"Il cervello di Moreno è grande come una Zigulì. Quando ero bambino, mi piacevano molto quelle caramelle. Si diceva che fossero caramelle «sane». Ancora oggi le vendono in farmacia e nei supermercati, perché si vede che le mamme continuano a essere contente di fare del bene ai loro figli. Il cervell
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"Il cervello di Moreno è grande come una Zigulì. Quando ero bambino, mi piacevano molto quelle caramelle. Si diceva che fossero caramelle «sane». Ancora oggi le vendono in farmacia e nei supermercati, perché si vede che le mamme continuano a essere contente di fare del bene ai loro figli. Il cervello di Moreno mi piace un po’ meno. A volte penso che sarebbe bello poterlo mangiare, proprio come una caramella. Ma se potessi farlo, non vorrei sentirne il gusto. Lo manderei giù come una pastiglia per il mal di testa, con un po’ d’acqua. Così sparirebbe del tutto e non ci penserei più. Ecco perché parlerò poco di Jacopo e Cosimo, i fratelli di Moreno. Soltanto lui ha una Zigulì nella testa. Gli altri due hanno un cervello più grande, anche se fanno di tutto per non farlo notare." esordisce così Massimiliano Verga, professore alla bicocca e padre sgomento e furibondo di un bambino non vedente, cerebroleso ed epilettico. Questa breve ma intensissima raccolta di spaccati di vita e riflessioni volanti, condotta con uno stile diretto e spesso brutale (" Se Moreno potesse leggere o capire quello che ho scritto, avrebbe tutto il diritto di incazzarsi con me. Ma, per mia fortuna, non può leggere, perché è cieco. E neppure capire, perché la Zigulì che ha sotto i capelli gli consente di riconoscere soltanto le tre parole che servono per sopravvivere: pappa, acqua, nanna. Meglio se ripetute più volte. Insomma, uno dei vantaggi di avere un figlio handicappato è che puoi permetterti di essere un idiota e di trattarlo anche male. E io mi concedo spesso questo vizio.") assume la valenza di sfogo terapeutico di tutta la rabbia accumulata per l'ingiustizia subita e non può lasciare umanamente indifferenti. Secondo Verga solo chi ha un figlio disabile può capire davvero l'impotenza e la sensazione di futuro rubato che si provano; di certo uno degli scopi di questo scritto è avvicinare gli altri a comprenderla. Un'opera senz'altro coraggiosa e catartica.
Ho dato tre stelle, però, perché il rapporto pagine/costo è abbastanza pesante per un volume che si legge in un paio d'ore e perché, sul tema, ammetto di aver preferito le riflessioni di altri due padri: Igor Salomone che in "con occhi di padre" ha tratto dalla sua rabbia e dalla sua esperienza riflessioni pedagogiche profonde e stimolanti, e lo spagnolo Marius Serra che in "Quieto" presenta fotogrammi della disabilità di suo figlio in maniera più articolata e narrativa. Sono letture abbastanza connesse tra loro e che consiglio a chi è interessato a questo filone.
Zeitoun è nato in Siria. Vive a New Orleans da 15 anni e ha sposato un'americana convertitasi all'islamismo. Con lei gestisce un'agenzia di imbiancature e ristrutturazioni molto nota in città e una famigliona con 4 pargoli. Condivide pienamente i valori americani ed è grato al paese che gli ha perme
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Zeitoun è nato in Siria. Vive a New Orleans da 15 anni e ha sposato un'americana convertitasi all'islamismo. Con lei gestisce un'agenzia di imbiancature e ristrutturazioni molto nota in città e una famigliona con 4 pargoli. Condivide pienamente i valori americani ed è grato al paese che gli ha permesso di costruirsi una nuova vita. Finché l'uragano, oltre alla sua casa, spazzerà via i suoi ideali. In quei giorni terribili resta in città per tenere d'occhio le case che gli sono state affidate e gira avanti e indietro in canoa dando una mano a chiunque incontri. All'improvviso si ritrova arrestato insieme ad altri mediorientali in una prigione stile Guantanamo spuntata dal nulla e per mesi viene sottoposto a qualunque tipo di vessazione senza che gli venga spiegato di cosa è accusato, senza poter vedere un avvocato e senza poter avvisare la sua famiglia, che ormai lo piange come morto.
Si è tanto parlato dei disordini scoppiati a New Orleans durante l'uragano, ma pochi hanno diffuso cosa è capitato a centinaia di prigionieri, soprattutto musulmani accusati di terrorismo, incarcerati arbitrariamente in quei giorni e tenuti a lungo in condizioni disumane .
