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Cover of Philip K. Dick: Four Novels of the 1960s
Cover of The Lost Christianities
  • This book is an insightful, informative, and yet easy to read journey among several Christian cults in the first 4 centuries of our era. That was a time when the canonical books of the Christian Bible had not been decided yet, so the differences between various Christianities were enormous. There we ... (continue)

    This book is an insightful, informative, and yet easy to read journey among several Christian cults in the first 4 centuries of our era. That was a time when the canonical books of the Christian Bible had not been decided yet, so the differences between various Christianities were enormous. There were Christians believing in 2 or more gods, or believing that Jesus was 100% human or 100% divine. Some Christians believed that salvation came from the death and resurrection of Jesus, while others did not care for that because salvation came from his words and his message. It’s a fascinating trip among proto-orthodox Christians, Ebionites, Marcionites, Gnostics and other Christian cults.
    This book tells us how centuries of theological and personal struggles and opinions of great thinkers, forgers, bishops, and copyists shaped Christianity. Eventually, only one form of Christianity defeated the competition and emerged from those early centuries.
    Was this victory due to a higher ability of proto-orthodox Christians to make up convincing tales and acquire power, or was it due to a true divine inspiration? I’ll leave that to you.

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    Posted on Oct 3, 2009 | Add your feedback

Cover of The Prophet
  • Beautiful, profound, wise, timeless!
    The Prophet speaks to everybody, regardless of one’s faith, or lack of it.

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    Posted on Aug 11, 2009 | Add your feedback

Cover of Americans in Paris
  • This book is a collection of letters and book excerpts written by famous Americans that lived for a while in Paris starting with Benjamin Franklin up to the 1960s. Some pieces are riveting first-hand reports on historical events, such as what happened on July 1789, or the proclamation of the Second ... (continue)

    This book is a collection of letters and book excerpts written by famous Americans that lived for a while in Paris starting with Benjamin Franklin up to the 1960s. Some pieces are riveting first-hand reports on historical events, such as what happened on July 1789, or the proclamation of the Second Republic, or the eve of World War I. Other pieces are interesting descriptions of life in Paris across the centuries and its comparison to America (and sometimes London). Finally, there are some boring pieces on personal events.
    A very entertaining book on Paris through American eyes, and sometimes a description of a city reinvented by Americans that, for a reason or another, where looking for something idealized and exotic.

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    Posted on Aug 10, 2009 | Add your feedback

Cover of In Defense of Food
Cover of Hot, Flat, and Crowded
  • Un libro molto interessante che dimostra che avere una politica e un’economia verde non è solo un’idea da figli dei fiori, ma è ormai un’inevitabile questione strategica di sicurezza nazionale e di sviluppo economico. Il libro è pieno di idee ed esempi concreti su come lo sviluppo economico sia comp ... (continue)

    Un libro molto interessante che dimostra che avere una politica e un’economia verde non è solo un’idea da figli dei fiori, ma è ormai un’inevitabile questione strategica di sicurezza nazionale e di sviluppo economico. Il libro è pieno di idee ed esempi concreti su come lo sviluppo economico sia compatibile con la protezione ambientale. L’ambiente diventa un’opportunità per lo sviluppo, non un ostacolo da eliminare. Molti oggi parlano di Rivoluzione Verde, ma l’autore puntualizza che ora non c’è nessuna rivoluzione in corso. Le rivoluzioni producono cambiamenti profondi, costosi, dolorosi, mentre ora stiamo avendo al massimo una festicciola verde. Per avere una Rivoluzione Verde non basta invitare i cittadini ad usare lampadine a basso consumo, ma occorre una vasta opera legislativa che solo governi e parlamenti possono fare, incontrando la forte resistenza delle lobby industriali, dei produttori di combustibili fossili e degli ambientalisti radicali irragionevoli.
    Un approccio pragmatico, ma che richiederà sforzi immensi per essere attuato.
    Divertente la nuova definizione di BANANA Republic (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything), che è un’involuzione di NIMBY. Il concetto BANANA ricorda fin troppo bene le azioni che avvengono anche in Italia a causa di politici ignoranti, ambientalisti estremisti, mafie varie e popolino manipolato per fini che niente hanno a che fare con l’ambiente.

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    Posted on Jan 11, 2009 | Add your feedback

Cover of Infidel
  • 1 person find this helpful

    L'islam e l'Occidente visti da chi ha vissuto entrambi dall'interno

    “Infidel” è l’autobiografia di Ayaan Hirsi Ali e, a mio avviso, un bel tributo alla potenza liberatrice dei libri. La frase più bella è: “All these books, even the trashy ones, carried with them ideas – races were equal, women were equal to men – and concepts of freedom, struggle, and adventure that ... (continue)

