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Post apocali…
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- Player One (575)
- L’incredibile avventura di un ragazzo che deve salvare il mondo
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By Ernest Cline -
Finished on Oct 20, 2012 




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- Urania 1069
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By Paul Cook -
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- Urania 678
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By Margaret St. Clair -
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By Neal Barrett Jr. -
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By Brian W. Aldiss -
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- Il lungo meriggio della terra (151)
- Biblioteca di Fantascienza 28
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By Brian Aldiss -
Finished on Sep 28, 2011 




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QUER PASTICCIACCIO (BRUTTO?) DE BRIAN W. ALDISS -
Avete presente quei pasticci disegnati dai bimbi troppo piccoli pieni di righe, pastelli, pennarelli, macchie, buchi e caccole?
C’è un fico d’india immenso che ha conquistato la Terra.
Gli umani sono alti 35 cm.
I vulcani ipnotizzano gli esseri viventi e li mangiano.
Immensi vegetali viaggiano per ... (continue ) -
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Sep 29, 2011 |
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- Io sono leggenda (6303)
- Urania 1292
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By Richard Matheson -
Finished in 2007 




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- Un cantico per Leibowitz (470)
- Urania Collezione 084
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By Walter M. Miller Jr. -
Finished in 2009 




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- Una ruga sulla terra (142)
- Urania Classici 137
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Finished on Apr 8, 2011 




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LO TSUNAMI DI CHRISTOPHER DA 3,5 STELLINE -
“Una ruga sulla Terra” è la mia seconda esperienza con John Christopher, pseudonimo usato da Samuel Youd per raccontare alcune di quelle che vengono considerate le sue migliori storie apocalittiche.
Il libro, esattamente come “Morte dell’erba” soffre di una scrittura che un po’ tutte le prefazioni a ... (continue ) -
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Apr 8, 2011 |
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- Notturno (734)
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By Robert Silverberg, Isaac Asimov -
Finished on Feb 20, 2012 




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BUIO TOTALE -
Chiariamo subito: le prime 150 pagine di Notturno sono tra le peggiori cose che io abbia mai letto, visto, immaginato nell’ambito della fantascienza.
Non per colpa di chissà quale traduzione orripilante (vedi Urania), taglio becero (vedi Urania) o edizione con le pagine di carta igienica gialla che ... (continue ) -
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Feb 19, 2012 |
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- La strada (9196)
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By Cormac McCarthy -
Finished on Aug 3, 2011 




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L'APOCALISSE PERFETTA -
Cosa c’è di peggio che guardare un film tratto da un libro che poi si leggerà?
Che il film sia identico, parola per parola, virgola per virgola, trattino per trattino al libro.
“La strada” è senza dubbio il miglior apocalittico (termine quasi dispregiativo per un’opera di questo livello) che io abbi ... (continue ) -
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Aug 4, 2011 |
12 feedbacks
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- Il mondo senza di noi (865)
- Che cosa succederebbe sul nostro pianeta dopo 48 ore, dopo 5 giorni, dopo 100 anni, dopo 500 milioni…
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By Alan Weisman -
Finished in 2009 




