Due figure opposte, il gigante e la vecchietta, che si uniscono nella passione per la lettura, per le parole, per la ricerca del nuovo, ma che scorgono anche l’uno nell’altro un anello mancante della propria vita: Margueritte, sola e senza figli, trova un nipote premuroso e Germain scopre l’affetto
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Due figure opposte, il gigante e la vecchietta, che si uniscono nella passione per la lettura, per le parole, per la ricerca del nuovo, ma che scorgono anche l’uno nell’altro un anello mancante della propria vita: Margueritte, sola e senza figli, trova un nipote premuroso e Germain scopre l’affetto caloroso di una nonna.
Anche “Una testa selvatica” se curata con amore, può dare buoni frutti. La cultura è ben altra cosa dall’intelligenza, infatti va saputa coltivare, come ripetono spesso i giochi di parole all’interno del romanzo. Così come i sentimenti non sono qualcosa di innato, ma si acquisiscono con il tempo e piantano radici profonde impossibili da estirpare. “Con un colpo di bacchetta magica, lei mi aveva trasformato in orto. Ero soltanto un pezzetto di terra, ma ecco che con lei mi sentivo spuntare fiori, frutti, foglie e rami.”
L’autrice è riuscita a creare, con uno stile fluido e semplice, un romanzo piacevole e ricco di riflessioni esistenziali, non solo sulla cultura, ma anche sulla vita. Consigliatissimo a chi apprezza il potere dei libri.
La chiave di Sarah
Un bel libro, ben scritto e non scontato
Una testa selvatica
Due figure opposte, il gigante e la vecchietta, che si uniscono nella passione per la lettura, per le parole, per la ricerca del nuovo, ma che scorgono anche l’uno nell’altro un anello mancante della propria vita: Margueritte, sola e senza figli, trova un nipote premuroso e Germain scopre l’affetto ... (continue)
Due figure opposte, il gigante e la vecchietta, che si uniscono nella passione per la lettura, per le parole, per la ricerca del nuovo, ma che scorgono anche l’uno nell’altro un anello mancante della propria vita: Margueritte, sola e senza figli, trova un nipote premuroso e Germain scopre l’affetto caloroso di una nonna.
Anche “Una testa selvatica” se curata con amore, può dare buoni frutti. La cultura è ben altra cosa dall’intelligenza, infatti va saputa coltivare, come ripetono spesso i giochi di parole all’interno del romanzo. Così come i sentimenti non sono qualcosa di innato, ma si acquisiscono con il tempo e piantano radici profonde impossibili da estirpare. “Con un colpo di bacchetta magica, lei mi aveva trasformato in orto. Ero soltanto un pezzetto di terra, ma ecco che con lei mi sentivo spuntare fiori, frutti, foglie e rami.”
L’autrice è riuscita a creare, con uno stile fluido e semplice, un romanzo piacevole e ricco di riflessioni esistenziali, non solo sulla cultura, ma anche sulla vita. Consigliatissimo a chi apprezza il potere dei libri.
Exit
Sinceramente non l'ho capito!
Open
bellissimo...mi sono commossa!!!
Alla ricerca del piacere
Un libro bellissimo. Mason non si smentisce mai. Da leggere!