Gli "eroi" di Christian Dilorenzo in "Regalami un Sogno"
“Era notte fonda, nessuna stella in cielo, solo la pallida luna che osservava lo scorrere monotono delle vite degli umili mortali. Le strade erano deserte, le luci delle case spente, tutto sembrava tranquillo. Il piccolo paese dormiva” …sono solo le prime righe del romanzo d’esordio del giovane Chri
... (continue)
“Era notte fonda, nessuna stella in cielo, solo la pallida luna che osservava lo scorrere monotono delle vite degli umili mortali. Le strade erano deserte, le luci delle case spente, tutto sembrava tranquillo. Il piccolo paese dormiva” …sono solo le prime righe del romanzo d’esordio del giovane Christian Dilorenzo, studente universitario presso la II Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.
La storia si apre con una descrizione romantica, ma allo stesso tempo nostalgica che rende subito evidente il forte senso di vuoto e forse sembrerebbe anche di rassegnazione dei personeggi; personaggi che vivono vicende drammatiche, spesso percossi e piegati dal dolore come alberi colpiti da fulmini, ma che non per questo smettono di lottare e di sperare in un cambiamento, senza mai dimenticare che la vita dura un soffio… il tempo di vivere qualche emozione e cercare di costruire qualcosa. Questi personaggi sanno rialzarsi quando paura, frustrazione e disperazione stanno per prendere il sopravvento e con molto coraggio rifiutano ciò che Destino ha in serbo per loro e sanno sognare, progettare, lottare per realizzare un futuro migliore giorno dopo giorno, a piccoli passi, facendo sacrifici, affrontando scelte rischiose in nome dei valori in cui credono, dando tutto se stessi senza preoccuparsi di quello che riceveranno in cambio.
I personaggi di Christian Dilorenzo manifestano un forte bisogno d’affetto, un’esigenza che diventa necessità irrinunciabile, quasi come aria o acqua di cui non si potrebbe far a meno ed è per questo che ricercano l’amore, lo inseguono, lo sognano, lo tradiscono, lo abbandonano, lo feriscono, perché amare è un verbo all’infinito, un universo talmente grande che a volte fa paura. Sì, questi personaggi sanno vivere pienamente ogni momento della loro vita, sanno trovare nel dolore la forza per ricominciare, la voglia di costruire qualcosa che vada oltre il loro tempo; sanno amare e perdonare forse con un coraggio talmente grande che non sanno nemmeno di possedere; eppure allo stesso tempo sono creature fragili, umili, che si bloccano di fronte a scelte difficili, che vivono paralizzate dalla paura di fallire, di deludere le aspettative e la fiducia degli altri. Sono eroi non riconosciuti dal tempo in cui vivono, un tempo che non li identifica come tali e li dimentica, li giudica, li calpesta senza preoccuparsi di ciò che essi rappresentano: l’esempio di come si vive. Eroi, infatti, sono le persone comuni, quelle che lottano per la propria famiglia, rinunciando spesso ai propri obiettivi per sposare progetti più grandi, quelle che navigano contro corrente perché si rifiutano di mescolarsi alla massa, quelle che non si illudono, quelle che non cercano scorciatoie, quelle che amano in modo oblativo, quelle che hanno il coraggio di investire nei propri sogni e nelle proprie ambizioni senza rinunciare alla propria unicità. Sono eroi i sognatori in attesa del loro momento; gli emigranti che hanno abbandonato le loro certezze per inseguire la flebile luce della speranza; quelli che senza accorgersene rendono la vita degli altri migliore regalando un sorriso o una carezza; quelli che non smettono mai di sentire il battito del loro cuore e di prestare ascolto alle note della loro anima che come un pianoforte è capace di creare dolci melodie.
Spesso si cercano questi eroi nei posti più impensabili senza accorgersi che essi sono dentro di noi: nelle nostre scelte, nelle nostre azioni, nelle nostre idee. Siamo eroi quando difendiamo i nostri desideri, quando crediamo in noi stessi e soprattutto negli altri, quando guardando un arcobaleno siamo ancora capaci di stupirci, quando un tramonto è in grado ancora di emozionarci, quando ogni mattina fuori dalla finestra riusciamo a cogliere l’essenza delle piccole cose, quelle che danno luce ai nostri occhi e che riscaldano la nostra anima. Siamo eroi quando con coraggio smettiamo di subire, quando denunciamo le offese, quando a chi ci urla in faccia voltiamo semplicemente le spalle, quando tendiamo la mano a chi non riesce ad alzarsi, quando regaliamo sogni a chi ormai ha smesso di sognare.
“Regalami un Sogno” è tutto questo e forse molto di più, oltre il percettibile senso che le parole possono solo provare a rendere. L’autore del romanzo e suoi personaggi chiedono come regalo un sogno… quale esso sia, spetta ovviamente al lettore scoprirlo.
Prost, infatti, ha detto: “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”.
I sogni sono nel cuore, gli eroi tra le stelle, le idee sopra le nuvole e la felicità? Be’ quella bisogna sapersela costruire.
