Zenone è l'uomo in bilico tra l'età del medioevo e quella moderna. L'uomo curioso che mette in discussioni il sistema dei valori e delle credenze fino allora accettati come dogmi. La stessa Yourcenar, nelle note finali, dà la chiave di lettura e svela tutti i richiami e i collegamenti.
Zenone è l'uomo in bilico tra l'età del medioevo e quella moderna. L'uomo curioso che mette in discussioni il sistema dei valori e delle credenze fino allora accettati come dogmi. La stessa Yourcenar, nelle note finali, dà la chiave di lettura e svela tutti i richiami e i collegamenti.
Sono Tempi in cui si decide che strada prendere. "L'avventuriero del potere e l'avventuriero del sapere marciarono fianco a fianco." Ci sarà chi dedicherà tutta la sua vita alla ricerca della gloria e del potere (Enrico Massimiliano) e chi della conoscenza (Zenone). C'è anche chi deciderà di adattarsi perché ha come obiettivo la stabilità (Marta). Poi si arriverà ad un punto in cui ci si fermerà per riflettere. Chi ha posto come obiettivo l'auto-realizzazione si limiterà a valutare i traguardi raggiunti. Chi invece si è concentrato sugli altri, si ritroverà a confrontare le varie dinamiche in cui si è imbattuto negli anni passati a peregrinare e dovrà constatare che cambiano (e si confondono) i volti, i nomi e i luoghi, ma il Tempo è uguale ovunque: i desideri, i limiti, le dinamiche sono comuni. E ci sarà la delusione (e anche un certo senso di sconfitta). il conforto e la distrazione saranno trovati osservando una pianta di pomodoro: forse i fatti concreti, il vedere una vita nascere e crescere, hanno più senso rispetto alle idee. I Tempi permettono ai corpi che racchiudono menti che si distinguono solo di sopravvivere. Ci si adatta come si può. Rinnegando le proprie idee (e mi viene in mente il Galileo di Brecht dove la Verità viene negata per godere della libertà di sopravvivere -quanta umanità in questo personaggio?) Oppure passando la vita a non creare legami, nascondendosi dietro a un falso nome, facendo prevalere l'apparenza all'identità, per poi compiacersi quando due occhi riconoscono quelli che un tempo sono appartenuti a un bambino inquieto. E provarne piacere. E meravigliarsi di provarne... "Qualcuno lo ricordava abbastanza per riconoscerlo in lui, e il sentimento della sua propria esistenza ne era come fortificato."
(Come disse Antonio Porchia "Si vive con la speranza di arrivare ad essere un ricordo". Non essere dimenticati ed essere per qualcuno, provvisoriamente, immortali.)
"E mi dico che se uno di noi corresse al martirio, non per la fede, che ha già sufficienti testimoni, bensì per la sola carità, se si arrampicasse sulla forca o si issasse sulle fascine al posto o almeno accanto alla vittima più abbietta, ci troveremmo forse su un'altra terra e sotto un nuovo cielo..."
Prendete il veleno. Ce ne sono alcuni che presi in piccole dosi non uccidono. Anzi, pare che rendano immuni. Alcuni vengono smaltiti dall'organismo. Altri invece si accumulano, in silenzio. E se con il tempo non uccidono, sicuramente non sono senza effetti. Non tutti gli amori hanno uno sfondo a co
... (continue)
Prendete il veleno. Ce ne sono alcuni che presi in piccole dosi non uccidono. Anzi, pare che rendano immuni. Alcuni vengono smaltiti dall'organismo. Altri invece si accumulano, in silenzio. E se con il tempo non uccidono, sicuramente non sono senza effetti. Non tutti gli amori hanno uno sfondo a colori pastello. Io personalmente ne ho vissuti alcuni che erano piccole gocce di veleno. Non mi hanno uccisa, ma a lungo andare, quelli che non sono riuscita a smaltire (dimenticando) hanno avuto altre reazioni su di me: alcuni mi hanno resa insensibile a certe dinamiche, altri invece esattamente il contrario. Vai a capire come funzionano queste cose!
