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Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho deciso di leggere " Io, Virginia ". Forse è stato amore a prima vista per la copertina, non lo so. So solo che non mi pento di averlo letto. E' stata una lettura davvero piacevole e che mi ha arricchita. Potrebbe sembrare strano ma invece in poco più d
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Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho deciso di leggere " Io, Virginia ". Forse è stato amore a prima vista per la copertina, non lo so. So solo che non mi pento di averlo letto. E' stata una lettura davvero piacevole e che mi ha arricchita. Potrebbe sembrare strano ma invece in poco più di 130 pagine l'autrice è riuscita a donare al lettore qualcosa sulla figura di Virginia de' Medici e a farlo trascinare nel viaggio pieno di misteri che affronta Sara, una ragazza ormai prossima alle nozze e che si trova con una presenza indiscreta del XVI° secolo, in grado di mettere a soqquadro la sua vita , i suoi pensieri ma sopratutto i suoi sentimenti.
Questa storia si ispira alla vera storia della duchessa , una vita fatta di momenti nella maggior parte infelici con qualche attimo di felicità che compare come un timido raggio di sole che cerca un modo per ritrovare la pace che non ha trovato in tutti i secoli che sono passati. E sarà proprio la giovane Sara , una ragazza alle prese con il suo matrimonio da organizzare, a dover aiutare la duchessa così da poter mettere la parola fine a tutto.
Sicuramente la bravura dell'autrice è palpabile anche solo per essere riuscita a trasformare una trama che a prima vista sembra una forzatura banale in una storia che comunque riesce ad appassionare il lettore, rendendolo partecipe e mettendogli quel pizzico di curiosità addosso che non guasta mai. Si arriva ad un punto della storia che il tutto diventa così verosimile da sembrare reale in quanto le due protagoniste si alternano, si urtano, si cercano scavalcando così quel varco temporale che le separa e permettendo così loro di potersi conosce e comprendere meglio e infine completandosi rendendo così tutto ancora più bello e avvincente. L'approfondimento psicologico, specialmente delle due protagoniste, e la bravura dell'autrice nel descrivere risultano davvero eccellenti. Con questa combinazione fluida e disinvolta qualsiasi panorama , da un piccolo scorcio campagnolo allo squarcio cittadino, anche da una semplice figura abbozzata ad una perfettamente delineata , si ottiene una variegata miniatura con tutte le sue sfumature.
E' un libro ideale per non cimentarsi in una lettura troppo impegnativa ma nemmeno banale. Insomma, è una di quelle letture che si iniziano catalogandole un po' a mo' di palestra di lettura quando invece possono essere sì una lettura d'intermezzo ma un piccolo gioiellino che può dare molto.
If you can, you'll see the world in all his fire / You don't have to dream it all, just live a day.
Non è uno di quei libri che inizi così tanto per leggere qualcosa e lo termini con la stessa tranquillità d'animo con cui l'hai iniziato. E' impossibile non ritrovarsi con un qualcosa in più nel proprio bagaglio vitale dopo una lettura come questa perché è pregna di riflessioni e spunti per poter ri
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Non è uno di quei libri che inizi così tanto per leggere qualcosa e lo termini con la stessa tranquillità d'animo con cui l'hai iniziato. E' impossibile non ritrovarsi con un qualcosa in più nel proprio bagaglio vitale dopo una lettura come questa perché è pregna di riflessioni e spunti per poter riflettere. Ci potresti iniziare una riflessione lunga quanto la vita stessa con questo libro grazie a tutti i suoi spunti. E' un qualcosa a cui non si può rinunciare in nome di quel qualcosa che ci distingue da un qualsiasi animale: la ragione.
