Nel suono di un’ arpa ho letto i “Canti celtici” di Renzo Montagnoli, vibranti della stessa intensa musicalità. E’ l’anima del poeta che risuona in una sorta di incantamento, attraverso le voci che Renzo riesce a dare ai personaggi di un antico mondo affascinante, pervaso di mistero. Ciò c
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Nel suono di un’ arpa ho letto i “Canti celtici” di Renzo Montagnoli, vibranti della stessa intensa musicalità. E’ l’anima del poeta che risuona in una sorta di incantamento, attraverso le voci che Renzo riesce a dare ai personaggi di un antico mondo affascinante, pervaso di mistero. Ciò che il poeta riesce a comunicare con i suoi versi ricchi di lirismo e carica emotiva, travalica lo spazio ed il tempo, trasporta su ali di pura poesia. Già dal primo canto si viene catturati dagli arpeggi che sembrano provenire dalle parole… “Guerrieri sull’ acqua” evoca un paese notturno popolato di elfi e silfidi. “Il lungo fiume” con la sua malinconica rassegnazione all’oltraggio di questa nostra attuale, cosiddetta, civiltà, ci sorprende assorti nel suo fluire. “La fonte amica” è una vera fonte di rapimento, quasi ci si può specchiare nella luce del plenilunio, quasi vi ci si può immergere. E come non restare ammaliati da “In mezzo scorre il fiume”?, La figura risaltante, che parla in prima persona, partecipe della natura, consapevole del breve arco che si percorre vivendo. Bellissima la chiusa.
....seguono alcuni riferimenti a singole poesie...
Qui finisce la musica e la lettura, ma si è ancora rapiti dalle pagine appena finite di leggere, non si riesce ad abbandonare la fatata atmosfera lunare, stillante di parole che fluiscono con l’ acqua. La poesia di Renzo Montagnoli è contagiosa, ci si ammala di voglia di leggerne ancora, e se ne porta dentro, per sempre, l’ eco sospesa e sognante.
Leggo questo libro, pensando di imparare a cucinare qualcosa di nuovo e...mi ritrovo a piangere di commozione! Ho appena finito di leggere uno dei racconti "Amalia Gargiulo"... A parte il fatto che Milvia Comastri scrive magnificamente, riesce a portare il lettore, lo incatena al suo narrare.
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Leggo questo libro, pensando di imparare a cucinare qualcosa di nuovo e...mi ritrovo a piangere di commozione! Ho appena finito di leggere uno dei racconti "Amalia Gargiulo"... A parte il fatto che Milvia Comastri scrive magnificamente, riesce a portare il lettore, lo incatena al suo narrare. La sua prosa scorre liscia ch'è un piacere leggerla. Ha, credo, un'istintiva abilità, che le consente lo sfalsamento temporale senza intoppi. Flash-back immediati, cui la mente non deve soffermarsi per capire. E poi le ricette...Merita di essere letto con parsimonia, centellinato, e per me che sono una lettrice vorace e veloce questo significa che è fra quei pochissimi scrittori che ho prediletto, che non mi stanco di rileggere, e dei quali mi "gusto" ogni passaggio. Lo comprerò per regalarlo ad alcune mie care amiche.
"Nell'iniziare a leggere un libro il mio vero timore non è che la narrazione possa deludermi, ma che un mio limite mi impedisca di cogliere significato, stile e varie preziosità dell'autore.
Quando però tra le righe di una pagina avverto, all'improvviso, qualcosa di vivo che giunge d
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"Nell'iniziare a leggere un libro il mio vero timore non è che la narrazione possa deludermi, ma che un mio limite mi impedisca di cogliere significato, stile e varie preziosità dell'autore.
Quando però tra le righe di una pagina avverto, all'improvviso, qualcosa di vivo che giunge diretto alla mia comprensione, è come se sentissi dell' amicizia per lo scrittore, quasi gratitudine perché scrivendo si è confidato con me.
Allora mi lascio prendere dalla trama, dalla ricchezza dei particolari, dall'originalità dell'impianto narrativo.
Mi è accaduto tutto questo nel leggere il bel libro di Remo Bassini "La donna che parlava con i morti".
Mi sono sorpresa più volte ad ammirarne l'agilità degli sfalsamenti temporali, le immagini chiaramente descrittive contrapposte ai riferimenti squisitamente deduttivi. L'inveramento dei dialoghi.
