Questo libro costituisce uno studio di tutto ciò che hanno in comune i fenomeni che hanno la forma di una "rete", come per esempio i vicinati di un paese, internet, i grilli che sincronizzano il loro canto, il sistema nervoso di un verme e la comunità degli attori di Hollywood. Alcune considerazioni
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Questo libro costituisce uno studio di tutto ciò che hanno in comune i fenomeni che hanno la forma di una "rete", come per esempio i vicinati di un paese, internet, i grilli che sincronizzano il loro canto, il sistema nervoso di un verme e la comunità degli attori di Hollywood. Alcune considerazioni tratte dalla lettura: 1. Tutti conoscono la regola dei "sei gradi di separazione"; essa spiega che per congiungere due persone qualunque del nostro Pianeta attraverso conoscenze dirette, il legame richiede in media il coinvolgimento di sei persone. E’ meno noto che in internet vige la regola dei "diciannove gradi di separazione", vale a dire che per passare da un sito ad un altro sito qualunque attraverso link diretti, occorre in media passare per diciannove siti. Ciò dimostra che la rete dei legami basati sul conoscersi e sul salutarsi per strada è molto più veloce ed efficiente del web. Che conseguenze ne traiamo? 2. Esiste una teoria ormai dimostrata che si chiama "forza dei legami deboli". Essa spiega che in tutte le attività nelle quali sono richiesti dei legami ("quando si cerca un lavoro, quando si va a caccia di notizie, quando si vuole aprire un ristorante o lanciare una nuova moda") assumono un ruolo determinante le conoscenze deboli e superficiali, mentre mostrano di servire poco o niente le amicizie ristrette e intime.
Non ho una passione per le biografie. Però il libro "L’uomo che sapeva troppo" - che racconta la vita di Alan Turing – è bello. Nel raccontare le vicende tormentate della persona che ha inventato il computer, traccia una vera e propria "teologia della macchina", e va alla radice del rapporto tra uom
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Non ho una passione per le biografie. Però il libro "L’uomo che sapeva troppo" - che racconta la vita di Alan Turing – è bello. Nel raccontare le vicende tormentate della persona che ha inventato il computer, traccia una vera e propria "teologia della macchina", e va alla radice del rapporto tra uomo e calcolatore.
Da una lettura del genere si possono trarre diverse riflessioni.
1. Il computer è nato negli anni ‘30 come macchina "intelligente". Oggi però è diventato, fondamentalmente, qualcosa di meccanico, una macchina di mera esecuzione. I primi computer erano progettati "per pensare", oggi essi sono fabbricati in serie per fungere da sofisticate macchine da scrivere, o come raffinate telescriventi. Ci si sarebbe aspettati un’evoluzione inversa: macchine meccaniche che divengono intelligenti. Che cosa è accaduto?
2. Qual è il computer più intelligente possibile? Mettiamo che io esegua il test di Turing e mi trovi ad interloquire telematicamente con un uomo e con una macchina, e che quest’ultima debba ingannarmi spacciandosi per l’uomo. Se a una domanda come "quanto fa 12567 per 75483" il computer rispondesse prontamente "948594861", si tradirebbe subito, e il test terminerebbe lì. Se mi lasciasse attendere per 3 minuti e mi rispondesse (sbagliando) 948594851, io mi convincerei di avere a che fare con l’umano. Che cosa è esattamente l’intelligenza?
3.Secondo Turing una entità è intelligente quando "sembra" tale. Questo è sempre vero? L’apparenza è l’identità?
Ormai è appurato che i libri di giochi ed enigmi logici e matematici hanno una peculiarità: sono molti e tendono a presentare tutti quanti gli stessi giochi e paradossi. E’ veramente difficile trovare enigmi interessanti nuovi, non noti.
Per questo mi ha stupito il libo di Ian Stewart intitolato La
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Ormai è appurato che i libri di giochi ed enigmi logici e matematici hanno una peculiarità: sono molti e tendono a presentare tutti quanti gli stessi giochi e paradossi. E’ veramente difficile trovare enigmi interessanti nuovi, non noti.
Per questo mi ha stupito il libo di Ian Stewart intitolato La piccola bottega delle curiosità matematiche del professor Stewart (che era stato distribuito con “Le scienze” di agosto). Perché quasi tutti i giochi, enigmi, paradossi e curiosità proposti sono effettivamente nuovi, e decisamente invitanti. Ve ne sono di molti tipi. Interessanti, fra gli altri, i teoremi che dimostrano in modo apparentemente logicissimo affermazioni del tutto assurde (come “tutti i triangoli scaleni sono isosceli”), e in cui occorre trovare l’errore. Anche le parti su ciò che è già noto sono di piacevole lettura, per esempio vi ho trovato una delle più chiare spiegazioni della geometria frattale che mi sia capitato di leggere.
Fra tutti, un gioco molto semplice ma non del tutto intuitivo:
IL SIMBOLO MANCANTE (p. 185)
Inserite uno degli usuali simboli matematici tra un 4 e un 5 in modo da ottenere un numero maggiore di 4 e minore di 5
Link
Questo libro costituisce uno studio di tutto ciò che hanno in comune i fenomeni che hanno la forma di una "rete", come per esempio i vicinati di un paese, internet, i grilli che sincronizzano il loro canto, il sistema nervoso di un verme e la comunità degli attori di Hollywood.continue)
Alcune considerazioni ... (
Questo libro costituisce uno studio di tutto ciò che hanno in comune i fenomeni che hanno la forma di una "rete", come per esempio i vicinati di un paese, internet, i grilli che sincronizzano il loro canto, il sistema nervoso di un verme e la comunità degli attori di Hollywood.
