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- Siddharta (34350)
- I grandi della narrativa - Novecento europeo Vol. 8
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By Hermann Hesse -
Finished on Aug 7, 2011 




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- La fattoria degli animali (28493)
- I grandi della narrativa - Novecento europeo Vol. 11
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By George Orwell -
Finished on Jun 9, 2011 




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La libertà di stampa -
Novembre 1943 - Febbraio 1944; siamo nel bel mezzo del periodo totalitario ed Orwell continua a “ribellarsi”. Una pistola non è più letale di un libro di Orwell, non lo è affatto. Avrei paura di un'intelligenza simile. Così razionale, così sistematica, così forte. E' questo che amo di Orwell: parla ... (
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Jun 10, 2011 |
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- Gli indifferenti (9284)
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By Alberto Moravia -
Finished on May 15, 2011 




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Michele, le sue pippe mentali & Co. -
Prometteva bene. Prometteva davvero bene. Se non fosse stato per tutte le pippe mentali di Michele & Co. Che hanno consumato fin troppo la storia.
Il primo Moravia si stava presentando come un uomo di buon gusto, di una perspicace intelligenza, ma soprattutto un uomo dalle grandi capacità letterari ... (continue ) -
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May 18, 2011 |
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- Psicopatologia della vita quotidiana (3371)
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By Sigmund Freud -
Reference since Apr 21, 2011 




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Psicopatologia della vita quotidiana




Ad ognuno il suo -
L'avvento freudiano viene considerato come la quarta rivoluzione, dopo quella copernicana, darwiniana e alcuni annoverano anche quella marxiana. Un evento che ha stravolto il mondo, più di quanto, in ambito sociale, hanno potuto fare le altre (e per ambito sociale parlo in modo particolare di relazi ... (
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Apr 23, 2011 |
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- La morte a Venezia - Tristano - Tonio Kröger (135)
- Novecento europeo. I grandi della narrativa, 2
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By Thomas Mann -
Finished on Feb 16, 2011 




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La morte a Venezia - Tristano - Tonio Kröger
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Venezia: città d'arte, città decadente! -
Il racconto che ho amato di più è stato proprio "La morte a Venezia". Dei tre, è quello che mi ha entusiasmato maggiormente, sia per la scelta della trama, ma soprattutto per la forma stilistica.
Un linguaggio davvero forbito, interessante, mai noioso, che rendeva efficaci tutte le descrizioni che ... (continue ) -
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Feb 17, 2011 |
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Siddharta
Hermann Hesse ha rischiato parecchio. Ha messo in gioco la sua reputazione, la sua fama, le sue abilità di scrittore scrivendo questo libro. Per me ha rischiato molto, ma ha perso. Succede!
Considerato uno dei più grandi capolavori della letteratura novecentesca e della cultura tedesca, posso ben ... (continue)
Hermann Hesse ha rischiato parecchio. Ha messo in gioco la sua reputazione, la sua fama, le sue abilità di scrittore scrivendo questo libro. Per me ha rischiato molto, ma ha perso. Succede!
Considerato uno dei più grandi capolavori della letteratura novecentesca e della cultura tedesca, posso ben affermare che di cultura “germanica” ce n'è tanta, e di sicuro non è questo fallito tentativo di voler portare su carta un misticismo che probabilmente c'è stato, ma che il sig. Hesse non ha saputo concretizzare. Ed è questo il rischio che si corre: quello di voler discutere e riportare pensieri astratti, finendo però col creare una raccolta di squallide parole, squallidi aforismi e squallide accozzaglie letterarie.
Ovviamente, considerando l'esperienza del giovane Hesse, della sua permanenza in monastero, del tentato suicidio, dei suoi numerosissimi viaggi all'estero, soprattutto in India (confrontandosi così con la cultura orientale), non possono che dargli il beneficio del dubbio che, probabilmente, un percorso formativo con marchio “buddista” c'è stato realmente. Ma forse era meglio se si fermava là. O discuti di determinati valori e/o pensieri curandone gli aspetti contenutistici e stilistici, oppure non ne fai nulla poiché non è rasentado la filosofia che riesci a scrivere un capolavoro che abbia determinate pretese.
“Siddharta” viene appunto denominato Bildungsroman, ovvero “romanzo di formazione”, il quale prevede una crescita spirituale ed intellettuale del lettore pari ad un vero e proprio viaggio nei meandri delle terre lontane, quelle terre tanto diverse dalla cultura occidentale, quelle dal pallino in fronte e le gambe incrociate su un tappeto volante. Ma per quanto mi riguarda, è stato un libro tanto breve quanto interessante. Ciò è dovuto alla mia forma mentis, un po' troppo selettiva e maledettamente critica, e in più alla mia scarsissima conoscenza della filosofia/religione orientale.
Molto probabilmente, Hermann Hesse ha riscontrato successo, a tempo debito, proprio perchè ha messo sul palcoscenico temi ed argomenti dimenticati o tralasciati dalla cultura tedesca e non, e per questo ha condotto una via letteraria di certo non battuta da molti.
Mi ha fatto sorridere, inoltre, il fatto che, come volevasi dimostrare, “Siddharta” è stato preso come “Romanzo Guida” della cultura hippie, della serie: peace & love, bro! Gli hippie non si smentiscono mai :)) (ovviamente non vuole essere un'offesa!!)