Città contro è un romanzo travestito da giallo che denuncia il razzismo travestito da perbenismo. Sembra un gioco di parole ma è questa realtà che Bastasi, a mio parere, ci vuol far comprendere tra le righe della sua opera. E neppure tanto tra le righe oserei dire. Grida forte, insieme al suo protag
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Città contro è un romanzo travestito da giallo che denuncia il razzismo travestito da perbenismo. Sembra un gioco di parole ma è questa realtà che Bastasi, a mio parere, ci vuol far comprendere tra le righe della sua opera. E neppure tanto tra le righe oserei dire. Grida forte, insieme al suo protagonista, l'indignazione per quelle persone che hanno ancora paura dell'"uomo nero" e spesso è gente di una certa età che ha vissuto il nazismo. La scrittura del romanzo, pur toccando un argomento così delicato, è scorrevole e per niente pesante. Porta a riflettere ma non per questo ci si sente obbligati a farlo. Può essere letto anche come un buonissimo giallo. L'intreccio è perfetto, i personaggi sono ben caratterizzati. Ritroviamo volentieri Alberto, il protagonista del precedente romanzo (la fossa comune), e la sorella Giovanna cresciuta e più matura oltre che più umana. La letteratura ha il compito di unire oltre che insegnare a vivere e credo che questa opera meriti un posto non tra i romanzi d'intrattenimeto bensì tra quelli di crescita culturale e spessore umano.
Leggendo “Ipotesi di viaggio” mi sono ritrovata a pensare ad un grande puzzle. L'autrice conosceva l'immagine d'insieme ma l'ha ridotta in numerosi pezzi per poi ricomporla in modo concentrico. Ulteriore peculiarità è la tridimensionalità. Due mondi ruotano attorno ai personaggi, si intersecano nell
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Leggendo “Ipotesi di viaggio” mi sono ritrovata a pensare ad un grande puzzle. L'autrice conosceva l'immagine d'insieme ma l'ha ridotta in numerosi pezzi per poi ricomporla in modo concentrico. Ulteriore peculiarità è la tridimensionalità. Due mondi ruotano attorno ai personaggi, si intersecano nella trama deludendo, ma in modo positivo, le ipotesi del lettore che resta così sospeso fino agli ultimi tasselli, quando tutto inizia a svelarsi. Il personaggio principale non è quello che ci si attende. In questo l'autrice ha sconvolto tutti i canoni della scrittura creativa pur rimanendo fedele alle caratteristiche del percorso di cambiamento che ogni personaggio di un romanzo deve fare per poter creare simpatia e alleanza con il lettore. Anche il fattore temporale influisce sull'originalità del romanzo. Numerosi flash back aiutano il personaggio a ritrovare il senso di se stesso e il lettore a ricomporre il puzzle. Considero “Ipotesi di viaggio” un romanzo “sorpresa”, originale non tanto nella tematica quanto nel filo conduttore spiazzante. Come se l'autrice avesse volutamente fatto seguire al lettore un percorso sbagliato per poi riportarlo sulla giusta strada attraverso una via che solo lei conosceva.
Un'altra storia di Marlowe coinvolge il lettore in questo terzo libro di Frank Spada. Ma come sempre, la trama è secondaria ai messaggi che l'autore lancia attraverso la scrittura caratterizzante del suo stile narrativo permettendo di percepire una seconda storia, quella tra le righe e di ritrovarsi
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Un'altra storia di Marlowe coinvolge il lettore in questo terzo libro di Frank Spada. Ma come sempre, la trama è secondaria ai messaggi che l'autore lancia attraverso la scrittura caratterizzante del suo stile narrativo permettendo di percepire una seconda storia, quella tra le righe e di ritrovarsi in una telefonata o in una stella ammirata dal protagonista. Non mancano il doppio di Marlowe, ovviamente Marlowe e suo padre sempre presente nei momenti di bisogno. Jazz, pollicini e whisky contornano e descrivono il bisogno del detective di sentirsi vivo o di schiantarsi completamente ubriaco a letto quando non regge più i ritmi della giornata. Sa di aver bisogno di rimanere sobrio per ragionare e risolvere il caso ma non sempre ce la fa. Il finale, che è di poche righe, sorprende nella sua naturalezza lasciando il lettore con un sorriso e un pensiero:"anche questa volta il caro vecchio Marlowe ha fregato tutti".
