Non ho praticamente fatto a tempo a ipotizzare un accenno di stanchezza nel mio scrittore nautico preferito, che subito mi sono dovuto ricredere: O’Brian ha ancora molte frecce al suo arco. Il libro apporta alcune variazioni nella formula narrativa consolidata nei precedenti; infatti, mentre i prim
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Non ho praticamente fatto a tempo a ipotizzare un accenno di stanchezza nel mio scrittore nautico preferito, che subito mi sono dovuto ricredere: O’Brian ha ancora molte frecce al suo arco. Il libro apporta alcune variazioni nella formula narrativa consolidata nei precedenti; infatti, mentre i primi quattro erano pressappoco autoconclusivi, questo lascia in sospeso alcune vicende che verranno proseguite successivamente. Inoltre, mentre prima l’attività extra-curriculare di Maturin come agente segreto britannico (non già perché il cattolico irlandese nutra particolare amore per Sua Maestà, ma per odio al tiranno Bonaparte) era lasciata abbastanza nell’ombra, ovvero ne vedevamo le conseguenze ma raramente le azioni dirette, qui invece abbiamo l’occasione di osservarlo all’opera in tutto il suo acume, mentre compie con un’agente americana un capolavoro di mistificazione – usare il servizio segreto americano come arma per colpire quello francese: impressionante! Il tono generale della storia, come si confà a un libro con un simile titolo, è generalmente tetro. La quantità di sofferenze attraverso cui passano i protagonisti mi è sembrata addirittura superiore a quella dei precedenti; soffre Stephen per le ennesime pene d’amore infertegli dalla sua croce e delizia Diana; soffre Jack per un viaggio pericoloso, complicato, che in moltissime pagine (l’epidemia a bordo, la falla nello scafo, la nave dei nostri inseguita giorni e notti senza sosta dalla nave olandese mentre imperversa un’immensa lunghissima tempesta australe che minaccia di affondarle entrambe) regala momenti di autentica angoscia. Bello, bello, bello.
Non molto tempo dopo la mia nascita il quotidiano “Lotta Continua” ritraeva mio padre con me in braccio intento a insegnarmi a decapitare, con una piccola ghigliottina giocattolo, un bambolotto che rappresentava un anarchico.
Cominciano così, le memorie del figlio del commissario ucciso. Tan
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Non molto tempo dopo la mia nascita il quotidiano “Lotta Continua” ritraeva mio padre con me in braccio intento a insegnarmi a decapitare, con una piccola ghigliottina giocattolo, un bambolotto che rappresentava un anarchico.
Cominciano così, le memorie del figlio del commissario ucciso. Tanto per farci capire cosa ci aspetta. Molto bello, a tratti commovente (davvero), molto utile per cominciare a capire l’eredità oscura che questo paese si porta dietro; un periodo storico che conosco ancora troppo poco, per cui ho sviluppato interesse solo di recente, ma che mi sembra un tassello indispensabile per capire il nostro presente – anche perché questo passato, ahinoi, non mi sembra ancora del tutto passato, e ho paura che potrebbe diventare ancor meno passato nel prossimo futuro.
Antologia di racconti gotici, tra cui il famoso “L’uomo della sabbia”. Piacevole, anche se lo stile risulta un po’ troppo farraginoso e alla lunga stancante. Forse gli gioverebbe una nuova traduzione che renda il testo più scorrevole.
Il commissario Charitos è una specie di Montalbano ellenico, pare che questi libri abbiano molto successo in Grecia. Qui l’investigatore è alle prese con un serial killer, il terribile “Esattore”, che se la prende con gli evasori fiscali invitandoli a saldare quanto dovuto a pena di “condono tomb
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Il commissario Charitos è una specie di Montalbano ellenico, pare che questi libri abbiano molto successo in Grecia. Qui l’investigatore è alle prese con un serial killer, il terribile “Esattore”, che se la prende con gli evasori fiscali invitandoli a saldare quanto dovuto a pena di “condono tombale” (sic). Nella Grecia disastrata dalla crisi, la cosa più che un delitto viene da molti considerata un atto meritorio, e così nell’opinione pubblica c’è chi inneggia al giustiziere tributario, chi lo considera un sicario mandato dalla Merkel per convincere i greci a rigare dritto, chi vuole farlo Ministro dell’Economia, eccetera. Questo può sembrare inverosimile ma chi mi ha regalato il libro mi assicura che su Facebook girava, come campagna pubblicitaria per il romanzo, un sondaggio che invitava gli utenti a scegliere di schierarsi idealmente con il poliziotto o con l’esattore. Non conosco le percentuali, ma il sondaggio è stato vinto da quest’ultimo. Eh già. L’immagine della Grecia che esce da questo romanzo è quella di un paese a pezzi, dove pochi vedono ancora un futuro, i cittadini sono disperati come pecore senza pastore, e si cerca furiosamente un responsabile perché non si sa a chi dare la colpa. Il libro è costellato non solo di morti ammazzati dall’assassino, cosa che per un giallo in effetti è ordinaria amministrazione, ma anche di suicidi di povera gente che non sa più come campare, dalle vecchiette a cui hanno ridotto la pensione ai disoccupati che non trovano lavoro. (La scena dove il commissario trova i due fidanzati morti abbracciati, con il biglietto dove spiegano i motivi disperati che li hanno portati all’insano gesto, è straziante. Straziante.) Il probabile futuro anche del nostro paese?
