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regali a Me
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- Elogio dei giudici (157)
- Scritto da un avvocato
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By Piero Calamandrei -
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- Lolita (11485)
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By Vladimir Nabokov -
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- È nata una star? (2228)
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By Nick Hornby -
Finished in Sep 2010 




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- Quando tutte le donne del mondo... (395)
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By Simone De Beauvoir -
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- Holga (57)
- The world through a plastic lens
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By Lomographic Society International and Adam Scott -
Reference 




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- Dissoluzione (37)
- con una nota di Enrico Ghezzi
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By Marco Morgan Castoldi -
Finished
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- La lettrice (701)
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By Annie François -
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- Diceria dell'untore (2482)
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By Gesualdo Bufalino -
Finished in Jan 2010 




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- La passion predominante (23)
- Antologia della poesia erotica italiana
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By Roberto Barbolini, Guido Almansi -
Finished
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- Troppo amore (677)
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By Almudena Grandes -
Finished
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- Amore, Prozac e altre curiosità (997)
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By Lucia Etxebarría -
Finished in Feb 2009
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Amore, Prozac e altre curiosità
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La vita dovrebbe essere come un calendario. Ogni giorno bisognerebbe poterne strappare una pagina per iniziarne un'altra bianca. E invece la vita è come-lo strato geologico. Tutto si accumula, tutto influisce.
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Non rimpiangiamo le persone che abbiamo amato. Quello che rimpiangiamo è la parte di n ... (
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Feb 23, 2009 |
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- LMVDM (2324)
- La mia vita disegnata male
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By Gipi -
Finished on Jan 19, 2009 




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Di niente mi nteresso ora. Ciechi gli occhi e pure muti gli orecchi e pure. Voglio solo fumare. Voglio solo fumare il fumabile. Voglio un divano oceanico. Ho mentito ogni volta che ho detto "sto bene". Tutte le volte e questo lo sapevano tutti. Era per questo che distoglievanogli occhi. Siamo tutti ... (
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Jan 20, 2009 |
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- La bambina filosofica (132)
- Pillole di saggezza altrui
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By Vanna Vinci -
Finished in Dec 2008 




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- Tartufo ama Rosa (21)
- La felicità è essere in due
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Finished in Dec 2008 