L'autore ha scelto di destinare i diritti derivanti dalla vendita di questo libro all'Associazione Onlus Domenico Marco Verdigi.
Sono abituata a leggere thriller, noir e gialli. Ho lavorato vent'anni in psichiatria accompagnando anche qualche paziente nei manicomi criminali o li andavo a visitare
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L'autore ha scelto di destinare i diritti derivanti dalla vendita di questo libro all'Associazione Onlus Domenico Marco Verdigi.
Sono abituata a leggere thriller, noir e gialli. Ho lavorato vent'anni in psichiatria accompagnando anche qualche paziente nei manicomi criminali o li andavo a visitare quando la pena era quasi terminata e occorreva impostare un programma di ritorno al domicilio. Quindi dicevo, sono abituata a vedere e sentire storie pesanti ma mai impressionanti come questa. Mi aveva attirato il titolo. Adoro le rose e l'arancione è il mio colore preferito. Quale connubio migliore di un libro con un titolo del genere? E mi sono tuffata nella lettura a stile libero, alla grande. Poi ho iniziato a rallentare, a dover macinare immagini e pensieri che le parole dell'autore destavano attraverso la scrittura, semplice e senza fronzoli. Proprio per questo arrivava molto forte. Trama avvincente e complessa, così come particolari e ben descritti sono gli omicidi perpetrati dal serial killer. Un bambino, figlio del detective, sarà l'unico a salvarsi pur con impresso un marchio indelebile, un messaggio che, forse, lo porterà alla follia. "E' in momenti come questo / Che ti accorgi di non essere mai vissuto/ E non ti basta un solo minuto/ O tante ore per pensare /A quello che avresti potuto fare. Ciao Sergio, ricordati sempre di perseguire i tuoi ideali"
Trama: Nel giorno del più importante compleanno per un ragazzo, il diciottesimo, Antonio torna da una vacanza e trova ad attenderlo un'orrenda sorpresa che gli cambierà completamente l'esistenza. In un susseguirsi di eventi terribili e misteriosi segreti, verranno a galla omicidi perpetuati con maniacale attenzione di particolari che sembrano seguire delle vere e proprie scenografie, frutto di una mente malata, firmati teatralmente con una poesia visionaria, tengono la polizia in stallo fino alla rivelazione che permetterà di risolvere il caso. Ma i colpi di scena non sono ancora finiti. Le situazioni al limite della follia che coinvolgono tutta la famiglia di Antonio ed i suoi amici si snodano negli ambienti familiari dell'autore, un apparentemente tranquillo rione di una cittadina toscana dove tutti si conoscono, fino a giungere ad un epilogo apocalittico
Scritto veramente bene, con un linguaggio adeguato ai tempi e ai personaggi. La storia è ben ricostruita tanto da far perdere il senso del giusto e dell'ingiusto. Certo giustificare tanta barbarie con il vissuto doloroso di Laurenziello non è eticamente corretto ma anche la società di oggi è indi
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Scritto veramente bene, con un linguaggio adeguato ai tempi e ai personaggi. La storia è ben ricostruita tanto da far perdere il senso del giusto e dell'ingiusto. Certo giustificare tanta barbarie con il vissuto doloroso di Laurenziello non è eticamente corretto ma anche la società di oggi è indirizzata verso quella direzione. La differenza tra allora e oggi è che Laurenziello fu condannato lo stesso mentre ai giorni nostri sarebbe probabilmente stato scagionato con qualche formula tipo "non in grado di intendere e di volere" e messo in qualche comunità psichiatrica a scopo riabilitativo. La figura della madre è centrale a mio parere. E' in grado di giudicare il proprio figlio e di non perdonarlo per le malefatte cosa che non succede per nulla ai nostri giorni dove i genitori, quasi per timore della reazione dei propri figli o, peggio, per sensi di colpa che non dovrebbero avere, tendono a scagionarli qualsiasi cosa combinino, dal brutto voto (dove si arriva a picchiare l'insegnante piuttosto che chiedersi se e quanto il proprio figlio ha studiato) alla spazzatura lanciata dai cavalcavia...
