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Si ehm..ha un caratterino la Grasso! :P te lo chiedevo perchè sto seguendo un corso all' università della prof. Castiglione su di lei.. Dato che la prof insegnava in un liceo vicino Caltanissetta pensavo potesse essere lei :)
Ciao :) non potuto fare a meno di essere incuriosita dalla tua recensione di Disìo.. Per caso la tua prof. bellicosa era la prof.ssa Castiglione? :)
Nostalgia ce l'hai in formato ebook?
non è una questione di lentezza. Trovo che il finale sia troppo alla "volemose bene"......vabbè...tanto sono corti....darò a De Giovanni un'altra possibilità....più in là
e la marchesini, com'è? O è un'altra di quelle letture che devono aspettare il ritorno del bastardo (leggi kindle)?
una volta rossana campo
scriveva libri pazzi e scriteriati, divertentissimi, vedi "in principio erano le mutande". Io li adoravo, perché le protagoniste erano completamente imprevedibili e fuori di testa. Non si trattava di capolavori, ma piccole boccate d'aria preziose e altrettanto necessarie.
questo romanzo invece è de ... (continue)
scriveva libri pazzi e scriteriati, divertentissimi, vedi "in principio erano le mutande". Io li adoravo, perché le protagoniste erano completamente imprevedibili e fuori di testa. Non si trattava di capolavori, ma piccole boccate d'aria preziose e altrettanto necessarie.
questo romanzo invece è decisamente un romanzo di genere (GLBT), e come tale rischia lo stereotipo. C'è una Parigi da cartolina rastafarian, mini-universo lesbico nel quale i maschi sono tutti brutti e cattivi, e i pochi buoni lo sono solo in quanto gay. Insomma, pur vero che il mondo è popolato di buoni e cattivi, ma si tratta di PERSONE buone e cattive, indipendentemente dal sesso o dall'orientamento sessuale. Posizionare tutte le femmine da un lato e tutti i maschi dall'altro della barricata nuoce alla verosimiglianza del narrato.
Inoltre la trama è debole, una specie di giallo che non decolla; la protagonista è una calamita per i guai esistenziali, che non ne imbrocca una ma piace a chicchessia (mi ricorda ahimé la Alice Allevi della Gazzola, pietra di paragone per me ormai miliare...). Vabé, due stelle e mezzo che diverrebbero tre per il passo in cui si parla delle gabbie esistenziali e mentali in cui è rinchiuso il genere femminile - quello mi è piaciuto molto.