L'attrattiva dei passaggi in cui la protagonista si fa seguire catturando completamente l'attenzione.
Ammirevole la leggerezza del filo conduttore, lasciato intendere già dal titolo, e portato con mirabile tensione fino alla conclusione della vicenda.
Probabilmente chi avesse già letto i libri di Remo non sarà sorpreso di trovare anche in questo una poetica sottile, emanata soprattutto dai pensieri dei personaggi, dalle loro intime riflessioni.
Insomma, un bel libro, che ho letto con grande piacere e che consiglio volentieri a tutti."
“Pagina bianca” di Pasquale Esposito, un libro in cui si riversa l’anima dello scrittore che, attraverso la narrazione in prima persona del protagonista, ti rende partecipe della sua cultura e dei suoi dubbi, delle infinite sfaccettature della sua mente e delle riflessioni che ne scaturiscono sulla
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“Pagina bianca” di Pasquale Esposito, un libro in cui si riversa l’anima dello scrittore che, attraverso la narrazione in prima persona del protagonista, ti rende partecipe della sua cultura e dei suoi dubbi, delle infinite sfaccettature della sua mente e delle riflessioni che ne scaturiscono sulla caducità delle cose e sull’importanza del Tempo. Le parole assumono significato totale e irradiante, rappresentano il senso della vita in contrapposizione al senso della morte. Diventano porte spalancate da cui poter sortire per esplorazioni dal centro del sé alle periferie dell’altro da sé, in diramazioni e rivoli che raccontano di antica sapienza, di attuale conoscenza, di regioni della mente che sono anche substrato del presente “ …Siamo unici eppure un tutto incontenibile, aggregato non enumerabile di idee e sensazioni. Per la lista dei nostri pensieri non basterebbe la carta di tutti i libri stampati, se mai volessimo trascriverli.” La poesia vi si innesta quale trait-d’union fra logica ed irrazionalità, come se, per un processo alchemico, la pietra e l’oro si trasmutassero a vicenda per giungere insieme alla Luce. Nell’Ein Sof traente da Sé ogni categoria e manifestazione. Nel suono, forse, di un flauto magico che ne riunisca i molteplici aspetti per alfine pervenire alle nozze mistiche. Puoi sentire la musica sprigionarsi in parallelo, mentre la parola risuona come voce sola e distinta, supportata dalla melodia. Persuasivo il linguaggio che sfida la tendenza alla dispersione cercando di garantire alla mente stessa l’identità ed esistenza, nella certezza che
“Nulla vale sapere e potere nulla saggezza e oro giacchè possiamo ancora morire se manca una parola. … Potremmo non esistere se non fosse noto che ci siamo.”
Laura Costantini e Loredana Falcone equivale ad essere trasportati di peso in una dimensione magica, dove i sentimenti e le emozioni sono sorprendentemente intensi, quasi reali come i luoghi concreti in cui la storia si svolge.
Laura Costantini e Loredana Falcone equivale ad essere trasportati di peso in una dimensione magica, dove i sentimenti e le emozioni sono sorprendentemente intensi, quasi reali come i luoghi concreti in cui la storia si svolge.
La prima impressione è quella di star leggendo un libro scritto da uno scrittore irlandese e poi tradotto in italiano, tante sono le minuziose e precise descrizioni d’Irlanda, dei suoi abitanti, delle usanze e delle tradizioni. Un misto di antico, in cui pare sentire cetre e cornamuse a fare da sfondo alle vicende, e vento e mare, selva e brughiera, la Dea e la luna…e tutto quello che potrebbe essere patrimonio culturale e folklore di un autentico discendente gaelico. A me è successo di esserne risucchiata, di non aver potuto smettere se non alla parola fine…ore notturne in compagnia di personaggi e scenari indimenticabili. Penso che da questo libro potrebbe essere tratto un bellissimo film, uno di quei film in cui poi i protagonisti diventano mitici e le vicende leggendarie. Non avevo ancora letto nulla di Laura e Lory, e questo è stato un ottimo approccio alla loro scrittura, una irresistibile voglia di leggere altri loro libri. Cosa che farò sicuramente.
"Canti Celtici"
Nel suono di un’ arpa ho letto i “Canti celtici” di Renzo Montagnoli, vibranti della stessa intensa musicalità.continue)
E’ l’anima del poeta che risuona in una sorta di incantamento, attraverso le voci che Renzo riesce a dare ai personaggi di un antico mondo affascinante, pervaso di mistero.
