Tra un libro e l'altro ogni tanto devo infilarci un Camilleri che mi rilassa e mi diverte. Una lama di luce è ben impostato nell'intreccio, con personaggi che oramai mi sembrano di famiglia. Montalbano appare in una veste diversa, diviso tra l'amore per Livia e quello per Marian. Prevale infine il M
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Tra un libro e l'altro ogni tanto devo infilarci un Camilleri che mi rilassa e mi diverte. Una lama di luce è ben impostato nell'intreccio, con personaggi che oramai mi sembrano di famiglia. Montalbano appare in una veste diversa, diviso tra l'amore per Livia e quello per Marian. Prevale infine il Montalbano di sempre, più umano, alle prese con la perdita del figlioccio che avrebbe dovuto adottare con Livia. Un duro colpo, con un finale amaro che lo ricongiunge a Livia.
La Ortese non scrive male, devo ammetterlo. Il suo stile manierato, però, unito ad un'insostenibile pesantezza esistenziale, mi hanno reso tediosa la lettura di questi racconti (di cui uno lungo). E' apprezzabile l'idea di tracciare un profilo di Napoli e del popolo di questa città in modo intimisti
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La Ortese non scrive male, devo ammetterlo. Il suo stile manierato, però, unito ad un'insostenibile pesantezza esistenziale, mi hanno reso tediosa la lettura di questi racconti (di cui uno lungo). E' apprezzabile l'idea di tracciare un profilo di Napoli e del popolo di questa città in modo intimistico, come se scaturisse da una visione, ma non condivido in toto la descrizione offerta. Credo che Napoli e i napoletani abbiano molto di più da offrire, pur con le loro "mollezze" della coscienza.
In una delle ultime conversazioni con la mia più cara amica, lei mi parlò di questo libro che stava leggendo e che la distoglieva dal dolore della malattia. A lei ho dedicato la lettura di questo romanzo spassoso, con un personaggio sopra le righe, Zia Mame appunto. La storia non spicca per l'intrec
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In una delle ultime conversazioni con la mia più cara amica, lei mi parlò di questo libro che stava leggendo e che la distoglieva dal dolore della malattia. A lei ho dedicato la lettura di questo romanzo spassoso, con un personaggio sopra le righe, Zia Mame appunto. La storia non spicca per l'intreccio, ma i personaggi sono ben definiti e delineati umoristicamente, e aggiungerei spesso con cinismo ammiccante. E' stata una lettura che mi ha strappato più di qualche sorriso, nonostante le quattro stelle siano un po' stiracchiate. (Ero con te, mentre voltavo le pagine sull'autobus. Ciao, amica mia.)
E' la prima volta che mi imbatto in un'opera della Allende. La sua scrittura è leggibile, non è male. La prosa scivola pagina dopo pagina senza intoppi e discretamente costruita. Ho apprezzato molto la definizione dei personaggi, in particolare quella dei suggestivi e affettuosi nonni, Nini e Popo.
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E' la prima volta che mi imbatto in un'opera della Allende. La sua scrittura è leggibile, non è male. La prosa scivola pagina dopo pagina senza intoppi e discretamente costruita. Ho apprezzato molto la definizione dei personaggi, in particolare quella dei suggestivi e affettuosi nonni, Nini e Popo. La Allende intreccia uno pseudo-giallo-poliziesco partendo dalla vita di una ragazzina alla deriva che deve riabilitarsi e riaffacciarsi alla vita nell'inconsueto paesaggio di una sperduta isola cilena, Chiloè. Nel mezzo facciamo i conti con le atrocità della dittatura di Pinochet e la terribile repressione messa in atto dai militari del nuovo governo. Questo romanzo in realtà merita quattro stelle meno meno, non tre. Non mi ha convinta in alcuni passaggi la tendenza a rappresentare i rapporti umani come in un romanzo rosa. Questo è il motivo per cui non attribuisco le quattro stelle ad un romanzo che, ad ogni modo, si fa leggere tutto d'un fiato.
