Un libro uscito negli anni ’70 e che sembra scritto nel 2040. Questa l’impressione che si ricava leggendo “Il cristianesimo in frantumi”, edito nella benemerita collana “Sui generis” curata dal CTI (Coordinamento Teologhe Italiane) per la Effatà Editrice. Il testo, tradotto e introdotto dalla teolog
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Un libro uscito negli anni ’70 e che sembra scritto nel 2040. Questa l’impressione che si ricava leggendo “Il cristianesimo in frantumi”, edito nella benemerita collana “Sui generis” curata dal CTI (Coordinamento Teologhe Italiane) per la Effatà Editrice. Il testo, tradotto e introdotto dalla teologa Stella Morra, riporta il dialogo svoltosi negli studi della radio francese tra Michel de Certau e Jean Marie Domenach. Filosogo, teologo, gesuita, il primo; laico e a lungo direttore della rivista Esprit il secondo. È soprattutto il pensiero di de Certau ad affascinare il lettore: con una lucidità che è difficile non definire profetica, il gesuita riesce ad intravedere gli esiti dello scontro/incontro tra la Chiesa e la postmodernità mentre ancora lo scenario era quello della modernità. Un linguaggio non facile il suo e che, come è stato ricordato, seduce e irrita. Ma non lascia indifferente il lettore e questo è già molto in un’epoca di passioni spesso inutili e futili.
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) su
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Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) sul tema. Alla domanda cerca ora di rispondere questo libro il cui titolo contiene già la tesi finale: “Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla chiesa italiana”. Il prete e il laico sono rispettivamente Saverio Xeres e Giorgio Campanini, storici di formazione e soprattutto attenti osservatori della chiesa italiana. Come affermano gli autori nella prefazione firmata a quattro mani, l’esigenza del libro è nata da una constatazione, e cioè dal constatare come “non vi è persona, di età matura ed oltre, che non possa constatare una profonda distanza tra la stagione culturale e sociale di quaranta – cinquanta anni fa e quella attuale”. La parte migliore del libro (e anche quella più consistente) è quella firmata da Xeres, il quale, dopo un excursus sulla storia della chiesa italiana post conciliare si lancia in una attenta disamina della pastorale corrente, fatta più di parole e di carta che di Spirito. Giudizi a volte anche affilati i suoi, ma sempre documentati e stimolanti. Un libro da leggere per farsi un’idea dei tempi in cui viviamo e nei quali vive la chiesa.
Tamàr, Rahav, Rut, Bat Sheva/Betsabea, Miriam/Maria. Erri prende per mano il lettore e lo porta nelle vite e nei destini di cinque donne i cui nomi stanno nella genealogia di Gesù. "Ecco che nella preziosa discendenza del messia sono innestate donne e grembi di popoli diversi. Con le loro trasfusi
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Tamàr, Rahav, Rut, Bat Sheva/Betsabea, Miriam/Maria. Erri prende per mano il lettore e lo porta nelle vite e nei destini di cinque donne i cui nomi stanno nella genealogia di Gesù. "Ecco che nella preziosa discendenza del messia sono innestate donne e grembi di popoli diversi. Con le loro trasfusioni di sangue misto, la storia ebraica allontana da sé lo scettro e lo spettro della pirezza di sangue, del pedegree. Pure il messia è meticcio. E' una lezione grandiosa, poco risaputa e poco ripetuta". Bellissimo il dialogo tra Maria e la madre.
Chissà se è veramente l'ultimo libro di Erri avente per oggetto la storia sacra. Le ultime parole lo farebbero supporre. Ma riuscirà veramente a non scrivere più di quelle storie che accompagnano ogni suo risveglio? Intanto godiamoci questa sua ultima opera in cui la sua prosa aspra e dolce contempo
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Chissà se è veramente l'ultimo libro di Erri avente per oggetto la storia sacra. Le ultime parole lo farebbero supporre. Ma riuscirà veramente a non scrivere più di quelle storie che accompagnano ogni suo risveglio? Intanto godiamoci questa sua ultima opera in cui la sua prosa aspra e dolce contemporaneamente ci fa incontrare con l'alpinista Mosè e con le dieci parole. Altre forse Erri vorrà raccontarcene riguardo a quel Libro che è l'unico che si scrive in maiuscolo. E altrimenti grazie per quelle che ci ha dato.