Regalami un sogno
Gli "eroi" di Christian Dilorenzo in "Regalami un Sogno"“Era notte fonda, nessuna stella in cielo, solo la pallida luna che osservava lo scorrere monotono delle vite degli umili mortali. Le strade erano deserte, le luci delle case spente, tutto sembrava tranquillo. Il piccolo paese dormiva” …sono solo le prime righe del romanzo d’esordio del giovane Chri ... (continue)
“Era notte fonda, nessuna stella in cielo, solo la pallida luna che osservava lo scorrere monotono delle vite degli umili mortali. Le strade erano deserte, le luci delle case spente, tutto sembrava tranquillo. Il piccolo paese dormiva” …sono solo le prime righe del romanzo d’esordio del giovane Christian Dilorenzo, studente universitario presso la II Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.
La storia si apre con una descrizione romantica, ma allo stesso tempo nostalgica che rende subito evidente il forte senso di vuoto e forse sembrerebbe anche di rassegnazione dei personeggi; personaggi che vivono vicende drammatiche, spesso percossi e piegati dal dolore come alberi colpiti da fulmini, ma che non per questo smettono di lottare e di sperare in un cambiamento, senza mai dimenticare che la vita dura un soffio… il tempo di vivere qualche emozione e cercare di costruire qualcosa. Questi personaggi sanno rialzarsi quando paura, frustrazione e disperazione stanno per prendere il sopravvento e con molto coraggio rifiutano ciò che Destino ha in serbo per loro e sanno sognare, progettare, lottare per realizzare un futuro migliore giorno dopo giorno, a piccoli passi, facendo sacrifici, affrontando scelte rischiose in nome dei valori in cui credono, dando tutto se stessi senza preoccuparsi di quello che riceveranno in cambio.
I personaggi di Christian Dilorenzo manifestano un forte bisogno d’affetto, un’esigenza che diventa necessità irrinunciabile, quasi come aria o acqua di cui non si potrebbe far a meno ed è per questo che ricercano l’amore, lo inseguono, lo sognano, lo tradiscono, lo abbandonano, lo feriscono, perché amare è un verbo all’infinito, un universo talmente grande che a volte fa paura.
Sì, questi personaggi sanno vivere pienamente ogni momento della loro vita, sanno trovare nel dolore la forza per ricominciare, la voglia di costruire qualcosa che vada oltre il loro tempo; sanno amare e perdonare forse con un coraggio talmente grande che non sanno nemmeno di possedere; eppure allo stesso tempo sono creature fragili, umili, che si bloccano di fronte a scelte difficili, che vivono paralizzate dalla paura di fallire, di deludere le aspettative e la fiducia degli altri. Sono eroi non riconosciuti dal tempo in cui vivono, un tempo che non li identifica come tali e li dimentica, li giudica, li calpesta senza preoccuparsi di ciò che essi rappresentano: l’esempio di come si vive.
Eroi, infatti, sono le persone comuni, quelle che lottano per la propria famiglia, rinunciando spesso ai propri obiettivi per sposare progetti più grandi, quelle che navigano contro corrente perché si rifiutano di mescolarsi alla massa, quelle che non si illudono, quelle che non cercano scorciatoie, quelle che amano in modo oblativo, quelle che hanno il coraggio di investire nei propri sogni e nelle proprie ambizioni senza rinunciare alla propria unicità. Sono eroi i sognatori in attesa del loro momento; gli emigranti che hanno abbandonato le loro certezze per inseguire la flebile luce della speranza; quelli che senza accorgersene rendono la vita degli altri migliore regalando un sorriso o una carezza; quelli che non smettono mai di sentire il battito del loro cuore e di prestare ascolto alle note della loro anima che come un pianoforte è capace di creare dolci melodie.
Spesso si cercano questi eroi nei posti più impensabili senza accorgersi che essi sono dentro di noi: nelle nostre scelte, nelle nostre azioni, nelle nostre idee.
Siamo eroi quando difendiamo i nostri desideri, quando crediamo in noi stessi e soprattutto negli altri, quando guardando un arcobaleno siamo ancora capaci di stupirci, quando un tramonto è in grado ancora di emozionarci, quando ogni mattina fuori dalla finestra riusciamo a cogliere l’essenza delle piccole cose, quelle che danno luce ai nostri occhi e che riscaldano la nostra anima. Siamo eroi quando con coraggio smettiamo di subire, quando denunciamo le offese, quando a chi ci urla in faccia voltiamo semplicemente le spalle, quando tendiamo la mano a chi non riesce ad alzarsi, quando regaliamo sogni a chi ormai ha smesso di sognare.
“Regalami un Sogno” è tutto questo e forse molto di più, oltre il percettibile senso che le parole possono solo provare a rendere. L’autore del romanzo e suoi personaggi chiedono come regalo un sogno… quale esso sia, spetta ovviamente al lettore scoprirlo.
Prost, infatti, ha detto: “Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso”.
I sogni sono nel cuore, gli eroi tra le stelle, le idee sopra le nuvole e la felicità? Be’ quella bisogna sapersela costruire.