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I racconti del sangue e dell'acqua
Premessa fondamentale: questa è una delle migliori raccolte di racconti che io abbia letto negli ultimi tempi, e intendo con l'inclusione di opere di autori ben più blasonati (se dovessi scegliere tra rileggermi l'ultima del Re o questa non avrei dubbi...).
Alcuni dei racconti avevo già avuto occasi ... (continue)
Premessa fondamentale: questa è una delle migliori raccolte di racconti che io abbia letto negli ultimi tempi, e intendo con l'inclusione di opere di autori ben più blasonati (se dovessi scegliere tra rileggermi l'ultima del Re o questa non avrei dubbi...).
Alcuni dei racconti avevo già avuto occasione di leggerli in passato (di un paio non sono sicuro in realtà), laddove altri erano per me del tutto nuovi, nondimeno li ho apprezzati tutti in più o meno ugual misura.
Se devo essere onesto, passatemi pure per eretico ma la parte che ho gradito meno è stata l'introduzione di Danilo Arona (se mi fossi dovuto basare su quella per decidere se leggere il libro o no, avrei soprasseduto).
Tuttavia non era così, dunque i racconti li ho letti, finendo per trovarmi in disaccordo con quasi tutto quello che l'introduzione prospettava.
Il libro è diviso in due cicli, uno del sangue e uno dell'acqua. In alcuni casi l'inclusione di un dato racconto in un ciclo piuttosto che nell'altro ha senso (vedi "Nella notte Paperino" o "Il sogno della libellula"), in altre appare un po' generica, e altri ancora sembrano stare lì perché sì, ma la cosa, tutto sommato, è irrilevante.
I racconti sono ambientati in Italia. Lo so perché c'è scritto, ci sono nomi italiani, qualche riferimento. Non lo so perché traspaia dall'ambientazione che si vive, cambiando qualche nome si potrebbe essere ovunque. Sia chiaro: non me ne importa nulla, tutto funziona bene così com'è.
Ma veniamo al dunque.
Tredici racconti horror, e tredici è un numero adeguato dopo tutto, anche se esterofilo. Racconti brevi che sanno di essere racconti brevi (quasi tutti, ma ci arriverò dopo), guidano il lettore dall'inizio alla fine per poi lasciarlo all'ultimo secondo e spiazzarlo come è giusto che sia, con un finale che lascia sorpresi e/o inquieti, ma pur sempre con un senso di completezza (quasi tutti, ma ci arriverò dopo). Non è qualcosa che riesca a tutti, ma l'autore lo padroneggia senza problemi. Vale a dire che non ci trova mai nella situazione di finire un racconto con la sensazione che sarebbe bastato leggerne la prima pagina e mollarlo lì senza perdersi nulla, altrimenti detta "x pagine di nulla".
Nel dettaglio:
Chi ha paura dello spaventapasseri
Secondo me richiederebbe un bel punto interrogativo alla fine del titolo, ma tant'è...
È uno dei racconti che già conoscevo, forse un po' afflitto da una struttura temporale saltellante, ma nel complesso valido e con diverse scene efficaci (la filastrocca, tuttavia, è odiosa)
Queste mie catene
Uno di quelli che non ricordo bene se avessi già letto o meno. Breve, efficace, con un finale caustico e tagliente.
Angeli di sangue
Tra quelli che ho apprezzato meno. Valido, sì, ma confuso (volutamente, d'accordo, ma sempre confuso resta), e con una parte ripetitiva che svolge sì un suo ruolo ma che dopo un po' si smette di leggere limitandosi a saltare dove termina il corsivo (che in un'occasione neanche termina dove dobrebbe)
Videoclip
Un horror che parla di video e che starebbe molto bene come soggetto cinematografico per uno slasher. Perde un po' nel finale, forse allungato troppo, cosa che gli impedisce di spiccare tra i migliori della raccolta.
Strappi
Già letto, e ne conosco anche la genesi. Breve, incisivo, funzionante, non c'è altro da dire.
In fondo al fiume
Altro che avevo già letto, e che mi crea qualche problema. È ben scritto ma è impossibile non sapere come finirà, e il finale vero e proprio è, per questo, spento, quasi privo di un vero significato. Di certo non è un colpo di scena, né potrebbe esserlo. Un peccato perchè il racconto ha buone radici.
L'incubo della brughiera
Altro racconto scritto bene ma la cui trama ha forse qualche falla e sembra poco ispirata. (allerta SPOILER -> perché a dei mostri non meglio identificati interessa se qualcuno parla con i cani? Perché sorvegliare il qualcuno a lungo prima di attaccarlo? E perché partire attaccando i cani? Non vado oltre ma le domande sarebbero ancora tante). Tra i meno interessanti.
Nella notte Paperino
Ho la vaga impressione di averlo già letto in precedenza ma non ne sono certo. Un po' carente di spiegazioni, specie sul finale, ma altrimenti inquietante al punto giusto.
L'isola senza nome
Un finale forse appena un po' telefonato per un racconto che è però del tutto valido e robusto (anche se ho qualche dubbio sull'assunto di base che sembra un controsenso).
La scogliera che canta
L'avevo già letto anche se lo ricordavo poco. Un ottimo lavoro che mescola bene i suoi ingredienti nel risultato finale, riuscendo a essere a metà tra la storia adolescenziale e l'horror classico.
Il sogno della libellula
Insolito, perfino poetico a tratti, molto gradevole (in senso quantomai non letterale)
Il canto del declivio
Di sicuro il racconto che mi ha appassionato meno, che neanche definirei un horror quanto piuttosto una storia tragica e malinconica. Confrontato a ciò che lo precede nel resto del volume è quasi annacquato, sembra fuori posto.
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