Avete presente quei momenti in cui sapete di dover fare una cosa, non ne avete voglia, ma dovete proprio farla, e allora mettete su quella canzone che vi dà la carica e rivoluziona il vostro umore? Ecco, questo libro ha lo stesso effetto. Il titolo originale è "We Have Met The Enemy", e chi non l'h
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Avete presente quei momenti in cui sapete di dover fare una cosa, non ne avete voglia, ma dovete proprio farla, e allora mettete su quella canzone che vi dà la carica e rivoluziona il vostro umore? Ecco, questo libro ha lo stesso effetto. Il titolo originale è "We Have Met The Enemy", e chi non l'ha incontrato? Chi non si è trovato a fare cose che non doveva fare, sapendo benissimo di sbagliare ma sentendosi incapace di agire diversamente? C'è chi fuma, chi beve, chi mangia troppo, chi procrastina, chi spende tantissimo e chi non si muove mai; siamo tutti felici di avere più libertà, il problema è che per gestirle serve anche più autocontrollo, e non ci riesce proprio benissimo. Daniel Akst analizza il fenomeno partendo dai Greci, cercando di capire come mai l'autodisciplina sembra aver perso attrattiva, quali sono i cambiamenti nella società o le eventuali cause scientifiche che ci fanno preferire le gratificazioni immediate a discapito dei nostri "Io" futuri. A me è piaciuto tanto, l'ho trovato appassionante, divertente (splendidi gli aneddoti sui trucchi adottati dagli scrittori per obbligarsi a lavorare), e anche utile: non farà magie ma fornisce sicuramente qualche strumento in più per vincere la battaglia contro le abitudini che peggiorano la qualità della nostra vita.
Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la facilit
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Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la facilità di trovarsi prima o poi a farne uso è bene informarsi! In questo libro viene raccontata la loro storia, i meccanismi d'azione, gli effetti collaterali e tanti aneddoti su come sono entrati a far parte della nostra cultura grazie a consumatori famosi, film e canzoni. Risente un po' della struttura enciclopedica che fa saltare il lettore da un argomento all'altro, ma contiene informazioni interessanti, spunti di riflessione e per gli amanti della grafica ci sono anche le pubblicità degli psicofarmaci dal 1900 ad oggi.
"avere un piccolo orto è il vero lusso della nostra epoca"
Questo libro nasce come una raccolta di consigli per vivere bio, in giro ci sono sicuramente manuali più esaustivi, e chi si interessa di ecologia non ci troverà niente di nuovo. Io l'ho letto come un diario, Sveva racconta le sue scelte in diversi ambiti, dalla pulizia della casa, all'alimentazione
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Questo libro nasce come una raccolta di consigli per vivere bio, in giro ci sono sicuramente manuali più esaustivi, e chi si interessa di ecologia non ci troverà niente di nuovo. Io l'ho letto come un diario, Sveva racconta le sue scelte in diversi ambiti, dalla pulizia della casa, all'alimentazione al turismo, spiegando che sono alla portata di tutti e come ci è arrivata. Ho apprezzato molto il primo capitolo sul parto, che lei ha voluto naturale nonostante avesse 46 anni, le riflessioni sui danni che l'eccessiva ospedalizzazione di un processo naturale possono portare, poi il capitolo sulla bellezza e quello sugli animali. E' un libro pieno di emozioni e ricordi, riesce a trasmettere la serenità e la forza che si provano vivendo a contatto con la Terra, il progresso può far sentire l'uomo forte, ma allontanarsi troppo dalla natura secondo me ha l'effetto opposto.
Non contenta di aver trovato insostenibile "la pioggia prima che cada" ho deciso di dare una seconda chance a Coe, può capitare che uno scrittore sbagli un libro, no? Poi magari si ripiglia, ritrova l'ispirazione, e ci regala uno di quei bellissimi romanzi di cui ci si innamora e si regala a tutti g
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Non contenta di aver trovato insostenibile "la pioggia prima che cada" ho deciso di dare una seconda chance a Coe, può capitare che uno scrittore sbagli un libro, no? Poi magari si ripiglia, ritrova l'ispirazione, e ci regala uno di quei bellissimi romanzi di cui ci si innamora e si regala a tutti gli amici... Non è questo il caso. Maxwell Sim piagnucola di continuo. E' noiosissimo, si infastidisce se qualcuno gli fa notare che "panini" è plurale e dovrebbe ordinare "un panino" e trova rassicuranti le catene di ristoranti sempre uguali che ormai sono ovunque. Non c'è neanche una lontana possibilità che io possa amare un personaggio simile. L'ho tollerato per trecentocinquanta pagine sperando di vedergli fare una bruttissima fine, e non sono stata accontentata neanche in questo.
