Si tratta di cinque racconti tratti dalla raccolta "Lo scialle andaluso" di Elsa Morante, il cui filo conduttore sta in un gioco di incantesimi tra il detto e il non detto. Si avverte all'interno del tempo del racconto un dualismo asincrono tra un presente immediato - con descrizioni di situazioni i
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Si tratta di cinque racconti tratti dalla raccolta "Lo scialle andaluso" di Elsa Morante, il cui filo conduttore sta in un gioco di incantesimi tra il detto e il non detto. Si avverte all'interno del tempo del racconto un dualismo asincrono tra un presente immediato - con descrizioni di situazioni interiori supportate da dettagli che entrano nei minimi particolari del contesto delle scene - e un tempo ormai trascorso, passato, fruito, dove un futuro ormai lontano si intreccia in paesaggi interiori. I protagonisti delle storie sono personaggi stra-ordinari, nel senso di fuori dall'ordinario, ma così umani e reali nelle descrizioni delle loro fattezze fisiche e dei loro comportamenti candidi o ossessivi da lasciare sgomenti. Il ritmo soave dei racconti riporta il lettore fuori tempo e si ha quasi l'impressione di potersi rifugiare irrimediabilmente tra stanze che odorano di incenso inebriati da fasci di luce polverosa. Alcuni passi sono di una delicatezza incantevole : "E Antonia, che come un rifugio cercava il petto di lui, fu incantata dal profumo della sua pelle; essa odorava d'infanzia e di giardino, come le erbe che nascono..."
Variazione provocatoria del mito cristiano della resurrezione di Cristo
Il titolo stesso del romanzo è emblematico: nessun uomo può dire di essere stato morto. Un anno prima di morire Lawrence, scrive questo breve racconto in cui ci presenta Gesù Cristo che si "risveglia dal proprio martirio e libero da ogni missione spirituale, amareggiato, disgustato dalla sua preced
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Il titolo stesso del romanzo è emblematico: nessun uomo può dire di essere stato morto. Un anno prima di morire Lawrence, scrive questo breve racconto in cui ci presenta Gesù Cristo che si "risveglia dal proprio martirio e libero da ogni missione spirituale, amareggiato, disgustato dalla sua precedente pretesa di salvare l’umanità, e avvilito dalla folla dei seguaci che lo avevano fanaticamente attorniato adorandolo, coglie nel suo risveglio una nuova possibilità di rinascere alla vita semplicemente come un essere umano." [Antonella Iurilli Duhamel] E’ davvero più che dissacrante straordinaria l’intuizione di Lawrence: Gesù rinuncia alla sua divinità, anzi sfrutta il privilegio che essa gli ha dato (di non morire per sempre) per scegliere l’umanità, stavolta nella maniera più giusta e autentica, cominciando da sé stesso. Non è un rifiuto del cristianesimo, piuttosto un’analisi lucida di come renderlo vivo e concreto nella vita di ogni uomo; è una mano tesa contro la paura e l’angoscia di doversi fidare più di un’ idea che di se stessi.
La punizione alla fine arriva come un ineluttabile destino
Scrittura asciutta. Passione assoluta e totale perdizione. Una storia senza scampo, ambientata negli anni Trenta della Grande Depressione americana, chiusa in un anonimo locale lungo un'altrettanto anonima strada verso San Francisco. I due amanti appaiono privi di libero arbitrio, incatenati dalla
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Scrittura asciutta. Passione assoluta e totale perdizione. Una storia senza scampo, ambientata negli anni Trenta della Grande Depressione americana, chiusa in un anonimo locale lungo un'altrettanto anonima strada verso San Francisco. I due amanti appaiono privi di libero arbitrio, incatenati dalla passione e da impulsi profondi che agiscono in loro quasi inconsapevolmente. Quando poi i due stabiliranno di prendere in mano le loro vite sarà il destino a decidere per loro. E sarà un destino tragico e allo stesso tempo beffardo che rappresenta l’unica via d’uscita da una passione distruttrice ma, ancora di più, la via d’uscita da un’angoscia esistenziale profonda e quasi inconsapevole, maturata in un ambiente di miseria morale e materiale.
