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  • Cover of La banda dei brocchi

    La banda dei brocchi

    Troppe aspettative: due stelline e mezzo

    Mi aspettavo qualcosa di meglio, lo ammetto. Avevo letto recensioni entusiastiche: gente letteralmente rapita ed emozionata da quello che per alcuni è un romanzo di formazione.
    E’ innegabile che “La banda dei brocchi” sia una lettura gradevole che descrive con mano leggera i tumultuosi anni 70 in ... (continue)

    Mi aspettavo qualcosa di meglio, lo ammetto. Avevo letto recensioni entusiastiche: gente letteralmente rapita ed emozionata da quello che per alcuni è un romanzo di formazione.
    E’ innegabile che “La banda dei brocchi” sia una lettura gradevole che descrive con mano leggera i tumultuosi anni 70 in un’ Inghilterra straziata da scioperi sindacali, attentati terroristici, tensione razziale, futuro incerto e da tutto ciò che può rendere difficile il processo di crescita di un gruppo di adolescenti.
    E’ altrettanto vero che lo stile di Coe è semplice ma in grado di “risucchiare” il lettore all’interno della storia, che il ritratto generazionale è riuscito ed ammetto di aver apprezzato la malinconia che serpeggia tra le pagine del libro, un misto di nostalgia per i tempi passati e di consapevolezza della precarietà della felicità e della vita stessa.
    Ma questo romanzo non mi ha appassionata, ho letto per curiosità, senza un particolare trasporto.
    Quindi, pur tentata dalle tre stelline mi limito a due stelline e mezzo, ma concederò a Coe un’altra chance. :-)

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    — Nov 29, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Fatal Remedies

    Fatal Remedies

    Mentre leggevo questo caso del commissario Brunetti, mi mancava molto Steve Carella... Devo proprio riprendere in mano i gialli dell'87° Distretto divorati in gioventù per verificare se è la mia memoria a sopravvalutare Ed McBain o se questa Donna Leon manca del mordente necessario per tenermi svegl ... (continue)

    Mentre leggevo questo caso del commissario Brunetti, mi mancava molto Steve Carella... Devo proprio riprendere in mano i gialli dell'87° Distretto divorati in gioventù per verificare se è la mia memoria a sopravvalutare Ed McBain o se questa Donna Leon manca del mordente necessario per tenermi sveglia mentre leggo in un'altra lingua :-)

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    — Nov 13, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La metamorfosi

    La metamorfosi

    3 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Urticante

    Quando Gregor Samsa si accorge di essersi trasformato, nel corso della notte, in una blatta ha una reazione sorprendente: certo, si stupisce della propria metamorfosi ma non ne è particolarmente sconvolto.
    E’ angosciato solo da alcuni pensieri: che, a causa della sua assenza forzata dal lavoro, il ... (continue)

    Quando Gregor Samsa si accorge di essersi trasformato, nel corso della notte, in una blatta ha una reazione sorprendente: certo, si stupisce della propria metamorfosi ma non ne è particolarmente sconvolto.
    E’ angosciato solo da alcuni pensieri: che, a causa della sua assenza forzata dal lavoro, il principale avrà motivo di lamentarsi della sua pigrizia con i suoi genitori, - che, e questo lo riempie di vergogna e tristezza, questi ultimi non saranno in grado di continuare a vivere così decorosamente come il suo sudato stipendio fino ad ora ha concesso loro di fare - e che la ripugnanza che tutti, sorella compresa, provano nei suoi confronti è più che giustificata .
    Sembra quasi che non sia sconvolto dalla metamorfosi perché questa pare essere la normale evoluzione di ciò che lui sente di essere agli occhi degli altri.
    Ma ciò che questa rilettura mi ha consentito di notare è che il processo di metamorfosi così evidente in Gregor, in realtà investe tutta la sua famiglia, quasi come se la sua disgrazia finisse col diventare linfa vitale per i suoi cari. Il padre , prima sempre sepolto nel letto dalla stanchezza , ora minaccia il povero figlio-insetto indossando impettito la nuova uniforme da fattorino e la madre , una volta “risolto” il problema di Gregor, discute le prospettive per l’avvenire forte del suo nuovo impiego , la sorella, nonostante la faccenda del fratello, è diventata più bella e florida. Insomma l’unica vittima, che a loro ha consacrato la vita, finisce con l’essere considerata alla stregua di un ostacolo da questi parassiti chiamati familiari.
    Un’attenzione particolare merita questa strana edizione della collana “Avatara”, arricchita dai disegni di Nicola Console. Disegni non disegni, in quanto macchie d’inchiostro che inizialmente mi hanno lasciata un po’ interdetta ma che, devo ammettere, contribuiscono a rendere ancora più claustrofobica ed urticante la lettura di questo racconto.

