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- Cattedrale (3333)
- By Raymond Carver
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Reading since Feb 2, 2011
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- Sabato sera, domenica mattina (190)
- By Alan Sillitoe
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Finished on Feb 1, 2012





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- Sunset park (612)
- By Paul Auster
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Finished on Oct 18, 2011





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Tutti, prima o poi, devono fare i conti con i propri scheletri nell'armadio. Non sempre se ne viene a patti. Quando lo si fa, non è detto che il compromesso sia facilmente accettabile o garantisca un lieto fine almeno apparente.
Questo è quel che mi è rimasto di questo romanzo che mi ha introdotta ... (continue) - — Oct 19, 2011 | Add your feedback
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- Spingendo la notte più in là (3151)
- Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo
- By Mario Calabresi
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Finished on Sep 11, 2011





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3 buoni motivi per leggere questo libro... -
1. La dignità. Questo libro trasuda dignità, senso dello Stato e della giustizia, decoro ed umanità. La signora Gemma, moglie del commissario ucciso nel '72, una donna esemplare.
2. La memoria. Questo libro va letto per non dimenticare, perchè - come dice Calabresi - gli scaffali delle librerie son ... (continue) - — Sep 12, 2011 | Add your feedback
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- Trauma (1002)
- By Patrick McGrath
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Finished on Sep 5, 2011





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Lettura a singhiozzo... Non scendeva... D'altra parte, il fatto che abbia impiegato più di due mesi per portarlo a termine qualcosa vorrà pur dire. E' che per tutto il libro non riuscivo a non pensare a quanto sia furbetto questo McGrath, a quanti clichè ci siano nella trama, a quanto sia antipatico ... (continue)
- — Sep 6, 2011 | Add your feedback
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- Cold Spring Harbor (356)
- By Richard Yates
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Finished on Aug 10, 2011





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Ti sembra di vederlo, là in un angolo. Con uno sguardo sornione ed un sorriso beffardo, a braccia conserte, appoggiato al muro, che guarda il lettore alle prese con il suo ultimo romanzo e senza parlare, gli dice: "Ecco, uomini e donne, questi siete voi!".
E' questa la sensazione, quasi inquietant ... (continue) - — Aug 25, 2011 | 2 feedbacks
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- Scusate la polvere (52)
- By Elvira Seminara
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Finished on Jun 20, 2011





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Bella scoperta -
Una scrittura "fresca", leggera, ma ricercata, pensata e soprattutto vissuta. Una piacevole scoperta, questo libro di Elvira Seminara, autrice per me finora sconosciuta.
Un giallo dalle tinte chiare e scure, che con ironia e grandi doti di empatia, affronta il tema dell'amore, della morte, della s ... (continue) - — Jun 21, 2011 | Add your feedback
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- La casta dei radical chic (74)
- By Massimiliano Parente
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Finished on Jun 19, 2011





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L'ho appena iniziato e - giuro - lo finirò, lo finirò, lo finirò! Ma quanta fatica mi costerà, sorbirmi turpiloquio e banalità?!?
Aggiungo: siamo al 3 giugno e il libro non l'ho ancora terminato!
Perchè? Perchè presentato dalla quarta di copertina, risultava accattivante. Tant'è che l'ho comprato ... (continue) - — May 13, 2011 | Add your feedback
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- Lamento di Portnoy (3918)
- By Philip Roth
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Finished on May 11, 2011





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Mi tocca dirlo, anche se probabilmente mi attirerò le ire di tutti i fan di Mr Portnoy...
Forse avevo aspettative troppo alte, data la fama che circonda questo libro; forse mi sono lasciata prendere troppo da Richler/Barney; forse gli ebrei-americani non sono tutti uguali... Fatto sta che questo o ... (continue) - — May 13, 2011 | Add your feedback
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- Sozaboy (505)
- Il bambino soldato
- By Ken Saro-Wiwa
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Finished on Mar 23, 2011





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La guerra è la guerra -
Libro ricevuto in regalo per il mio compleanno.
Perciò doppiamente grata alla persona che me l'ha regalato.
Non conoscevo Ken Saro-Wiwa. Ne ho letto la storia nella prefazione di R. Saviano. Uno scrittore che ha pagato con la vita il proprio impegno civile.
Venendo al libro, non trovo altra defi ... (continue) - — Mar 24, 2011 | 2 feedbacks
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- Quando tutte le donne del mondo... (357)
- By Simone De Beauvoir
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Finished on Feb 25, 2011





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Quando tutte le donne del mondo...
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Risveglio -
Ottima raccolta di saggi, articoli, interviste di una scrittrice ed intellettuale che ha la rara dote di saper parlare a tutti/e con un linguaggio semplice, diretto, senza ricorrere ad artifici retorici che aumentano le distanze e fanno un po' storcere il naso.
Le parole di Simone dovrebbero essere ... (continue) - — Feb 27, 2011 | Add your feedback
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- Racconti di New York (105)
- By Maeve Brennan
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Finished on Feb 9, 2011





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Mah!?! -
Questo libro si trova nella mia libreria perchè tutto ciò che parla di New York mi affascina. Sono d'accordo con chi, prima di me, ha scritto che i racconti non riguardano New York, ma i newyorchesi. Purtroppo, a mio avviso, quelli più noiosi, quell'alta borghesia snob e benpensante che - ahimè - no ... (continue)
- — Feb 10, 2011 | 2 feedbacks
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- Il corpo delle donne (538)
- By Lorella Zanardo
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Finished on Nov 5, 2010