Ora prendete il tango. Miguel Angel Zotto, un ballerino argentino -e si dice tra i più grandi- parlando del tango disse: "il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna.(...) Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione". Come l'amore. Difficile poterlo programmare. Sbagliatissimo darlo per scontato. Ma poi, in una scena del film "Scent of a woman" un Al Pacino dice alla bella Dana: "Non c'è possibilità di errore nel tango, Dana, non è come la vita: è più semplice! Per questo il tango è così bello: commenti uno sbaglio, ma non è mai irreparabile, seguiti a ballare!" Ci sono errori che in amore non possono essere perdonati. Oppure, a volte, semplicemente, "le cose cambiano senza che tu te ne accorga o lo desideri"
Il succo del discorso lo ha colto Nood-lesse. Non molto tempo fa disse: "Ognuno di noi parla di una cosa diversa quando parla d'amore. Tutti però passiamo la vita a cercare la forma che ci si addice". Niente da aggiungere (...come se non avessi già detto troppo...).
Parlare non sempre fa rima con comunicare: la doppia natura dei codici
Ci sono volte in cui per parlare vengono usati codici, discriminanti: solo chi li conosce può capire. AlFaziFi laFa maFanoFo chiFi nonFo haFa maFaiFi uFutiFiliFizzaFatoFo ilFi linFiguFuaFaggiFioFo farFafaFalliFinoFo! (Alzi la mano chi non ha mai usato il linguaggio farfallino!) Io ero una sc
... (continue)
Ci sono volte in cui per parlare vengono usati codici, discriminanti: solo chi li conosce può capire. AlFaziFi laFa maFanoFo chiFi nonFo haFa maFaiFi uFutiFiliFizzaFatoFo ilFi linFiguFuaFaggiFioFo farFafaFalliFinoFo! (Alzi la mano chi non ha mai usato il linguaggio farfallino!) Io ero una schiappa. E poi era talmente conosciuto che i segreti raccontati diventavano quelli di Pulcinella. Ma il punto non è questo, ma il fatto che prima o poi arrivava per tutti il momento e la necessità di non essere capiti da tutti. Di escludere. Di decidere con chi condividere. E quasi mai i prescelti appartenevano a persone fisicamente e geneticamente più vicine: la famiglia. Anche lì venivano usati dei codici, ma con un fine diverso: quello di non-comunicare. E' quello che è accaduto tra i Mulvaney: tante parole e frasi fatte senza dire niente di concreto e importante, con il solo scopo di garantire un'armonia e una quiete familiare. Fino a quando le notizie non erano rilevanti è andato tutto bene. Quando poi è capitato di dover affrontare un problema, un imprevisto, è crollato tutto: il codice ha perso il suo potere e sono venute alla luce tutte le fragilità. L'intolleranza. L'insoddisfazione. La debolezza. L'insofferenza. L'impotenza. Perché: "Le famiglie sono così, a volte. Qualcosa va per il verso sbagliato e nessuno sa come rimediare e gli anni passano e... nessuno sa come rimediare"
Qualcuno potrebbe dire che le maledizioni e le superstizioni sono figlie dell'ignoranza e della vigliaccheria; che sono il bisogno di dover trovare un capro espiatorio per giustificare fallimenti. Una scorciatoia. Uno scuotersi di dosso le responsabilità di scelte sbagliate. Il rinnegare il liber
... (continue)
Qualcuno potrebbe dire che le maledizioni e le superstizioni sono figlie dell'ignoranza e della vigliaccheria; che sono il bisogno di dover trovare un capro espiatorio per giustificare fallimenti. Una scorciatoia. Uno scuotersi di dosso le responsabilità di scelte sbagliate. Il rinnegare il libero arbitrio. Ma come si può trovare della logica quando le storie infelici si ripetono senza saltare nessuna generazione? Dove trovare rifugio? Nei sogni? ...non quando non riescono a salvare creando vite parallele dove trovare conforto... Nel mondo immaginario del fantasy e della fantascienza con i suoi supereroi che portano ordine e giustizia? ...non se portano ad un isolamento radicale... Per fortuna ci sono le pagine bianche, non per lasciare lo spazio a cose non ancora avvenute. Sono pagine di cose successe che si decide di non scrivere, perché si preferisce dimenticare. Diventa necessario, dimenticare. Chiamatela pure la sindrome dello struzzo. Fa lo stesso. Ognuno si crea le proprie trincee.