"Le donne si deprogrammano solo considerando la follia come imposta dall'esterno, e rendendosi conto che colpisce la loro mente attraverso giochi psicologici di infimo ordine. Se una donna capisce di essere stata sottoposta a un indottrinamento religioso che si serve di tecniche collaudate per i
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"Le donne si deprogrammano solo considerando la follia come imposta dall'esterno, e rendendosi conto che colpisce la loro mente attraverso giochi psicologici di infimo ordine. Se una donna capisce di essere stata sottoposta a un indottrinamento religioso che si serve di tecniche collaudate per il lavaggio del cervello, può provare compassione per se stessa invece che disgusto, e incominciare a vedere dove e come è cambiata la sua mente. "
Vent'anni dopo la pubblicazione di questo libro non ci siamo ancora liberate dall'imperativo della bellezza: protestiamo contro i modelli proposti dai media, vogliamo più visibilità per le donne reali, ma continuiamo a sprecare soldi per creme inutili, a patire la fame e a vergognarci del nostro corpo. Un corpo che nella maggioranza dei casi non ha proprio niente di sbagliato ma che veniamo insistentemente spinte a odiare e modificare se non corrisponde al modello giovane-magra-perfetta. Il mito della bellezza porta via alle donne soldi, tempo ed energie, ma anche l'autostima e la consapevolezza che per essere amate e desiderate non devono cambiare, vanno benissimo così come sono. Quando ci preoccupiamo delle rughe o di come sarà il nostro corpo dopo una gravidanza dovremmo chiederci perché crediamo che questi cambiamenti naturali siano brutti, l'insicurezza e il disagio che proviamo sono indotti ed evitabili, ma dobbiamo reagire e smetterla di subire tutto questo passivamente. Il cambiamento deve partire da noi, perché il mito della bellezza non è sostenuto solo da ragioni economiche e politiche ma anche dalle donne stesse, che invece di aiutarsi usano i modelli imposti per giudicare e svalutare le altre donne.
Mi è stato chiesto se questo è un libro "da femmine", la risposta è no. Non solo perché la bellezza viene analizzata come veicolo di valori sociali e culturali, quindi dovrebbe interessare tutti, ma anche perché se qualcosa è cambiato negli ultimi vent'anni è proprio l'attenzione del mondo pubblicitario verso l'universo maschile, che si è rivelato altrettanto vulnerabile e ora si becca la sua dose di creme inutili, articoli sulle diete e modelli impossibili a cui aspirare, con conseguente diffusione di disturbi alimentari e insicurezze sessuali.
Elogio dell'autodisciplina
Avete presente quei momenti in cui sapete di dover fare una cosa, non ne avete voglia, ma dovete proprio farla, e allora mettete su quella canzone che vi dà la carica e rivoluziona il vostro umore? Ecco, questo libro ha lo stesso effetto.continue)
Il titolo originale è "We Have Met The Enemy", e chi non l'h ... (
Avete presente quei momenti in cui sapete di dover fare una cosa, non ne avete voglia, ma dovete proprio farla, e allora mettete su quella canzone che vi dà la carica e rivoluziona il vostro umore? Ecco, questo libro ha lo stesso effetto.
Il titolo originale è "We Have Met The Enemy", e chi non l'ha incontrato? Chi non si è trovato a fare cose che non doveva fare, sapendo benissimo di sbagliare ma sentendosi incapace di agire diversamente? C'è chi fuma, chi beve, chi mangia troppo, chi procrastina, chi spende tantissimo e chi non si muove mai; siamo tutti felici di avere più libertà, il problema è che per gestirle serve anche più autocontrollo, e non ci riesce proprio benissimo.
Daniel Akst analizza il fenomeno partendo dai Greci, cercando di capire come mai l'autodisciplina sembra aver perso attrattiva, quali sono i cambiamenti nella società o le eventuali cause scientifiche che ci fanno preferire le gratificazioni immediate a discapito dei nostri "Io" futuri.
A me è piaciuto tanto, l'ho trovato appassionante, divertente (splendidi gli aneddoti sui trucchi adottati dagli scrittori per obbligarsi a lavorare), e anche utile: non farà magie ma fornisce sicuramente qualche strumento in più per vincere la battaglia contro le abitudini che peggiorano la qualità della nostra vita.
Psychofarmers®
Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la facilit ... (continue)
Il consumo degli psicofarmaci aumenta di anno in anno, grazie anche all'aiuto dei medici che li prescrivono con eccessiva nonchalance e alla creazione di nuove malattie particolarmente utili a rimpolpare le casse delle aziende farmaceutiche quando il mercato si fa agguerrito. Considerando la facilità di trovarsi prima o poi a farne uso è bene informarsi! In questo libro viene raccontata la loro storia, i meccanismi d'azione, gli effetti collaterali e tanti aneddoti su come sono entrati a far parte della nostra cultura grazie a consumatori famosi, film e canzoni. Risente un po' della struttura enciclopedica che fa saltare il lettore da un argomento all'altro, ma contiene informazioni interessanti, spunti di riflessione e per gli amanti della grafica ci sono anche le pubblicità degli psicofarmaci dal 1900 ad oggi.