    “Infidel” è l’autobiografia di Ayaan Hirsi Ali e, a mio avviso, un bel tributo alla potenza liberatrice dei libri. La frase più bella è: “All these books, even the trashy ones, carried with them ideas – races were equal, women were equal to men – and concepts of freedom, struggle, and adventure that were new to me”.
    Ayaan racconta la propria infanzia, adolescenza e l’inizio dell’età adulta divisa tra Somalia, Arabia Saudita, Kenya ed Etiopia. È una vita molto difficile, piena di violenza in famiglia e nella società. In quegli anni Ayaan è una fervente credente, sottomessa come si addice ad una donna musulmana, con simpatie verso gli insegnamenti radicali e fondamentalisti dei Fratelli Musulmani. Ma nonostante questo, i libri occidentali che legge di nascosto le provocano domande e dubbi.
    Poi Ayaan scappa e riceve asilo politico in Olanda. Lì si accorge che l’infedele Olanda è ordinata, pulita, funzionante e la gente è gentile e accogliente anche con gli stranieri. Le domande si affollano: perché le terre fedeli a Allah sono distrutte dalla violenza, mentre quelle infedeli no? Al contrario dei suoi correligionari, che pretendono sussidi, non lavorano e criticano l’Olanda, Ayaan studia e lavora duramente.
    Infine arriva l’11 settembre 2001. L’attentato crea una profonda crisi in Ayaan, che si chiede se davvero l’Islam giustifica tanta violenza. Rilegge il Corano e la conclusione è positiva. Finalmente accetta che il Corano non è un libro scritto da Allah, ma dagli uomini 150 anni dopo la morte di Maometto. Abbandona l’Islam e decide che da quel momento lo scopo della sua vita sarà la difesa delle donne musulmane e la vera integrazione degli immigrati. Le sue critiche verso l’Islam le attirano le simpatie degli olandesi e l’odio dei musulmani. La sua popolarità cresce fino a farla diventare deputato al Parlamento olandese. Poi c'è l’assassinio di Theo van Gogh, con il quale collaborava per denunciare le violenze islamicamente corrette sulle donne, e viene minacciata di morte. Dopo varie peripezie, Ayaan si trasferisce negli USA.
    “Infidel” è una critica all’Islam che cerca di controllare ogni minimo comportamento umano, trasformando gli uomini e le donne in automi senza volontà e libero arbitrio perché devono sottomettersi acriticamente alle regole ferree della religione. Però è anche una critica all’Occidente accecato dalle idee di multiculturalismo e relativismo culturale e morale, a causa delle quali gli occidentali chiudono gli occhi di fronte alle violenze quotidiane nelle famiglie degli immigrati e alle esortazioni all’odio e alla violenza che circolano nelle comunità musulmane. Ayaan spera che prima o poi anche nella cultura islamica ci sarà quel doloroso cambiamento che la trasporterà finalmente dal medioevo, a cui resta aggrappata, verso mondo moderno.
    Il messaggio del libro, secondo l’autrice stessa, è che l’Occidente sbaglia a prolungare senza ragione il dolore di questa transizione elevando culture bigotte piene di odio verso le donne al livello di rispettabili stili di vita alternativi.

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    Posted on Aug 28, 2008 | 1 feedback

Cover of Beaufort
  • “Tredici Soldati” (titolo italiano).
    Un plotone di soldati israeliani a guardia di un avamposto ai piedi dell’antica fortezza crociata di Beaufort, in Libano. C’è la guerra, vera, spietata, contro un nemico che ama la morte e la cerca. Ma c’è anche, e forse soprattutto, l’amicizia, l’affetto e ... (continue)

    “Tredici Soldati” (titolo italiano).
    Un plotone di soldati israeliani a guardia di un avamposto ai piedi dell’antica fortezza crociata di Beaufort, in Libano. C’è la guerra, vera, spietata, contro un nemico che ama la morte e la cerca. Ma c’è anche, e forse soprattutto, l’amicizia, l’affetto e la fiducia senza limiti che lega questi ragazzi circondati dalla morte. Ragazzi inizialmente immaturi ed individualisti che crescono in fretta a causa dell’estrema durezza e pericolosità delle loro vite quotidiane nel piccolo mondo di Beaufort e si legano in un’amicizia in cui la vita dei propri compagni ha la precedenza sulla propria. Ragazzi che devono vivere attraverso la sofferenza e l’orrore di vedere gli amici cadere uno a uno sotto il fuoco di un nemico invisibile che uccide da lontano.
    Nel mondo claustrofobico dell’avamposto, ognuno di loro esprime i propri sogni per il futuro. C’è il pensiero costante alle proprie famiglie, a quelle dei compagni, e alla devastazione che la notizia della morte di un figlio può portare.
    Ognuno di loro sa che potrebbe essere il prossimo a essere ucciso da un nemico al quale non possono rispondere come potrebbero per ragioni politiche, aumentando così la loro frustrazione e facendo crescere sempre più potente la domanda: il loro sacrificio serve a qualcosa?
    Erez, il giovane durissimo tenente, troverà la risposta nell’ultima missione, la più pericolosa, del suo plotone a Beaufort.

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    Posted on Aug 5, 2008 | Add your feedback

Cover of Seven Pillars of Wisdom
Cover of Imperial Hubris
Cover of State of Denial
Cover of The Silver Pigs

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