Gervasutti era un pazzo scatenato. Scalare nel massiccio del Bianco negli anni '30 e '40 con l'attrezzatura dell'epoca e senza avere possibilità di conoscere con certezza il meteo era davvero un azzardo. Un mito. Una vita dedicata interamente all'alpinismo.
Romanzo in parte autobiografico di Miller su sé stesso e amici vari incontrati negli anni trenta in una Parigi povera, squallida, umida. Un ribollire di corpi, cibo, fame, lavori saltuari, aspiranti artisti, artisti veri, depressi. Per sopravvivere il protagonista si fa ospitare da vari conoscenti a
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Romanzo in parte autobiografico di Miller su sé stesso e amici vari incontrati negli anni trenta in una Parigi povera, squallida, umida. Un ribollire di corpi, cibo, fame, lavori saltuari, aspiranti artisti, artisti veri, depressi. Per sopravvivere il protagonista si fa ospitare da vari conoscenti a dormire oppure a pranzo o cena, lavora saltuariamente come correttore di bozze o insegnante. Le vere protagoniste del romanzo sono una Parigi cupa, tetra, squallida, seppur viva, vibrante, e le donne amate da Miller. Dopo le prime 50 pagine molto scandalose il libro parla anche d'altro, non solo di sesso, ma il flusso di coscienza utilizzato spesso per me è troppo, troppo pesante.
Charlie è un uomo mediocre, ma con uno spiccato senso dell'ironia, a cui tocca la sfortuna di perdere l'amata moglie appena dopo il parto della loro bambina, Sophie. Aiutato dalla sorella e dai due dipendenti del suo negozio di roba usata, cerca di tornare alla normalità, cosa che gli riuscirà alqua
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Charlie è un uomo mediocre, ma con uno spiccato senso dell'ironia, a cui tocca la sfortuna di perdere l'amata moglie appena dopo il parto della loro bambina, Sophie. Aiutato dalla sorella e dai due dipendenti del suo negozio di roba usata, cerca di tornare alla normalità, cosa che gli riuscirà alquanto difficile viste le recenti allucinazioni su uomini di colore vestiti tutti di verde e oggetti contornati da luce rossa che spuntano ovunque, per non parlare dei due cani infernali che si materializzano in casa sua e delle varie morti di cui è accidentalmente spettatore. Romanzo leggero e divertente.
Il delitto all'inizio del libro, il suicidio/omicidio di un'attempata signora bene piemontese in trasferta fissa a Nizza per giocare al casinò, è la scusa per raccontare la saga della facoltosa famiglia Guarienti. Il capofamiglia è l'ingegnere Cesare, sposato con Anna con cui ha i due figli Silvia e
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Il delitto all'inizio del libro, il suicidio/omicidio di un'attempata signora bene piemontese in trasferta fissa a Nizza per giocare al casinò, è la scusa per raccontare la saga della facoltosa famiglia Guarienti. Il capofamiglia è l'ingegnere Cesare, sposato con Anna con cui ha i due figli Silvia e Sebastiano, ma che ha come amante Adriana, vedova di suo fratello Gioacchino, archeologo scomparso anni prima in uno dei suoi viaggi, di cui era innamorata Anna. Adriana ha avuto un figlio con Gioacchino, Edoardo, l'unico in grado di poter prendere, in futuro, le redini dell'azienda di famiglia, che permette grazie agli introiti di mantenere le varie case, ville e appartamenti di Bra, Torino, Cap Ferrat etc etc. Intorno a questo nucleo centrale ruotano personaggi minori come zii vari, cugini, domestici, amanti. Con questi presupposti intricati e con la scrittura coinvolgente di Farinetti, il lettore non può che restare avviluppato nel vortice della narrazione, rischiando davvero di passare la notte in bianco, come vi è scritto sulla controcopertina, fino a giungere all'inatteso finale. Bravo Farinetti, complimenti.
Cronache del rum
Mi aspettavo qualcosa di meglio. Avventure alcoliche e non di un giornalista americano a Cuba.