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Player One
Soggettivamente
Stracolmo di citazioni video ludiche che neanche un’enciclopedia, strutturato esattamente come un vecchio videogame arcade da sala giochi come non se ne vedono più ormai da anni (vale per gli arcade e purtroppo anche per le sale giochi), ambientato nella migliore realtà virtuale che ... (continue)
Soggettivamente
Stracolmo di citazioni video ludiche che neanche un’enciclopedia, strutturato esattamente come un vecchio videogame arcade da sala giochi come non se ne vedono più ormai da anni (vale per gli arcade e purtroppo anche per le sale giochi), ambientato nella migliore realtà virtuale che uno (nerd) possa aver mai sognato con protagonisti i nerd più ottantiani che uno possa immaginare, lungo come solo un Pacman poteva essere, Player One è IL libro dei Nerd con la fissazione per gli ’80.
Quindi un po’ anche il mio.
Non che sia cresciuto negli anni ’80 o che sia un Nerd (quarta ripetizione, alla quinta si perde una vita) vero e proprio (cosa che va assurdamente di moda in questo periodo e motivo per il quale prenderei a calci sui denti uno svariato numero di persone ogni giorno), ma aver avuto un fratello nato nell’ ’81 mi ha aiutato a crescere con tutto ciò che riguarda quegli anni: giocattoli, film, musica, serie tv, cartoni animati e soprattutto videogames.
Decine di videogames.
Centinaia di videogames.
Migliaia di videogames targati Amiga.
Una cosa che se ci penso mi vien ancora male al cuore.
Mattine, pomeriggi, sere intere a giocare ad assurdi arcade pensati da pazzoidi che volevano evidentemente portare i bambini al loro stesso livello di follia. Ore a schiacciare un pulsante (uno solo, mica x, triangoli, quadrati e cerchi) e muovere una levetta sognando di arrivare all’ultimo mostro dell’ultimo livello di quella follia che era Bobble Bobble (e non il semplicerrimo Puzzle Bobble, non scherziamo), giorni a fissare lo schermo tentando di capire perché mai un pollo di gomma doveva essere usato come carrucola (vi lascio indovinare), mesi a cercare di finire un’intera stagione dell’infinito Sensible Soccer, anni a scoprire che il floppy con su scritto Maria Bros non si chiamava davvero così, ma molto più saggiamente Giana Sister, decenni a ricordare il CRAAA CRAAA CRAAA del dischetto che carica e delle incredibili musiche a 16 bit che uscivano da uno schermo così vicino da provocare un mal di testa istantaneo anche solo a pensarci.
Player One, seppur realmente ambientato in un futuro semiapocalittico, ti ritrasporta là dove solo uno che si è fuso il cervello e l’infanzia su certi giochi può ritornare: un mondo la cui unica preoccupazione era quella di finire il gioco prima che la mamma chiamasse per la pappa perché non si poteva salvare e molte volte neanche la mitica e salvifica P (pausa) poteva bastare.
E poi la foto del papà che di spalle gioca tutto concentrato a Pacman.
Quella è una cosa che non si scorda.
Oggettivamente
È un libro pieno di difetti.
Lasciando perdere i numerosi refusi dell’edizione Isbn (a cui non si può dire invece nulla per la solita confezione e impaginazione stupenda), il libro di Ernest Cline soffre di una strana sempliciosità che lo identifica quasi immediatamente come un libro per troppo pochi.
Non è un libro per adulti che leggono abitualmente perché lo stile di Cline è davvero poca cosa e la vicenda procede con improvvisi colpi di scena che alla lunga fan sembrare il tutto un enorme “chi ha più culo vince”. I personaggi inoltre evolvono in modo alquanto bizzarro, tra improvvisi cambi di personalità (da Nerd a Superfico il passo è troppo breve per Wade) e relazioni che sembran più fasulle di una copia fatta con l’x-copy.
Non è però nemmeno un libro per ragazzini. Immagino che per un normale sedicenne di oggi leggere di entusiasmanti partite a Joust o di film che non vengono passati più nemmeno su Rete 4 non sia esattamente il massimo della vita. Il rischio, altissimo, è quello di non capire una beata mazza della tonnellata di citazioni e annoiarsi nel giro di un centinaio di pagine.
Rimangono i trentenni cresciuti negli anni ’80 e gli appassionati di videogame retrò, tanti ma sicuramente non troppi.
E vade retro falsi nerd, non ci capirete un acca.
DIFETTI: Elencati tutti all’Oggettivamente.
Il voto ovviamente, essendo questa la mia libreria e non quella del signor Oggettivamente, rispecchia il mio gusto personale falsato da un centinaio di citazioni arruffiananti di Cline.