Secondo natura
Questo libro nasce come una raccolta di consigli per vivere bio, in giro ci sono sicuramente manuali più esaustivi, e chi si interessa di ecologia non ci troverà niente di nuovo. Io l'ho letto come un diario, Sveva racconta le sue scelte in diversi ambiti, dalla pulizia della casa, all'alimentazione ... (continue)
Questo libro nasce come una raccolta di consigli per vivere bio, in giro ci sono sicuramente manuali più esaustivi, e chi si interessa di ecologia non ci troverà niente di nuovo. Io l'ho letto come un diario, Sveva racconta le sue scelte in diversi ambiti, dalla pulizia della casa, all'alimentazione al turismo, spiegando che sono alla portata di tutti e come ci è arrivata.
Ho apprezzato molto il primo capitolo sul parto, che lei ha voluto naturale nonostante avesse 46 anni, le riflessioni sui danni che l'eccessiva ospedalizzazione di un processo naturale possono portare, poi il capitolo sulla bellezza e quello sugli animali.
E' un libro pieno di emozioni e ricordi, riesce a trasmettere la serenità e la forza che si provano vivendo a contatto con la Terra, il progresso può far sentire l'uomo forte, ma allontanarsi troppo dalla natura secondo me ha l'effetto opposto.
I terribili segreti di Maxwell Sim
***This comment contains spoilers! ***
Non contenta di aver trovato insostenibile "la pioggia prima che cada" ho deciso di dare una seconda chance a Coe, può capitare che uno scrittore sbagli un libro, no? Poi magari si ripiglia, ritrova l'ispirazione, e ci regala uno di quei bellissimi romanzi di cui ci si innamora e si regala a tutti g ... (continue)
Non contenta di aver trovato insostenibile "la pioggia prima che cada" ho deciso di dare una seconda chance a Coe, può capitare che uno scrittore sbagli un libro, no? Poi magari si ripiglia, ritrova l'ispirazione, e ci regala uno di quei bellissimi romanzi di cui ci si innamora e si regala a tutti gli amici... Non è questo il caso.
Maxwell Sim piagnucola di continuo. E' noiosissimo, si infastidisce se qualcuno gli fa notare che "panini" è plurale e dovrebbe ordinare "un panino" e trova rassicuranti le catene di ristoranti sempre uguali che ormai sono ovunque. Non c'è neanche una lontana possibilità che io possa amare un personaggio simile. L'ho tollerato per trecentocinquanta pagine sperando di vedergli fare una bruttissima fine, e non sono stata accontentata neanche in questo.
Il mito della bellezza
"Le donne si deprogrammano solo considerando la follia come imposta dall'esterno, e rendendosi conto che colpisce la loro mente attraverso giochi psicologici di infimo ordine. Se una donna capisce di essere stata sottoposta a un indottrinamento religioso che si serve di tecniche collaudate per i ... (continue)
"Le donne si deprogrammano solo considerando la follia come imposta dall'esterno, e rendendosi conto che colpisce la loro mente attraverso giochi psicologici di infimo ordine. Se una donna capisce di essere stata sottoposta a un indottrinamento religioso che si serve di tecniche collaudate per il lavaggio del cervello, può provare compassione per se stessa invece che disgusto, e incominciare a vedere dove e come è cambiata la sua mente. "
Vent'anni dopo la pubblicazione di questo libro non ci siamo ancora liberate dall'imperativo della bellezza: protestiamo contro i modelli proposti dai media, vogliamo più visibilità per le donne reali, ma continuiamo a sprecare soldi per creme inutili, a patire la fame e a vergognarci del nostro corpo. Un corpo che nella maggioranza dei casi non ha proprio niente di sbagliato ma che veniamo insistentemente spinte a odiare e modificare se non corrisponde al modello giovane-magra-perfetta. Il mito della bellezza porta via alle donne soldi, tempo ed energie, ma anche l'autostima e la consapevolezza che per essere amate e desiderate non devono cambiare, vanno benissimo così come sono.
Quando ci preoccupiamo delle rughe o di come sarà il nostro corpo dopo una gravidanza dovremmo chiederci perché crediamo che questi cambiamenti naturali siano brutti, l'insicurezza e il disagio che proviamo sono indotti ed evitabili, ma dobbiamo reagire e smetterla di subire tutto questo passivamente. Il cambiamento deve partire da noi, perché il mito della bellezza non è sostenuto solo da ragioni economiche e politiche ma anche dalle donne stesse, che invece di aiutarsi usano i modelli imposti per giudicare e svalutare le altre donne.
Mi è stato chiesto se questo è un libro "da femmine", la risposta è no. Non solo perché la bellezza viene analizzata come veicolo di valori sociali e culturali, quindi dovrebbe interessare tutti, ma anche perché se qualcosa è cambiato negli ultimi vent'anni è proprio l'attenzione del mondo pubblicitario verso l'universo maschile, che si è rivelato altrettanto vulnerabile e ora si becca la sua dose di creme inutili, articoli sulle diete e modelli impossibili a cui aspirare, con conseguente diffusione di disturbi alimentari e insicurezze sessuali.