Città contro
Città contro è un romanzo travestito da giallo che denuncia il razzismo travestito da perbenismo. Sembra un gioco di parole ma è questa realtà che Bastasi, a mio parere, ci vuol far comprendere tra le righe della sua opera. E neppure tanto tra le righe oserei dire. Grida forte, insieme al suo protag ... (continue)
Città contro è un romanzo travestito da giallo che denuncia il razzismo travestito da perbenismo. Sembra un gioco di parole ma è questa realtà che Bastasi, a mio parere, ci vuol far comprendere tra le righe della sua opera. E neppure tanto tra le righe oserei dire. Grida forte, insieme al suo protagonista, l'indignazione per quelle persone che hanno ancora paura dell'"uomo nero" e spesso è gente di una certa età che ha vissuto il nazismo.
La scrittura del romanzo, pur toccando un argomento così delicato, è scorrevole e per niente pesante. Porta a riflettere ma non per questo ci si sente obbligati a farlo. Può essere letto anche come un buonissimo giallo. L'intreccio è perfetto, i personaggi sono ben caratterizzati. Ritroviamo volentieri Alberto, il protagonista del precedente romanzo (la fossa comune), e la sorella Giovanna cresciuta e più matura oltre che più umana.
La letteratura ha il compito di unire oltre che insegnare a vivere e credo che questa opera meriti un posto non tra i romanzi d'intrattenimeto bensì tra quelli di crescita culturale e spessore umano.
Ipotesi di viaggio
Leggendo “Ipotesi di viaggio” mi sono ritrovata a pensare ad un grande puzzle. L'autrice conosceva l'immagine d'insieme ma l'ha ridotta in numerosi pezzi per poi ricomporla in modo concentrico.continue)
Ulteriore peculiarità è la tridimensionalità. Due mondi ruotano attorno ai personaggi, si intersecano nell ... (
Leggendo “Ipotesi di viaggio” mi sono ritrovata a pensare ad un grande puzzle. L'autrice conosceva l'immagine d'insieme ma l'ha ridotta in numerosi pezzi per poi ricomporla in modo concentrico.
Ulteriore peculiarità è la tridimensionalità. Due mondi ruotano attorno ai personaggi, si intersecano nella trama deludendo, ma in modo positivo, le ipotesi del lettore che resta così sospeso fino agli ultimi tasselli, quando tutto inizia a svelarsi.
Il personaggio principale non è quello che ci si attende. In questo l'autrice ha sconvolto tutti i canoni della scrittura creativa pur rimanendo fedele alle caratteristiche del percorso di cambiamento che ogni personaggio di un romanzo deve fare per poter creare simpatia e alleanza con il lettore.
Anche il fattore temporale influisce sull'originalità del romanzo. Numerosi flash back aiutano il personaggio a ritrovare il senso di se stesso e il lettore a ricomporre il puzzle.
Considero “Ipotesi di viaggio” un romanzo “sorpresa”, originale non tanto nella tematica quanto nel filo conduttore spiazzante. Come se l'autrice avesse volutamente fatto seguire al lettore un percorso sbagliato per poi riportarlo sulla giusta strada attraverso una via che solo lei conosceva.
Doppio Marlowe
Un'altra storia di Marlowe coinvolge il lettore in questo terzo libro di Frank Spada. Ma come sempre, la trama è secondaria ai messaggi che l'autore lancia attraverso la scrittura caratterizzante del suo stile narrativo permettendo di percepire una seconda storia, quella tra le righe e di ritrovarsi ... (continue)
Un'altra storia di Marlowe coinvolge il lettore in questo terzo libro di Frank Spada. Ma come sempre, la trama è secondaria ai messaggi che l'autore lancia attraverso la scrittura caratterizzante del suo stile narrativo permettendo di percepire una seconda storia, quella tra le righe e di ritrovarsi in una telefonata o in una stella ammirata dal protagonista.
Non mancano il doppio di Marlowe, ovviamente Marlowe e suo padre sempre presente nei momenti di bisogno. Jazz, pollicini e whisky contornano e descrivono il bisogno del detective di sentirsi vivo o di schiantarsi completamente ubriaco a letto quando non regge più i ritmi della giornata. Sa di aver bisogno di rimanere sobrio per ragionare e risolvere il caso ma non sempre ce la fa.
Il finale, che è di poche righe, sorprende nella sua naturalezza lasciando il lettore con un sorriso e un pensiero:"anche questa volta il caro vecchio Marlowe ha fregato tutti".