Alcune considerazioni tratte dalla lettura:
1. Tutti conoscono la regola dei "sei gradi di separazione"; essa spiega che per congiungere due persone qualunque del nostro Pianeta attraverso conoscenze dirette, il legame richiede in media il coinvolgimento di sei persone. E’ meno noto che in internet vige la regola dei "diciannove gradi di separazione", vale a dire che per passare da un sito ad un altro sito qualunque attraverso link diretti, occorre in media passare per diciannove siti. Ciò dimostra che la rete dei legami basati sul conoscersi e sul salutarsi per strada è molto più veloce ed efficiente del web. Che conseguenze ne traiamo?
2. Esiste una teoria ormai dimostrata che si chiama "forza dei legami deboli". Essa spiega che in tutte le attività nelle quali sono richiesti dei legami ("quando si cerca un lavoro, quando si va a caccia di notizie, quando si vuole aprire un ristorante o lanciare una nuova moda") assumono un ruolo determinante le conoscenze deboli e superficiali, mentre mostrano di servire poco o niente le amicizie ristrette e intime.
(recensione postata anche nel mio blog http://eleinads.blog.tiscali.it)
L'uomo che sapeva troppo
Non ho una passione per le biografie. Però il libro "L’uomo che sapeva troppo" - che racconta la vita di Alan Turing – è bello. Nel raccontare le vicende tormentate della persona che ha inventato il computer, traccia una vera e propria "teologia della macchina", e va alla radice del rapporto tra uom ... (continue)
Non ho una passione per le biografie. Però il libro "L’uomo che sapeva troppo" - che racconta la vita di Alan Turing – è bello. Nel raccontare le vicende tormentate della persona che ha inventato il computer, traccia una vera e propria "teologia della macchina", e va alla radice del rapporto tra uomo e calcolatore.
Da una lettura del genere si possono trarre diverse riflessioni.
1. Il computer è nato negli anni ‘30 come macchina "intelligente". Oggi però è diventato, fondamentalmente, qualcosa di meccanico, una macchina di mera esecuzione. I primi computer erano progettati "per pensare", oggi essi sono fabbricati in serie per fungere da sofisticate macchine da scrivere, o come raffinate telescriventi. Ci si sarebbe aspettati un’evoluzione inversa: macchine meccaniche che divengono intelligenti. Che cosa è accaduto?
2. Qual è il computer più intelligente possibile? Mettiamo che io esegua il test di Turing e mi trovi ad interloquire telematicamente con un uomo e con una macchina, e che quest’ultima debba ingannarmi spacciandosi per l’uomo. Se a una domanda come "quanto fa 12567 per 75483" il computer rispondesse prontamente "948594861", si tradirebbe subito, e il test terminerebbe lì. Se mi lasciasse attendere per 3 minuti e mi rispondesse (sbagliando) 948594851, io mi convincerei di avere a che fare con l’umano. Che cosa è esattamente l’intelligenza?
3.Secondo Turing una entità è intelligente quando "sembra" tale. Questo è sempre vero? L’apparenza è l’identità?
(pubblicata anche nel mio blog http://eleinads.blog.tiscali.it)
La piccola bottega delle curiosità matematiche del professor Stewart
Ormai è appurato che i libri di giochi ed enigmi logici e matematici hanno una peculiarità: sono molti e tendono a presentare tutti quanti gli stessi giochi e paradossi. E’ veramente difficile trovare enigmi interessanti nuovi, non noti.
Per questo mi ha stupito il libo di Ian Stewart intitolato La ... (continue)
Ormai è appurato che i libri di giochi ed enigmi logici e matematici hanno una peculiarità: sono molti e tendono a presentare tutti quanti gli stessi giochi e paradossi. E’ veramente difficile trovare enigmi interessanti nuovi, non noti.
Per questo mi ha stupito il libo di Ian Stewart intitolato La piccola bottega delle curiosità matematiche del professor Stewart (che era stato distribuito con “Le scienze” di agosto). Perché quasi tutti i giochi, enigmi, paradossi e curiosità proposti sono effettivamente nuovi, e decisamente invitanti. Ve ne sono di molti tipi. Interessanti, fra gli altri, i teoremi che dimostrano in modo apparentemente logicissimo affermazioni del tutto assurde (come “tutti i triangoli scaleni sono isosceli”), e in cui occorre trovare l’errore.
Anche le parti su ciò che è già noto sono di piacevole lettura, per esempio vi ho trovato una delle più chiare spiegazioni della geometria frattale che mi sia capitato di leggere.
Fra tutti, un gioco molto semplice ma non del tutto intuitivo:
IL SIMBOLO MANCANTE (p. 185)
Inserite uno degli usuali simboli matematici tra un 4 e un 5 in modo da ottenere un numero maggiore di 4 e minore di 5
Pubblicata anche nel mio blog http://eleinads.blog.tiscali.it