Libretto editorialmente agile, neanche un centinaio di pagine, ma denso come un macigno. Ho avuto molte difficoltà a leggerlo e ancor di più a capirlo, ma d’altra parte, essendo un testo specialistico destinato agli studenti di filosofia per esporre la fenomenologia di Husserl, probabilmente le mie
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Libretto editorialmente agile, neanche un centinaio di pagine, ma denso come un macigno. Ho avuto molte difficoltà a leggerlo e ancor di più a capirlo, ma d’altra parte, essendo un testo specialistico destinato agli studenti di filosofia per esporre la fenomenologia di Husserl, probabilmente le mie incomprensioni dipendono più dalla mia ignoranza in materia che dall’oscurità dell’autore. Non posso certo pretendere di essere diventato esperto di Husserl, ma la sua egologia, francamente, mi sembra poco più che una raffinata forma di egolatria. Comunque, continuo sempre a spregiare il soggettivismo gnoseologico. Abbasso l’Io che si dà troppe arie! Viva il mondo esterno! Viva la realtà!
L'isola della desolazione
Non ho praticamente fatto a tempo a ipotizzare un accenno di stanchezza nel mio scrittore nautico preferito, che subito mi sono dovuto ricredere: O’Brian ha ancora molte frecce al suo arco.continue)
Il libro apporta alcune variazioni nella formula narrativa consolidata nei precedenti; infatti, mentre i prim ... (
Non ho praticamente fatto a tempo a ipotizzare un accenno di stanchezza nel mio scrittore nautico preferito, che subito mi sono dovuto ricredere: O’Brian ha ancora molte frecce al suo arco.
Il libro apporta alcune variazioni nella formula narrativa consolidata nei precedenti; infatti, mentre i primi quattro erano pressappoco autoconclusivi, questo lascia in sospeso alcune vicende che verranno proseguite successivamente.
Inoltre, mentre prima l’attività extra-curriculare di Maturin come agente segreto britannico (non già perché il cattolico irlandese nutra particolare amore per Sua Maestà, ma per odio al tiranno Bonaparte) era lasciata abbastanza nell’ombra, ovvero ne vedevamo le conseguenze ma raramente le azioni dirette, qui invece abbiamo l’occasione di osservarlo all’opera in tutto il suo acume, mentre compie con un’agente americana un capolavoro di mistificazione – usare il servizio segreto americano come arma per colpire quello francese: impressionante!
Il tono generale della storia, come si confà a un libro con un simile titolo, è generalmente tetro. La quantità di sofferenze attraverso cui passano i protagonisti mi è sembrata addirittura superiore a quella dei precedenti; soffre Stephen per le ennesime pene d’amore infertegli dalla sua croce e delizia Diana; soffre Jack per un viaggio pericoloso, complicato, che in moltissime pagine (l’epidemia a bordo, la falla nello scafo, la nave dei nostri inseguita giorni e notti senza sosta dalla nave olandese mentre imperversa un’immensa lunghissima tempesta australe che minaccia di affondarle entrambe) regala momenti di autentica angoscia.
Bello, bello, bello.
Spingendo la notte più in là
Non molto tempo dopo la mia nascita il quotidiano “Lotta Continua” ritraeva mio padre con me in braccio intento a insegnarmi a decapitare, con una piccola ghigliottina giocattolo, un bambolotto che rappresentava un anarchico.
