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Cover of Appetite for Life
Cover of Extremely Loud and Incredibly Close
  • 2 people find this helpful

    Ho impiegato più di due settimane per leggere questo romanzo e per me due settimane sono tante per leggere un romanzo simile.

    Non voglio dire che non mi sia piaciuto, ché anzi molti sono stati i momenti in cui mi sono sentita parte della storia, assorbita dal racconto, partecipe delle vicende ... (continue)

    Ho impiegato più di due settimane per leggere questo romanzo e per me due settimane sono tante per leggere un romanzo simile.

    Non voglio dire che non mi sia piaciuto, ché anzi molti sono stati i momenti in cui mi sono sentita parte della storia, assorbita dal racconto, partecipe delle vicende dei personaggi.

    Difficile non provare delle emozioni di fronte alla storia di Oskar, bambino di 9 anni che perde il padre nella tragedia del World Trade Center.

    Nel tentativo di placare i propri sensi di colpa per non aver risposto all'ultimo messaggio che quella mattina, prima di morire, suo padre ha finito per affidare alla segreteria telefonica, accettarne la morte e insieme trovare il modo di sentirlo ancora vicino, vivo e presente, nel suo primo incontro con l'esperienza umanissima e ineluttabile del dolore, Oskar finisce per entrare in contatto con un'umanità variamente dolente, variamente persa e smarrita di fronte alla vita.

    Alcune intuizioni e trovate sono assolutamente brillanti (e mi hanno tanto ricordato The History of Love, romanzo da me molto amato di Nicole Krauss, che di Jonathan Safran Foer è la moglie; e si sente) e l'idea di fondo che per accettare la morte bisogna non aver paura della vita e aprirsi ad essa non è certo originale, ma è bene che venga ribadita, e tanto meglio se la cosa avviene nelle pagine di un romanzo.

    Rimane, però, la sensazione che l'autore sia un po' troppo preoccupato di scrivere qualcosa di assolutamente originale (a discapito del realismo del racconto) e si compiaccia eccessivamente del suo stile, che personalmente trovo un po' affettato.
    E non c'è niente di peggio, per me, che avvertire questo genere di sottile narcisismo tra le pieghe di una storia.

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    Posted on Sep 22, 2009 | 1 feedback

Cover of The Writer on Her Work, Volume 1
Cover of Julie and Julia
  • 2 people find this helpful

    devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da questo libro, la cui lettura, nonostante lo stile fin troppo brioso della powell, mi è risultata spesso di una noia mortale.

    sarà che appunto l'autrice mi è sembrata anche troppo preoccupata di mostrarsi brillante e divertente (e ha spesso sempli ... (continue)

    devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più da questo libro, la cui lettura, nonostante lo stile fin troppo brioso della powell, mi è risultata spesso di una noia mortale.

    sarà che appunto l'autrice mi è sembrata anche troppo preoccupata di mostrarsi brillante e divertente (e ha spesso semplicemente confuso ciò che per lei corrisponde ad uno stile frizzante con una tendenza a volte esagerata e non necessaria alla volgarità gratuita), sarà soprattutto che mi aspettavo di trovare più julia child che julie powell nel libro, e sono stata, da questo punto di vista, delusa, tanto che il titolo, per me, avrebbe potuto benissimo essere 'julie & julie' oppure 'julie (&, sometimes, very little julia)'.

    se infatti trovo il personaggio di julia child di estremo interesse, con il suo personalissimo mix di esuberanza, energia positiva e volontà e la sua vena di folle eccentricità (a parigi, dove il marito era stato mandato per lavoro, decise a 37 anni di imparare a cucinare e diventò quel che diventò), non posso dire altrettanto di julie powell, e me ne dispiaccio.

    non mi ha stupita il fatto che, proprio a poche pagine dalla fine, si racconti che julia child, al tempo della storia 91enne, durante un'intervista espresse tutto il suo dissenso circa 'the project' (che consisteva nella realizzazione, in un anno, di tutte le 524 ricette contenute nel suo celeberrimo Mastering the Art of French Cooking) e definì la powell 'una villana rifatta e sboccata priva di serietà' (o qualcosa del genere).

    tengo a precisare che sono molto contenta che la powell abbia trovato, grazie a julia child e al suo straordinario esempio di vitalità ed entusiasmo, e grazie a questa folle idea di 'cucinare' un suo intero libro nell'arco di un anno, un motivo per abbandonare il suo squallido lavoro che la rendeva una donna frustrata e insoddisfatta e il modo di fare soldi 'scrivendo in pigiama a Long Island City'. mi spingo a dire che mi auguro abbia trovato anche qualcosa di più: un po' di felicità, e una maggiore autostima.

    ma se avesse evitato di raccontarlo a tutto il mondo con un libro come questo, ne sarei stata ancora più contenta.

