ci rendiamo conto dell’importanza di alcuni rapporti solo nel momento in cui perdiamo una persona cara? Questi interrogativi fanno parte della vita di tutti i giorni, ed è anche per questo motivo che ho apprezzato tanto la lettura di questo romanzo.
La vita e i sentimenti scorrono come un fiume in piena in queste pagine, e ci coinvolgono completamente. Insieme a Giulia percorreremo una strada che ci permetterà di conoscere il suo passato, le sue delusioni e i motivi che l’hanno spinta ad abbandonare tutto e tutti… comprenderemo il suo dolore e assisteremo ad un mutamento interiore legato alla recente scomparsa della madre, Marta. Attraverso l’indagine sul passato di quest’ultima, Giulia indagherà anche dentro se stessa, cercando di capire gli errori commessi in passato, confrontandosi con altri personaggi e analizzandosi da più prospettive. Un libro che racchiude una profonda analisi interiore che forse tutti noi dovremmo provare a mettere in atto.
Sono pochi i libri che rimangono impressi nel nostro cuore, ma “Il tempo che credevo di aver perso” è senza dubbio uno di questi. Lo consiglio a tutti, senza distinzioni di sesso o età. Ne vale davvero la pena, e spero tanto che Fabiola ci regali un altro capolavoro!
Il canto della rivolta
– Consiglierei a tutti la lettura di questa trilogia. Vero o falso? –
– Vero. –
Solo chi ha letto i libri capirà il mio incipit.
Spero che aiuti ad accrescere la curiosità di chi ancora non si è imbattuto nella lettura di questi romanzi.
Eccomi giunta alla fine degli Hunger Games… Premetto che non ... (continue)
– Consiglierei a tutti la lettura di questa trilogia. Vero o falso? –
– Vero. –
Solo chi ha letto i libri capirà il mio incipit.
Spero che aiuti ad accrescere la curiosità di chi ancora non si è imbattuto nella lettura di questi romanzi.
Eccomi giunta alla fine degli Hunger Games… Premetto che non ero a conoscenza di questa trilogia, fino a qualche mese fa. Ho scoperto l’esistenza di questi libri il giorno in cui ho visto il trailer del primo film ispirato alla saga. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di unico e speciale. E finalmente ne ho avuto la conferma.
Penso che scrivere una recensione globale sia l’unica soluzione possibile, piuttosto che dedicarmi ai singoli libri. Per quanto mi riguarda, dal punto di vista del giudizio, sono tutti allo stesso livello, quindi non avrebbe senso scrivere tre recensioni.
Inizialmente, nonostante il primo libro mi piacesse molto, non ero particolarmente presa. Ma il motivo è molto semplice: ho visto il film già parecchie volte, e il regista è stato talmente bravo da rendere il libro al 100% nella trasposizione cinematografica. Quindi, già sapevo cosa sarebbe successo, e in che modo. A parte i piccoli dettagli mancanti (raramente), devo dire che il film rispecchia il primo libro in tutti i suoi aspetti, e non presenta nessun tipo di lacuna. Quindi, per me era come guardare il film per l’ennesima volta. Bello, si… ma nessuna sorpresa. Niente suspense.
Il mio obiettivo era concludere il prima possibile per arrivare al secondo capitolo della saga.
E quando ci sono arrivata, mi sono resa conto della bravura di questa scrittrice. Niente è scontato nel susseguirsi degli avvenimenti. Se, mentre leggi, sei convinta che stia per avvenire qualcosa, quel qualcosa non succede. E questo, secondo me, in un libro è fondamentale. Anche se probabilmente delude le tue aspettative riguardo determinati eventi.
E’ importante anche il fatto che ti affezioni di più ai personaggi che circondano la protagonista, piuttosto che a lei. La stessa cosa mi è successa quando leggevo Harry Potter. Non che lui non mi piacesse, ma era lui circondato dagli altri a piacermi ancora di più. Come in questo caso. Katniss, da sola. Katniss, circondata da Prim, Peeta, Gale, Haymitch, Cinna, Finnik, Johanna… due cose completamente diverse. Sono i personaggi che arricchiscono la protagonista. Sono loro che fanno la storia. Non lei, non lei da sola.