Questa raccolta di "case study", inerente i disturbi derivanti da danni ai lobi temporali e non solo, è estremamente interessante. Ho apprezzato molto l'approccio di Sacks; per lui i pazienti non sono meri numeri su cartelle cliniche, ma persone apprezzate nella loro interezza morale e umana. Diet
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Questa raccolta di "case study", inerente i disturbi derivanti da danni ai lobi temporali e non solo, è estremamente interessante. Ho apprezzato molto l'approccio di Sacks; per lui i pazienti non sono meri numeri su cartelle cliniche, ma persone apprezzate nella loro interezza morale e umana. Dietro ogni paziente sussiste non solo una storia personale che non compare nelle classiche anamnesi mediche, ma anche una ricca potenzialità peculiare. La menomazione, e di conseguenza il deficit, dei pazienti di questo illuminato medico viene osservata nell'ottica di una compensazione positiva. Sembra che Sacks si chieda sempre: Cosa possiamo fare per aiutare questi pazienti a vivere bene con se stessi?. L'idea olistica di integrazione necessaria tra psiche e fisiologia, che spesso è venuta a mancare nella medicina moderna, è fortemente incoraggiata e portata avanti dall'autore come fruttuosa strada per stabilire l'opportuna terapia da offrire ai pazienti. Siamo un tutto, il frazionamento "fisico" ai quali sono soggetti i pazienti, curati in modo settoriale, senza tener conto della globalità del vissuto degli stessi, non porta molto lontano. E' questo, a mio avviso, il fiore all'occhiello di questo saggio che mi ha fatto riflettere e rimettere in discussione, anche professionalmente. Laddove intravediamo solo deficit e privazioni, vi sono enormi qualità caratterizzanti l'individuo che esulano dai canoni dell'intelligenza sociale e cognitiva dei "normodotati". Lo consiglio.
Una lama di luce
***This comment contains spoilers! ***
Tra un libro e l'altro ogni tanto devo infilarci un Camilleri che mi rilassa e mi diverte. Una lama di luce è ben impostato nell'intreccio, con personaggi che oramai mi sembrano di famiglia. Montalbano appare in una veste diversa, diviso tra l'amore per Livia e quello per Marian. Prevale infine il M ... (continue)
Tra un libro e l'altro ogni tanto devo infilarci un Camilleri che mi rilassa e mi diverte. Una lama di luce è ben impostato nell'intreccio, con personaggi che oramai mi sembrano di famiglia. Montalbano appare in una veste diversa, diviso tra l'amore per Livia e quello per Marian. Prevale infine il Montalbano di sempre, più umano, alle prese con la perdita del figlioccio che avrebbe dovuto adottare con Livia. Un duro colpo, con un finale amaro che lo ricongiunge a Livia.
Il mare non bagna Napoli
La Ortese non scrive male, devo ammetterlo. Il suo stile manierato, però, unito ad un'insostenibile pesantezza esistenziale, mi hanno reso tediosa la lettura di questi racconti (di cui uno lungo). E' apprezzabile l'idea di tracciare un profilo di Napoli e del popolo di questa città in modo intimisti ... (continue)
La Ortese non scrive male, devo ammetterlo. Il suo stile manierato, però, unito ad un'insostenibile pesantezza esistenziale, mi hanno reso tediosa la lettura di questi racconti (di cui uno lungo). E' apprezzabile l'idea di tracciare un profilo di Napoli e del popolo di questa città in modo intimistico, come se scaturisse da una visione, ma non condivido in toto la descrizione offerta. Credo che Napoli e i napoletani abbiano molto di più da offrire, pur con le loro "mollezze" della coscienza.
