-
Adriana Zarr…
-
-
-
- Teologia del quotidiano (21)
-
By Adriana Zarri -
Started on Jul 6, 2012
-
-
-
-
- Un eremo non è un guscio di lumaca (205)
-
By Adriana Zarri -
Finished on Nov 6, 2011 




-





E allora fuggi:)) Roma è pronta ad accoglierti. In questo momento poi è stupenda, piena di luce e di colori.Un abbraccio. A presto.
Pensaci:)
Un carissimo saluto:) Tutto bene?
Ah già! Quello a noi non spetta, ma son felice per voi :-) poi mi dirai, resistiiii
Sì, grazie, son tornata puntuale, ma poi non riuscivo a prendere sonno e mi son addormentata tardi. oggi pago un po'... tu mica tanto? bacione e a presto
Ciao cara :-) trovata, che bello, grazieeee e a presto, smak
Un eremo non è un guscio di lumaca
Resterà deluso, leggendo questo libro, chi sta meditando un ritiro nella vita spirituale, stanco e deluso di quella materiale, perché crede ancora che questi due piani siano in contrapposizione, mentre è evidente che con la materia siamo stati impastati e la materia è “mater” per l’uomo e costituti ... (continue)
Resterà deluso, leggendo questo libro, chi sta meditando un ritiro nella vita spirituale, stanco e deluso di quella materiale, perché crede ancora che questi due piani siano in contrapposizione, mentre è evidente che con la materia siamo stati impastati e la materia è “mater” per l’uomo e costitutiva allo stesso modo dello spirito. “Stiamo scoprendo la materia: la sua densità, la sua trasparenza, il suo splendore. Questa sorta di spirito rappreso per essere offerto alle nostre mani e che abbiamo per troppo tempo disprezzato, così come disprezzavamo le mani e il lavoro manuale. La terra, prima di tutto: la terra che è la materia prima del mondo, la materia prima del mio orto come del vaso di gerani che allieta una finestra di città. [...] E ce la troviamo, questa terra, nei muri delle case oppure, ben modellata e decorata, sui nostri tavoli; e scegliamo bene il vasellame: non occorre che sia lussuoso ma di buon gusto sì; e un oggetto bello non sempre costa di più di uno brutto.”
Mi sono soffermata in particolare sulle pagine del libro – sono tante – che parlano della quotidianità, perché è in questa dimensione che la teologa dice di poter vivere la sua vita con gioia e in pienezza. Ma che cos’è una vita normale? Prende a esempio un uomo che nel paese in cui vive fa il talpaio, che è uno che cerca le tane delle talpe, per evitare che queste danneggino i campi. Un mestiere davvero insolito, però questo uomo lo svolge in maniera del tutto normale. Ci sono non solo mestieri ma anche esperienze non comuni che certe persone vivono in un modo normale e ci sono esperienze del tutto normali che alcune persone vivono in maniera spettacolare. Essere normali, vivere in un modo semplice non significa livellamento, dice ancora Adriana Zarri, ma solo rinuncia allo spettacolo. Ci riconosciamo in questo stile di vita? “Ci salvi Iddio dall’abitudine, dalle tele di ragno, dalla polvere; e ci aiuti a non aver bisogno di occasioni speciali o di particolari luoghi e tempi (non è anche la sacralità una sorta di insolito, avulso e differente rispetto al contesto consueto?) ma a saperlo incontrare sopra alle nostre strade: le semplici strade della gente che non mette il vestito della festa per la ferialità d’ogni mattina.”