16 rose arancioni
***This comment contains spoilers! ***
L'autore ha scelto di destinare i diritti derivanti dalla vendita di questo libro all'Associazione Onlus Domenico Marco Verdigi.
Sono abituata a leggere thriller, noir e gialli. Ho lavorato vent'anni in psichiatria accompagnando anche qualche paziente nei manicomi criminali o li andavo a visitare ... (continue)
L'autore ha scelto di destinare i diritti derivanti dalla vendita di questo libro all'Associazione Onlus Domenico Marco Verdigi.
Sono abituata a leggere thriller, noir e gialli. Ho lavorato vent'anni in psichiatria accompagnando anche qualche paziente nei manicomi criminali o li andavo a visitare quando la pena era quasi terminata e occorreva impostare un programma di ritorno al domicilio. Quindi dicevo, sono abituata a vedere e sentire storie pesanti ma mai impressionanti come questa.
Mi aveva attirato il titolo. Adoro le rose e l'arancione è il mio colore preferito. Quale connubio migliore di un libro con un titolo del genere?
E mi sono tuffata nella lettura a stile libero, alla grande. Poi ho iniziato a rallentare, a dover macinare immagini e pensieri che le parole dell'autore destavano attraverso la scrittura, semplice e senza fronzoli. Proprio per questo arrivava molto forte.
Trama avvincente e complessa, così come particolari e ben descritti sono gli omicidi perpetrati dal serial killer.
Un bambino, figlio del detective, sarà l'unico a salvarsi pur con impresso un marchio indelebile, un messaggio che, forse, lo porterà alla follia. "E' in momenti come questo / Che ti accorgi di non essere mai vissuto/ E non ti basta un solo minuto/ O tante ore per pensare /A quello che avresti potuto fare. Ciao Sergio, ricordati sempre di perseguire i tuoi ideali"
Trama:
Nel giorno del più importante compleanno per un ragazzo, il diciottesimo, Antonio torna da una vacanza e trova ad attenderlo un'orrenda sorpresa che gli cambierà completamente l'esistenza. In un susseguirsi di eventi terribili e misteriosi segreti, verranno a galla omicidi perpetuati con maniacale attenzione di particolari che sembrano seguire delle vere e proprie scenografie, frutto di una mente malata, firmati teatralmente con una poesia visionaria, tengono la polizia in stallo fino alla rivelazione che permetterà di risolvere il caso. Ma i colpi di scena non sono ancora finiti. Le situazioni al limite della follia che coinvolgono tutta la famiglia di Antonio ed i suoi amici si snodano negli ambienti familiari dell'autore, un apparentemente tranquillo rione di una cittadina toscana dove tutti si conoscono, fino a giungere ad un epilogo apocalittico
Laurenziello il brigante
***This comment contains spoilers! ***
Scritto veramente bene, con un linguaggio adeguato ai tempi e ai personaggi.continue)
La storia è ben ricostruita tanto da far perdere il senso del giusto e dell'ingiusto.
Certo giustificare tanta barbarie con il vissuto doloroso di Laurenziello non è eticamente corretto ma anche la società di oggi è indi ... (
Scritto veramente bene, con un linguaggio adeguato ai tempi e ai personaggi.
La storia è ben ricostruita tanto da far perdere il senso del giusto e dell'ingiusto.
Certo giustificare tanta barbarie con il vissuto doloroso di Laurenziello non è eticamente corretto ma anche la società di oggi è indirizzata verso quella direzione. La differenza tra allora e oggi è che Laurenziello fu condannato lo stesso mentre ai giorni nostri sarebbe probabilmente stato scagionato con qualche formula tipo "non in grado di intendere e di volere" e messo in qualche comunità psichiatrica a scopo riabilitativo.
La figura della madre è centrale a mio parere. E' in grado di giudicare il proprio figlio e di non perdonarlo per le malefatte cosa che non succede per nulla ai nostri giorni dove i genitori, quasi per timore della reazione dei propri figli o, peggio, per sensi di colpa che non dovrebbero avere, tendono a scagionarli qualsiasi cosa combinino, dal brutto voto (dove si arriva a picchiare l'insegnante piuttosto che chiedersi se e quanto il proprio figlio ha studiato) alla spazzatura lanciata dai cavalcavia...