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Robot per raccontare gli uomini -
La genialità di Asimov, secondo me, sta nella semplicità con cui ci racconta il suo mondo fatto di Robot ma anche di uomini, di precise leggi della robotica (mitiche) che hanno però lo scopo di salvaguardare l'umanità, di complessi sistemi tecnologici (non dimentichiamoci che scriveva negli anni 40 ... (
continue ) -
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Feb 2, 2010 |
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Se questo è un uomo
"Voi che vivete sicuricontinue)
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo e' un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa e' una d ... (
"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo e' un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa e' una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza piu' forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo e' stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."
Questo libro tratta un argomento doloroso, difficile da leggere e da comprendere, anzi... come dice LEVI stesso non si deve comprendere, perchè comprendere è quasi giustificare.
E' un'interminabile sequenze di oltraggi, sofferenze, offese alla dignità di esseri umani, centinaia di esseri umani, migliaia di esseri umani... uno sfregio fatto all'intera umanita'.
"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realta' ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Piu' giu' di cosi' non si può andare: condizione umana piu' misera non c'e', e non e' pensabile.
Nulla piu' e' nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare si che dietro al nome, qualcosa di noi, di noi quali eravamo, rimanga."
Per il lettore, confesso che è difficile in alcuni momenti, rapiti come si è dal racconto di questa realta' incredibile e umiliante, non pensare di stare leggendo un romanzo, quindi inventato, ma poi la coscienza ti richiama all'ordine, ti scuote e ti risvegli subito da quel pensiero.
E' uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere, perchè conoscere è necessario per evitare, nel futuro, queste follie collettive...
"...Auschwitz non ha nulla a che vedere con la guerra, non e' un episodio, non ne e' una forma estrema. La guerra e' un fatto terribile di sempre: e' deprecabile ma e' in noi, ha una sua razionalità, la 'comprendiamo'.
Ma nell'odio nazista non c'e' razionalita': e' un odio che non e' in noi, e' fuori dell'uomo, e' un frutto velenoso nato dal tronco del fascismo, ma e' fuori ed oltre il fascismo stesso. Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire di dove masce, e stare in guardia. Se comprendere e' impossibile, conoscere e' necessario, perche' cio' che e' accaduto puo' ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.
Per questo, meditare su quanto e' avvenuto e' un dovere di tutti"