Scalate nelle Alpi
Gervasutti era un pazzo scatenato. Scalare nel massiccio del Bianco negli anni '30 e '40 con l'attrezzatura dell'epoca e senza avere possibilità di conoscere con certezza il meteo era davvero un azzardo. Un mito. Una vita dedicata interamente all'alpinismo.
Tropico del Cancro
Romanzo in parte autobiografico di Miller su sé stesso e amici vari incontrati negli anni trenta in una Parigi povera, squallida, umida. Un ribollire di corpi, cibo, fame, lavori saltuari, aspiranti artisti, artisti veri, depressi. Per sopravvivere il protagonista si fa ospitare da vari conoscenti a ... (continue)
Romanzo in parte autobiografico di Miller su sé stesso e amici vari incontrati negli anni trenta in una Parigi povera, squallida, umida. Un ribollire di corpi, cibo, fame, lavori saltuari, aspiranti artisti, artisti veri, depressi. Per sopravvivere il protagonista si fa ospitare da vari conoscenti a dormire oppure a pranzo o cena, lavora saltuariamente come correttore di bozze o insegnante. Le vere protagoniste del romanzo sono una Parigi cupa, tetra, squallida, seppur viva, vibrante, e le donne amate da Miller. Dopo le prime 50 pagine molto scandalose il libro parla anche d'altro, non solo di sesso, ma il flusso di coscienza utilizzato spesso per me è troppo, troppo pesante.
Un lavoro sporco
Charlie è un uomo mediocre, ma con uno spiccato senso dell'ironia, a cui tocca la sfortuna di perdere l'amata moglie appena dopo il parto della loro bambina, Sophie. Aiutato dalla sorella e dai due dipendenti del suo negozio di roba usata, cerca di tornare alla normalità, cosa che gli riuscirà alqua ... (continue)
Charlie è un uomo mediocre, ma con uno spiccato senso dell'ironia, a cui tocca la sfortuna di perdere l'amata moglie appena dopo il parto della loro bambina, Sophie. Aiutato dalla sorella e dai due dipendenti del suo negozio di roba usata, cerca di tornare alla normalità, cosa che gli riuscirà alquanto difficile viste le recenti allucinazioni su uomini di colore vestiti tutti di verde e oggetti contornati da luce rossa che spuntano ovunque, per non parlare dei due cani infernali che si materializzano in casa sua e delle varie morti di cui è accidentalmente spettatore. Romanzo leggero e divertente.
Un delitto fatto in casa
Il delitto all'inizio del libro, il suicidio/omicidio di un'attempata signora bene piemontese in trasferta fissa a Nizza per giocare al casinò, è la scusa per raccontare la saga della facoltosa famiglia Guarienti. Il capofamiglia è l'ingegnere Cesare, sposato con Anna con cui ha i due figli Silvia e ... (continue)
Il delitto all'inizio del libro, il suicidio/omicidio di un'attempata signora bene piemontese in trasferta fissa a Nizza per giocare al casinò, è la scusa per raccontare la saga della facoltosa famiglia Guarienti. Il capofamiglia è l'ingegnere Cesare, sposato con Anna con cui ha i due figli Silvia e Sebastiano, ma che ha come amante Adriana, vedova di suo fratello Gioacchino, archeologo scomparso anni prima in uno dei suoi viaggi, di cui era innamorata Anna. Adriana ha avuto un figlio con Gioacchino, Edoardo, l'unico in grado di poter prendere, in futuro, le redini dell'azienda di famiglia, che permette grazie agli introiti di mantenere le varie case, ville e appartamenti di Bra, Torino, Cap Ferrat etc etc. Intorno a questo nucleo centrale ruotano personaggi minori come zii vari, cugini, domestici, amanti. Con questi presupposti intricati e con la scrittura coinvolgente di Farinetti, il lettore non può che restare avviluppato nel vortice della narrazione, rischiando davvero di passare la notte in bianco, come vi è scritto sulla controcopertina, fino a giungere all'inatteso finale. Bravo Farinetti, complimenti.