Non sono mai stata una fan di Eggers ma questo riuscitissimo mix di narrativa e denuncia me lo ha fatto rivalutare molto.
James fa muovere i suoi 4 personaggi-pedine principali (l'ereditiera ingenuotta, il padre scafato, il bellimbusto a caccia di dote, la zia impicciona) in uno schema perfetto e geniale, condito da un'ironia talmente acuta da fare accaponare la pelle anche nei passi più drammatici. Un capolavoro.
A differenza di altri non me la sento di essere cattiva nei confronti di quest'opera.
Non solo ha l'indiscusso merito di porre l'accento su un mondo a noi sconosciuto, quello degli impervi villaggi sui monti dell'Albania, e su una piaga a noi del tutto ignota, quella delle donne "costrette" a
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A differenza di altri non me la sento di essere cattiva nei confronti di quest'opera.
Non solo ha l'indiscusso merito di porre l'accento su un mondo a noi sconosciuto, quello degli impervi villaggi sui monti dell'Albania, e su una piaga a noi del tutto ignota, quella delle donne "costrette" a trasformarsi in uomini in assenza di maschi in famiglia. Ma secondo me alcune parti sono raccontate veramente bene, con autentica partecipazione e dolore per la sorte della povera Hana, vittima innocente di troppe leggi non scritte.
Il periodo dall'11 settembre alla caduta di Saddam fa da sfondo alle vicende private di una coppia in crisi: si passa dalla disgregazione del mondo conosciuto a quella del loro matrimonio. Un racconto pungente e psicologicamente ben costruito (soprattutto nell'unico capitolo in cui compare il punto
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Il periodo dall'11 settembre alla caduta di Saddam fa da sfondo alle vicende private di una coppia in crisi: si passa dalla disgregazione del mondo conosciuto a quella del loro matrimonio. Un racconto pungente e psicologicamente ben costruito (soprattutto nell'unico capitolo in cui compare il punto di vista della bambina) pur con alcune sbavature, esagerazioni e scene inutili nella seconda metà. Kalfus è un ottimo autore di racconti, ma non è da sottovalutare neancher come romanziere.
Zigulì
"Il cervello di Moreno è grande come una Zigulì. Quando ero bambino, mi piacevano molto quelle caramelle. Si diceva che fossero caramelle «sane». Ancora oggi le vendono in farmacia e nei supermercati, perché si vede che le mamme continuano a essere contente di fare del bene ai loro figli. Il cervell ... (continue)
"Il cervello di Moreno è grande come una Zigulì. Quando ero bambino, mi piacevano molto quelle caramelle. Si diceva che fossero caramelle «sane». Ancora oggi le vendono in farmacia e nei supermercati, perché si vede che le mamme continuano a essere contente di fare del bene ai loro figli. Il cervello di Moreno mi piace un po’ meno. A volte penso che sarebbe bello poterlo mangiare, proprio come una caramella. Ma se potessi farlo, non vorrei sentirne il gusto. Lo manderei giù come una pastiglia per il mal di testa, con un po’ d’acqua. Così sparirebbe del tutto e non ci penserei più. Ecco perché parlerò poco di Jacopo e Cosimo, i fratelli di Moreno. Soltanto lui ha una Zigulì nella testa. Gli altri due hanno un cervello più grande, anche se fanno di tutto per non farlo notare." esordisce così Massimiliano Verga, professore alla bicocca e padre sgomento e furibondo di un bambino non vedente, cerebroleso ed epilettico.
Questa breve ma intensissima raccolta di spaccati di vita e riflessioni volanti, condotta con uno stile diretto e spesso brutale ("
Se Moreno potesse leggere o capire quello che ho scritto, avrebbe tutto il diritto di incazzarsi con me. Ma, per mia fortuna, non può leggere, perché è cieco. E neppure capire, perché la Zigulì che ha sotto i capelli gli consente di riconoscere soltanto le tre parole che servono per sopravvivere: pappa, acqua, nanna. Meglio se ripetute più volte. Insomma, uno dei vantaggi di avere un figlio handicappato è che puoi permetterti di essere un idiota e di trattarlo anche male. E io mi concedo spesso questo vizio.") assume la valenza di sfogo terapeutico di tutta la rabbia accumulata per l'ingiustizia subita e non può lasciare umanamente indifferenti. Secondo Verga solo chi ha un figlio disabile può capire davvero l'impotenza e la sensazione di futuro rubato che si provano; di certo uno degli scopi di questo scritto è avvicinare gli altri a comprenderla.