Ma c’è altro a determinare l’eccezionalità di questi romanzi. Il mondo che la Collins ha creato, il suo essere così reale, crudo … Non un mondo idilliaco in cui tutto va nel migliore dei modi … un mondo fatto di sofferenza, di solitudine, di malignità, di opportunismo, di ipocrisia … Un mondo in cui i sentimenti, QUELLI VERI, sono fondamentali. Una vita in cui si apprezza la semplicità, in cui ci si accontenta del minimo indispensabile. Un mondo che rispecchia molto quello in cui viviamo. Ma noi siamo Capitol City. Noi non ci accontentiamo del minimo indispensabile. Noi non diamo valore ai sentimenti, quelli veri. La maggior parte di noi è vittima della società che la circonda. Nel nostro mondo non ci sono gli Hunger Games, questo è certo, ma la gente si chiude in casa per guardare i reality show quotidianamente, piuttosto che vivere la vita reale … Ci si diverte a guardare persone che vivono sotto lo stesso tetto, persone confinate su un’isola … la differenza tra questi reality e i giochi della Collins, è che sono una finzione. Credete veramente che le persone sull’isola debbano cercarsi da mangiare? O debbano cercare di sopravvivere ogni giorno? Se fosse realmente così, non avrebbero di certo voglia di stare lì.
Ma, allo stesso tempo, pensate che manchi molto ad arrivare agli Hunger Games? Visto come stanno andando le cose, io penso proprio di no. Soldati che si divertono a torturare dei poveri innocenti, bambini a scuola che si picchiano e che amano giochi violenti… maestre d’asilo e baby sitter che abusano dei loro ruoli nei confronti di piccole creature … madri che ammazzano i propri figli … l’orrore è fuori dalla porta di casa nostra … ma finché non la oltrepassa, non ci riguarda, vero?
Credete veramente che, se un governo decidesse per una soluzione simile, qualcuno di noi protesterebbe? Io non credo. Siamo troppo abituati, ormai, ad accettare tutto. Gli avvenimenti ci scivolano addosso, finché non siamo direttamente coinvolti.
A questo punto mi sorge spontanea una domanda: gli Hunger Games basterebbero? Ci vorrebbe qualcosa di così scioccante, qualcosa di così sconvolgente per aprire i nostri occhi. Che cosa faremmo? Rimarremmo a guardare? Proprio come Capitol City? Non lo so… quello che so è che abbiamo perso di vista quello che è realmente importante. Siamo tutti vittime della società, dell’essere e del comportarsi in un determinato modo, perché se sei diverso non sei nessuno, o vieni messo da parte. Vittime dell’apparire, vittime della quotidianità, vittime di scelte condizionate. Vittime.
Forse esagero, ma la lettura di questi libri mi ha fatto capire molte cose e mi ha fatto riflettere. In un mondo in cui si viene privati del diritto alla vita, apprezzare quel poco che ci circonda e che è il minimo indispensabile per la nostra sopravvivenza, diventa fondamentale. E’ QUESTO che ci serve per cambiare? Bisogna veramente arrivare a tanto?
Come avrete già capito, questa saga mi ha letteralmente conquistato, mi ha fatto soffrire ma mi ha anche fatto capire che la sofferenza è l’unico modo di reagire, quando si arriva ad un limite. Se non abbiamo nulla da perdere, o comunque paura di perdere qualcosa, siamo dei vegetali. Ci facciamo andare bene le cose giusto perchè è cosi che devono andare. Perchè non siamo tutti i giorni sull’orlo di un precipizio. Abbiamo la “pappa pronta”, abbiamo le nostre vite.
ABBIAMO LE NOSTRE VITE, ma se qualcuno bussasse alla porta e vi dicesse che da oggi non ne avete più diritto, come reagireste? E’ questa la domanda fondamentale: COME REAGIRESTE?
Da leggere, assolutamente.
