Premessa: non ricordo sinceramente cosa mi spinse in origine ad avventurarmi nella lettura della saga fantasy "La Ragazza Drago", una lettura a quanto pare destinata, almeno sulla carta, a un target molto più giovane del mio, sui 13 anni mi pare di aver sentito dire, be' io di anni ne ho 23 e decine
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Premessa: non ricordo sinceramente cosa mi spinse in origine ad avventurarmi nella lettura della saga fantasy "La Ragazza Drago", una lettura a quanto pare destinata, almeno sulla carta, a un target molto più giovane del mio, sui 13 anni mi pare di aver sentito dire, be' io di anni ne ho 23 e decine di letture fantasy sulle spalle, eppure non vi nascondo che questa saga mi sta piacendo e non poco! I personaggi, pur con qualche limitazione e sbavatura dovute ad alcuni fastidiosi stereotipi, sono dignitosamente costruiti, la storia nella sua semplicità offre comunque diversi spunti interessanti, l'ambientazione, vero punto di forza della saga, si dimostra molto suggestiva e originale per un racconto di questo tipo, la lettura scorre in modo piacevolmente veloce come è tipico (solitamente) nei libri di Licia Troisi. Veniamo a quest'ultimo capitolo della saga, La Clessidra di Aldibah, dopo un primo libro abbastanza intrigante e un secondo piuttosto deludente a mio avviso, assistiamo a un leggero cambio di rotta, la narrazione qui è decisamente incentrata sull'azione, a differenza di quanto accaduto in passato dove le riflessioni e i "travagli" interiori dei protagonisti la facevano da padroni, l'autrice ci porta anche questa volta a visitare una città, ovvero la splendida Monaco di Baviera, e questo cambio di ambientazione, dopo "l'italianissima" Benevento, porta un'ulteriore ventata di aria fresca in una saga che rischiava di arenarsi sui soliti clichè. Stavolta Sofia, il prof e soci si trovano a fronteggiare un'autentica crisi, che rischia di compromettere in modo irreparabile la loro missione, la morte di un Draconiano, uno degli umani prescelti che custodiscono in sè le anime dei cinque draghi guardiani dell'Albero del Mondo. Nel tentativo di rimediare a questa tragedia il gruppo si ritroverà ad intraprendere un rischioso viaggio nel tempo, attraverso insidiosi paradossi temporali e le fredde nevi della Germania i nostri eroi dovranno tentare di cambiare il corso del passato e nel contempo fronteggiare nuovamente i seguaci di Niddhogr, il malefico signore delle Viverne che mira al dominio e alla corruzione del mondo, l'impresa porterà più volte Draconiani e Custodi, vecchi e nuovi, a fronteggiare i loro limiti, sia sul piano morale che su quello del potere, in una guerra che diventa sempre più aspra e spietata, fino a un'amara conclusione. Una menzione particolare va ancora una volta fatta all'idea della Troisi di mostrarci le città da lei visitate nel corso dei suoi viaggi (o almeno io immagino che sia così), oltre all'originalità della trovata, in questo caso va lodata la suggestiva immagine che l'autrice ci da di Monaco, città che personalmente non ho mai visto, ma che, devo ammettere, la lettura ha suscitato una certa voglia di visitare, una volta chiuso il libro avrei fatto i bagagli e acquistato subito il biglietto aereo... anche persfuggire un po' a questo caldo estivo! XD
La clessidra di Aldibah
Premessa: non ricordo sinceramente cosa mi spinse in origine ad avventurarmi nella lettura della saga fantasy "La Ragazza Drago", una lettura a quanto pare destinata, almeno sulla carta, a un target molto più giovane del mio, sui 13 anni mi pare di aver sentito dire, be' io di anni ne ho 23 e decine ... (continue)
Premessa: non ricordo sinceramente cosa mi spinse in origine ad avventurarmi nella lettura della saga fantasy "La Ragazza Drago", una lettura a quanto pare destinata, almeno sulla carta, a un target molto più giovane del mio, sui 13 anni mi pare di aver sentito dire, be' io di anni ne ho 23 e decine di letture fantasy sulle spalle, eppure non vi nascondo che questa saga mi sta piacendo e non poco! I personaggi, pur con qualche limitazione e sbavatura dovute ad alcuni fastidiosi stereotipi, sono dignitosamente costruiti, la storia nella sua semplicità offre comunque diversi spunti interessanti, l'ambientazione, vero punto di forza della saga, si dimostra molto suggestiva e originale per un racconto di questo tipo, la lettura scorre in modo piacevolmente veloce come è tipico (solitamente) nei libri di Licia Troisi. Veniamo a quest'ultimo capitolo della saga, La Clessidra di Aldibah, dopo un primo libro abbastanza intrigante e un secondo piuttosto deludente a mio avviso, assistiamo a un leggero cambio di rotta, la narrazione qui è decisamente incentrata sull'azione, a differenza di quanto accaduto in passato dove le riflessioni e i "travagli" interiori dei protagonisti la facevano da padroni, l'autrice ci porta anche questa volta a visitare una città, ovvero la splendida Monaco di Baviera, e questo cambio di ambientazione, dopo "l'italianissima" Benevento, porta un'ulteriore ventata di aria fresca in una saga che rischiava di arenarsi sui soliti clichè. Stavolta Sofia, il prof e soci si trovano a fronteggiare un'autentica crisi, che rischia di compromettere in modo irreparabile la loro missione, la morte di un Draconiano, uno degli umani prescelti che custodiscono in sè le anime dei cinque draghi guardiani dell'Albero del Mondo. Nel tentativo di rimediare a questa tragedia il gruppo si ritroverà ad intraprendere un rischioso viaggio nel tempo, attraverso insidiosi paradossi temporali e le fredde nevi della Germania i nostri eroi dovranno tentare di cambiare il corso del passato e nel contempo fronteggiare nuovamente i seguaci di Niddhogr, il malefico signore delle Viverne che mira al dominio e alla corruzione del mondo, l'impresa porterà più volte Draconiani e Custodi, vecchi e nuovi, a fronteggiare i loro limiti, sia sul piano morale che su quello del potere, in una guerra che diventa sempre più aspra e spietata, fino a un'amara conclusione. Una menzione particolare va ancora una volta fatta all'idea della Troisi di mostrarci le città da lei visitate nel corso dei suoi viaggi (o almeno io immagino che sia così), oltre all'originalità della trovata, in questo caso va lodata la suggestiva immagine che l'autrice ci da di Monaco, città che personalmente non ho mai visto, ma che, devo ammettere, la lettura ha suscitato una certa voglia di visitare, una volta chiuso il libro avrei fatto i bagagli e acquistato subito il biglietto aereo... anche persfuggire un po' a questo caldo estivo! XD