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A.S. Byatt
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- Il libro dei bambini (475)
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By A.S. Byatt -
Finished on Oct 1, 2011 




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Libreria molto interessante, ti ho aggiunto come vicina :)
Ti ho appena promossa ad amica, memore di quel simpatico messaggio quando giacevo immobile nelle profondità recondite del buio fosso della non-lettura :-)
Sempre ammirata dalla qualità delle tue letture e dalla lucida profondità dei tuoi commenti :)
Be', ora torniamo a impastoiarci con IJ !
Ciao Elettra! Questa e' una preghiera di tornare a frequentare il gdl di I.J.! Torna!
ciao, elettra, devi passare nella Tag 27 della PBE per chiarire i tuoi voti... ne hai dato uno in più...
Il libro dei bambini
Il titolo, a mio parere, potrebbe risultare riduttivo per chi si aspetta di leggere un libro dedicato ai bambini o che comunque abbia a che fare con la letteratura d’infanzia! Certo ci sono fiabe e si parla anche di bambini ma questo libro è molto ma molto di più. Un romanzo denso, complesso e cor ... (
Il titolo, a mio parere, potrebbe risultare riduttivo per chi si aspetta di leggere un libro dedicato ai bambini o che comunque abbia a che fare con la letteratura d’infanzia! Certo ci sono fiabe e si parla anche di bambini ma questo libro è molto ma molto di più. Un romanzo denso, complesso e corposo, che dispiega una tela affascinante popolata da molti personaggi, fittizi ma anche storici, che vivono in grandi case ospitali e formano famiglie splendide allargate. È un romanzo in cui si parla di storia, di costume, di filosofia, di arte e certo anche di bambini. La Byatt non solo ci racconta di bambini ma intreccia favole, in cui fantasia e realtà sembrano fondersi , trasformandosi in magie . È il periodo edoardiano in cui ci sono tanti scrittori di libri per l’infanzia e la protagonista per eccellenza, Olive Wellwood, è proprio una scrittrice di successo di favole, di avventure fantastiche, che, appunto come tali, non sono mai destinate a scontrarsi con la realtà; sono invece un mezzo per esorcizzare i brutti ricordi, per distogliere gli occhi dal lato doloroso della vita. In questo c’è l’affresco di un’epoca che raccoglie i fermenti utopistici di anarchismo, primo socialismo, suffragette, del “fabianesimo” con la sua tendenza alla maggiore libertà nella vita sociale, maggior attenzione all’infanzia e alla emancipazione sessuale. Ma di questo quadro di distorta visione ottimistica della vita, quasi irresponsabile e distratta si macchiano soprattutto gli adulti, che, a mio parere, sono da considerarsi parte di quei bambini di cui parla il titolo, colpevoli di mandare una generazione, completamente impreparata, al massacro nelle trincee della prima guerra mondiale. Le fiabe si scontrano dunque con la dura realtà in modo molto atroce. Al di là dell’esperienza bellica, ne è un esempio la figura del primogenito della scrittrice, Tom, che alle prime difficoltà della vita perde completamente il senso della realtà; il mondo delle fiabe non esiste se non nella mente, la realtà è molto dura e dolorosa e lui si ritrova incapace di viverci! Sarei certamente riduttiva se terminassi qui questa mia succinta analisi perché nel libro ci sono tanti altri aspetti non meno importanti da sottolineare. In primo luogo l’arte e la figura dell’artista. Si parte da un grande Museo, il Victoria & Albert Museum con le sue stanze piene di incredibili tesori per passare attraverso le dimore dei vari protagonisti, non meno ricche ed impreziosite da fascinose ceramiche o altri artistici manufatti. E poi ci sono gli artisti veri e propri, geniali, eccessivi, presi dalla loro creatività da non accorgersi spesso di quello che succede nelle loro famiglie. Olive ne è un esempio. Le sue storie sono deliziose, ricche di fantasia, di fascino così come la sua casa che ha angoli misteriosi, magici che sembrano essere l’appendice delle sue invenzioni. Ma in realtà non è tutto così dorato come sembra, vita e scrittura possono spesso non conciliarsi così idillicamente come sembra!!