Ciò c ... (
Nel suono di un’ arpa ho letto i “Canti celtici” di Renzo Montagnoli, vibranti della stessa intensa musicalità.
E’ l’anima del poeta che risuona in una sorta di incantamento, attraverso le voci che Renzo riesce a dare ai personaggi di un antico mondo affascinante, pervaso di mistero.
Ciò che il poeta riesce a comunicare con i suoi versi ricchi di lirismo e carica emotiva, travalica lo spazio ed il tempo, trasporta su ali di pura poesia.
Già dal primo canto si viene catturati dagli arpeggi che sembrano provenire dalle parole…
“Guerrieri sull’ acqua” evoca un paese notturno popolato di elfi e silfidi.
“Il lungo fiume” con la sua malinconica rassegnazione all’oltraggio di questa nostra attuale, cosiddetta, civiltà, ci sorprende assorti nel suo fluire.
“La fonte amica” è una vera fonte di rapimento, quasi ci si può specchiare nella luce del plenilunio, quasi vi ci si può immergere.
E come non restare ammaliati da “In mezzo scorre il fiume”?, La figura risaltante, che parla in prima persona, partecipe della natura, consapevole del breve arco che si percorre vivendo. Bellissima la chiusa.
....seguono alcuni riferimenti a singole poesie...
Qui finisce la musica e la lettura, ma si è ancora rapiti dalle pagine appena finite di leggere, non si riesce ad abbandonare la fatata atmosfera lunare, stillante di parole che fluiscono con l’ acqua.
La poesia di Renzo Montagnoli è contagiosa, ci si ammala di voglia di leggerne ancora, e se ne porta dentro, per sempre, l’ eco sospesa e sognante.
Donne, ricette, ritorni e abbandoni
Leggo questo libro, pensando di imparare a cucinare qualcosa di nuovo e...mi ritrovo a piangere di commozione!continue)
Ho appena finito di leggere uno dei racconti "Amalia Gargiulo"... A parte il fatto che Milvia Comastri scrive magnificamente, riesce a portare il lettore, lo incatena al suo narrare. ... (
Leggo questo libro, pensando di imparare a cucinare qualcosa di nuovo e...mi ritrovo a piangere di commozione!
Ho appena finito di leggere uno dei racconti "Amalia Gargiulo"... A parte il fatto che Milvia Comastri scrive magnificamente, riesce a portare il lettore, lo incatena al suo narrare. La sua prosa scorre liscia ch'è un piacere leggerla.
Ha, credo, un'istintiva abilità, che le consente lo sfalsamento temporale senza intoppi. Flash-back immediati, cui la mente non deve soffermarsi per capire.
E poi le ricette...Merita di essere letto con parsimonia, centellinato, e per me che sono una lettrice vorace e veloce questo significa che è fra quei pochissimi scrittori che ho prediletto, che non mi stanco di rileggere, e dei quali mi "gusto" ogni passaggio.
Lo comprerò per regalarlo ad alcune mie care amiche.
La donna che parlava con i morti
"Nell'iniziare a leggere un libro il mio vero timore non è che la narrazione possa deludermi, ma che un mio limite mi impedisca di cogliere significato, stile e varie preziosità dell'autore.
Quando però tra le righe di una pagina avverto, all'improvviso, qualcosa di vivo che giunge d ... (continue)
"Nell'iniziare a leggere un libro il mio vero timore non è che la narrazione possa deludermi, ma che un mio limite mi impedisca di cogliere significato, stile e varie preziosità dell'autore.
Quando però tra le righe di una pagina avverto, all'improvviso, qualcosa di vivo che giunge diretto alla mia comprensione, è come se sentissi dell' amicizia per lo scrittore, quasi gratitudine perché scrivendo si è confidato con me.
Allora mi lascio prendere dalla trama, dalla ricchezza dei particolari, dall'originalità dell'impianto narrativo.
Mi è accaduto tutto questo nel leggere il bel libro di Remo Bassini "La donna che parlava con i morti".
Mi sono sorpresa più volte ad ammirarne l'agilità degli sfalsamenti temporali, le immagini chiaramente descrittive contrapposte ai riferimenti squisitamente deduttivi. L'inveramento dei dialoghi.