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    — Nov 7, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Revolutionary Road

    Revolutionary Road

    2 people find this helpful

    Da leggere

    Perché non si riesce a provare simpatia per Frank ed April, i protagonisti di questo bellissimo “Revolutionary Road”?
    Non è così insolito imbattersi in personaggi che, nonostante abbiano tutto ciò che è necessario per essere felici, aspirano a qualcosa di diverso e non si rassegnano alla “banale ... (continue)

    Perché non si riesce a provare simpatia per Frank ed April, i protagonisti di questo bellissimo “Revolutionary Road”?
    Non è così insolito imbattersi in personaggi che, nonostante abbiano tutto ciò che è necessario per essere felici, aspirano a qualcosa di diverso e non si rassegnano alla “banale”vita medio borghese. Eppure ciò che differenzia questa coppia e, proprio per questo, non la rende degna della nostra benevolenza, è che la loro insoddisfazione non nasce dal riconoscimento dei propri limiti e dal conseguente desiderio di lavorare su se stessi per superarli, bensì dalla presunzione infondata di essere migliori di tutti coloro che li circondano. L’autoindulgenza ed il disprezzo nei confronti degli altri, in realtà così simili a loro,si traducono in un atteggiamento di indolenza e continua ipocrita recriminazione nei confronti della società in cui vivono, inadatta a consentire loro di sviluppare le proprie potenzialità.
    Solo l’Europa rappresenta quel mondo d’intelligenza e sensibilità al quale si sentono predestinati , solo in Europa potranno finalmente sentirsi realizzati. E quindi, in un modo quasi infantile , si cullano nell’illusione che la tanto agognata partenza porterà loro quella felicità che a Revolutionary Hill è loro preclusa. Ma la vita non soggiace ai loro desideri e fluisce in maniera del tutto inaspettata trascinando inesorabilmente con sé tutti i loro sogni e le loro speranze.
    Questo è un libro sul vuoto disperato dell’esistenza, sulla difficoltà e pericolosità del guardarsi dentro , di essere onesti con se stessi e riconoscere che spesso la mediocrità di chi ci circonda non è così diversa dalla nostra. La scrittura cristallina di Yates descrive in maniera spietata i personaggi del romanzo e le dinamiche nevrotiche esistenti tra gli stessi e ci trascina nella loro storia consentendoci di provare empatia per April, Frank, Milly, Shep, John e la Signora Givings , ma la percezione chiara e condivisa di ciò che essi sentono non può trasformarsi, a fronte del loro comportamento, in una simpatia che forse essi non meritano.

