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Cover of Skin Trade
  • *** This comment contains spoilers! ***

    Sono rimasto molto sorpreso dal fatto di dover arrivare fin quasi alla fine di questo libro prima di trovare una delle scene di sesso scritte male (almeno presumo visto che ormai le salto e basta) che sono diventate il marchio di fabbrica della Hamilton da qualche libro del ciclo a questa parte.
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    Sono rimasto molto sorpreso dal fatto di dover arrivare fin quasi alla fine di questo libro prima di trovare una delle scene di sesso scritte male (almeno presumo visto che ormai le salto e basta) che sono diventate il marchio di fabbrica della Hamilton da qualche libro del ciclo a questa parte.
    Ancor più sorprendentemente, ma forse poi neanche tanto visto che lo spazio rimasto era limitato, ce ne sono solo tre e mezza, di cui una quasi sopportabile per quanto è breve.
    Anche grazie a questo, devo dire che ho trovato Skin Trade un buon libro. Sicuramente ci saranno amanti del ciclo che risentiranno dell'assenza degli uomini principali della vita di Anita, in primis Jean Claude, ma devo dire di non averli rimpianti affatto, anche grazie alla presenza di Edward, Bernardo (per quel poco che conta) e Olaf.
    La trama non è perfetta ma è accettabile, c'è qualche evento che si chiude in maniera un po' tirata per i capelli, o più che altro un po' tirata e basta, e degli eventi che finiscono in un nulla di fatto assoluto, ma nel complesso siamo a livelli parecchio superiori di quelli degli ultimi libri di Anita.

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    Posted on Sep 24, 2009 | Add your feedback

Cover of A Werewolf Among Us
  • Un insolito giallo fantascientifico che vede il cyberdetective Baker St. Cyr impegnato a indagare su un misterioso assassino che sta uccidendo uno a uno i membri di una ricca famiglia, e che stando agli unici indizi disponibili sembrerebbe essere un du-aga-klava, ovvero un leggendario licantropo.
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    Un insolito giallo fantascientifico che vede il cyberdetective Baker St. Cyr impegnato a indagare su un misterioso assassino che sta uccidendo uno a uno i membri di una ricca famiglia, e che stando agli unici indizi disponibili sembrerebbe essere un du-aga-klava, ovvero un leggendario licantropo.
    Nonostante l'ambientazione fantascientifica e le ipotesi fantastiche, il romanzo è un giallo a tutti gli effetti e presenta un personaggio intrigante con dei comprimari non da meno in una situazione degna del miglior Poirot.
    È il terzo dei libri più "datati" di Koontz che leggo e fino a questo momnto indubbiamente quello che ho preferito, valido dall'inizio alla fine contrariamente a Blood Risk (pesante all'inizio) e A Darkness in My Soul (che perde tantissimo sul finale).

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    Posted on Sep 3, 2009 | Add your feedback

Cover of Blood risk
Cover of A Darkness in My Soul
Cover of Lonely Werewolf Girl
  • Ho pareri contrastanti su questo libro.
    Da un lato, la trama è abbastanza interessante e a tratti divertente, per quanto ogni tanto sembri perdersi un po' e abbia, a ben vedere, delle falle abbastanza considerevoli.
    Dall'altro, ci sono parecchie cose che non apprezzo nello stile di Millar, ... (continue)

    Ho pareri contrastanti su questo libro.
    Da un lato, la trama è abbastanza interessante e a tratti divertente, per quanto ogni tanto sembri perdersi un po' e abbia, a ben vedere, delle falle abbastanza considerevoli.
    Dall'altro, ci sono parecchie cose che non apprezzo nello stile di Millar, prima fra tutte il fatto che senta la necessità di ripetere le medesime informazioni a distanza di un capitolo o due: presenta un personaggio, dice chi è, due capitoli dopo il personaggio ricompare e lui dice di nuovo di chi si tratta, o informa di dettagli che già sapevamo, cosa che alla lunga diventa snervante (ahhh... ma chi voglio prendere in giro, mi ha snervato dalla prima volta!)
    Non meno fastidiosa è la sua abitudine di passare, spesso all'improvviso e senza soluzione di continuità, dal discorso indiretto a quello indiretto: due personaggi stanno parlando di una cosa, poi il discorso si interrompe all'improvviso e ci viene raccontato quello che si dicono (spesso su un altro argomento), salvo poi riprendere col discorso diretto (a volte dando l'assurda sensazione che qualcuno risponda a un'affermazione che nessuno ha mai fatto a voce alta). In un caso o due si arriva al parossismo, con una frase del tipo "Tizia espresse il suo malcontento per quella situazione", seguita dal discorso diretto in cui, appunto, Tizia esprime il suo malcontento...
    Nel complesso non la definirei una lettura di cui mi sono pentito, ma di sicuro avrebbe necessitato di una buona sfoltita (già solo l'eliminazione delle ripetizioni ridurrebbe le pagine di un bel po') e di una scrittura più fluida e uniforme.

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    Posted on Aug 10, 2009 | Add your feedback

Cover of The Amber Spyglass
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ho davvero faticato per arrivare alla fine di questo ultimo libro della trilogia. Una narrazione frammentata, piena di premesse disattese e affermazioni smentite, scritta con uno stile a tratti veramente indigesto.
    Ci sono momenti in cui l'autore sembra non essere convinto neppure lui di quello ... (continue)

    Ho davvero faticato per arrivare alla fine di questo ultimo libro della trilogia. Una narrazione frammentata, piena di premesse disattese e affermazioni smentite, scritta con uno stile a tratti veramente indigesto.
    Ci sono momenti in cui l'autore sembra non essere convinto neppure lui di quello che sta scrivendo e finisce per far dire o fare ai suoi personaggi cose che sono in netto contrasto con altre stabilite in precedenza.
    Il finale, poi, è terribilmente insulso, con Will e Lyra costretti a separarsi perché tutte le finestre aperte con il "subtle knife" devono essere chiuse. In realtà questo sarebbe anche accettabile se non fosse per la serie di scuse patetiche per costringerli a separarsi:
    - le finestre tra i mondi aperte in altri modi potrebbero anche restare aperte, ma no, verranno chiuse perché altrimenti loro passerebbero la vita a cercarle.
    Eh???
    Dirgli dove sono in modo che non debbano passare la vita a cercarle no, eh?
    - non è possibile aprire una finestra ogni tanto per vedersi perché ogni volta che si apre una finestra si crea uno spettro.
    UNO spettro.
    Uno spettro che per inciso può essere distrutto seduta stante col coltello...

    È molto seccante poi che diversi spunti ed eventi nel corso del libro si rivelino totalmente irrilevanti nel finale, o vengano risolti con dei deus ex machina davvero ridicoli.
    Nel complesso, avrei speso meglio il mio tempo leggendo altro, ma ormai avevo iniziato...

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    Posted on Jul 28, 2009 | Add your feedback

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