L'attrattiva dei passaggi in cui la protagonista si fa seguire catturando completamente l'attenzione.
Ammirevole la leggerezza del filo conduttore, lasciato intendere già dal titolo, e portato con mirabile tensione fino alla conclusione della vicenda.
Probabilmente chi avesse già letto i libri di Remo non sarà sorpreso di trovare anche in questo una poetica sottile, emanata soprattutto dai pensieri dei personaggi, dalle loro intime riflessioni.
Insomma, un bel libro, che ho letto con grande piacere e che consiglio volentieri a tutti."
Come pagina bianca
“Pagina bianca” di Pasquale Esposito, un libro in cui si riversa l’anima dello scrittore che, attraverso la narrazione in prima persona del protagonista, ti rende partecipe della sua cultura e dei suoi dubbi, delle infinite sfaccettature della sua mente e delle riflessioni che ne scaturiscono sulla ... (continue)
“Pagina bianca” di Pasquale Esposito, un libro in cui si riversa l’anima dello scrittore che, attraverso la narrazione in prima persona del protagonista, ti rende partecipe della sua cultura e dei suoi dubbi, delle infinite sfaccettature della sua mente e delle riflessioni che ne scaturiscono sulla caducità delle cose e sull’importanza del Tempo.
Le parole assumono significato totale e irradiante, rappresentano il senso della vita in contrapposizione al senso della morte. Diventano porte spalancate da cui poter sortire per esplorazioni dal centro del sé alle periferie dell’altro da sé, in diramazioni e rivoli che raccontano di antica sapienza, di attuale conoscenza, di regioni della mente che sono anche substrato del presente “ …Siamo unici eppure un tutto incontenibile, aggregato non enumerabile di idee e sensazioni. Per la lista dei nostri pensieri non basterebbe la carta di tutti i libri stampati, se mai volessimo trascriverli.”
La poesia vi si innesta quale trait-d’union fra logica ed irrazionalità, come se, per un processo alchemico, la pietra e l’oro si trasmutassero a vicenda per giungere insieme alla Luce. Nell’Ein Sof traente da Sé ogni categoria e manifestazione.
Nel suono, forse, di un flauto magico che ne riunisca i molteplici aspetti per alfine pervenire alle nozze mistiche.
Puoi sentire la musica sprigionarsi in parallelo, mentre la parola risuona come voce sola e distinta, supportata dalla melodia.
Persuasivo il linguaggio che sfida la tendenza alla dispersione cercando di garantire alla mente stessa l’identità ed esistenza, nella certezza che
“Nulla vale sapere e potere
nulla saggezza e oro
giacchè possiamo
ancora morire
se manca una parola.
…
Potremmo non esistere
se non fosse noto
che ci siamo.”
Eibhlin non lo sa...
Leggere “Eibhlin” il libro di
Laura Costantini e Loredana Falcone
equivale ad essere trasportati di peso in una dimensione magica, dove i sentimenti e le emozioni sono sorprendentemente intensi, quasi reali come i luoghi concreti in cui la storia si svolge.
La prima impressione è ... (continue)
Leggere “Eibhlin” il libro di
Laura Costantini e Loredana Falcone
equivale ad essere trasportati di peso in una dimensione magica, dove i sentimenti e le emozioni sono sorprendentemente intensi, quasi reali come i luoghi concreti in cui la storia si svolge.
La prima impressione è quella di star leggendo un libro scritto da uno scrittore irlandese e poi tradotto in italiano, tante sono le minuziose e precise descrizioni d’Irlanda, dei suoi abitanti, delle usanze e delle tradizioni. Un misto di antico, in cui pare sentire cetre e cornamuse a fare da sfondo alle vicende, e vento e mare, selva e brughiera, la Dea e la luna…e tutto quello che potrebbe essere patrimonio culturale e folklore di un autentico discendente gaelico.
A me è successo di esserne risucchiata, di non aver potuto smettere se non alla parola fine…ore notturne in compagnia di personaggi e scenari indimenticabili.
Penso che da questo libro potrebbe essere tratto un bellissimo film, uno di quei film in cui poi i protagonisti diventano mitici e le vicende leggendarie.
Non avevo ancora letto nulla di Laura e Lory, e questo è stato un ottimo approccio alla loro scrittura, una irresistibile voglia di leggere altri loro libri. Cosa che farò sicuramente.