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- Neve (3435)
- By Maxence Fermine
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- Il burraco per tutti (8)
- By Francesco S. Torrese
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Appassionante, sensato e soprattutto ben scritto. Una ventata d'aria fresca, una piacevolissima sorpresa. -
C'è da dire che vengo da "Il labirinto femminile" di Marra.
- — Feb 17, 2011 | Add your feedback
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- Il labirinto femminile (24)
- By Alfonso Luigi Marra
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Marra non molla, il Regime barcolla -
Non è affatto semplice incasellare l'opera di Alfonso Luigi Marra, un’opera complessa e multiforme, contaminata, sempre così in bilico tra saggistica d'informazione, narrativa di denuncia e farfugliamento senile. Ne "Il Labirinto Femminile" assistiamo all'ennesimo - e con tutta probabilità definitiv ... (continue)
- — Feb 17, 2011 | 6 feedbacks
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- I promessi sposi (13383)
- By Alessandro Manzoni
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Lucia, femmina, 21, è complicata, Lecco -
Eeeeee, andiamo, e che sarà mai?!
Sempre esagerate, voi donne...
Scommetto che Renzo avrebbe scelto un più sobrio “in una relazione”. - — Sep 15, 2010 | 3 feedbacks
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- Nel segno del Cavaliere (32)
- By Bruno Vespa
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5 stelle alla deluxe (e poi dicono che scrivo solo recensioni negative) -
“Nel segno del Cavaliere” è un ottimo libro-denuncia che va a consolidare la figura di Vespa che noi tutti conosciamo: sempre in prima linea, sempre così fottutamente scomodo ed agguerrito, insomma, il classico tipo che non te le manda a dire. Un uomo che non conosce la parola compromesso. Un autent ... (continue)
- — Sep 7, 2010 | 1 feedback
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- Vocal classes (16)
- L'evoluzione nel canto
- By Luca Jurman
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Io, mia nonna paterna, il nipote degli Stanghellini (il piccolo), la signora Ivonne ex merciaia di via Magazzari, un certo Augusto Pintossi di Monte San Pietro e il povero Mauro. Direi basta. -
No, niente, stavo solo facendo una rapida botta di conti su quante persone non hanno ancora pubblicato un libro in Italia
- — Aug 30, 2010 | 1 feedback
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- La solitudine dei numeri primi (32283)
- By Paolo Giordano
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La solitudine dei numeri primi
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In missione per conto dell'Antitrust -
Ce l’ho messa tutta, giuro, ma dopo quattro capitoli ero sfinito a tal punto da non poter fisicamente proseguire.
Stasera riprovo col Power Balance poi vi dico. - — Aug 6, 2010 | Add your feedback
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- Ti voglio vivere (74)
- By Rossella Rasulo
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Aveva ragione Elton John -
Non ci voleva tanto, bastava chiudere internet.
Tutto questo non sarebbe successo. - — Jul 8, 2010 | Add your feedback
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- Infinite Jest (3378)
- By David Foster Wallace
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Sulla fiducia -
Iniziato alle medie e finito ieri, in concomitanza alla mia domanda di prepensionamento.
E comunque hanno ragione quelli che parlano di capolavoro. Immagino che la penserei così anch’io, se solo ricordassi qualcosa delle prime 2107 pagine. - — Jul 8, 2010 | 2 feedbacks
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- TVUKDB (423)
- Ti voglio un casino di bene
- By Valentina F.
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T.V.U.K.D.B. -
K.K.D.L.D.M.P.D.Q.T.I!
- — Jul 7, 2010 | 6 feedbacks
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- L'Alchimista (12834)
- By Paulo Coelho
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492 -
Lettura utile, che ha il merito di avermi avvicinato (in maniera del tutto non assillante ed invasiva, ripetendolo cioè soltanto 490 volte) al concetto di Leggenda Personale.
Leggenda Personale che nel mio caso specifico prevede a chiare lettere – e lo prevede per oggi, in questo preciso istante: h ... (continue) - — Jul 8, 2010 | Add your feedback
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- 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire (7562)
- By Melissa P.
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100 colpi di spazzola prima di andare a dormire
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A mio cugino Roberto di 14 anni è piaciuto davvero un sacco, pensa che l’ha divorato in due ore -
(mentre mia zia lo implorava di uscire dal bagno)
- — Jul 8, 2010 | 3 feedbacks
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- Twilight (15672)
- By Stephenie Meyer
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(Mmm... gli armeni meglio di no... troppo commerciali) -
Però! Troooppo originale questa idea dei licantropi e dei vampiri!
Esageriamo dai – deve aver pensato la Meyer – mettiamoci anche in mezzo – tipo – una storia d’amore adolescenziale e una retrospettiva critica delle dinamiche di integrazione della popolazione armena nel Caucaso postbellico! - — Jul 8, 2010 | 2 feedbacks
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- Tre metri sopra il cielo (7876)
- By Federico Moccia
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Federico: PERCHE'? -
Cosa volevi dimostrare?
- — Jul 8, 2010 | 1 feedback
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- Va' dove ti porta il cuore (13101)
- By Susanna Tamaro
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Non sono aggiornatissimo -
Com’è finita poi con la Tamaro? E’ andata avanti quella pratica dei danni morali ai lettori, l’abuso della parola romanzo e tutto il resto?