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    — Nov 4, 2009 | 1 feedback
  • Cover of Grete Minde

    Grete Minde

    Ispirato ad una leggenda popolare,"Grete Minde" narra l'infelice storia della giovanissima orfana Grete, costretta a vivere una vita priva di affetto nella casa paterna assieme al fratellastro e alla cognata a lei ostili. L'impetuosa fanciulla si ribellerà, bruciando le tappe della propria esistenza ... (continue)

    Ispirato ad una leggenda popolare,"Grete Minde" narra l'infelice storia della giovanissima orfana Grete, costretta a vivere una vita priva di affetto nella casa paterna assieme al fratellastro e alla cognata a lei ostili. L'impetuosa fanciulla si ribellerà, bruciando le tappe della propria esistenza in un paio di anni, fino al tragico finale.
    Questo romanzo breve, opera prima di Theodor Fontane, combina forme tipiche della ballata e della cronaca storica con quelle della novella vera e propria. Il risultato non è esaltante anche se si tratta di una lettura gradevole che illustra degnamente quanto fosse difficile, già nel Seicento, far coabitare gruppi religiosi diversi (nello specifico cattolici, luterani e calvinisti).

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    — Oct 17, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Harry, rivisto

    Harry, rivisto

    4 people find this helpful

    Tre stelle meno meno

    "Harry, rivisto" è un libro molto gradevole: le situazioni surreali nelle quali, di volta in volta, il protagonista si viene a trovare sono raccontate in modo così divertente da sembrare verosimili. Indubbiamente si finisce per simpatizzare col povero Harry, soprattutto quando si comprende che, diet ... (continue)

    "Harry, rivisto" è un libro molto gradevole: le situazioni surreali nelle quali, di volta in volta, il protagonista si viene a trovare sono raccontate in modo così divertente da sembrare verosimili. Indubbiamente si finisce per simpatizzare col povero Harry, soprattutto quando si comprende che, dietro l'apparente superficialità, si agitano rimorso, rancore e tanta nostalgia per la moglie che, a mio avviso, è il personaggio più riuscito del libro. Sarvas mi ricorda Haddon, scrive bene, usa toni delicati ed i personaggi sono descritti con tocchi leggeri pur mantenendo le loro sfaccettature, eppure non mi ha conquistata, divertita sì, ma non conquistata.
    Quindi tre stelle meno meno.

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    — Oct 14, 2009 | Add your feedback
  • Cover of La modificazione

    La modificazione

    4 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un gran bel libro

    In genere, non amo i romanzi ricchi di descrizioni dettagliate: ecco perché la lettura de “La modificazione” è stata per me faticosa ed intensa.
    Questo romanzo di Butor , infatti, è LA descrizione per antonomasia, la narrazione minuziosa ed inizialmente estenuante di ogni singolo viso, paesaggi ... (continue)

    In genere, non amo i romanzi ricchi di descrizioni dettagliate: ecco perché la lettura de “La modificazione” è stata per me faticosa ed intensa.
    Questo romanzo di Butor , infatti, è LA descrizione per antonomasia, la narrazione minuziosa ed inizialmente estenuante di ogni singolo viso, paesaggio, oggetto incontrati da Léon Delmont durante il lunghissimo viaggio in treno che da Parigi, luogo in cui vive una quotidianità soffocante accanto all’infelice moglie e ai suoi quattro figli, lo condurrà a Roma, dove l’attende la tanto agognata felicità incarnata da Cécile, la sua giovane amante.
    Eppure la ridondanza di dettagli che rende così impegnativa la lettura è senz’altro necessaria per fare in modo che il lettore provi la stessa stanchezza che assale Lèon e che lentamente lo induce, attraverso il ricordo delle tante partenze e degli accadimenti ad esse legati, a dubitare della concretezza della strada che finalmente ha deciso di seguire.
    Ciò che mi ha profondamente colpita è la capacità di Butor di farci comprendere il malessere di quest’uomo e la graduale, dolorosa presa di coscienza del fatto che tale malessere non nasce solo dal comportamento distante e freddo della moglie Henriette, perché in realtà il protagonista attribuisce a lei un disprezzo che altro non è che una proiezione della scarsa stima che lui ha di sé. Questo è confermato da alcuni episodi che Léon, durante lo scomodo viaggio, ricorda suo malgrado, come la settimana in cui Cécile per la prima volta lo accompagna a Parigi, dove lui la vede avulsa dal contesto romano così pieno di fascino, e si rende conto che qualcosa si è incrinato, che forse lei ha già iniziato a disprezzarlo o come quando egli, in un momento di estremo buon gusto :-( , invita l’amante a cena, rimane colpito dalla cordialità con la quale la moglie accoglie la sconosciuta e la sintonia che sembra crearsi tra le due donne lo riempie di ansia perché la interpreta come un alleanza contro di lui.
    La modificazione è la presa di coscienza del fatto che il suo amore per Cécile è tale solo nella misura in cui rappresenta per lui il volto di Roma, città nella quale lui si sente diverso, migliore e, intuendo che la luce romana che la ragazza riflette è destinata a spegnersi una volta inserita nel nuovo contesto parigino, decide di modificare i propri progetti restando coerente con ciò che lui è: un codardo.
    Un gran bel libro.