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Di che cosa abbiamo paura? -
Un libro che fa riflettere. E fa arrabbiare. La Zanardo rimane sempre lucida nella sua analisi della percezione e dell'"uso" del corpo femminile nella televisione italiana. Questa sua lucidità a volte si trasforma in incredulità: com'è possibile che noi donne non ci arrabbiamo? Di che cosa abbiamo p ... (continue)
- — Nov 6, 2010 | Add your feedback
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- Il lamento del prepuzio (1196)
- By Shalom Auslander
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Finished on Oct 15, 2010





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Probabilmente cavalcando l'onda del successo del "filone" ebraico, questo romanzo punta tutto sulla sagace ironia che diventa velenoso sarcasmo nei confronti di un Dio, quello della religione ebraica, sempre cattivo, che gioca con i destini degli uomini, assecondando i propri capricci.
L'idea è di ... (continue) - — Oct 18, 2010 | Add your feedback
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- La lingua perduta delle gru (1441)
- By David Leavitt
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Finished on Jun 29, 2010





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Le ultime pagine di questo romanzo, quelle del confronto tra Rose e Owen, sono straordinariamente cinematografiche. Ecco uno dei buoni motivi per leggere questo libro.
- — Jun 30, 2010 | 1 feedback
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Sabato sera, domenica mattina
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La classe operaia andrà mai in Paradiso? Piuttosto improbabile se l'operaio in questione si chiama Arthur Seaton ed è nato dalla penna di A. Sillitoe.
Un romanzo pieno di rabbia, questo Sabato sera, domenica mattina. Di resistenza alla rassegnazione di una vita scandita dai ritmi meccanici del torn ... (continue)
La classe operaia andrà mai in Paradiso? Piuttosto improbabile se l'operaio in questione si chiama Arthur Seaton ed è nato dalla penna di A. Sillitoe.
Un romanzo pieno di rabbia, questo Sabato sera, domenica mattina. Di resistenza alla rassegnazione di una vita scandita dai ritmi meccanici del tornio. Di risse, di sbronze, di incontri clandestini, di paghe spese per acquistare abiti alla moda, di pub gremiti di frequentatori abituali, di mariti che trascurano le mogli, di mogli che tradiscono i mariti.
Vita di una cittadina inglese industrializzata, dal cielo grigio di nubi, di fumo di ciminiere, di routine, di minacce di guerra all'orizzonte.
Difficile parlare di Sabato sera, domenica mattina senza fare citazioni. E dire che le recensioni che contengono righe e righe di citazioni proprio non mi piacciono: i libri, alla fine, possiamo leggerli da noi...
Eppure pensando a questo romanzo, non se ne può fare a meno. Ci sono alcuni passi che sembrano sottolinearsi da soli, per restare impressi nella memoria. Un potere immaginifico che ti fa vedere Arthur immerso nei suoi pensieri e nella sua insofferenza al tornio, o ubriaco al pub, con l'inseparabile birra, o di ritorno a casa, per le strade buie e bagnate di Nottingham.
Ho scelto alcuni brani perchè consegnarli alla mia libreria su Anobii è come metterli al sicuro nel prezioso scrigno della memoria.
"Non appena mettevi piede fuori dalla fabbrica non pensavi più al lavoro. Ma il bello era che non ci pensavi nemmeno quando eri al tornio. Cominciavi la giornata tagliando e trapanando cilindri d’acciaio con molta cura, ma a poco a poco le tue azioni diventavano automatiche e ti dimenticavi della macchina e del rapido movimento delle mani e delle braccia e del fatto che stavi tagliando, fresando e filettando nell’ordine dei millimetri. Il rumore dei carrelli che andavano su e giù e l’assordante frastuono delle cinghie che sbattevano scivolavano fuori dalla tua coscienza dopo una mezz’ora, senza incidere sulla qualità del lavoro che stavi facendo; dimenticavi i passati litigi con il capo e cominciavi a pensare ad episodi piacevoli che ti erano capitati o che speravi ti capitassero in futuro. Se la tua macchina lavorava bene [...] e i tuoi movimenti seguivano un buon ritmo, eri quasi felice. Potevi sognare ad occhi aperti tutta la giornata. E la sera, quando ti sentivi le braccia e le gambe come se te le avessero stirate su una ruota di tortura, entravi in un mondo caldo e confortante fatto di pub e di puttane, che in futuro ti avrebbe fornito la materia grezza per altri sogni ad occhi aperti davanti al tornio” (pag. 69-70)
“Ma ascolta, questo tornio è il mio più grande amico perchè mi aiuta a pensare, ed è qui che sbagliano perchè so di non essere il solo. Un giorno loro abbaieranno e noi non correremo nel recinto come un branco di pecore. Un giorno accenderanno tutte le luci, batteranno le mani e diranno: “Avanti, ragazzi. Mettetevi in fila e prendete i vostri soldi. Non vogliamo che facciate la fame”. Ma forse qualcuno di noi preferirà la fame, e allora cominceranno i guai”. (pag. 285)
“Be’, tutto sommato la vita è bella, se non ti butti giù, e se sai che questo immenso mondo non ha ancora sentito parlare di te, no, neanche lontanamente, ma ormai ci manca pochissimo”. (pag. 307)
Wow, un secchio di acqua fredda in faccia...
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