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- Una ruga sulla terra (142)
- Urania Classici 137
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Finished on Apr 8, 2011 




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- Orrore su Manhattan (47)
- Urania Classici 189
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By Judith Merrill -
Finished in 2010 




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Antiquato -
é un libro del 1952, e fin qui siam tutti d'accordo.
Sembra però scritto nell'800 da un autrice di romanzi Harmony (nulla da dire, ma se voglio un Harmony non vado a comprare un libro intitolato "Orrore su Manhattan").
Secondo l'introduzione di Roberto Genovesi "dalla narrativa de l'autrice Judith M ... (continue ) -
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Feb 27, 2011 |
1 feedback
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- Sarà un futuro d'inferno (83)
- Urania 945
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By D. F. Jones -
Finished in 2010 




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Si può dare di più... -
Libretto così così (come da voto), risente pesantemente del clima guerrafreddiano. Ci sono alcune buone (e ottime) idee ma nessuna è sviluppata per bene: c'è una parte ambientata sulla Terra futura (la parte migliore), una sulla colonia spaziale (così così)e una sulla colonia lunare (esagerata ma be ... (
continue ) -
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Feb 27, 2011 |
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Una ruga sulla terra
“Una ruga sulla Terra” è la mia seconda esperienza con John Christopher, pseudonimo usato da Samuel Youd per raccontare alcune di quelle che vengono considerate le sue migliori storie apocalittiche.continue)
Il libro, esattamente come “Morte dell’erba” soffre di una scrittura che un po’ tutte le prefazioni a ... (
“Una ruga sulla Terra” è la mia seconda esperienza con John Christopher, pseudonimo usato da Samuel Youd per raccontare alcune di quelle che vengono considerate le sue migliori storie apocalittiche.
Il libro, esattamente come “Morte dell’erba” soffre di una scrittura che un po’ tutte le prefazioni ai suoi libri definiscono chiaro, preciso, pacato, asciutto, essenziale…o, per dirlo senza tanti giri di parole, piatta.
“È successo questo, è successo quello, ora succede quell’altro e Tizio fa questo e quello”, John Christopher non si sforza molto nel creare tensione attraverso la scrittura perché dovrebbero già bastare gli avvenimenti e non gli riesce nemmeno di donare troppa profondità ai suoi personaggi, sempre troppo impegnati a sopravvivere: dovessi cercare un genere entro cui buttar i suoi romanzi sicuramente mi fionderei sull’ “avventura”. È ovvio che la componente “avventurosa” non dovrebbe mancare a nessun libro apocalittico, ma qui si agisce troppo e si pensa davvero troppo poco (i protagonisti sembrano sempre dei piccoli Indiana Jones capaci di arrangiarsi in ogni situazione, nonostante qualche dovuta battuta d’arresto).
Un’avventura che in questo caso viene dopo una serie di violentissimi terremoti seguiti da tsunami (che allora si usava ancora definire maremoti) che annientano di fatto l’intera civiltà, portando alla solita creazione di gruppi di sopravvissuti (esattamente come in “Morte dell’erba”).
Il 3,5 viene da un semplice confronto con l’altro libro-delusione letto, in questo caso i personaggi hanno un minimo di approfondimento psicologico, le avventure non sono tutte favorevoli ai protagonisti e l’avvenimento è senza dubbio più catastrofico, nonostante il finale speranzoso, ma non buttato lì come quello del libro precedente.
Consigliato sicuramente a chi vuole farsi un piccolo bignami dei vari metodi di sopravvivenza all’apocalisse.
DIFETTI: la scrittura troppo “semplice” di John Christopher e il personaggio del bambino di 10 anni che in qualche caso sembra dimostrare la sua età e in altri pare un adolescente quasi maturo.