Il romanzo racconta la vita dell'ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia. Numerose le analogie fra la vita dell'autore canadese Mordecai Richler, anche lui ebreo di origine, canadese e quella raccontata nel suo romanzo. Per la verità sono approdata a Barney vedendo il film
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Il romanzo racconta la vita dell'ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia. Numerose le analogie fra la vita dell'autore canadese Mordecai Richler, anche lui ebreo di origine, canadese e quella raccontata nel suo romanzo. Per la verità sono approdata a Barney vedendo il film che mi piaciuto parecchio. E subito mi sono fiondata sul libro. Uno dei più bei libri dell’ultimo decennio, scriveva Rocca un paio di anni fa, che fu protagonista – da giornalista del Foglio – del successo italiano del libro, uscito alla fine del 2000. Come altri dei suoi romanzi anche questo è ambientato in Canada (a Montreal) e lo stile è quello tipico del filone degli autori ebrei-americani, anche se si distingue da autori come Malamud o Roth. E' decisamente più spregiudicato, lo preferisco a Roth che considero molto orientato alla sessualità propriamente "maschile" , forse maschilista o forse meglio dire egocentrico-narciso. Richler non è così, nella sua spregiudicatezza è divertente e le figure femminili non sono certo oggetti passivi. La versione di Barney potrebbe anche essere percepito come un libro maschile, di fatto lo è, ma la figura di Miriam mi piace un sacco e mi conquista quell'aura di amore folle, pervasivo e deviato di Barney per questa donna. Può sembrare patetico e la descrizione che lui fa di sé stesso risulta patetica e per questo fa tenerezza. Mi piace anche la finezza delle note, un gioco che cambia di continuo i punti di vista. E' una grande opera di narrazione, libro bellissimo e struggente.
Le *** per me sono un più che buono: intrigante, coinvolgente, appassionante
La vicenda è narrata nel tipico stile di Maurensing, in un annidamento di tre storie una dentro l'altra, a matrioska. Nessun cedimento né di stile né nei collegamenti entro la complessità della trama. E' in un violino - il vero protagonista della storia - che si racchiude l'enigma chiave, che colle
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La vicenda è narrata nel tipico stile di Maurensing, in un annidamento di tre storie una dentro l'altra, a matrioska. Nessun cedimento né di stile né nei collegamenti entro la complessità della trama. E' in un violino - il vero protagonista della storia - che si racchiude l'enigma chiave, che collega le tre voci narranti l'una dentro l'altra: un ricco amatore di strumenti musicali, uno strano scrittore, un vecchio musicista girovago dalla duplice identità. Maurensig sa trasportare il lettore in dimensioni spaziali e temporali che vanno oltre la logica della narrazione, lasciandolo immoto nella fissità di domande a cui non vi è risposta. E' uno scrittore che riesce a farti evadere in modo magico e questa volta dentro la musica. Il "canone inverso" è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. E' un libro sull'amore per la musica. Mi ha ricordato molto - forse per l'atmosfera composta da un perdurante 'finis Austriae'- il Soccombente dell'austriaco Thomas Bernhard... lo sforzo e l'ossessione per la musica, la solitudine dei personaggi che si svelano nei racconti... violino di Maurensig, pianoforte in Bernhard
Via dell'Angelo e altri racconti
Si tratta di cinque racconti tratti dalla raccolta "Lo scialle andaluso" di Elsa Morante, il cui filo conduttore sta in un gioco di incantesimi tra il detto e il non detto. Si avverte all'interno del tempo del racconto un dualismo asincrono tra un presente immediato - con descrizioni di situazioni i ... (continue)
Si tratta di cinque racconti tratti dalla raccolta "Lo scialle andaluso" di Elsa Morante, il cui filo conduttore sta in un gioco di incantesimi tra il detto e il non detto. Si avverte all'interno del tempo del racconto un dualismo asincrono tra un presente immediato - con descrizioni di situazioni interiori supportate da dettagli che entrano nei minimi particolari del contesto delle scene - e un tempo ormai trascorso, passato, fruito, dove un futuro ormai lontano si intreccia in paesaggi interiori. I protagonisti delle storie sono personaggi stra-ordinari, nel senso di fuori dall'ordinario, ma così umani e reali nelle descrizioni delle loro fattezze fisiche e dei loro comportamenti candidi o ossessivi da lasciare sgomenti. Il ritmo soave dei racconti riporta il lettore fuori tempo e si ha quasi l'impressione di potersi rifugiare irrimediabilmente tra stanze che odorano di incenso inebriati da fasci di luce polverosa.
Alcuni passi sono di una delicatezza incantevole : "E Antonia, che come un rifugio cercava il petto di lui, fu incantata dal profumo della sua pelle; essa odorava d'infanzia e di giardino, come le erbe che nascono..."
L'uomo che era morto
Il titolo stesso del romanzo è emblematico: nessun uomo può dire di essere stato morto. Un anno prima di morire Lawrence, scrive questo breve racconto in cui ci presenta Gesù Cristo che si "risveglia dal proprio martirio e libero da ogni missione spirituale, amareggiato, disgustato dalla sua preced ... (continue)
Il titolo stesso del romanzo è emblematico: nessun uomo può dire di essere stato morto. Un anno prima di morire Lawrence, scrive questo breve racconto in cui ci presenta Gesù Cristo che si "risveglia dal proprio martirio e libero da ogni missione spirituale, amareggiato, disgustato dalla sua precedente pretesa di salvare l’umanità, e avvilito dalla folla dei seguaci che lo avevano fanaticamente attorniato adorandolo, coglie nel suo risveglio una nuova possibilità di rinascere alla vita semplicemente come un essere umano." [Antonella Iurilli Duhamel]
E’ davvero più che dissacrante straordinaria l’intuizione di Lawrence: Gesù rinuncia alla sua divinità, anzi sfrutta il privilegio che essa gli ha dato (di non morire per sempre) per scegliere l’umanità, stavolta nella maniera più giusta e autentica, cominciando da sé stesso. Non è un rifiuto del cristianesimo, piuttosto un’analisi lucida di come renderlo vivo e concreto nella vita di ogni uomo; è una mano tesa contro la paura e l’angoscia di doversi fidare più di un’ idea che di se stessi.
