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- L'acustica perfetta (1007)
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By Daria Bignardi -
Finished on Nov 7, 2012 




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- The Science of Evil (3)
- On Empathy and the Origins of Cruelty
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By Simon Baron-Cohen -
Finished on Aug 19, 2012 




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Non è il primo lavoro di Baron-Cohen sull’empatia. Ho seguito il suo lavoro sull’Autismo, la Teoria della Mentalizzazione, il cervello sociale ed empatico e l’empatia attraverso alcuni dei suoi articoli. Una piccola summa di questo lavoro è stato pubblicato in Italia con il titolo Cognizio ... (
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Aug 20, 2012 |
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- B.P.R.D., Volume 14 (7)
- King of Fear
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By Mike Mignola -
Finished in 2011 




Finished (re-read) in 2011 




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«You see? The Ogdru Hem arrive not one at a time, but in a wave, and that accomplishes the difference. They'll reshape this world, and give humanity a new and better one to die in. We'll have the blessing of this last generation of man, who will know that Earth's future is righteous.»
«If you expec ... (continue ) -
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Jun 22, 2012 |
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- B.P.R.D., Vol. 8 (10)
- Killing Ground
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By Mike Mignola, Guy Davis, John Arcudi -
Finished in 2011 




Finished (re-read) in 2011 




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«Living in a maze, hunting giant man-eating monsters. And frigging fish-man is telling me what to do.»
«Listen to you, man. Monsters this and fish-man that. Know what that is? That's some anthrocentric crap you're talkin'.»
«What?»
«Yeah, man. You're a goddamned "speciest"!» -
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Jun 22, 2012 |
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- Cronache di Gerusalemme (377)
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By Guy Delisle -
Finished on Jun 1, 2012 




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I reportage giornalistici di Guy Delisle, fumettista canadese, sono tra i più conosciuti e apprezzati. Sulle orme di Joe Sacco, Delisle scrive la cronaca di un suo soggiorno di un anno in Israele, precisamente nel quartiere palestinese di Bet Hanina, a Gerusalemme Est, passando per Ramallah, Tel Av ... (
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Jun 1, 2012 |
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- Dalla nostalgia del territorio al desiderio di paesaggio (10)
- Elementi per una teoria del paesaggio
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By Claude Raffestin -
Finished in Jan 2012 




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Dalla nostalgia del territorio al desiderio di paesaggio
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Anche conosciuto come Dell'arte di discutere del nulla.
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Jan 12, 2012 |
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- Storia delle Amministrazioni di Zungri dal 1811 (1)
- Nel bicentenario dell'istituzione del Comune
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By Francesco Fiamingo -
Finished in 2011 




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Storia delle Amministrazioni di Zungri dal 1811
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Zungri, bicentenario ed evoluzione storica -
ZUNGRI Il titolo, “Storia delle amministrazioni di Zungri dal 1811 nel bicentenario dell’istituzione del comune”, potrebbe intimidire. Invece il testo di Francesco Fiamingo, classe 1947, già autore di varie poesie dialettali che vantano numerosi riconoscimenti, è più che godibile anche per i ... (
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Oct 26, 2011 |
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- Costituzione (6)
- Storia di un concetto dall'antichità a oggi
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By Dieter Grimm, Heinz Mohnhaupt -
Finished in 2011 




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«Tranquilli, nessuno ci ha capito un cazzo.»
Anonimo su Mohnhaupt&Grimm -
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Jul 21, 2011 |
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- Hellboy Vol. 5 (37)
- Conqueror Worm
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By Mike Mignola -
Finished in 2011 




Finished (re-read) in 2011 




Finished (re-read) on Jun 20, 2012 




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«Hellboy, to be other than human does not necessarily mean to be less.»
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Jun 2, 2011 |
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- Manuale di comunicazione, sociologia e cultura della moda (6)
- Vol. V - Performance
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By Patrizia Calefato, Antonella Giannone -
Finished in 2011 




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Manuale di comunicazione, sociologia e cultura della moda
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p. 169
Perché il mestiere della modella consiste proprio in questo: non valorizzare il corpo, bensì l'abito. Lo scriveva Roland Barthes nel Sistema della moda: "il corpo della cover-girl non è il corpo di nessuno, è una forma pura" (Barthes 1967a, pp. 260-261). Che questa forma debba però per ... (continue ) -
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May 21, 2011 |
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- Sfera (2251)
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By Michael Crichton -
Finished in 2011 




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Michael, accenderò un cero per te. Anche solo perché hai scritto che in un team formato per incontrare un extraterrestre sarebbe opportuno avere un antropologo culturale. Mi sono commossa.
Finalmente qualcuno che ci apprezza! -
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May 16, 2011 |
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- Sorella, mio unico amore (725)
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By Joyce Carol Oates -
Finished in 2011 




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Ovvero La Fiera del Trash.
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May 12, 2011 |
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- La macchia umana (4099)
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By Philip Roth -
Finished in 2011 




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In the land of the blind, the one-eyed man is king. -
Roth è riuscito a farmi sentire sporca. Non mi succedeva da secoli. Mi ha fatto sentire prigioniera di un carnefice troppo intelligente, impossibile da ignorare, sottile e anche assolutamente brutale.
Credo di odiarlo.
Anche perché, appena iniziata la lettura, sono stata torturata da un que ... (continue ) -
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Apr 7, 2011 |
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- Pertini (341)
- Edizione critica
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By Andrea Pazienza -
Finished in 2011 




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«Nel palazzo del Governo, poi, si aggirano altri orribili delinquenti colpevoli delle più gravi malefatte. Alcuni di loro dovrebbero avere l'ergastolo e invece sono, né più né meno, segretari di partito.
(...)
Molti di loro vivono anni di angoscia sempre in para che qualcuno li becchi.
Ma qualcun ... (continue ) -
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May 5, 2011 |
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- Cesare Vol. 8 (94)
- Il creatore che ha distrutto
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By Fuyumi Soryo -
Finished in 2011 