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    — Oct 3, 2009 | 1 feedback
  • Cover of Impressionism

    Impressionism

    Comprato in un momento di esaltazione al Neue Pinakothek di Monaco di Baviera, questo librettino non brilla certo per contenuto, limitandosi ad un racconto riduttivo della nascita ed affermazione del movimento impressionista.
    Ma almeno ho esercitato il mio inglese e soprattutto ho scoperto oper ... (continue)

    Comprato in un momento di esaltazione al Neue Pinakothek di Monaco di Baviera, questo librettino non brilla certo per contenuto, limitandosi ad un racconto riduttivo della nascita ed affermazione del movimento impressionista.
    Ma almeno ho esercitato il mio inglese e soprattutto ho scoperto opere meravigliose la cui vista mi ha fatto bene al cuore :-)

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    — Sep 25, 2009 | Add your feedback
  • Cover of L'altra Grace

    L'altra Grace

    2 people find this helpful

    Buona lettura non impegnativa

    Che strano: per tutto il tempo trascorso con il naso tra le pagine di questo libro, ho avuto la sensazione di essere immersa in un qualcosa non propriamente definibile come “il mio genere”, ma indubbiamente valido e soprattutto coinvolgente, tanto da trovarne difficile l’interruzione.
    Ho compra ... (continue)

    Che strano: per tutto il tempo trascorso con il naso tra le pagine di questo libro, ho avuto la sensazione di essere immersa in un qualcosa non propriamente definibile come “il mio genere”, ma indubbiamente valido e soprattutto coinvolgente, tanto da trovarne difficile l’interruzione.
    Ho comprato “L’altra Grace” perché conoscevo la vicenda realmente accaduta che ha ispirato la Atwood, e sapendo che ancor oggi non si conosce l’effettivo ruolo di Grace Marks nel duplice omicidio nel quale si è trovata coinvolta, mi chiedevo come la scrittrice sarebbe riuscita a trattenere l’attenzione del lettore per quasi 600 pagine. E più mi inoltravo nella lettura e più venivo risucchiata nel racconto della vicenda da parte della protagonista, racconto che procede con un ritmo incalzante sullo sfondo di una società canadese maschilista magistralmente descritta.
    Ma ciò che, a mio avviso, è ancor più interessante, è che la Atwood dimostra come l’immagine che i giornali diedero della protagonista fosse compatibile con le aspettative che la società di quel tempo, col suo perbenismo e i suoi canoni morali, aveva riguardo il comportamento delle donne e come in realtà ogni persona entrata in contatto con Grace tendesse a descriverla in maniera diametralmente opposta a seconda del fatto che la si credesse colpevole od innocente. Dal canto suo, una persona che trascorre tanto tempo in prigione, assume il comportamento che gli altri si aspettano da lei e racconta tutto ciò che può permetterle di sopravvivere nel miglior modo possibile. Credo dunque che l’autrice voglia dimostrarci che è estremamente difficile, se non impossibile, esprimere un giudizio oggettivo su Grace Marks ( o qualunque altra persona dalla controversa personalità) , soprattutto alla luce del contesto nel quale è nata e cresciuta.