Un'opera senz'altro coraggiosa e catartica.
Ho dato tre stelle, però, perché il rapporto pagine/costo è abbastanza pesante per un volume che si legge in un paio d'ore e perché, sul tema, ammetto di aver preferito le riflessioni di altri due padri: Igor Salomone che in "con occhi di padre" ha tratto dalla sua rabbia e dalla sua esperienza riflessioni pedagogiche profonde e stimolanti, e lo spagnolo Marius Serra che in "Quieto" presenta fotogrammi della disabilità di suo figlio in maniera più articolata e narrativa.
Sono letture abbastanza connesse tra loro e che consiglio a chi è interessato a questo filone.
Zeitoun
Zeitoun è nato in Siria. Vive a New Orleans da 15 anni e ha sposato un'americana convertitasi all'islamismo. Con lei gestisce un'agenzia di imbiancature e ristrutturazioni molto nota in città e una famigliona con 4 pargoli. Condivide pienamente i valori americani ed è grato al paese che gli ha perme ... (continue)
Zeitoun è nato in Siria. Vive a New Orleans da 15 anni e ha sposato un'americana convertitasi all'islamismo. Con lei gestisce un'agenzia di imbiancature e ristrutturazioni molto nota in città e una famigliona con 4 pargoli. Condivide pienamente i valori americani ed è grato al paese che gli ha permesso di costruirsi una nuova vita. Finché l'uragano, oltre alla sua casa, spazzerà via i suoi ideali.
In quei giorni terribili resta in città per tenere d'occhio le case che gli sono state affidate e gira avanti e indietro in canoa dando una mano a chiunque incontri.
All'improvviso si ritrova arrestato insieme ad altri mediorientali in una prigione stile Guantanamo spuntata dal nulla e per mesi viene sottoposto a qualunque tipo di vessazione senza che gli venga spiegato di cosa è accusato, senza poter vedere un avvocato e senza poter avvisare la sua famiglia, che ormai lo piange come morto.
Si è tanto parlato dei disordini scoppiati a New Orleans durante l'uragano, ma pochi hanno diffuso cosa è capitato a centinaia di prigionieri, soprattutto musulmani accusati di terrorismo, incarcerati arbitrariamente in quei giorni e tenuti a lungo in condizioni disumane .
Non sono mai stata una fan di Eggers ma questo riuscitissimo mix di narrativa e denuncia me lo ha fatto rivalutare molto.
Washington Square
James fa muovere i suoi 4 personaggi-pedine principali (l'ereditiera ingenuotta, il padre scafato, il bellimbusto a caccia di dote, la zia impicciona) in uno schema perfetto e geniale, condito da un'ironia talmente acuta da fare accaponare la pelle anche nei passi più drammatici.
Un capolavoro.
Vergine giurata
A differenza di altri non me la sento di essere cattiva nei confronti di quest'opera.
Non solo ha l'indiscusso merito di porre l'accento su un mondo a noi sconosciuto, quello degli impervi villaggi sui monti dell'Albania, e su una piaga a noi del tutto ignota, quella delle donne "costrette" a ... (continue)
A differenza di altri non me la sento di essere cattiva nei confronti di quest'opera.
Non solo ha l'indiscusso merito di porre l'accento su un mondo a noi sconosciuto, quello degli impervi villaggi sui monti dell'Albania, e su una piaga a noi del tutto ignota, quella delle donne "costrette" a trasformarsi in uomini in assenza di maschi in famiglia. Ma secondo me alcune parti sono raccontate veramente bene, con autentica partecipazione e dolore per la sorte della povera Hana, vittima innocente di troppe leggi non scritte.
Arriverei addirittura a consigliarlo.
Uno stato particolare di disordine
Il periodo dall'11 settembre alla caduta di Saddam fa da sfondo alle vicende private di una coppia in crisi: si passa dalla disgregazione del mondo conosciuto a quella del loro matrimonio. Un racconto pungente e psicologicamente ben costruito (soprattutto nell'unico capitolo in cui compare il punto ... (continue)
Il periodo dall'11 settembre alla caduta di Saddam fa da sfondo alle vicende private di una coppia in crisi: si passa dalla disgregazione del mondo conosciuto a quella del loro matrimonio. Un racconto pungente e psicologicamente ben costruito (soprattutto nell'unico capitolo in cui compare il punto di vista della bambina) pur con alcune sbavature, esagerazioni e scene inutili nella seconda metà.
Kalfus è un ottimo autore di racconti, ma non è da sottovalutare neancher come romanziere.