Cominciano così, le memorie del figlio del commissario ucciso. Tan ... (continue)
Non molto tempo dopo la mia nascita il quotidiano “Lotta Continua” ritraeva mio padre con me in braccio intento a insegnarmi a decapitare, con una piccola ghigliottina giocattolo, un bambolotto che rappresentava un anarchico.
Cominciano così, le memorie del figlio del commissario ucciso. Tanto per farci capire cosa ci aspetta.
Molto bello, a tratti commovente (davvero), molto utile per cominciare a capire l’eredità oscura che questo paese si porta dietro; un periodo storico che conosco ancora troppo poco, per cui ho sviluppato interesse solo di recente, ma che mi sembra un tassello indispensabile per capire il nostro presente – anche perché questo passato, ahinoi, non mi sembra ancora del tutto passato, e ho paura che potrebbe diventare ancor meno passato nel prossimo futuro.
Notturni
Antologia di racconti gotici, tra cui il famoso “L’uomo della sabbia”.
Piacevole, anche se lo stile risulta un po’ troppo farraginoso e alla lunga stancante. Forse gli gioverebbe una nuova traduzione che renda il testo più scorrevole.
L'esattore
Il commissario Charitos è una specie di Montalbano ellenico, pare che questi libri abbiano molto successo in Grecia. Qui l’investigatore è alle prese con un serial killer, il terribile “Esattore”, che se la prende con gli evasori fiscali invitandoli a saldare quanto dovuto a pena di “condono tomb ... (continue)
Il commissario Charitos è una specie di Montalbano ellenico, pare che questi libri abbiano molto successo in Grecia. Qui l’investigatore è alle prese con un serial killer, il terribile “Esattore”, che se la prende con gli evasori fiscali invitandoli a saldare quanto dovuto a pena di “condono tombale” (sic). Nella Grecia disastrata dalla crisi, la cosa più che un delitto viene da molti considerata un atto meritorio, e così nell’opinione pubblica c’è chi inneggia al giustiziere tributario, chi lo considera un sicario mandato dalla Merkel per convincere i greci a rigare dritto, chi vuole farlo Ministro dell’Economia, eccetera. Questo può sembrare inverosimile ma chi mi ha regalato il libro mi assicura che su Facebook girava, come campagna pubblicitaria per il romanzo, un sondaggio che invitava gli utenti a scegliere di schierarsi idealmente con il poliziotto o con l’esattore. Non conosco le percentuali, ma il sondaggio è stato vinto da quest’ultimo. Eh già.
L’immagine della Grecia che esce da questo romanzo è quella di un paese a pezzi, dove pochi vedono ancora un futuro, i cittadini sono disperati come pecore senza pastore, e si cerca furiosamente un responsabile perché non si sa a chi dare la colpa. Il libro è costellato non solo di morti ammazzati dall’assassino, cosa che per un giallo in effetti è ordinaria amministrazione, ma anche di suicidi di povera gente che non sa più come campare, dalle vecchiette a cui hanno ridotto la pensione ai disoccupati che non trovano lavoro.
(La scena dove il commissario trova i due fidanzati morti abbracciati, con il biglietto dove spiegano i motivi disperati che li hanno portati all’insano gesto, è straziante. Straziante.)
Il probabile futuro anche del nostro paese?
Soggettività intersoggettività alterità: in dialogo con Husserl e Levinas
Libretto editorialmente agile, neanche un centinaio di pagine, ma denso come un macigno.continue)
Ho avuto molte difficoltà a leggerlo e ancor di più a capirlo, ma d’altra parte, essendo un testo specialistico destinato agli studenti di filosofia per esporre la fenomenologia di Husserl, probabilmente le mie ... (
Libretto editorialmente agile, neanche un centinaio di pagine, ma denso come un macigno.
Ho avuto molte difficoltà a leggerlo e ancor di più a capirlo, ma d’altra parte, essendo un testo specialistico destinato agli studenti di filosofia per esporre la fenomenologia di Husserl, probabilmente le mie incomprensioni dipendono più dalla mia ignoranza in materia che dall’oscurità dell’autore. Non posso certo pretendere di essere diventato esperto di Husserl, ma la sua egologia, francamente, mi sembra poco più che una raffinata forma di egolatria.
Comunque, continuo sempre a spregiare il soggettivismo gnoseologico. Abbasso l’Io che si dà troppe arie! Viva il mondo esterno! Viva la realtà!