Il postino suona sempre due volte
Scrittura asciutta. Passione assoluta e totale perdizione. Una storia senza scampo, ambientata negli anni Trenta della Grande Depressione americana, chiusa in un anonimo locale lungo un'altrettanto anonima strada verso San Francisco.continue)
I due amanti appaiono privi di libero arbitrio, incatenati dalla ... (
Scrittura asciutta. Passione assoluta e totale perdizione. Una storia senza scampo, ambientata negli anni Trenta della Grande Depressione americana, chiusa in un anonimo locale lungo un'altrettanto anonima strada verso San Francisco.
I due amanti appaiono privi di libero arbitrio, incatenati dalla passione e da impulsi profondi che agiscono in loro quasi inconsapevolmente. Quando poi i due stabiliranno di prendere in mano le loro vite sarà il destino a decidere per loro. E sarà un destino tragico e allo stesso tempo beffardo che rappresenta l’unica via d’uscita da una passione distruttrice ma, ancora di più, la via d’uscita da un’angoscia esistenziale profonda e quasi inconsapevole, maturata in un ambiente di miseria morale e materiale.
La versione di Barney
Il romanzo racconta la vita dell'ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia. Numerose le analogie fra la vita dell'autore canadese Mordecai Richler, anche lui ebreo di origine, canadese e quella raccontata nel suo romanzo.continue)
Per la verità sono approdata a Barney vedendo il film ... (
Il romanzo racconta la vita dell'ebreo canadese Barney Panofsky, scritta in forma di autobiografia. Numerose le analogie fra la vita dell'autore canadese Mordecai Richler, anche lui ebreo di origine, canadese e quella raccontata nel suo romanzo.
Per la verità sono approdata a Barney vedendo il film che mi piaciuto parecchio. E subito mi sono fiondata sul libro.
Uno dei più bei libri dell’ultimo decennio, scriveva Rocca un paio di anni fa, che fu protagonista – da giornalista del Foglio – del successo italiano del libro, uscito alla fine del 2000.
Come altri dei suoi romanzi anche questo è ambientato in Canada (a Montreal) e lo stile è quello tipico del filone degli autori ebrei-americani, anche se si distingue da autori come Malamud o Roth. E' decisamente più spregiudicato, lo
preferisco a Roth che considero molto orientato alla sessualità
propriamente "maschile" , forse maschilista o forse meglio dire
egocentrico-narciso. Richler non è così, nella sua spregiudicatezza è divertente e le figure femminili non sono certo oggetti passivi. La versione di Barney potrebbe anche essere percepito come un libro maschile, di fatto lo è, ma la figura di Miriam mi piace un sacco e mi conquista quell'aura di amore folle, pervasivo e deviato di Barney per questa donna. Può sembrare patetico e la descrizione che lui fa di sé stesso risulta patetica e per questo fa tenerezza.
Mi piace anche la finezza delle note, un gioco che cambia di continuo i punti di vista.
E' una grande opera di narrazione, libro bellissimo e struggente.
Canone inverso
La vicenda è narrata nel tipico stile di Maurensing, in un annidamento di tre storie una dentro l'altra, a matrioska. Nessun cedimento né di stile né nei collegamenti entro la complessità della trama. E' in un violino - il vero protagonista della storia - che si racchiude l'enigma chiave, che colle ... (continue)
La vicenda è narrata nel tipico stile di Maurensing, in un annidamento di tre storie una dentro l'altra, a matrioska. Nessun cedimento né di stile né nei collegamenti entro la complessità della trama. E' in un violino - il vero protagonista della storia - che si racchiude l'enigma chiave, che collega le tre voci narranti l'una dentro l'altra: un ricco amatore di strumenti musicali, uno strano scrittore, un vecchio musicista girovago dalla duplice identità. Maurensig sa trasportare il lettore in dimensioni spaziali e temporali che vanno oltre la logica della narrazione, lasciandolo immoto nella fissità di domande a cui non vi è risposta. E' uno scrittore che riesce a farti evadere in modo magico e questa volta dentro la musica.
Il "canone inverso" è nel linguaggio tecnico musicale, una forma di fuga molto più complessa, perché non è basata sulla ripetizione dello stesso tema. E' un libro sull'amore per la musica.
Mi ha ricordato molto - forse per l'atmosfera composta da un perdurante 'finis Austriae'- il Soccombente dell'austriaco Thomas Bernhard... lo sforzo e l'ossessione per la musica, la solitudine dei personaggi che si svelano nei racconti... violino di Maurensig, pianoforte in Bernhard