Profuma di west e anche se le pagine sono poche e non mi ha rapita come avevo sinceramente sperato, è stata una lettura molto gradevole che mi ha incuriosita non poco, al punto che appena possibile mi recupero anche il seguito e me lo sbafo come ho fatto col primo. :)
« Qualche guerra in meno, qualche fiume più pulito, qualche pancino più pieno, sapevano di poter ringraziare l’ingegno di tre giovani geni, che erano anche quelli ad aver ricevuto il dono più grande... »
In tempi moderni caratterizzati dalla tecnologia anche i geni della lampada si sono adeguati al progresso. Oltre ad usare computer ed internet, organizzano convention per discutere dei problemi legati alle loro attività, dove le decisioni più importanti sono già state prese. E' così che inizia il ca
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In tempi moderni caratterizzati dalla tecnologia anche i geni della lampada si sono adeguati al progresso. Oltre ad usare computer ed internet, organizzano convention per discutere dei problemi legati alle loro attività, dove le decisioni più importanti sono già state prese. E' così che inizia il cammino del lettore in compagnia di Abdul, un giovane genio che, da un giorno con l'altro, si ritrova senza lavoro. Inoltre, tanto per rendere le cose più difficili da digerire, scopre che il suo posto verrà affidato al figlio del “ Supervisore Massimo ”. Nonostante tutto Abdul con l'aiuto della sorella e del figlio del suddetto Supervisore, coopereranno per trovare una soluzione ideale a tutti i geni pensando di unire il vecchio con il nuovo, l'Oriente con l'Occidente. Con risultati davvero positivi ed incoraggianti per i tre. Si nota fin da subito un certo richiamo alla nostra società dove un qualsiasi Abdul , con un futuro incerto, si ritrova calpestare sogni e speranze dal Greg Abdallah di turno, in quanto figlio di papà con più opportunità professionali.
Gli spunti di riflessione certamente non mancano , anzi. Questo piccolo libro, tra le altre cose, sembra voler far capire al lettore che anche un mondo demonizzato come quello islamico può avere una sua modernizzazione senza però dimenticare le radici culturali e i valori che fin dall'inizio sono stati tramandati. Abdul. Genio in ribasso ci offre una visione utopistica del mondo ma essendo una favola è più che giusto trovare quest'aspetto. D'altronde un sogno non lo si può negare a nessuno ed è risaputo che una favola ha spesso un profondo significato tra le righe che aspetta solo di essere carpito e condiviso con il mondo.
« Si tratta di un indovinello, avvolto in un mistero all'interno di un enigma. »
Le Nebbie di Vraibourg è un libro che ho iniziato da curiosa esploratrice in un genere letterario che conosce poco e che a fine lettura mi ha lasciata di sasso , in quanto questo non è un libro che lascia indifferenti. Pian piano ti accompagna e , sempre quieto quieto, ti gioca
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Le Nebbie di Vraibourg è un libro che ho iniziato da curiosa esploratrice in un genere letterario che conosce poco e che a fine lettura mi ha lasciata di sasso , in quanto questo non è un libro che lascia indifferenti. Pian piano ti accompagna e , sempre quieto quieto, ti gioca un tiro mancino, rimescola davanti ai tuoi occhi le carte a suo piacimento e , alla fine , quando ormai pensi che non potranno più esserci rivelazioni shock e mascelle cascanti ( da parte tua ), ecco il colpo di grazia che non ti lascia nemmeno dire “ Zio sbuccia nespole ” talmente fa effetto. Un altro pregio di questo libro è che ti fa proprio venir voglia di essere lì , anche come fantasma, per vedere tutti i retroscena, trovando così risposta a tutti quei segreti che nemmeno a fine lettura trovano davvero una conclusione. In parole povere questo è un libro che va vissuto, oltreché letto. Non è altresì possibile non entrare in empatia con il personaggio di Etienne, da sempre orfano mantenuto in un collegio da un misterioso uomo che un giorno gli propone di diventare l'insegnante del figlio. Un figlio indubbiamente strano e sfuggente, bello e feroce come una fiera , crudele, spietato e privo quasi di qualsivoglia sentimento. Ma, badate bene, che tutto ciò che viene detto, in realtà, non è stato mai detto. Vraibourg, a conti fatti, è la città del controsenso, del mistero e dell'inganno, perlopiù reciproco. Etienne, Dorian, Tancrède Des Essarts (il nobile), Ophélie, Madeline sono tutti personaggi che si evolvono con la storia, facendosi quasi manipolare da mani esperte ed esterne come il pongo, assumendo continuamente forme nuove che , inevitabilmente, lasciano sempre trasparire un qualcosa su di loro, atto a confondere chi legge.
Credo che sia impossibile riuscire a capire davvero il finale prima di averlo letto e anche lì si rimane comunque sì sbalorditi ma anche confusi e insaziati come se il pasto non fosse realmente finito e mancasse ancora qualche portata perché questo libro non è fatto per saziare, bensì per insinuare dubbi che sono incapaci di svanire. Sono dell'idea che per avere questo effetto bisogna innanzitutto ringraziare i personaggi, attori magistralmente manovrati come burattini, burattini che sanno solo metterci la faccia perché le parole e i comportamenti sono detti e compiuti da quelle mani esterne capaci di modellare il pongo dei loro artisti, puntini neri in un modo bianco che si credono importanti ma che in realtà possono essere solo delle deboli pedine in un gioco più grande di loro.