Una bella scoperta (Mari...beh...tu sai!) Gli appassionati di fantasy e fantascienza andranno in brodo di giuggiole per i riferimenti e i parallelismi!
Tutto iniziò con una risata. Quel gesto lo aveva convinto di essere ancora vivo. Ma non poteva ancora vivere. Un passo alla volta. Se non si riesce a vivere, perché non osservare la vita degli altri? E di chi se non della persona che lo aveva tolto dalla non-vita?
Tutto iniziò con una risata. Quel gesto lo aveva convinto di essere ancora vivo. Ma non poteva ancora vivere. Un passo alla volta. Se non si riesce a vivere, perché non osservare la vita degli altri? E di chi se non della persona che lo aveva tolto dalla non-vita?
"Siamo fatti così, noi uomini", mi disse giusto un anno fa Francesca, "dimentichiamo il dolore per poter continuare a vivere. ...e così sarà".
Poi si scopre che ognuno ha i suoi, di dolori, e che ognuno reagisce seguendo le proprie illusioni, dove trovare conforto, speranza, coraggio. Perché "Il mondo è un'illusione che tutti i giorni bisogna reinventare"(e sostituirei il "mondo" con la "vita"). Perché le illusioni servono a questo: sopravvivere se non si riesce a vivere.
L'opera al nero
Zenone è l'uomo in bilico tra l'età del medioevo e quella moderna.
L'uomo curioso che mette in discussioni il sistema dei valori e delle credenze fino allora accettati come dogmi.
La stessa Yourcenar, nelle note finali, dà la chiave di lettura e svela tutti i richiami e i collegamenti.
Sono Tempi ... (continue)
Zenone è l'uomo in bilico tra l'età del medioevo e quella moderna.
L'uomo curioso che mette in discussioni il sistema dei valori e delle credenze fino allora accettati come dogmi.
La stessa Yourcenar, nelle note finali, dà la chiave di lettura e svela tutti i richiami e i collegamenti.
Sono Tempi in cui si decide che strada prendere.
"L'avventuriero del potere e l'avventuriero del sapere marciarono fianco a fianco."
Ci sarà chi dedicherà tutta la sua vita alla ricerca della gloria e del potere (Enrico Massimiliano) e chi della conoscenza (Zenone). C'è anche chi deciderà di adattarsi perché ha come obiettivo la stabilità (Marta).
Poi si arriverà ad un punto in cui ci si fermerà per riflettere.
Chi ha posto come obiettivo l'auto-realizzazione si limiterà a valutare i traguardi raggiunti.
Chi invece si è concentrato sugli altri, si ritroverà a confrontare le varie dinamiche in cui si è imbattuto negli anni passati a peregrinare e dovrà constatare che cambiano (e si confondono) i volti, i nomi e i luoghi, ma il Tempo è uguale ovunque: i desideri, i limiti, le dinamiche sono comuni.
E ci sarà la delusione (e anche un certo senso di sconfitta).
il conforto e la distrazione saranno trovati osservando una pianta di pomodoro: forse i fatti concreti, il vedere una vita nascere e crescere, hanno più senso rispetto alle idee.
I Tempi permettono ai corpi che racchiudono menti che si distinguono solo di sopravvivere.
Ci si adatta come si può.
Rinnegando le proprie idee (e mi viene in mente il Galileo di Brecht dove la Verità viene negata per godere della libertà di sopravvivere -quanta umanità in questo personaggio?)
Oppure passando la vita a non creare legami, nascondendosi dietro a un falso nome, facendo prevalere l'apparenza all'identità, per poi compiacersi quando due occhi riconoscono quelli che un tempo sono appartenuti a un bambino inquieto. E provarne piacere. E meravigliarsi di provarne...
"Qualcuno lo ricordava abbastanza per riconoscerlo in lui, e il sentimento della sua propria esistenza ne era come fortificato."