- — Jul 8, 2010 | 1 feedback
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Neve
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A difesa di Fermine va detto che una nevicata di puntini del genere non si vedeva dal lontano ’73. Provate voi a scrivere un libro in mezzo a una tormenta del genere, provateci, provate ad articolare un periodo di senso compiuto se ne siete capaci, cari i miei sapientoni. Punti che fioccano regolari ... (continue)
A difesa di Fermine va detto che una nevicata di puntini del genere non si vedeva dal lontano ’73. Provate voi a scrivere un libro in mezzo a una tormenta del genere, provateci, provate ad articolare un periodo di senso compiuto se ne siete capaci, cari i miei sapientoni. Punti che fioccano regolari ed instancabili, silenziosi, mentre il vento spazza via le virgole ed i margini diventano sempre più ampi, bianchi ed invadenti. E’ una brutta situazione. Sei solo. Non puoi fare altro che tenere duro. Arrancare. Spingere le parole. Una ad una. Così. Come sto facendo io adesso. Per farvi capire. Il mazzo che si è fatto quest’uomo. Per mettere assieme la bellezza. Di trenta pagine. O quelle che sono. Armatevi dunque di santa pazienza. E fatevene una ragione. Perchè il libro è tutto così. Tutto così. Tutto. Così.
Detto ciò, siamo sulle Alpi Giapponesi.
Tra un punto e l’altro si riesce subito ad assaporare una magica aura di poesia mista a delicatezza dell’animo nonché senso dell’onore ed insegnamento profondo. Un po’ la stessa sensazione che si avverte quando si guarda Mai Dire Banzai, per intenderci.
C’è questo Yuko, un baldo ragazzotto che deve scegliere cosa fare della sua vita. Monaco o samurai? Samurai o monaco? Il padre lo incalza, col suo sguardo fiero tipico del samurai in pensione. Yuko si guarda dentro. Si interroga. E’ troppo ribelle per fare il monaco. Troppo sensibile per fare il samurai. Troppo gnucco per il sudoku agonistico. Così fa la sua scelta.
Intanto ha ripreso a nevicare.
“Padre, declamerò la bellezza della neve. Padre, ho deciso: farò l’haiku”.
Haiku in giapponese significa “componimento poetico di trentuno sillabe”, ma anche “specchio interiore”, ma anche “fiore dell’anima”, ma anche “fattene una ragione vecchio, farò il mantenuto a vita”.
Il padre lo guarda severamente. Dapprima cerca di colpirlo con un bastone, ma sfortunatamente non vi riesce. Un attimo dopo stramazza al suolo, colpito da una rara forma di crepacuore fulminante.
E siamo già circa a metà del libro. Da qui in avanti credo possa tranquillamente considerarsi spoiler, quindi vedete un po' voi.
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Yuko dà l’estremo saluto al padre ed esce di casa affranto. Fortunatamente, la sua arte gli è subito di grande conforto:
[Col bianco tuo candor
neve
sai dar la pace in ogni cuor]
questo il suo primo componimento, già ricco di tutta una serie di rimandi che solo gli addetti ai lavori, forse, possono cogliere appieno.
Più rinfrancato nello spirito, Yuko prosegue il suo cammino. Nei pressi della fontana incontra un’umile ragazza dai seni bianchi e dalla pelle di pesca, e se ne innamora perdutamente. Lei lo inizierà all’amore.
[Oh ragazza della
fontana
che m’iniziasti all’amore]
La sua arte stava indiscutibilmente prendendo forma. L’imperatore stesso, venuto a sapere del suo talento, pensa bene di mandare un servitore sulle Alpi Giapponesi per trovarlo e vagliarne le virtù poetiche. Di contro, Yuko vaglia l’algida ragazza venuta insieme al servitore, e se ne innamora perdutamente.
[Oh algida ragazza
che venisti
insieme al ceffo mandato dall’imperato]
Qui Yuko sfora con la metrica e deve troncare, va bene, ma quello che è da notare è la raggiunta maturità del componimento. Notare anche come l’argomento-gnocca abbia definitivamente soppiantato l’argomento-neve, che bello bello bello, ma onestamente anche due palle.
Ebbro com’è d’amore per la ragazza e coi chackra letteralmente fuori controllo, Yuko si trova ora in una condizione di debolezza. Se per caso qualcuno, volendosene approfittare, gli dicesse una cosa tipo “và e attraversa a piedi le montagne, solo e senza viveri, in cerca di un vecchio pittore cieco maestro dei colori”, be’, per ipotesi lui sarebbe capacissimo di accettare.
Qualche giorno dopo, Yuko è sulla vetta del monte Hodaka, solo e senza viveri.
E’ sfinito e sta per perdere la speranza. Mentre è lì che maledice l’amore, la neve, l’imperatore, l’algida ragazza e tutto quanto il resto, all’improvviso – toh! – una specie di visione. Sotto uno spesso strato di ghiaccio giace un’altra ragazza, nuda, candida, bellissima e se possibile ancor più algida. Incredibile a dirsi, ma Yuko se ne innamora perdutamente.
[Surgelata bellezza
or che m’appari
sento una forza dentro che neanch’io so come]
Con buona pace delle trentuno sillabe, Yuko d’un tratto sente che può sopravvivere. Chi è la misteriosa fanciulla on the rocks? E’ morta? E’ viva? Quale terribile segreto nasconde? Deve assolutamente scoprirlo.
Purtroppo per lui, non ci riuscirà mai. In quello stesso momento infatti il possente Akasawutakatadegga – il leggendario Yeti erotomane delle Alpi Giapponesi – esce dal letargo.
Sta nevicando. Akasawutakatadegga vede Yuko, e se ne innamora perdutamente.
Yuko oggi vive in un quartiere della periferia di Tokyo.
Ha abbandonato l’haiku, ha abbandonato la neve e si fa chiamare Layla. Ha una bancarella di fiori di carta, animaletti ed altri graziosissimi origami. Un epilogo artistico più che prevedibile, del resto, dopo tutta quella pratica con lo scroto dei lettori. Per la cronaca, il mio ora è uno splendido cigno.
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