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    Posted on May 30, 2009 | Add your feedback

Cover of To the Lighthouse
  • 2 people find this helpful

    è difficile condensare in poche righe il caleidoscopio di emozioni, riflessioni, intuizioni, illuminazioni che si sono succedute dentro di me durante la rilettura di questo romanzo di virginia woolf, da sempre considerato il più autobiografico ed uno dei suoi capolavori, e a ragione.

    riflette ... (continue)

    è difficile condensare in poche righe il caleidoscopio di emozioni, riflessioni, intuizioni, illuminazioni che si sono succedute dentro di me durante la rilettura di questo romanzo di virginia woolf, da sempre considerato il più autobiografico ed uno dei suoi capolavori, e a ragione.

    riflettendoci dopo averlo completato, la scrittrice si rese conto (ne parlò nel diario) che, scrivendolo, aveva fatto ciò che gli analisti aiutano i propri pazienti a fare: questo libro è infatti una stupefacente opera di investigazione emotiva del passato, nel tentativo di liberarsi dell'ossessionante presenza dei fantasmi dei propri genitori e allo stesso tempo un tributo amorevole, benché complesso e ambivalente, a due figure per molti versi eccezionali e di straordinario fascino: mr. e mrs. ramsay sono due appassionati e puntuali ritratti di leslie stephen e julia jackson (padre e madre della woolf) e la stessa virginia si rifrange in alcune figure del libro: cam, james, lily.

    il romanzo è anche una commovente rievocazione delle lunghe e incantate estati a st. ives, cittadina della cornovaglia dove, per tutta la sua infanzia, la scrittrice trascorse con la sua famiglia le vacanze, il luogo che per lei rimase il più bello al mondo e in cui, come affermò a più riprese in seguito, si era sentita più felice e più appagata.

    una riflessione intensa e commovente sull'essere figli e l'essere genitori, sull'impresa difficile (a volte impossibile) ma sempre necessaria di fare i conti con l'eredità genitoriale, nel tentativo spietato di distinguere il grano dalla pula, la realtà dalle proprie proiezioni e rinascere, liberati, alla vera vita adulta e alla propria creatività.

    illuminanti, al riguardo, le parti dedicate al personaggio di lily briscoe, la pittrice alla quale è affidato il compito di esprimere gran parte delle perplessità, dei tormenti, delle estasi provate dalla woolf nel suo lungo viaggio alla scoperta della propria personalissima voce artistica.

    un capolavoro.

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    Posted on May 23, 2009 | 2 feedbacks

Cover of Vanessa Bell
Cover of Leonard Woolf
Cover of Vita
Cover of Virginia Woolf
Cover of Recollections of Virginia Woolf
Cover of Diplomatic Baggage
  • lettura leggera ma amena quant'altre mai.
    l'autrice segue per il mondo il marito ambasciatore, dall'Etiopia all'India, dall'Africa alla Siria, da Bruxelles al Kazakistan, condividendo con lui esperienze più spesso esilaranti, a volte tragiche, sempre con uno spirito curioso e pronto a cogliere ... (continue)

    lettura leggera ma amena quant'altre mai.
    l'autrice segue per il mondo il marito ambasciatore, dall'Etiopia all'India, dall'Africa alla Siria, da Bruxelles al Kazakistan, condividendo con lui esperienze più spesso esilaranti, a volte tragiche, sempre con uno spirito curioso e pronto a cogliere il lato umoristico, grottesco e paradossale del mondo della diplomazia, ben poco patinato per chi lo conosca dall'interno.
    interessanti le annotazioni di costume.
    per inciso, ho conosciuto una persona che conosceva qualcuno che aveva lavorato per il marito della keenan e aveva dunque avuto a che fare anche con lei. diceva che fosse insopportabile, una prima donna alla ricerca dell'attenzione di tutti. la cosa non mi ha stupita.
    il che non toglie niente alla piacevolezza della lettura.

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    Posted on Apr 12, 2009 | Add your feedback

Cover of The Platform of Time

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