Ci sono silenzi che parlano più delle parole. Ci sono assenze che parlano più delle presenze. Il non detto può essere più esplicito del detto e bisogna saper leggere anche gli spazi bianchi tra le righe e tra le lettere. E ci sono piccoli libri che ti ricordano assenti, ma allo stesso tempo rendono
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Ci sono silenzi che parlano più delle parole. Ci sono assenze che parlano più delle presenze. Il non detto può essere più esplicito del detto e bisogna saper leggere anche gli spazi bianchi tra le righe e tra le lettere. E ci sono piccoli libri che ti ricordano assenti, ma allo stesso tempo rendono presenti persone meravigliose che si sono fatte da tramite fra te e il libro porgendotelo come fosse cosa preziosa. Grazie ad ambedue.
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) su
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Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) sul tema. Alla domanda cerca ora di rispondere questo libro il cui titolo contiene già la tesi finale: “Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla chiesa italiana”. Il prete e il laico sono rispettivamente Saverio Xeres e Giorgio Campanini, storici di formazione e soprattutto attenti osservatori della chiesa italiana. Come affermano gli autori nella prefazione firmata a quattro mani, l’esigenza del libro è nata da una constatazione, e cioè dal constatare come “non vi è persona, di età matura ed oltre, che non possa constatare una profonda distanza tra la stagione culturale e sociale di quaranta – cinquanta anni fa e quella attuale”. La parte migliore del libro (e anche quella più consistente) è quella firmata da Xeres, il quale, dopo un excursus sulla storia della chiesa italiana post conciliare si lancia in una attenta disamina della pastorale corrente, fatta più di parole e di carta che di Spirito. Giudizi a volte anche affilati i suoi, ma sempre documentati e stimolanti. Un libro da leggere per farsi un’idea dei tempi in cui viviamo e nei quali vive la chiesa.
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bahhhhhhh!!!Un concentrato di luoghi comuni come raramente capita di leggere
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Appena comprato al supermercato (per appena € 5,4)
Tu non c'eri
Ci sono silenzi che parlano più delle parole. Ci sono assenze che parlano più delle presenze. Il non detto può essere più esplicito del detto e bisogna saper leggere anche gli spazi bianchi tra le righe e tra le lettere. E ci sono piccoli libri che ti ricordano assenti, ma allo stesso tempo rendono ... (continue)
Ci sono silenzi che parlano più delle parole. Ci sono assenze che parlano più delle presenze. Il non detto può essere più esplicito del detto e bisogna saper leggere anche gli spazi bianchi tra le righe e tra le lettere. E ci sono piccoli libri che ti ricordano assenti, ma allo stesso tempo rendono presenti persone meravigliose che si sono fatte da tramite fra te e il libro porgendotelo come fosse cosa preziosa. Grazie ad ambedue.
Manca il respiro
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) su ... (continue)
Qual è lo stato di salute della chiesa italiana? La domanda non è peregrina, se riguardo alla medesima si va sviluppando –ormai da lunghi mesi- un dibattito sulle colonne del periodico dehoniano “Il Regno” e lo stesso priore di Bose, Enzo Bianchi, è tornato più volte (anche con accenti accorati) sul tema. Alla domanda cerca ora di rispondere questo libro il cui titolo contiene già la tesi finale: “Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla chiesa italiana”. Il prete e il laico sono rispettivamente Saverio Xeres e Giorgio Campanini, storici di formazione e soprattutto attenti osservatori della chiesa italiana. Come affermano gli autori nella prefazione firmata a quattro mani, l’esigenza del libro è nata da una constatazione, e cioè dal constatare come “non vi è persona, di età matura ed oltre, che non possa constatare una profonda distanza tra la stagione culturale e sociale di quaranta – cinquanta anni fa e quella attuale”.
La parte migliore del libro (e anche quella più consistente) è quella firmata da Xeres, il quale, dopo un excursus sulla storia della chiesa italiana post conciliare si lancia in una attenta disamina della pastorale corrente, fatta più di parole e di carta che di Spirito. Giudizi a volte anche affilati i suoi, ma sempre documentati e stimolanti. Un libro da leggere per farsi un’idea dei tempi in cui viviamo e nei quali vive la chiesa.