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Accingendomi a leggere l'ultimo numero di Cesare, mi sono improvvisamente messa a fare alcune considerazioni sulla vita e sulla morte. In particolare, credo di aver esclamato ad alta voce «Sarò diventata vecchia prima di vedere concluso questo manga!».
Ora, comprensibilmente, se è molto proba ... (continue ) -
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Mar 24, 2011 |
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L'acustica perfetta
Ho sentito di questo libro a Deejay Chiama Italia con Daria Bignardi che anticipava con voce suadente ad un incantato Nicola Savino la trama di questo romanzo. Si tratta del terzo libro scritto dalla Bignardi, ma il primo letto da me e devo dire che l'impressione che ne ho avuto non è del tut ... (continue)
Ho sentito di questo libro a Deejay Chiama Italia con Daria Bignardi che anticipava con voce suadente ad un incantato Nicola Savino la trama di questo romanzo. Si tratta del terzo libro scritto dalla Bignardi, ma il primo letto da me e devo dire che l'impressione che ne ho avuto non è del tutto lineare e coerente.
Nella scelta del libro ha influito certamente il tono sognante e leggiadro con cui l'autrice l'ha descritto e mi si è subito configurato nella mente come un racconto dell'assenza o di una presenza instabile, un racconto di scomparse e di un ritrovarsi frenetico, un thriller dei sentimenti o, più semplicemente, il racconto della convivenza fra un uomo equilibrato e una donna in disarmonia con la propria vita e l'universo. Per farla semplice, la storia un po' trita di una donna depressa e di un marito incapace di comprenderla, di una donna che, accecata da un modello amoroso praticamente inesistente, abbandona marito e f,gli per cercare una se stessa altrettanto idealizzata.
In realtà si tratta di un racconto piacevolmente complesso. In primo luogo perché il narratore e protagonista è Arno, il marito abbandonato, questa creatura di genere maschile figlio di madre tedesca e padre toscano, così astorico che potrebbe essere una creatura di Narnia e dei suoi straordinari natali comunque ci rimarrebbe solo questo suo essere con i piedi per terra eppure straordinariamente distaccato dalla realtà, dai sentimenti, dalle incrinature del suo rapporto con una moglie scelta in quanto speciale, in un certo senso plasmata a immagine e somiglianza di una donna che, in effetti, non è mai esistita. Una donna, quindi, non meno idealizzata di quanto non lo fosse Amore per sua moglie. In secondo luogo, e in maniera speculare al primo punto, perché si tratta di un ritratto abbastanza fedele di quello che avviene nella maggior parte delle coppie: Lei sceglie Lui perché riflesso di un amore idealizzato, Lui sceglie Lei perché immagine di una femminilità sconosciuta eppure continuamente razionalizzata, Entrambi si crogiolano negli anni un po' paghi e un po' insoddisfatti dell'incapacità dell'uno e dell'altro di corrispondere a quei modelli. Arno e Sara, a differenza di altre coppie, hanno l'aggravante Lui della presunzione di saper comprendere, di amare abbastanza, di poter capire tutto in modo chiaro e razionale, Lei di aver vissuto esperienze traumatiche e di aver vissuto una vita di timide richieste di affetto e più prorompenti rinunce, abbandoni, superficiali addii. A loro favore ha giocato quella universale voglia di trovare l'altra metà della mela o più semplicemente un compagno sufficientemente accettabile con cui scaldare il letto, mettere al mondo dei figli, trascorrere le giornate. Contro di loro ci si son messe la depressione di Lei, un universo familiare instabile, un eccessivo lassismo nel lasciar cadere i discorsi importanti.
Un'acustica perfetta è un bel romanzo, ma a mio avviso manca di equilibro. Scritto molto bene, buoni i tempi e l'alternarsi di stile epistolare e racconto in prima persona, però non equilibrato nel procedere attraverso la ricerca affannosa di Sara e del suo passato da parte di Arno, una ricerca piena e appagante fino ai due terzi del libro, poi lacunosa, anche questa piena di troppi non-detti, spezzata a metà. Alla fine delle circa 200 pagine del romanzo restano troppe questioni irrisolte: il perché dei silenzi e della compiacenza dei familiari, i retroscena della fuga. L'idea è quella di una narrazione lasciata a metà oppure del tentativo di rendere al meglio la rinuncia di Arno e l'impossibilità che ha lui come uomo e come marito di comprendere a pieno sua moglie e le sue esperienze di vita. Il risultato è comunque quello di una separazione improvvisa, proprio come quella di Sara e Arno, di una conclusione affrettata e incomprensibile, di un progetto di vita lasciato a metà. Avrei voluto avere in dono dall'autrice qualche pagina in più e qualche interruzioni di discorso in meno, avrei voluto incontrare Sara dopo la sua fuga, avrei voluto capire la scelta di Arno, le reazioni dei bambini, i rapporti fra lei e il resto della sua famiglia. Avrei fatto a cambio con qualche Questa è matta, Lei è sincera, Io c'ero, Sì di troppo e con qualche virgola messa a sproposito, francamente.
Non mi sento di sconsigliarlo, comunque. Anzi, almeno per quanto riguarda me si è trattato di una piacevole parentesi ricca di spunti di riflessione inframmezzati dal ricordo dirompente del modo che ha la Bignardi di parlare e raccontare (che io, personalmente, adoro). Mi ha tenuto compagnia in una notte d'insonnia, anche se si è concluso troppo presto.
Un romanzo estremamente femminile, comunque. Non impegnativo.