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By David Foster Wallace -
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Immagino la reazione di chi prende in mano un libro del genere senza aver mai letto prima un libro di DFW. Sinceramente, se non avessi imparato ad aspettarmi di tutto, ma proprio tutto da DFW avrei chiuso il libro con stizza alla lettura delle prime righe di "Autorità e uso della lingua", prendendom ... (
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Jul 8, 2009 |
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By Jacques Attali -
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Posto che avventurarsi in previsioni da qui a 70 anni ed oltre è estremamente rischioso, e come tutte le operazioni estremamente rischiose è anche estremamente opinabile, mi pare che le idee contenute in questo libro siano in parte fantasiose in parte verosimili. Per quelle che sono dotate di quest' ... (
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Jul 8, 2009 |
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- Vita e opinioni di John Cromer (93)
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By Adam Mars-Jones -
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Vita e opinioni di John Cromer
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"Una cosa che molti di noi hanno notato, però, è che i bambini muoiono bene. Di norma sono più bravi a morire degli adulti, ma gli adulti reagiscono a questo fatto con stupore sentimentale. Nessuno si domanda mai perché morire diventa più difficile a mano a mano che si cresce (per come il mondo inte ... (
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Jun 22, 2009 |
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Treno di notte per Lisbona
***This comment contains spoilers! ***
Quando una lettura avviene calcando gli stessi luoghi che il libro racconta, in modo tale che ai nomi si associ subitamente un'immagine che sappiamo veritiera, raramente il libro non effettua una fortissima presa su di noi. Belém, Coimbra, le strade di Lisbona, lo sferragliare del tram elettrico lun ... (continue)
Quando una lettura avviene calcando gli stessi luoghi che il libro racconta, in modo tale che ai nomi si associ subitamente un'immagine che sappiamo veritiera, raramente il libro non effettua una fortissima presa su di noi. Belém, Coimbra, le strade di Lisbona, lo sferragliare del tram elettrico lungo le strette salite. Un libro che, solo per questo motivo, farà sempre parte di me e del ricordo di uno splendido viaggio.
Se un libro però mi prende troppo, costringendomi a leggerlo insieme con foga e con voluta lentezza, per impedirmi di finirlo troppo presto, quando giungo alla fine divento ipercritico come un amante lasciato improvvisamente dalla sua amata.
Dico solo due cose: fosse stato scritto in prima persona sarebbe stato un capolavoro. Il secondo appunto è un po' più grave: ok, Mercier, io sospendo la mia incredulità, do per buono che il tuo personaggio sia così avventuroso ed impulsivo, voglio credere alla serie di fantastiche coincidenze che gli fanno vivere una bella avventura, agli incontri con personaggi pronti a raccontare e a raccontarsi, nonostante le difficoltà linguistiche. Ma allora, caro Autore, alla fine del libro devi risolvere la trama che tu hai creato all'inizio, non puoi tralasciare di dirmi chi era quella donna che il prof. ha incontrato sul ponte.
Inoltre, non potevo fare a meno di indispettirmi di essere così pronto, durante la lettura, a recepire quella prosa retorica delle annotazioni di Prado, che in altre occasioni ho detestato. Evidentemente c'è un tempo per tutto. Nonostante continui a pensare che sia stato un abile articicio da parte dell'autore, credo di essere stato piuttosto suggestionato dagli spunti che quelle riflessioni offrivano. Si parla di lealtà, amicizia, coraggio, onore. Amore non molto, e non è un male. Sentimenti elevati, riflessioni appropriate.
Al di là della trama e delle suggestioni dei luoghi, è un libro che mi ha lasciato dentro un qualcosa di indefinito, qualcosa di forte e positivo che pure non so definire. E quando un libro fa quest'effetto, poche critiche si possono muovere al suo autore.