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    — Sep 15, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Cronaca familiare

    Cronaca familiare

    6 people find this helpful

    Intenso e toccante.

    C'è tanto in questo romanzo intimista, bellissimo e terribile: la ricerca della propria identità attraverso il ricordo sfumato di chi non c'è più, il ritrovamento di una insperata fraterna solidarietà grazie alla quale si scopre che la sofferenza e la miseria possono essere vissute in maniera dignit ... (continue)

    C'è tanto in questo romanzo intimista, bellissimo e terribile: la ricerca della propria identità attraverso il ricordo sfumato di chi non c'è più, il ritrovamento di una insperata fraterna solidarietà grazie alla quale si scopre che la sofferenza e la miseria possono essere vissute in maniera dignitosa, la morte, il vuoto lasciato, una suggestiva panoramica sull'ambiente storico-
    culturale di Firenze nel secondo dopoguerra ...
    Una lettura semplice, veloce, ma così intensa da fare male.

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    — Aug 28, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Don Casmurro

    Don Casmurro

    1 person find this helpful

    Molto originale e piacevole

    Mi sono avvicinata a questa strana opera brasiliana col timore di ritrovarmi tra le mani una tipica commedia tropicale, colorata e ricca di episodi sovrannaturali; mi sono invece immersa, fortunatamente, in una lettura assolutamente scevra da quegli elementi di realismo magico che contraddistinguo ... (continue)

    Mi sono avvicinata a questa strana opera brasiliana col timore di ritrovarmi tra le mani una tipica commedia tropicale, colorata e ricca di episodi sovrannaturali; mi sono invece immersa, fortunatamente, in una lettura assolutamente scevra da quegli elementi di realismo magico che contraddistinguono buona parte della letteratura dell’America Latina.
    Machado de Assis si rivela un attento indagatore dell' animo umano, e lucidamente, senza lasciarsi coinvolgere dalla passione o dalla pietà, ci presenta i vari personaggi che ruotano attorno ai protagonisti : Bentinho Santiago e Capitù (splendida figura di donna “dagli occhi di risacca”). I due ragazzi sono innamorati e la parte più consistente dell’opera è dedicata a quest’amore giovanile avversato dal fato, in quanto la madre di Bentinho, una donna religiosa, lo ha votato, sin dalla nascita, ad un destino da prete.
    Devo ammettere che questa parte, che copre i ¾ del racconto, pur aiutandoci a mettere a fuoco i vari personaggi e consentendoci di prendere coscienza della tranquilla vita dei brasiliani benestanti dell’epoca, si rivela meno interessante (ma mai pesante) dell’ultima, dove Bentinho, diventato un Don Casmurro, cioè un solitario, un taciturno, racconta l’imprevisto cambiamento della sua vita con la freddezza di chi non ha più illusioni.
    Questo tragico cambiamento raccontato con tono disincantato è sicuramente la peculiarità del “Don Casmurro” unitamente alla struttura romanzesca, caratterizzata da brevi capitoli che a volte capitoli non sono, essendo squarci di racconto, ritratti, riflessioni, digressioni, dove il narratore si rivolge direttamente al lettore con tono scanzonato e fresco (“Ebbene siamo felici una buona volta, prima che il lettore , stufo di aspettare, si alzi e vada a distrarsi altrove; sposiamoci”).
    La grande capacità dello scrittore di sintetizzare con paragrafi brevi stati d’animo complessi attraverso un linguaggio conciso, semplice ed accattivante, il suo interesse nei confronti del lettore al quale si rivolge costantemente e soprattutto il finale, che avrebbe potuto assumere toni da feuilleton, ma che colpisce per la rassegnata accettazione del protagonista, rende quest’opera molto originale.

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    — Aug 27, 2009 | 1 feedback

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