Ladra di cioccolato
Questo libro è stata una lettura veramente piacevole e, oserei dire, deliziosa…
E’ incredibile come poche semplici parole possano rendere l’idea di un sapore, o di un’emozione…continue)
“Ladra di cioccolato” è senza dubbio capace di farti provare un mix di sentimenti che, combinati l’uno con l’altro, produc ... (
Questo libro è stata una lettura veramente piacevole e, oserei dire, deliziosa…
E’ incredibile come poche semplici parole possano rendere l’idea di un sapore, o di un’emozione…
“Ladra di cioccolato” è senza dubbio capace di farti provare un mix di sentimenti che, combinati l’uno con l’altro, producono un’incredibile soddisfazione.
La trama è unica, il finale per niente scontato. Lo stile della scrittrice è senza dubbio perfetto, le pagine scorrono una dopo l’altra senza che tu ti renda conto di essere arrivata alla fine.
Personalmente non amo le scene “erotiche”, ma di questo romanzo ho saputo apprezzare ogni piccolo dettaglio… in particolare, per quanto riguarda il sesso, non si tratta di volgarità, ma della manifestazione nuda e cruda di ciò che provano i protagonisti… sentimenti talmente forti da coinvolgerci completamente.
E poi… la descrizione del cioccolato, in ogni minimo dettaglio… la sua lavorazione, e la passione dei protagonisti stessi per questo alimento all’apparenza innocuo… ci obbliga a cercarne un pezzettino per tutta casa!
E per chi, come me, non ne ha, diventa davvero un problema!!!
Vi avverto, l’acquolina in bocca è inevitabile… avete mai visto Chocolat con Johnny Depp? Perfetto… il risultato è lo stesso… se non peggio!!! Il che è tutto dire, dato che un conto è vedere un film, l’altro leggere ed immaginare…. questo può significare solo una cosa: Laura Florand è davvero brava.
Un libro DEVE essere così… deve farti provare emozioni forti, deve trasportarti dentro le sue pagine e farti vivere ciò che vivono i personaggi… deve isolarti dal mondo che ti circonda facendoti dimenticare ogni cosa!!! Quindi ringrazio di cuore la casa editrice per avermi inviato questo capolavoro…
Ve lo consiglio vivamente…
…ma, se siete a dieta, lasciate perdere!
Torn
Non posso dire che la lettura di questo libro mi abbia soddisfatto come quella del primo, ma anche in questo caso è stato divorato…
Letto in pochissime ore, questo libro è senza dubbio scorrevole, e si tratta senz’altro di una piacevole lettura…
MA: questo non significa che io non abbia delle criti ... (continue)
Non posso dire che la lettura di questo libro mi abbia soddisfatto come quella del primo, ma anche in questo caso è stato divorato…
Letto in pochissime ore, questo libro è senza dubbio scorrevole, e si tratta senz’altro di una piacevole lettura…
MA: questo non significa che io non abbia delle critiche da fare, anzi… Quando ho letto Switched (trovate la mia recensione qui) sono stata conquistata dal Mondo Trylle, anche se l’autrice non era entrata in un dettaglio molto specifico di questa società. Infatti, non sembrava essere un mondo tanto diverso dal nostro, se non per la particolarità di questi troll dalle abitudini alimentari “stravaganti” (si vabbè, mi pare che siano solo schizzinosi, niente di che…) e per la gerarchia a tratti “medievale”…
Ero quindi convinta che nel secondo libro la Hocking ci avrebbe stupito con effetti speciali, e invece l’unica creatura pelosa che entra in scena è l’Hobgoblin (tra l’altro personaggio assolutamente marginale e pressochè inutile, per non dire schifoso)…
Ora mi chiedo solo una cosa: a che scopo creare un mondo così originale (ma non descritto, diciamo che IO lo immagino originale) per collocare una semplice soap opera stile Beautiful (che, sottolineo, io NON SEGUO) ??
Cioè, a me sembra che Wendy, povera ragazza incompresa dal mondo intero che POVERINA deve diventare regina e POVERINA ha solo 400 spasimanti che la seguono ovunque, sia anche abbastanza una scassa… ehm… non voglio diventare volgare ma ad un certo punto ste eroine dei romanzi andrebbero prese a schiaffi!!!