Io, Virginia
Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho deciso di leggere " Io, Virginia ". Forse è stato amore a prima vista per la copertina, non lo so. So solo che non mi pento di averlo letto. E' stata una lettura davvero piacevole e che mi ha arricchita. Potrebbe sembrare strano ma invece in poco più d ... (continue)
Non so esattamente cosa mi aspettassi quando ho deciso di leggere " Io, Virginia ". Forse è stato amore a prima vista per la copertina, non lo so. So solo che non mi pento di averlo letto. E' stata una lettura davvero piacevole e che mi ha arricchita. Potrebbe sembrare strano ma invece in poco più di 130 pagine l'autrice è riuscita a donare al lettore qualcosa sulla figura di Virginia de' Medici e a farlo trascinare nel viaggio pieno di misteri che affronta Sara, una ragazza ormai prossima alle nozze e che si trova con una presenza indiscreta del XVI° secolo, in grado di mettere a soqquadro la sua vita , i suoi pensieri ma sopratutto i suoi sentimenti.
Questa storia si ispira alla vera storia della duchessa , una vita fatta di momenti nella maggior parte infelici con qualche attimo di felicità che compare come un timido raggio di sole che cerca un modo per ritrovare la pace che non ha trovato in tutti i secoli che sono passati. E sarà proprio la giovane Sara , una ragazza alle prese con il suo matrimonio da organizzare, a dover aiutare la duchessa così da poter mettere la parola fine a tutto.
Sicuramente la bravura dell'autrice è palpabile anche solo per essere riuscita a trasformare una trama che a prima vista sembra una forzatura banale in una storia che comunque riesce ad appassionare il lettore, rendendolo partecipe e mettendogli quel pizzico di curiosità addosso che non guasta mai. Si arriva ad un punto della storia che il tutto diventa così verosimile da sembrare reale in quanto le due protagoniste si alternano, si urtano, si cercano scavalcando così quel varco temporale che le separa e permettendo così loro di potersi conosce e comprendere meglio e infine completandosi rendendo così tutto ancora più bello e avvincente.
L'approfondimento psicologico, specialmente delle due protagoniste, e la bravura dell'autrice nel descrivere risultano davvero eccellenti. Con questa combinazione fluida e disinvolta qualsiasi panorama , da un piccolo scorcio campagnolo allo squarcio cittadino, anche da una semplice figura abbozzata ad una perfettamente delineata , si ottiene una variegata miniatura con tutte le sue sfumature.
E' un libro ideale per non cimentarsi in una lettura troppo impegnativa ma nemmeno banale. Insomma, è una di quelle letture che si iniziano catalogandole un po' a mo' di palestra di lettura quando invece possono essere sì una lettura d'intermezzo ma un piccolo gioiellino che può dare molto.
Un' estate qui
Non è uno di quei libri che inizi così tanto per leggere qualcosa e lo termini con la stessa tranquillità d'animo con cui l'hai iniziato. E' impossibile non ritrovarsi con un qualcosa in più nel proprio bagaglio vitale dopo una lettura come questa perché è pregna di riflessioni e spunti per poter ri ... (continue)
Non è uno di quei libri che inizi così tanto per leggere qualcosa e lo termini con la stessa tranquillità d'animo con cui l'hai iniziato. E' impossibile non ritrovarsi con un qualcosa in più nel proprio bagaglio vitale dopo una lettura come questa perché è pregna di riflessioni e spunti per poter riflettere. Ci potresti iniziare una riflessione lunga quanto la vita stessa con questo libro grazie a tutti i suoi spunti. E' un qualcosa a cui non si può rinunciare in nome di quel qualcosa che ci distingue da un qualsiasi animale: la ragione.
Bullets #1
Profuma di west e anche se le pagine sono poche e non mi ha rapita come avevo sinceramente sperato, è stata una lettura molto gradevole che mi ha incuriosita non poco, al punto che appena possibile mi recupero anche il seguito e me lo sbafo come ho fatto col primo. :)
Abdul. Genio in ribasso
In tempi moderni caratterizzati dalla tecnologia anche i geni della lampada si sono adeguati al progresso. Oltre ad usare computer ed internet, organizzano convention per discutere dei problemi legati alle loro attività, dove le decisioni più importanti sono già state prese. E' così che inizia il ca ... (continue)
In tempi moderni caratterizzati dalla tecnologia anche i geni della lampada si sono adeguati al progresso. Oltre ad usare computer ed internet, organizzano convention per discutere dei problemi legati alle loro attività, dove le decisioni più importanti sono già state prese. E' così che inizia il cammino del lettore in compagnia di Abdul, un giovane genio che, da un giorno con l'altro, si ritrova senza lavoro. Inoltre, tanto per rendere le cose più difficili da digerire, scopre che il suo posto verrà affidato al figlio del “ Supervisore Massimo ”. Nonostante tutto Abdul con l'aiuto della sorella e del figlio del suddetto Supervisore, coopereranno per trovare una soluzione ideale a tutti i geni pensando di unire il vecchio con il nuovo, l'Oriente con l'Occidente. Con risultati davvero positivi ed incoraggianti per i tre.