(Come disse Antonio Porchia "Si vive con la speranza di arrivare ad essere un ricordo". Non essere dimenticati ed essere per qualcuno, provvisoriamente, immortali.)
"E mi dico che se uno di noi corresse al martirio, non per la fede, che ha già sufficienti testimoni, bensì per la sola carità, se si arrampicasse sulla forca o si issasse sulle fascine al posto o almeno accanto alla vittima più abbietta, ci troveremmo forse su un'altra terra e sotto un nuovo cielo..."
http://www.youtube.com/watch?v=TZKG1ZCHJG4
Di cosa parliamo quando parliamo d'amore
Prendete il veleno.continue)
Ce ne sono alcuni che presi in piccole dosi non uccidono. Anzi, pare che rendano immuni. Alcuni vengono smaltiti dall'organismo. Altri invece si accumulano, in silenzio. E se con il tempo non uccidono, sicuramente non sono senza effetti.
Non tutti gli amori hanno uno sfondo a co ... (
Prendete il veleno.
Ce ne sono alcuni che presi in piccole dosi non uccidono. Anzi, pare che rendano immuni. Alcuni vengono smaltiti dall'organismo. Altri invece si accumulano, in silenzio. E se con il tempo non uccidono, sicuramente non sono senza effetti.
Non tutti gli amori hanno uno sfondo a colori pastello. Io personalmente ne ho vissuti alcuni che erano piccole gocce di veleno. Non mi hanno uccisa, ma a lungo andare, quelli che non sono riuscita a smaltire (dimenticando) hanno avuto altre reazioni su di me: alcuni mi hanno resa insensibile a certe dinamiche, altri invece esattamente il contrario. Vai a capire come funzionano queste cose!
Ora prendete il tango.
Miguel Angel Zotto, un ballerino argentino -e si dice tra i più grandi- parlando del tango disse: "il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna.(...) Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione".
Come l'amore. Difficile poterlo programmare. Sbagliatissimo darlo per scontato.
Ma poi, in una scena del film "Scent of a woman" un Al Pacino dice alla bella Dana: "Non c'è possibilità di errore nel tango, Dana, non è come la vita: è più semplice! Per questo il tango è così bello: commenti uno sbaglio, ma non è mai irreparabile, seguiti a ballare!"
Ci sono errori che in amore non possono essere perdonati. Oppure, a volte, semplicemente, "le cose cambiano senza che tu te ne accorga o lo desideri"
Prendete delle gocce di veleno e dei corpi che si intrecciano in un tango e ne viene fuori una cosa del genere...
http://www.youtube.com/watch?v=JsnMzUNuDms
Il succo del discorso lo ha colto Nood-lesse. Non molto tempo fa disse: "Ognuno di noi parla di una cosa diversa quando parla d'amore. Tutti però passiamo la vita a cercare la forma che ci si addice".
Niente da aggiungere (...come se non avessi già detto troppo...).
Una famiglia americana
Ci sono volte in cui per parlare vengono usati codici, discriminanti: solo chi li conosce può capire.continue)
AlFaziFi laFa maFanoFo chiFi nonFo haFa maFaiFi uFutiFiliFizzaFatoFo ilFi linFiguFuaFaggiFioFo farFafaFalliFinoFo!
(Alzi la mano chi non ha mai usato il linguaggio farfallino!)
Io ero una sc ... (
Ci sono volte in cui per parlare vengono usati codici, discriminanti: solo chi li conosce può capire.
AlFaziFi laFa maFanoFo chiFi nonFo haFa maFaiFi uFutiFiliFizzaFatoFo ilFi linFiguFuaFaggiFioFo farFafaFalliFinoFo!
(Alzi la mano chi non ha mai usato il linguaggio farfallino!)
Io ero una schiappa. E poi era talmente conosciuto che i segreti raccontati diventavano quelli di Pulcinella.
Ma il punto non è questo, ma il fatto che prima o poi arrivava per tutti il momento e la necessità di non essere capiti da tutti. Di escludere. Di decidere con chi condividere. E quasi mai i prescelti appartenevano a persone fisicamente e geneticamente più vicine: la famiglia.