Sollecitato da Gabriella Caramore, Enzo Bianchi (con il suo classico stile al contempo piano e profondo) fa il punto sulle vicende evangeliche che parlano della passione, morte e risurrezione di Gesù. Un libro consigliatissimo per prepararsi alle prossime festività pasquali (e non solo)
Il cristianesimo in frantumi
Un libro uscito negli anni ’70 e che sembra scritto nel 2040. Questa l’impressione che si ricava leggendo “Il cristianesimo in frantumi”, edito nella benemerita collana “Sui generis” curata dal CTI (Coordinamento Teologhe Italiane) per la Effatà Editrice. Il testo, tradotto e introdotto dalla teolog ... (continue)
Un libro uscito negli anni ’70 e che sembra scritto nel 2040. Questa l’impressione che si ricava leggendo “Il cristianesimo in frantumi”, edito nella benemerita collana “Sui generis” curata dal CTI (Coordinamento Teologhe Italiane) per la Effatà Editrice. Il testo, tradotto e introdotto dalla teologa Stella Morra, riporta il dialogo svoltosi negli studi della radio francese tra Michel de Certau e Jean Marie Domenach. Filosogo, teologo, gesuita, il primo; laico e a lungo direttore della rivista Esprit il secondo. È soprattutto il pensiero di de Certau ad affascinare il lettore: con una lucidità che è difficile non definire profetica, il gesuita riesce ad intravedere gli esiti dello scontro/incontro tra la Chiesa e la postmodernità mentre ancora lo scenario era quello della modernità. Un linguaggio non facile il suo e che, come è stato ricordato, seduce e irrita. Ma non lascia indifferente il lettore e questo è già molto in un’epoca di passioni spesso inutili e futili.
Manca il respiro
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) su ... (continue)
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) sul tema. Alla domanda cerca ora di rispondere questo libro il cui titolo contiene già la tesi finale: “Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla chiesa italiana”. Il prete e il laico sono rispettivamente Saverio Xeres e Giorgio Campanini, storici di formazione e soprattutto attenti osservatori della chiesa italiana. Come affermano gli autori nella prefazione firmata a quattro mani, l’esigenza del libro è nata da una constatazione, e cioè dal constatare come “non vi è persona, di età matura ed oltre, che non possa constatare una profonda distanza tra la stagione culturale e sociale di quaranta – cinquanta anni fa e quella attuale”.
La parte migliore del libro (e anche quella più consistente) è quella firmata da Xeres, il quale, dopo un excursus sulla storia della chiesa italiana post conciliare si lancia in una attenta disamina della pastorale corrente, fatta più di parole e di carta che di Spirito. Giudizi a volte anche affilati i suoi, ma sempre documentati e stimolanti. Un libro da leggere per farsi un’idea dei tempi in cui viviamo e nei quali vive la chiesa.
Le sante dello scandalo
Tamàr, Rahav, Rut, Bat Sheva/Betsabea, Miriam/Maria. Erri prende per mano il lettore e lo porta nelle vite e nei destini di cinque donne i cui nomi stanno nella genealogia di Gesù.continue)
"Ecco che nella preziosa discendenza del messia sono innestate donne e grembi di popoli diversi. Con le loro trasfusi ... (
Tamàr, Rahav, Rut, Bat Sheva/Betsabea, Miriam/Maria. Erri prende per mano il lettore e lo porta nelle vite e nei destini di cinque donne i cui nomi stanno nella genealogia di Gesù.
"Ecco che nella preziosa discendenza del messia sono innestate donne e grembi di popoli diversi. Con le loro trasfusioni di sangue misto, la storia ebraica allontana da sé lo scettro e lo spettro della pirezza di sangue, del pedegree. Pure il messia è meticcio. E' una lezione grandiosa, poco risaputa e poco ripetuta".
Bellissimo il dialogo tra Maria e la madre.
E disse
Chissà se è veramente l'ultimo libro di Erri avente per oggetto la storia sacra. Le ultime parole lo farebbero supporre. Ma riuscirà veramente a non scrivere più di quelle storie che accompagnano ogni suo risveglio? Intanto godiamoci questa sua ultima opera in cui la sua prosa aspra e dolce contempo ... (continue)
Chissà se è veramente l'ultimo libro di Erri avente per oggetto la storia sacra. Le ultime parole lo farebbero supporre. Ma riuscirà veramente a non scrivere più di quelle storie che accompagnano ogni suo risveglio? Intanto godiamoci questa sua ultima opera in cui la sua prosa aspra e dolce contemporaneamente ci fa incontrare con l'alpinista Mosè e con le dieci parole. Altre forse Erri vorrà raccontarcene riguardo a quel Libro che è l'unico che si scrive in maiuscolo. E altrimenti grazie per quelle che ci ha dato.
Condanna, morte e risurrezione di Gesù
Sollecitato da Gabriella Caramore, Enzo Bianchi (con il suo classico stile al contempo piano e profondo) fa il punto sulle vicende evangeliche che parlano della passione, morte e risurrezione di Gesù. Un libro consigliatissimo per prepararsi alle prossime festività pasquali (e non solo)