Si ok, ha dei poteri (ancora non sappiamo quali e tranquilli, non lo scoprirete nemmeno alla fine del romanzo), sposta gli oggetti e da “schiaffi mentali” -WOW, magari potessi farlo io – , dicono tutti che sia superpotente quando a me sembra una mezza psicopatica con eccessivi sbalzi d’umore e sentimenti non troppo “chiari”… ma a parte questo … cosa succede in “Torn”?
ASSOLUTAMENTE NIENTE.
Esclusi gli avvenimenti stile Beautiful, a cui accennavo poco fa, la trama è veramente scarna e alla fine ne sappiamo tanto quanto ne sapevamo alla fine di Switched. Quindi, non vorrei deludere le vostre aspettative, ma secondo me tanto valeva scrivere il primo e il terzo libro, saltando il secondo…
Ho una richiesta particolare: come sapete, io non svelo niente nelle mie recensioni, o per lo meno mi mantengo sul vago… ritengo che una recensione debba essere una critica al libro e non un riassunto degli avventimenti… ma, se l’avete letto, VI PREGO, mi dite cosa ne pensate della rivelazione di Finn su TOVE?!!? Io ho riso per mezz’ora… vi giuro, non riuscivo a smettere… Ma si può inventare una cosa così banale e stupida?!
Vabbè, non so se è l’emicrania di oggi che ha acutizzato il mio lato critico, ma a favore di questo romanzo posso solo dire che “si fa leggere” e che sicuramente acquisterò il seguito, giusto per capire dove l’autrice vuole andare a parare… forse sono ancora troppo fiduciosa ma mi piace come scrive, si può sempre sperare in un miracolo!
Il tempo che credevo di aver perso
Questo romanzo mi è piaciuto fin dalle prime pagine. Con tutte le esperienze negative avute ultimamente con scrittori italiani, finalmente posso dire di essere pienamente soddisfatta del mio acquisto.
Fabiola riesce, con la sua narrazione fluida e incalzante, a catturare l’attenzione del lettore da ... (continue)
Questo romanzo mi è piaciuto fin dalle prime pagine. Con tutte le esperienze negative avute ultimamente con scrittori italiani, finalmente posso dire di essere pienamente soddisfatta del mio acquisto.
Fabiola riesce, con la sua narrazione fluida e incalzante, a catturare l’attenzione del lettore dal primo istante.
La storia di Giulia, narrata in queste pagine, è una storia vera, in cui ognuno di noi potrebbe rivivere un momento della sua vita, passata o presente.
Chi di noi, infatti, non ha vissuto delusioni come queste, e si è sentito costretto a “fuggire”?
Chi di noi non trascura, in un certo modo, il rapporto con i genitori, pensando di averli sempre al proprio fianco e non sfruttando completamente i pochi momenti che ci vengono concessi? E perchè ci rendiamo conto dell’importanza di alcuni rapporti solo nel momento in cui perdiamo una persona cara? Questi interrogativi fanno parte della vita di tutti i giorni, ed è anche per questo motivo che ho apprezzato tanto la lettura di questo romanzo.
La vita e i sentimenti scorrono come un fiume in piena in queste pagine, e ci coinvolgono completamente. Insieme a Giulia percorreremo una strada che ci permetterà di conoscere il suo passato, le sue delusioni e i motivi che l’hanno spinta ad abbandonare tutto e tutti… comprenderemo il suo dolore e assisteremo ad un mutamento interiore legato alla recente scomparsa della madre, Marta. Attraverso l’indagine sul passato di quest’ultima, Giulia indagherà anche dentro se stessa, cercando di capire gli errori commessi in passato, confrontandosi con altri personaggi e analizzandosi da più prospettive. Un libro che racchiude una profonda analisi interiore che forse tutti noi dovremmo provare a mettere in atto.
Sono pochi i libri che rimangono impressi nel nostro cuore, ma “Il tempo che credevo di aver perso” è senza dubbio uno di questi. Lo consiglio a tutti, senza distinzioni di sesso o età. Ne vale davvero la pena, e spero tanto che Fabiola ci regali un altro capolavoro!
http://www.ilcibodellamente.it/2012/10/14/recensione-il…
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http://www.ilcibodellamente.it/2012/09/02/recensione-ne…