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- Il senso del dolore (1362)
- L'inverno del commissario Ricciardi
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By Maurizio de Giovanni -
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- Il veleno dell'oleandro (321)
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By Simonetta Agnello Hornby -
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- La porta del paradiso (91)
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By Alfredo Colitto -
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Tre stelle più. Non mi ha convinta, nonostante mi sia divertita a leggerlo. Mi sono piaciuti la trama e la caratterizzazione dei personaggi, ma ho trovato lo stile narrativo piatto, frammentario e non proprio emotivamente coinvolgente (senza considerare diverse incontruenze nella trama stessa).
La ... (continue ) -
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Apr 13, 2013 |
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- Annus mirabilis (957)
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By Geraldine Brooks -
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Questo Annus Mirabilis, che si pone solo un gradino sopra alla categoria “spazzatura storica”, alla fine non è altro che chicklit mascherata da romanzo storico. Si legge, non dico di no, specialmente se non si vuole impegnare troppo la mente, ma un romanzo storico degno di questo nome è ben altra co ... (
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Apr 6, 2013 |
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- Altai (4343)
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By Wu Ming -
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Ammetto che, per qualche momento, sono stata tentata di assegnare ad Altai cinque stellette, perché mi è piaciuto assai. Non volevo lasciarmi influenzare dal confronto con Q, inevitabile ma non proprio pertinente, in quanto Altai è un romanzo “altro”, non un seguito di Q, come sottolineano anche gli ... (
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Apr 3, 2013 |
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- Manituana (3746)
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By Wu Ming -
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- Addio a Roma (69)
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By Sandra Petrignani -
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- Una casa alla fine del mondo (1708)
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By Michael Cunningham -
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- Finché le stelle saranno in cielo (1017)
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By Kristin Harmel -
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Finché le stelle saranno in cielo
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In realtà sarebbero tre stelline e mezzo. Non è un brutto romanzo, ma non è nemmeno come mi aspettavo che fosse, viste le premesse. Poteva uscirne una grande libro, una storia intensa e importante, una sorta di saga famigliare lunga settant’anni e invece no, nulla di tutto questo. Quello che resta, ... (
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Nov 5, 2012 |
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- Un mattino d'ottobre (289)
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By Gianni Simoni -
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- A 'vē fat dla vita (1)
- Storie di vita e di Resistenza delle genti di Savarna Grattacoppa Conventello
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Per una buona parte della mia vita, ho vissuto in una strada intitolata a Maria Bartolotti “Partigiana medaglia d’argento - 1923-1972”. Ho sempre visto quella iscrizione, ma non sapevo veramente chi fosse. Questo libro mi ha dato una magnifica occasione per scoprirlo.
La provincia di Ravenna è stat ... (
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Oct 15, 2012 |
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- Ultime della notte (1261)
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By Petros Markaris -
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- Occhi chiusi (127)
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By Giulio Massobrio -
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Se c’è una cosa che non mi piace, da lettrice di gialli, sono gli autori italiani che scimmiottano lo stile di certi loro colleghi americani, con tanto di medici legali alla Kay Scarpetta e polizia scientifica di plastica come-se-fosse-CSI. Mi piacciono moltissimo, invece, le storie poliziesche di p ... (
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Oct 29, 2012 |
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- La vana fuga dagli dei (189)
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By James Hillman -
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- La zia marchesa (2639)
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By Simonetta Agnello Hornby -
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Il veleno dell'oleandro
Un romanzo insolito, molto diverso dai precedenti di S. Agnello Hornby. Non è un romanzo storico e non ha come centro una figura di donna o, meglio, non solo. In realtà, questo Veleno dell’oleandro è pieno di tutto, tanto da farlo diventare quasi claustrofobico e a tratti confuso. Forse si è tratt ... (continue)
Un romanzo insolito, molto diverso dai precedenti di S. Agnello Hornby. Non è un romanzo storico e non ha come centro una figura di donna o, meglio, non solo. In realtà, questo Veleno dell’oleandro è pieno di tutto, tanto da farlo diventare quasi claustrofobico e a tratti confuso. Forse si è trattato di un tentativo di andare oltre, di tentare nuove strade, anche nell’affrontare temi diversi e scomodi ma, se questo è il caso, non penso il tentativo sia andato a buon fine. Insomma, tutto quel che poteva metterci ce l’ha messo e il risultato è, oltre a quello di cui sopra, una storia surreale, dalla realtà sospesa, in cui pervade una ipocrisia lieve come una nebbia. Il romanzo non è privo di un certo fascino, però, e forse la sospensione della realtà è proprio il suo maggior pregio. Scritto durante il periodo di lutto per la scomparsa della madre, probabilmente è stato anche un esercizio liberatorio da parte dell’autrice, pur rimanendo sempre all’interno dei paletti di quel benpensantismo che sembra caratterizzare tutte le sue opere. A questo proposito, ho trovato divertente il modo in cui S. Agnello Hornby sia riuscita a parlare di omossessualità per l’intero romanzo (tra tutti gli altri argomenti trattati), senza mai scrivere quella parola.