Zia Mame
In una delle ultime conversazioni con la mia più cara amica, lei mi parlò di questo libro che stava leggendo e che la distoglieva dal dolore della malattia. A lei ho dedicato la lettura di questo romanzo spassoso, con un personaggio sopra le righe, Zia Mame appunto. La storia non spicca per l'intrec ... (continue)
In una delle ultime conversazioni con la mia più cara amica, lei mi parlò di questo libro che stava leggendo e che la distoglieva dal dolore della malattia. A lei ho dedicato la lettura di questo romanzo spassoso, con un personaggio sopra le righe, Zia Mame appunto. La storia non spicca per l'intreccio, ma i personaggi sono ben definiti e delineati umoristicamente, e aggiungerei spesso con cinismo ammiccante. E' stata una lettura che mi ha strappato più di qualche sorriso, nonostante le quattro stelle siano un po' stiracchiate.
(Ero con te, mentre voltavo le pagine sull'autobus. Ciao, amica mia.)
Il quaderno di Maya
E' la prima volta che mi imbatto in un'opera della Allende. La sua scrittura è leggibile, non è male. La prosa scivola pagina dopo pagina senza intoppi e discretamente costruita. Ho apprezzato molto la definizione dei personaggi, in particolare quella dei suggestivi e affettuosi nonni, Nini e Popo. ... (continue)
E' la prima volta che mi imbatto in un'opera della Allende. La sua scrittura è leggibile, non è male. La prosa scivola pagina dopo pagina senza intoppi e discretamente costruita. Ho apprezzato molto la definizione dei personaggi, in particolare quella dei suggestivi e affettuosi nonni, Nini e Popo. La Allende intreccia uno pseudo-giallo-poliziesco partendo dalla vita di una ragazzina alla deriva che deve riabilitarsi e riaffacciarsi alla vita nell'inconsueto paesaggio di una sperduta isola cilena, Chiloè. Nel mezzo facciamo i conti con le atrocità della dittatura di Pinochet e la terribile repressione messa in atto dai militari del nuovo governo.
Questo romanzo in realtà merita quattro stelle meno meno, non tre. Non mi ha convinta in alcuni passaggi la tendenza a rappresentare i rapporti umani come in un romanzo rosa. Questo è il motivo per cui non attribuisco le quattro stelle ad un romanzo che, ad ogni modo, si fa leggere tutto d'un fiato.
L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Questa raccolta di "case study", inerente i disturbi derivanti da danni ai lobi temporali e non solo, è estremamente interessante.continue)
Ho apprezzato molto l'approccio di Sacks; per lui i pazienti non sono meri numeri su cartelle cliniche, ma persone apprezzate nella loro interezza morale e umana. Diet ... (
Questa raccolta di "case study", inerente i disturbi derivanti da danni ai lobi temporali e non solo, è estremamente interessante.
Ho apprezzato molto l'approccio di Sacks; per lui i pazienti non sono meri numeri su cartelle cliniche, ma persone apprezzate nella loro interezza morale e umana. Dietro ogni paziente sussiste non solo una storia personale che non compare nelle classiche anamnesi mediche, ma anche una ricca potenzialità peculiare. La menomazione, e di conseguenza il deficit, dei pazienti di questo illuminato medico viene osservata nell'ottica di una compensazione positiva. Sembra che Sacks si chieda sempre: Cosa possiamo fare per aiutare questi pazienti a vivere bene con se stessi?. L'idea olistica di integrazione necessaria tra psiche e fisiologia, che spesso è venuta a mancare nella medicina moderna, è fortemente incoraggiata e portata avanti dall'autore come fruttuosa strada per stabilire l'opportuna terapia da offrire ai pazienti. Siamo un tutto, il frazionamento "fisico" ai quali sono soggetti i pazienti, curati in modo settoriale, senza tener conto della globalità del vissuto degli stessi, non porta molto lontano. E' questo, a mio avviso, il fiore all'occhiello di questo saggio che mi ha fatto riflettere e rimettere in discussione, anche professionalmente. Laddove intravediamo solo deficit e privazioni, vi sono enormi qualità caratterizzanti l'individuo che esulano dai canoni dell'intelligenza sociale e cognitiva dei "normodotati".
Lo consiglio.