Anche lì venivano usati dei codici, ma con un fine diverso: quello di non-comunicare.
E' quello che è accaduto tra i Mulvaney: tante parole e frasi fatte senza dire niente di concreto e importante, con il solo scopo di garantire un'armonia e una quiete familiare.
Fino a quando le notizie non erano rilevanti è andato tutto bene.
Quando poi è capitato di dover affrontare un problema, un imprevisto, è crollato tutto: il codice ha perso il suo potere e sono venute alla luce tutte le fragilità. L'intolleranza. L'insoddisfazione. La debolezza. L'insofferenza. L'impotenza. Perché: "Le famiglie sono così, a volte. Qualcosa va per il verso sbagliato e nessuno sa come rimediare e gli anni passano e... nessuno sa come rimediare"
- Che ore sono?
- Fuori piove.
http://www.youtube.com/watch?v=1pRKswjkYzI
La breve favolosa vita di Oscar Wao
Qualcuno potrebbe dire che le maledizioni e le superstizioni sono figlie dell'ignoranza e della vigliaccheria; che sono il bisogno di dover trovare un capro espiatorio per giustificare fallimenti.continue)
Una scorciatoia.
Uno scuotersi di dosso le responsabilità di scelte sbagliate.
Il rinnegare il liber ... (
Qualcuno potrebbe dire che le maledizioni e le superstizioni sono figlie dell'ignoranza e della vigliaccheria; che sono il bisogno di dover trovare un capro espiatorio per giustificare fallimenti.
Una scorciatoia.
Uno scuotersi di dosso le responsabilità di scelte sbagliate.
Il rinnegare il libero arbitrio.
Ma come si può trovare della logica quando le storie infelici si ripetono senza saltare nessuna generazione?
Dove trovare rifugio? Nei sogni? ...non quando non riescono a salvare creando vite parallele dove trovare conforto...
Nel mondo immaginario del fantasy e della fantascienza con i suoi supereroi che portano ordine e giustizia? ...non se portano ad un isolamento radicale...
Per fortuna ci sono le pagine bianche, non per lasciare lo spazio a cose non ancora avvenute.
Sono pagine di cose successe che si decide di non scrivere, perché si preferisce dimenticare. Diventa necessario, dimenticare.
Chiamatela pure la sindrome dello struzzo. Fa lo stesso. Ognuno si crea le proprie trincee.
Una bella scoperta (Mari...beh...tu sai!)
Gli appassionati di fantasy e fantascienza andranno in brodo di giuggiole per i riferimenti e i parallelismi!
Non ci sarà una vita perfetta ma un giorno perfetto, sì!
http://www.youtube.com/watch?v=GMAbLh3yKbU
Il libro delle illusioni
Tutto iniziò con una risata.
Quel gesto lo aveva convinto di essere ancora vivo.
Ma non poteva ancora vivere.
Un passo alla volta.
Se non si riesce a vivere, perché non osservare la vita degli altri? E di chi se non della persona che lo aveva tolto dalla non-vita?
"Siamo fatti così, noi uomini" ... (continue)
Tutto iniziò con una risata.
Quel gesto lo aveva convinto di essere ancora vivo.
Ma non poteva ancora vivere.
Un passo alla volta.
Se non si riesce a vivere, perché non osservare la vita degli altri? E di chi se non della persona che lo aveva tolto dalla non-vita?
"Siamo fatti così, noi uomini", mi disse giusto un anno fa Francesca, "dimentichiamo il dolore per poter continuare a vivere. ...e così sarà".
Poi si scopre che ognuno ha i suoi, di dolori, e che ognuno reagisce seguendo le proprie illusioni, dove trovare conforto, speranza, coraggio.
Perché "Il mondo è un'illusione che tutti i giorni bisogna reinventare"(e sostituirei il "mondo" con la "vita").
Perché le illusioni servono a questo: sopravvivere se non si riesce a vivere.
Rincorresi, fondersi e respingersi e poi fondersi ancora
http://www.youtube.com/watch?v=qg8hv3PPWzA