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- La solitudine dei numeri primi (38025)
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By Paolo Giordano -
Finished on Nov 11, 2008
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La solitudine dei numeri primi
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"avrebbe voluto dirle che le paginedei libri di scuola hanno tutte la stessa temperatura, che ti lasciano il tempo di scegliere, che non fanno mai male e che tu non puoi far loro del male"</p><p>"i numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. se ne stanno al loro posto ne ... (
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Nov 11, 2008 |
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Diceria dell'untore
O quando tutte le notti - per pigrizia, per avarizia - ritornavo a sognare lo stesso sogno...
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Il cuore possiede, non meno che la vista, un suo prezioso potere d'accomodo.
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Mariano Grifeo di Canicarao: così, senza economizzare una sillaba, usava firmasi il dottore, prolungando il primo nel suc ... (continue)
O quando tutte le notti - per pigrizia, per avarizia - ritornavo a sognare lo stesso sogno...
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Il cuore possiede, non meno che la vista, un suo prezioso potere d'accomodo.
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Mariano Grifeo di Canicarao: così, senza economizzare una sillaba, usava firmasi il dottore, prolungando il primo nel successivo cognome, non tanto forse per diritto di nascita, bensì fedele a quel pregiudizio mediterraneo (o quantomeno suo e mio), secondo cui l'interiezione e la pletora aggiungono alle parole - a ai climi, alle mimiche, ai cibi - non solo opulenza ma credito, come in un abbigliamento magico, dove maschere e piume, più ridondano, meglio si esaltano e si danno forza a vicenda.
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Oh sì, furono giorni infelici, i più felici della mia vita.
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...e tuttavia non delusi del nostro bottino di nuvole, l'unico che la sorte non aveva facoltà di vietarci.
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La morte è un paravento di fumo fra i vivi e gli altri; basta affondarci la mano per passare dall'altra parte e trovare le solidali dita di chi ci ama.
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Ed è poi così sicuro che sia suono la vita e silenzio la morte, e non invece il contrario?
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Ma se di tanti io solo, premio o pena che sia, sono scampato e respiro ancora, è maggiore il rimorso che non il sollievo, d'aver tradito a loro insaputa il silenzioso patto di non sopravviverci.
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Oscilla fra contrattempi e incasti il gioc'a tombola della nostra vita. Non si conosce mai chi si vuole, ma chi si deve o chi capita, secondo che una mano sleale ci rimescoli, accozzi e sparigli, disponendo o cassando a suo grado gli appuntamenti sui canovacci dei suoi millenni.
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Sono prigioniero per sempre della prudenza con cui studio troppo a lungo i minuti senza osare mai viverli all'improvviso.
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Inultilmente sperai un iciampo nel cammino delle stelle.
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Si, questo era il segreto: scappare dentro il sonno e allogiarcisi dentro, farci nido dentro, come chi indossa un vecchio maglione. Insomma, che vogliono gli altri; la luce, che vuole? Io ho la mia parete, lì avanti, e i miei sogni d'oro zecchino, prima di chiudere gli occhi. E il sonno, infine: sepolcro sprangato, placente di madre antica, nave solare per andarmene come un re.
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Io avevo più letto libri che vissuto giorni, nel mio così fuggitivo, così inefficace passaggio lungo le strade degli uomini.
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Dire, schioccando le dita: Go, Stop, quando un ascensore sta per partire o fermarsi, e io sono solo nella cabina; dirigere con entrambe le braccia un attacco d'orchestra invisibile che s'ascolta davanti alla radio...sono debolezze che ho dall'infanzia, m'è sempre piaciuto, per scherzo o rivalsa, fingere di condurre chi mi trascina.
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L'attesa della morte è una noia come un'altra, e che si nutre di pompe più assai della morte stessa.
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La morte naturale non esiste: ogni morte è un assassinio. E se non si urla, vuol dire che si acconsente.
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Quella domenica 18 agosto è, tra i giorni della mia vita, uno dei tre o quattro che mi recito da cima a fondo, quando voglio cercare di raggiungere l'estasi di rivivermi. Mi spiego: io col passato ho rapporti di tipo vizioso, e lo imbalsamo in me, lo accarezzo senza posa, come taluno fa coi cadaveri amati. Dapprima mi visito da forestiero turista, con agio, sostando davanti a ogni cicciopesto, a ogni anticaglia regale; bracconiere di ricordi, non voglio spaventare la selvaggina. Poi metto da parte le lusinghe, l'educazione, lancio a ritroso dentro me stesso occhi crudeli, lesti a cogliere e fuggire. Degli attimi che dissotterro - quanti ne ho vissuti apposta per potermeli ricordare! -
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Riessere, this is the question.
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Aspettare una donna...C'è un piacere nell'agonia di aspettare chi non arriva, una passione abbastanza cattivante, che rassomiglia al gusto di perdere al gioco, un gettone dietro l'altro, un minuto dietro l'altro.
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Ero in quello stato d'ignavia e fiducia dei sensi che suole seguire l'abbraccio amoroso: quando si vorrebbe assecondare sopra una barca la fluenza lenta di un fiume, udendo a poco a poco diradarsi sotto la camicia le intemperanze del cuore.
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Marta morta: elementare cambio di vocale.
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Non sa che veder morire un uomo è più importante che dormirci insieme?
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In ogni esistenza, anche la meno offerta, si nasconde un germe di finzione e d'allegoria. Ma questo io allora lo sapevo solo dai libri.
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"Oh! Il mio impaziente paziente!!!"
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Mentre noi, imbalsamati entro aromi di parole, non facciamo da mane a sera che carezzare le nostre vanitose agonie. Senza sapere più se abbiamo sul capo una corona di spine o un diadema di carnevale.
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Io sola sono vera e sarò finchè vivo. Voi, gli altri, siete appena barlumi e finzioni che sento respirare al mio fianco. E la storia non riguarda che voi, io non so cosa vuol dire. Capiscimi: nei miliardi di secoli passati e futuri io non so trovare evento più importante della mia morte.
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Che setaccio strano è la mente, come sceglie a caso quando ricorda!