Si nota fin da subito un certo richiamo alla nostra società dove un qualsiasi Abdul , con un futuro incerto, si ritrova calpestare sogni e speranze dal Greg Abdallah di turno, in quanto figlio di papà con più opportunità professionali.
Gli spunti di riflessione certamente non mancano , anzi. Questo piccolo libro, tra le altre cose, sembra voler far capire al lettore che anche un mondo demonizzato come quello islamico può avere una sua modernizzazione senza però dimenticare le radici culturali e i valori che fin dall'inizio sono stati tramandati.
Abdul. Genio in ribasso ci offre una visione utopistica del mondo ma essendo una favola è più che giusto trovare quest'aspetto. D'altronde un sogno non lo si può negare a nessuno ed è risaputo che una favola ha spesso un profondo significato tra le righe che aspetta solo di essere carpito e condiviso con il mondo.
Voto : 4 .
Le nebbie di Vraibourg
Le Nebbie di Vraibourg è un libro che ho iniziato da curiosa esploratrice in un genere letterario che conosce poco e che a fine lettura mi ha lasciata di sasso , in quanto questo non è un libro che lascia indifferenti. Pian piano ti accompagna e , sempre quieto quieto, ti gioca ... (continue)
Le Nebbie di Vraibourg è un libro che ho iniziato da curiosa esploratrice in un genere letterario che conosce poco e che a fine lettura mi ha lasciata di sasso , in quanto questo non è un libro che lascia indifferenti. Pian piano ti accompagna e , sempre quieto quieto, ti gioca un tiro mancino, rimescola davanti ai tuoi occhi le carte a suo piacimento e , alla fine , quando ormai pensi che non potranno più esserci rivelazioni shock e mascelle cascanti ( da parte tua ), ecco il colpo di grazia che non ti lascia nemmeno dire “ Zio sbuccia nespole ” talmente fa effetto.
Un altro pregio di questo libro è che ti fa proprio venir voglia di essere lì , anche come fantasma, per vedere tutti i retroscena, trovando così risposta a tutti quei segreti che nemmeno a fine lettura trovano davvero una conclusione. In parole povere questo è un libro che va vissuto, oltreché letto.
Non è altresì possibile non entrare in empatia con il personaggio di Etienne, da sempre orfano mantenuto in un collegio da un misterioso uomo che un giorno gli propone di diventare l'insegnante del figlio. Un figlio indubbiamente strano e sfuggente, bello e feroce come una fiera , crudele, spietato e privo quasi di qualsivoglia sentimento. Ma, badate bene, che tutto ciò che viene detto, in realtà, non è stato mai detto. Vraibourg, a conti fatti, è la città del controsenso, del mistero e dell'inganno, perlopiù reciproco.
Etienne, Dorian, Tancrède Des Essarts (il nobile), Ophélie, Madeline sono tutti personaggi che si evolvono con la storia, facendosi quasi manipolare da mani esperte ed esterne come il pongo, assumendo continuamente forme nuove che , inevitabilmente, lasciano sempre trasparire un qualcosa su di loro, atto a confondere chi legge.
Credo che sia impossibile riuscire a capire davvero il finale prima di averlo letto e anche lì si rimane comunque sì sbalorditi ma anche confusi e insaziati come se il pasto non fosse realmente finito e mancasse ancora qualche portata perché questo libro non è fatto per saziare, bensì per insinuare dubbi che sono incapaci di svanire. Sono dell'idea che per avere questo effetto bisogna innanzitutto ringraziare i personaggi, attori magistralmente manovrati come burattini, burattini che sanno solo metterci la faccia perché le parole e i comportamenti sono detti e compiuti da quelle mani esterne capaci di modellare il pongo dei loro artisti, puntini neri in un modo bianco che si credono importanti ma che in realtà possono essere solo delle deboli pedine in un gioco più grande di loro.
Voto: 3, 5.
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